Geopolitica
Drone iraniano colpisce il consolato USA a Dubai: le immagini
Filmati circolanti su internet mostrano un drone iraniano che si schianta contro l’edificio del consolato degli Stati Uniti a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti (EAU), martedì.
Un uomo ha filmato il momento in cui il drone è entrato in contatto, con un forte ronzio del motore che si avvicinava prima che un forte boato riempisse l’aria.
È visibile del fumo uscire dal luogo dell’attacco mentre l’uomo che stava filmando intimava ai passanti di «andarsene da lì» e di abbandonare la zona. In seguito la CNN ha riferito che non si sarebbero avuti feriti a causa dell’esplosione.
NOW – Iranian drone strikes U.S. consulate in Dubai.pic.twitter.com/GHYTOtXkrr
— Disclose.tv (@disclosetv) March 3, 2026
🚨 BREAKING — IT’S CONFIRMED: A LARGE FIRE is engulfing the US Consulate in Dubai
Local reports state the building was hit with an Iranian drone, but I haven’t been able to corroborate that claim yet.
Pray for the US Marines who guard this consulate 🙏🏻 https://t.co/6dWngTn0RV pic.twitter.com/369T2AhDuA
— Nick Sortor (@nicksortor) March 3, 2026
🚨 BREAKING: EXPLOSIONS heard in the vicinity of the US Consulate in Dubai
Reports from the ground seem to show the building ON FIRE after being targeted
It’s unknown if our consulate was manned at the time.
Developing… pic.twitter.com/KG2bnXqRqz
— Nick Sortor (@nicksortor) March 3, 2026
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Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato ai giornalisti: «Il drone ha colpito un parcheggio adiacente all’edificio della Cancelleria e ha innescato un incendio. Tutto il personale è stato rintracciato. Abbiamo iniziato a ridurre il personale dalle nostre strutture diplomatiche in anticipo».
Nel frattempo, contro Rubio sta montando la polemica sull’incapacità di esfiltrare i cittadini americani bloccati nel Golfo, mentre altri Paesi, come l’Italia, hanno portato a casa i propri cittadini.
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Geopolitica
I baltici negheranno lo spazio aereo all’aereo di Fico diretto a Mosca per la celebrazione del Giorno della Vittoria
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Geopolitica
Il negoziatore iraniano: Trump ha mentito sette volte in un’ora
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto sette affermazioni in un’ora dopo che Teheran ha annunciato la riapertura temporanea dello Stretto di Ormuzzo, e tutte sono false, ha dichiarato Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore.
Venerdì, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che la via navigabile, che gestisce circa il 25% del commercio mondiale di petrolio greggio, è «completamente aperta» alle navi commerciali per il resto dei dieci giorni di cessate il fuoco tra Israele e Libano. L’annuncio ha fatto scendere i prezzi del petrolio di circa il 10%.
Sabato, tuttavia, Teheran ha fatto marcia indietro, affermando che lo Stretto ormusino è «tornato al suo stato precedente» ed è nuovamente sotto la «stretta gestione e il controllo» delle sue forze armate.
Funzionari iraniani hanno affermato che la rinnovata chiusura è stata causata dal rifiuto di Washington di revocare il blocco dei porti iraniani, imposto dagli Stati Uniti lunedì dopo il fallimento del primo round di colloqui con Teheran in Pakistan durante il fine settimana. Hanno accusato gli Stati Uniti di «pirateria e furto marittimo».
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Venerdì, in una serie di post su Truth Social in risposta all’annuncio iniziale dell’Iran sulla riapertura temporanea del canale, Trump ha affermato che il blocco navale «rimarrà pienamente in vigore» fino a quando le parti non raggiungeranno un accordo di pace, aggiungendo che l’Iran «ha accettato di non chiudere mai più lo Stretto di Ormuzzo», che l’apertura del canale «non è in alcun modo legata al Libano» e che la maggior parte dei punti di un accordo di pace definitivo sono già stati negoziati tra le parti.
Venerdì, in un post su X, Ghalibaf ha risposto a Trump affermando che il presidente degli Stati Uniti «ha fatto sette affermazioni in un’ora, tutte e sette false».
Gli americani «non hanno vinto la guerra con queste menzogne, e certamente non otterranno nulla nemmeno nei negoziati», ha affermato. Secondo il presidente del parlamento, il controllo dello Stretto di ermisino «sarà determinato sul campo, non sui social media».
«La guerra mediatica e la manipolazione dell’opinione pubblica sono elementi importanti della guerra, e la nazione iraniana non si lascia influenzare da questi stratagemmi», ha affermato il Ghalibaffo.
L’Iran non ha ancora acconsentito a un nuovo ciclo di negoziati con gli Stati Uniti, secondo quanto riportato sabato dall’agenzia di stampa di Stato iraniana Tasnim. Secondo le sue fonti, Teheran esita a riprendere il dialogo a causa del protrarsi del blocco navale americano e delle eccessive richieste di Washington durante i colloqui.
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Immagine di Tasnim News Agency via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International; immagine ingrandita
Geopolitica
Trump: cessate il fuoco concordato tra Israele e Libano
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