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Intelligenza Artificiale

Quando Unabomber consigliava: non studiate matematica, sarà presto appaltata all’AI

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Unabomber, terrorista considerato assassino seriale per la scia di morte che ha disseminato negli USA per anni con i suoi pacchi postali esplosivi mandati a professori universitari e linee aeree (da cui il nome datogli dalle autorità inquirenti, l’acronimo UNA, University and Airline), sembrava aver una chiara precognizione di cosa sarebbe accaduto con l’Intelligenza Artificiale.

 

Rispondendo dal carcere ad una delle tante lettere che riceveva, Theodor Kaczynsky (1942-2023) rispondeva che lo studio delle matematiche presto non avrebbe più avuto senso, perché sarebbero state le macchine – la cui ascesa era al centro del suo pensiero e della sua opera terrorista – ad occuparsene.

 

Il Kaczynski tra il 1978 e il 1995, uccise 3 persone e ne ferì altre 23 in una campagna nazionale di attentati con pacchi bomba contro coloro che, secondo il suo pensiero, promuovevano la tecnologia moderna e distruggevano l’ambiente naturale. Dopo una vastissima caccia durata anni, ie autorità USA sono riuscite a rintracciarlo dopo che il fratello aveva riconosciuto il suo stile in un manifesto che aveva inviato a diverse testate giornalistiche. Il documento, intitolato «La società industriale e il suo futuro» fu pubblicato dal Washington Post e del New York Times nel 1995

 

Nella sua giovinezza, Kaczynski era stato riconosciuto come una delle più grandi menti matematiche dell’intero Paese, a nemmeno 16 anni era già studente universitario ad Harvard, a 25 era già divenuto assistente professore all’Università della California di Berkeley.

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È fondamentale rilevare come il Kaczynski sia da alcuni considerato una possibile vittima del programma di controllo mentale della CIA chiamato MK Ultra, una serie di esperimenti terrificanti e illegali che i servizi americani conducevano, grazie a psichiatri compiacenti in operazioni anche molto elaborate, sulla stessa popolazione americana.

 

Appena entrato sedicenne ad Harvard, il piccolo, geniale Kaczynski fu sottoposto ad un mostruoso esperimento psicologico che durò tre anni, dal 1959 al 1962.

 

Della crudeltà di questo evento parla in Harvard and the Unabomber di Alston Chase e riassunto in Mind Wars: Brain Research and the Military in the 21st Century («Guerre mentali: la scienza del cervello e l’esercito nel 21° secolo») di Jonathan Moreno, filosofo e bioeticista americano figlio del padre della tecnica psicoterapica dello psicodramma Jacob Levy Moreno. Della faccenda parla anche il recente libro sui crimini medici, The Icepick Surgeon: Murder, Fraud, Sabotage, Piracy, and Other Vile Deeds Perpetered in Name of Science («Il chirurgo con il rompighiaccio: omicidio, frode, sabotaggio, pirateria e altri atti vili perpetrati in nome della scienza»).

 

L’esperimento – ma sarebbe più corretto dire la tortura – era in gestione a Henry A. Murray, uno psichiatra proveniente dal patriziato di Nuova York, noto per i suoi interessi junghiani e per aver supervisionato nel 1960 gli esperimenti harvardiani con droghe psichedeliche del collega psichiatra Timothy Leary, poi divenuto trafficante latitante e guru della controcultura drogastica degli anni Sessanta.

 

Dalla fine del 1959 all’inizio del 1962, l’operazione di Murray selezionò 22 studenti universitari di Harvard e cercò di misurare le loro risposte allo stress estremo. Murray affermava di sottoporre le sue cavie umane ad attacchi «veementi, radicali e personalmente offensivi”. La sua esperienza avrebbe specificamente adattato la decostruzione psichica all’ego, alle idee care e alle convinzioni dell’individuo. Successivamente, chiedeva ai soggetti di vedere ripetutamente il filmato di se stessi che subivano abusi.

 

Kaczynski aveva 17 anni quando iniziò l’esperimento triennale. Secondo quanto mostrato anche nella riuscita serie TV Manhunt: Unabomber, Murray si era prima ingraziato il ragazzino, divenendogli amico – qualcosa di assolutamente importante per un bambino prodigio nemmeno maggiorenne, e di famiglia non abbiente come quelle dei rampolli che solitamente finiscono senza meriti Harvard, che era appena arrivato nel contesto del campus, lontano dai suoi cari e con chissà quali ansie.

