Ambiente
Le donne scelgono di non avere figli a causa dei cambiamenti climatici
Poiché l’ambiente globale diventa sempre più precario e la minaccia del cambiamento climatico cresce con la quantità dell’onnipresente propaganda a riguardo, un numero crescente di persone sceglie di non avere figli a causa delle preoccupazioni per il futuro.
Diverse donne hanno detto Yahoo che vedono il non avere figli come un modo per ridurre il loro impatto complessivo sull’ambiente e anche come atto di compassione verso le generazioni future. Non vogliono portare i bambini in un mondo devastato dal cambiamento climatico e, non avendo figli, le risorse non saranno così tese per coloro che lo fanno.
Vedono il non avere figli come un modo per ridurre il loro impatto complessivo sull’ambiente e anche come atto di compassione verso le generazioni future
«La crisi climatica in particolare mi porta molta ansia, soprattutto perché abbiamo iniziato a vedere più degli impatti di incendi, temperature estreme e sfollamento di comunità», ha detto a Yahoo una donna di nome Madrid .
«La mancanza di urgenza da parte dei politici per affrontare adeguatamente questi problemi mentre c’è un’inevitabile minaccia di disastro ambientale e una carenza di risorse è piuttosto spaventosa».
«Quindi, se ci fosse mai un reale desiderio di diventare genitori, sarebbe ampiamente controbilanciato dal fatto che riteniamo di non essere attualmente in grado di fornire un ambiente e un futuro sicuri per i nostri figli», ha aggiunto Madrid.
Non vogliono portare i bambini in un mondo devastato dal cambiamento climatico e, non avendo figli, le risorse non saranno così tese per coloro che lo fanno
Quasi tutti gli americani che hanno risposto a un piccolo sondaggio pubblicato sulla rivista Climatic Change lo scorso novembre hanno affermato di essere «molto» o «estremamente» preoccupati per il benessere dei bambini nelle generazioni future che devono affrontare impatti dei cambiamenti climatici anche peggiori di quelli che noi abbiamo stai affrontando oggi.
«Parlare più apertamente della mia decisione potrebbe almeno indurre più persone a pensare a cosa si può fare di più per proteggere i propri figli», ha detto Madrid a Yahoo .
Per alcune delle donne che hanno parlato con Yahoo, l’atto di non avere figli rappresentava un modo per esercitare il controllo personale su una crisi globale che è, in gran parte, fuori dalle loro mani.
L’atto di non avere figli rappresentava un modo per esercitare il controllo personale su una crisi globale che è, in gran parte, fuori dalle loro mani
«Siamo stati addestrati per vedere che si riduce a questa decisione individuale”, ha detto a Yahoo Josephine Ferorelli, cofondatrice dell’organizzazione Conceivable Future, incentrata sul cambiamento climatico e sulla «giustizia riproduttiva». «Siamo stati addestrati per considerarlo l’unico posto in cui abbiamo potere».
Il lettore lo può capire senza tanto sforzo: l’ambientalismo apocalittico, con la favola nera del Cambiamento Climatico che oramai aleggia su tutto, altro non è che una maschera della Necrocultura.
Il vero fine dell’ambientalismo, del mondo dei «diritti riproduttivi», e di una porzione via via più enorme della medicina moderna è solo e semplicemente questo: diminuire la popolazione, cioè far decrescere sul pianeta l’essere umano. Che, ricordiamolo, per alcuni di noi è Imago Dei, a immagine di Dio: quindi, chi può quindi desiderare la sparizione dell’uomo?
L’ambientalismo apocalittico, con la favola nera del Cambiamento Climatico che oramai aleggia su tutto, altro non è che una maschera della Necrocultura
Alle povere ragazze intervistate su Yahoo, che quasi certamente vanno incontro ad una vita, se non infelice, assai incompleta, sarebbe da ricordare come storicamente la loro idea vada rovesciata: non sono le teorie di controllo delle nascite che nascono dall’ambientalismo; al contrario, furono soggetti dell’oligarcato transnazionale mondiale come il Club di Roma di Aurelio Peccei a creare i presupposti dell’ecologismo, per esempio finanziando seminali studi come quello del MIT chiamato I limiti dello sviluppo (1972).