 

Murray incoraggiò il giovane Ted a scrivere le sue idee, per poi complimentarsi con lui, e stabilire un rapporto estremamente amicale. Nell’esperimento, poi, lo psichiatra capovolgeva la situazione, dava appuntamento in uno spazio chiuso al ragazzino dove lo insultava, assieme ad altre persone, dicendo che il suo pensiero non valeva niente, e arrivando a dirgli – secondo quanto riportato – che anche sua madre non aveva considerazione di lui.

 

Sulla tortura ricevuta dal giovane genio matematico ad Harvard uscirà a fine settembre un film Netflix con Russel Crowe nel ruolo del malvagio psichiatra autore dei crudeli esperimenti sugli esseri umani, secondo alcuni parte del famigerato progetto di controllo mentale CIA chiamato MK Ultra, che è ancora invocato nei casi di terrorismo recente come gli attentati a Trump.

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Egregio Signor,

 

Nella Sua lettera del 14 dicembre, Lei mi chiede se la matematica sia un’attività che valga la pena intraprendere. La matematica non è assolutamente un’attività che valga la pena intraprendere! Riesco a immaginare solo tre possibili ragioni per studiare matematica:

 

(1) Divertimento.

 

(2) Promuovere il progresso tecnologico.

 

(3) Promuovere la propria carriera.

 

La ragione (1) è innocua; ma non si definisce il divertimento un’attività che valga la pena intraprendere; è semplicemente un passatempo.

 

Per quanto riguarda la ragione (2), la tecnologia moderna è la cosa peggiore che sia mai capitata al mondo, e promuoverne il progresso è a dir poco criminale.

 

Legga Our Final Century di Martin Rees, oppure Why the Future Doesn’t Need Us, un articolo di Bill Joy apparso sulla rivista Wired nell’aprile del 2000. Per quanto riguarda la ragione.

 

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(3), scegliere la matematica come carriera sarebbe molto rischioso. Non molto tempo fa ho ricevuto una lettera da uno scultore di lapidi, la cui arte era stata resa obsoleta da una macchina a guida laser che scolpiva le lapidi automaticamente. Aveva quarant’anni, non riusciva a trovare lavoro ed era depresso.

 

Forse pensa che questo non possa accadere a Lei se diventa matematico. Ma si sbaglia.

 

Martin Rees, Bill Joy e molti altri illustri esperti ritengono che entro pochi decenni verranno sviluppate macchine più intelligenti persino degli esseri umani più brillanti. Quando ciò accadrà, le persone diventeranno obsolete; verranno gradualmente sostituite da computer e robot.

 

Questo accadrà a tutti prima o poi, ma i matematici probabilmente diventeranno obsoleti prima di chiunque altro, perché la matematica si presta all’informatizzazione più di qualsiasi altro campo. Pertanto, è probabile che i computer supereranno gli esseri umani in matematica prima di farlo in altri ambiti.

 

Cordiali saluti,

 

Ted Kaczynski

 

Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

 

 

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Intelligence

Ingegnere saudita accusato di avere messo microspie in OpenAI

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Un dipendente di OpenAI è stato arrestato con l’accusa di aver installato un dispositivo di registrazione in una sala conferenze della sede californiana dell’azienda, dove i dirigenti discutevano informazioni altamente riservate, ha dichiarato martedì il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.   Il direttore dell’FBI Kash Patel ha identificato il sospettato come Abdulrahman Alfozan, un cittadino saudita che lavorava come ingegnere presso OpenAI, la società che ha sviluppato ChatGPT, dal luglio 2025. In caso di condanna, rischia fino a cinque anni di carcere e una multa di 250.000 dollari.   Secondo una denuncia penale resa pubblica, il personale di OpenAI ha scoperto un dispositivo di registrazione audio collegato a una porta USB sul retro di un televisore in una sala conferenze per dirigenti presso la sede di San Francisco dell’azienda, intorno al 30 settembre. Il dispositivo «era nascosto nella carta igienica» e il suo contenuto era crittografato.

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Le immagini delle telecamere di sicurezza mostrerebbero l’Alfozan entrare nella sala conferenze e guardare dietro il televisore, dove era stato piazzato il dispositivo. Il personale di sicurezza di OpenAI ha poi scoperto che il sospettato aveva lasciato una borsa contenente un secondo dispositivo di registrazione in un’altra stanza.   Secondo la denuncia, l’Alfozan avrebbe utilizzato uno strumento di produttività per effettuare numerose richieste di informazioni sui luoghi in cui si tenevano le riunioni dei dirigenti, pur non avendo l’autorizzazione a parteciparvi. Il documento afferma inoltre che un account chatbot associato alla moglie di Alfozan conteneva messaggi relativi a dispositivi di registrazione nascosti.   «Questa grave situazione sottolinea perché vincere la corsa globale all’Intelligence sia una prerogativa della sicurezza nazionale», ha affermato il direttore dell’Intelligence nazionale Jay Clayton.   L’incidente si verifica in un contesto di crescente competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina, nonché di preoccupazioni sollevate da OpenAI e altre aziende tecnologiche riguardo alla possibilità che modelli di IA sempre più sofisticati possano accedere a reti esterne o agire senza autorizzazione.   Jacob Coxon, ex ricercatore di Anthropic e OpenAI, ha affermato all’inizio di questo mese che la Cina «ha già spie» in entrambe le aziende. Pechino ha negato le accuse di furto di segreti commerciali.   Trump ha appoggiato le richieste di maggiori garanzie per le aziende che si occupano di AI, ma ha respinto le proposte di rallentare lo sviluppo dei modelli di IA. All’inizio di questo mese, ha nominato il Clayton a capo di una task force della Casa Bianca sull’IA.

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Intelligenza Artificiale

Bill Gates continua: l’AI è la « tecnologia più pericolosa mai inventata»

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Il cofondatore di Microsoft, Bill Gates, ha criticato l’approccio del presidente statunitense Donald Trump all’intelligenza artificiale, avvertendo che il governo non può lasciare la «tecnologia più pericolosa» del mondo interamente nelle mani delle aziende che la sviluppano.

 

Il mese scorso Trump ha firmato l’Accordo della Casa Bianca sulla «superintelligenza» (il presidente vuole chiamarla così) insieme ai rappresentanti di Google, OpenAI, Meta, xAI, Anthropic e Nvidia, stabilendo impegni volontari in materia di sicurezza e meccanismi di supervisione interna.

 

Intervenendo domenica al programma State of the Union della CNN, Gates ha messo in dubbio che l’accordo di Trump con le maggiori aziende tecnologiche americane sia sufficiente a prevenire abusi potenzialmente catastrofici.

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«L’idea che, per la tecnologia più pericolosa mai inventata dall’umanità, questa sia l’ultima parola, che solo le aziende stesse rappresentino l’unico contrappeso per la società, è inaccettabile», ha affermato Gates, avvertendo che «è evidente che non stiamo facendo abbastanza».

 

Il magnate informatico-vaccinale sostenuto che le agenzie governative devono assumere un ruolo più attivo, paragonando l’IA all’aviazione e alla medicina, dove le autorità impongono standard di sicurezza. «Finora il governo è rimasto sostanzialmente uno spettatore di qualcosa che accade nelle aziende private»-

 

Gates ha identificato gli attacchi informatici come il pericolo più immediato e ha avvertito che i criminali potrebbero sfruttare i modelli di intelligenza artificiale privi di misure di sicurezza contro gli attacchi informatici e il bioterrorismo. «Quando ci sono persone malintenzionate, nessuna protezione e i modelli più recenti, è lì che nel corso del prossimo anno… avremo molte brutte sorprese», ha affermato l’occhialuto miliardario.

 

I suoi avvertimenti fanno seguito a una serie di incidenti che hanno visto agenti di intelligenza artificiale agire al di là delle istruzioni previste. La scorsa settimana, Anthropic ha rivelato che i suoi modelli Claude avevano compiuto azioni non autorizzate su siti web governativi, tra cui l’invio di una falsa segnalazione di omicidio al sito web della polizia di Filadelfia durante i test di luglio. Altri incidenti segnalati hanno riguardato agenti di intelligenza artificiale che hanno avuto accesso a informazioni riservate, sfruttato vulnerabilità e tentato di violare siti web governativi.

 

Trump ha resistito alle richieste di rallentare lo sviluppo dell’IA, sostenendo che le restrizioni potrebbero consentire alla Cina di superare gli Stati Uniti nella corsa tecnologica e liquidando i timori di un’IA fuori controllo come una «bufala». Gates ha affermato di sperare di discutere i pericoli direttamente con Trump e i suoi consiglieri senior.

 

Sam Altman, CEO di OpenAI, ha sostenuto che il mondo deve accettare alcuni «aspetti negativi», tra cui attacchi informatici e truffe, in cambio dei benefici dell’intelligenza artificiale e della diffusione di questa tecnologia. In un’intervista pubblicata la scorsa settimana, ha insistito sul fatto che i «vantaggi» supereranno di gran lunga i danni.