L’ambientalismo contemporaneo è uno strumento anti-umano: chi non l’ha ancora capito, apra gli occhi. Altrimenti, chiedetevi perché in pratica nessun ente ufficiale di difesa ecologica ha preso posizione contro fattori di inquinamento biologico massivo come i vaccini, i farmaci sterilizzanti, gli psicofarmaci.
Ambiente
Documento sui «cambiamenti climatici»: «l’Eucarestia come scuola ecologica»
Un ampio documento diffuso dalla Commissione Teologica Internazionale, dal titolo «Prendersi cura della nostra Casa comune – Una risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario», definisce il Santo Sacrificio della Messa una «scuola ecologica».
All’interno del testo, datato 2 settembre e incentrato sulle tematiche ambientali, sulla «conversione ecologica» e sul cosiddetto «cambiamenti climatici», la Commissione Teologica riserva un intero paragrafo — il numero 108 del Capitolo 2 — alla descrizione della Messa e della Santa Eucaristia come «scuola ecologica». Pur riconoscendo, in questo passaggio, che il fine ultimo della Messa resta la glorificazione di Dio, il documento sembra ridimensionarne il significato, presentando la Messa e il Santissimo Sacramento soprattutto come strumenti per «prendersi cura del creato».
Il documento scrive: «Dall’Eucaristia si sprigiona una spiritualità capace di sostenere e incoraggiare la conversione ecologica che abbiamo così urgentemente bisogno di intraprendere come famiglia umana (cf. LS 236). In essa riconosciamo nella natura i doni di Dio. L’intelligenza si apre alla diafanità di Dio nella creazione. La natura rivela la sua intrinseca dimensione epifanica».
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Il testo prosegue: «L’Eucaristia è banchetto di comunione, tavola comune da condividere. Per questo edifica la comunità. Non è possibile celebrare l’Eucaristia e non preoccuparsi dei poveri».
Al punto 99 del documento vi è un attacco preciso all’antropocentrismo, definito predatorio: «Senz’altro l’antropocentrismo predatorio, che considera l’umanità come padrona assoluta di tutto il creato, con ius utendi et abutendi, deve essere chiaramente rifiutato dai cristiani». Non è chiarissimo a cosa si stia riferendo il testo vaticano, che prova a spiegare: «seguendo la logica immanente che lo anima, l’antropocentrismo predatorio porta con sé una dinamica di violenza e sfruttamento, poiché non è regolato dal rispetto per l’altro (la natura) né per gli altri (il prossimo) né per l’Altro (Dio Creatore), finendo per sfigurare l’immagine di Dio impressa nell’essere umano ed espressa nelle relazioni in cui vive, imprigionandolo nella tristezza di una coscienza isolata (EG 2). Si saccheggiano e si sacrificano vite, e con esse il futuro di molte altre vite, a partire dalla soddisfazione indiscriminata del proprio egoismo autocentrato».
Viene proposta tuttavia una soluzione di sapore intellettualoide. Contro l’antropocentrismo predatorio, «Papa Francesco ha proposto la formula dell’«antropocentrismo situato» per descrivere il modo in cui l’umanità si relaziona con il resto del creato secondo il disegno di Dio (LD 67); aspetto ripreso da Papa Leone XIV».
Fin dai primi mesi del proprio pontificato, Papa Leone XIV ha più volte ribadito l’importanza delle questioni ambientali, arrivando ad autorizzare, a pochi mesi dall’elezione, la celebrazione della «Messa per la cura del creato». In occasione della prima Messa dedicata a questo tema, Leone XIV dichiarò che «il mondo sta bruciando», sottolineando quella che a suo giudizio rappresenta la necessità di una «conversione» per quanti non avvertono ancora «l’urgenza di prendersi cura della nostra casa comune».