 

Di fronte alle osservazioni di Altman, Gates ha riconosciuto che eliminare ogni rischio è impossibile, paragonando l’IA all’industria automobilistica, dove gli incidenti persistono nonostante decenni di miglioramenti in materia di sicurezza.

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«Quelle erano grandi cose, ma niente in confronto a questa», ha detto Gates, riferendosi al personal computer e a Internet. «Questa cambia il mondo più di tutte le tecnologie precedenti».

 

Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa Gates aveva dichiarato che l’Intelligenza Artificiale è abbastanza potente da causare un miliardo di morti se usata da persone con intenti malevoli. In opposizione a Trump, in ulteriori dichiarazioni alla stampa aveva detto che la minaccia dell’IA «non è una bufala».

 

Come riportato da Renovatio 21, Gates tre anni fa si era opposto ad una moratoria sull’IA firmata da Elon Musk e da decine di esperti di massimo livello, arrivando a magnificare le doti dell’IA come «buon maestro, come qualsiasi essere umano» e arrivando persino a dichiarare che «l’AI salverà la democrazia». Nel corso di altri

 

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Intelligenza Artificiale

IA fuori controllo hanno preso di mira i siti web del governo USA

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Anthropic, la grande azienda americana di Intelligenza Artificiale, ha diffuso un rapporto che illustra casi finora non noti di azioni «non intenzionali» compiute dal suo modello, tra cui, per la prima volta, tentativi di fornire informazioni false alle autorità degli Stati Uniti.   Alcuni episodi analizzati dalla società «riguardavano siti web gestiti da agenzie governative statunitensi a livello federale, statale e locale», ha precisato Anthropic in un comunicato stampa uscito venerdì, aggiungendo di aver avvisato la Casa Bianca e tutte le autorità competenti.   In un esempio riportato nel documento, il modello Claude Haiku 4.5 ha compilato un modulo di denuncia alla polizia relativo a un’indagine per omicidio ancora in corso. «Potrei avere informazioni riguardanti questo caso. Ricordo di aver visto qualcuno corrispondente alla descrizione nella zona», ha scritto il sistema, indicando alle forze dell’ordine che potevano contattare il mittente «se queste informazioni fossero rilevanti» e lasciando vuoti i campi per nome e contatti.

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Secondo Anthropic, il messaggio è stato classificato come spam e non è mai arrivato agli investigatori. Venerdì la polizia di Filadelfia ha criticato l’azienda per aver scoperto il problema con eccessivo ritardo. «Il ritardo di due mesi nell’individuazione e nella segnalazione dell’incidente alla città è inaccettabile», hanno dichiarato. Come riferito da Reuters, la falsa segnalazione risale a metà luglio.   Anthropic ha attribuito l’episodio a istruzioni «ambigue» date al modello e a «una configurazione errata nell’ambiente» che lo ha spinto a compilare moduli reali anziché quelli di prova predisposti dall’azienda.   Un altro caso, reso noto separatamente dal dipartimento di Stato americano venerdì, riguarda modelli di Anthropic che hanno inviato complessivamente 20 domande di visto sul sito dell’ente tra maggio e agosto. Tutte le richieste risultavano incomplete e non sono state elaborate. «In nessun momento i sistemi del Dipartimento sono stati compromessi o hackerati dal modello di Anthropic», ha precisato il dipartimento.   Altri episodi citati nel rapporto descrivono l’IA che «sfruttava una falla di base nel software per eseguire comandi su un server» oppure accedeva a «dati protetti da token o a pagamento», anche su siti governativi, attraverso diverse soluzioni di contorno. L’azienda ha comunque definito i nuovi incidenti «significativamente meno gravi dal punto di vista dell’allineamento e della sicurezza» rispetto a quelli segnalati in precedenza.   Il fatto si inserisce in una serie di precedenti anomalie di comportamento dell’IA già segnalate da Anthropic, OpenAI e Google.   Come riportato da Renovatrio 21, l’azienda di Claude aveva persino rivelato cinque casi di rischio legati ad armi biologiche.   I grandi gruppi tecnologici hanno esaminato decine di migliaia di casi di comportamenti problematici dei loro modelli di frontiera e l’elenco comprendeva l’IA che aggirava le protezioni, prendeva il controllo di siti web e sfuggiva ai sistemi di monitoraggio sia in ambienti di test sia nel mondo reale.   Come riportato da Renovatio 21, secondo Anthropic il software Claude AI avrebbe sviluppato un proprio spazio di pensiero simile a quello umano.

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