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Non era poi mancato il momento ultra-cringe dove, dinanzi a funzionari transnazionali, Arnoldo Schwarzenegger e hawaiani cantanti a caso, il romano pontefice aveva benedetto un blocco di ghiaccio della Groenlandia, che immaginiamo sia arrivato in Italia, in bicicletta, o su un tappeto volante offerto dal dialogo interreligioso.
Il papato precedente si era distinto per l’ecologismo parosisstico diffuso senza requie al pari dell’immigrazionismo più vile. Renovatio 21 aveva definito l’agenda bergogliana «eco-maoismo», con sessioni di indottrinamento ecofascista su bimbi piccoli da tutto il mondo condotte dallo stesso pontefice gesuita in Aula Paolo VI.
Si arrivò alla bizzarria di veder citata nella Laudate Deum pensatrice ecofemminista (e ciber-genderista) Donna Haraway, che parlava del futuro come dello Cthulhucene, un’era di morte devastata da veri mostri, dove dissolvere la famiglia e coltivare i rapporti con gli animali.
L’ecomania vaticana, con evidenza, non è morta col l’argentino. In questi giorni Leone ha inaugurato il secondo «Tempo del Creato» del proprio pontificato, celebrando una nuova Messa dedicata alla «Cura del Creato».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Ambiente
Morti di caldo, morti di inciviltà
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Ambiente
Navi da guerra naziste affondate riemergono nel Danubio per l’ondata di caldo
Diverse navi da guerra tedesche affondate durante la Seconda Guerra Mondiale, sono riemerse nel Danubio a causa di una forte ondata di calore e di una prolungata siccità. Le imbarcazioni sono diventate visibili quando il livello dell’acqua del secondo fiume più lungo d’Europa ha raggiunto minimi storici.
Foto e video pubblicati sui social media mostravano enormi relitti di navi adagiati nell’acqua e su un banco di sabbia in mezzo al canale vicino al villaggio di Prahovo, in Serbia.
In un altro luogo, il relitto di una nave mercantile ungherese affondata nel 1937 è riemerso nei pressi del villaggio croato di Opatovac.
Secondo la Banca europea per gli investimenti, circa 200 imbarcazioni potrebbero giacere sul fondo del Danubio. Il trasporto fluviale è quasi completamente bloccato a causa del basso livello dell’acqua, secondo il Ministero dei Trasporti ungherese.
🇷🇸🇭🇷 A sunken German flotilla has surfaced in Serbia due to the shallowing of the Danube, Reuters reports.
The rusting hulks of the German flotilla, sunk in 1944 during the retreat before the Red Army, are reportedly posing a threat to shipping. pic.twitter.com/WwacLDGlgC
— Маrina Wolf (@volkova_ma57183) August 1, 2026
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Come riportato da Renovatio 21, anche il primo ministro ungherese Peter Magyar ha affermato che la centrale nucleare di Paks, che copre quasi la metà del fabbisogno elettrico dell’Ungheria, potrebbe rimanere chiusa per settimane a causa dell’insufficiente livello dell’acqua.
A Budapest, la scorsa settimana, è stato ritrovato un proiettile di artiglieria tedesco della Seconda Guerra Mondiale vicino al Ponte Margherita, una delle principali arterie stradali della città. Il ritrovamento ha comportato brevi chiusure di sicurezza per consentire l’intervento di una squadra di artificieri. L’autorità meteorologica nazionale ungherese ha inoltre segnalato un livello minimo record di 23 cm nel Danubio che attraversa la città. Il precedente minimo storico, registrato nel 2018, era di 33 cm.
Nella Bulgaria settentrionale, il prosciugamento di un fiume ha portato alla luce quelli che si ritiene essere i resti di un mammut. Le ossa sono state ritrovate da un abitante del villaggio di Ryahovo. Nikolay Nenov, direttore di un museo di storia regionale nella vicina città di Ruse, ha definito la scoperta «di grande importanza per la scienza».
Secondo l’agenzia Associated Press, nei prossimi giorni il livello del Danubio dovrebbe scendere ulteriormente, senza previsioni di piogge significative e con temperature che dovrebbero superare i 38 gradi Celsius nella regione.
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Immagine screenshot da Twitter
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