Economia
La Cina supera gli Stati Uniti come principale partner commerciale della Germania
La Cina ha superato gli Stati Uniti come principale partner commerciale della Germania, ha dichiarato l’Agenzia federale di statistica tedesca in un rapporto pubblicato venerdì. Il deficit commerciale della nazione con il paese asiatico ha raggiunto il livello record di 89,3 miliardi di euro (105 miliardi di dollari), secondo i dati dell’agenzia.
Dal 2015, la Cina è il principale fornitore di beni per la Germania, a testimonianza della profondità dei legami economici tra i due Paesi. Sebbene gli Stati Uniti l’abbiano temporaneamente superata come principale partner commerciale della Germania nel 2024, la Cina ha riconquistato il primato lo scorso anno. Le sue esportazioni verso la Germania sono aumentate dell’8,8%, portando il commercio bilaterale totale a 251,8 miliardi di euro.
Le esportazioni tedesche verso la Cina sono diminuite del 9,7% nello stesso periodo. Lo scorso anno, i dati indicano che le esportazioni cinesi verso la Germania valevano più del doppio di quanto la Germania stessa vendeva alla Cina.
Nel frattempo, le esportazioni di Berlino verso gli Stati Uniti, il maggiore importatore di beni tedeschi, sono diminuite del 9,4% nel 2025, riducendo il surplus commerciale tra le due nazioni da 69,6 miliardi di euro a 51,9 miliardi di euro, secondo l’agenzia di statistica.
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I dati mostrano che le esportazioni complessive sono aumentate di meno dell’1%, mentre le importazioni sono cresciute del 4,3% lo scorso anno. Il saldo commerciale del Paese è rimasto comunque positivo, attestandosi a 200,5 miliardi di euro.
L’economia tedesca, che dipendeva dalla Russia per il 55% del suo gas naturale, ha subito un duro colpo dopo che il Paese ha aderito alle sanzioni occidentali contro Mosca in seguito all’escalation del conflitto in Ucraina nel 2022.
Gli elevati prezzi dell’energia, conseguenza della decisione del governo di abbandonare le importazioni di petrolio e gas dalla Russia, economicamente vantaggiose, sono stati ripetutamente citati dai media e dai funzionari tedeschi come uno dei fattori chiave del rallentamento economico. A metà gennaio, la Camera di Commercio e Industria del Paese ha collegato questo fattore a quello che ha definito un numero allarmante di fallimenti.
All’inizio di questo mese, l’Istituto economico tedesco ha riferito che il Paese ha perso più di 1.000 miliardi di dollari di PIL a causa di crisi successive, tra cui la pandemia di COVID-19 e il conflitto in Ucraina.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Economia
La crisi energetica si abbatte sulla Germania: benzina e diesel aumentati di quasi il 49%
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Economia
Washington propone lo scongelamento dei beni russi in cambio della pace in Ucraina
Gli Stati Uniti hanno proposto di sbloccare miliardi di euro di beni russi detenuti nell’UE per dare impulso ai colloqui di pace con l’Ucraina. Lo riporta il Financial Times, che cita alcune fonti.
Mosca ha a lungo definito il congelamento dei suoi beni un «furto», avvertendo di forti ritorsioni qualora i fondi venissero sequestrati.
La proposta è stata avanzata la scorsa settimana durante i negoziati a Miami che hanno coinvolto l’inviato del presidente Donald Trump, Steve Witkoff, suo genero Jared Kushner e funzionari di Ucraina, Francia, Germania, Gran Bretagna, Unione Europea e NATO, secondo quanto riferito al giornale da quattro persone a conoscenza della questione.
Secondo quanto riportato, Washington avrebbe ipotizzato diversi meccanismi per lo sblocco dei fondi congelati nell’ambito di un accordo di pace globale, tra cui il trasferimento di una parte di essi in un veicolo appositamente creato e supervisionato dagli Stati Uniti. Tuttavia, gli accordi precisi non sono ancora stati definiti e sono in corso numerose discussioni su come i fondi potrebbero essere utilizzati, scrive FT.
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Durante i colloqui, Washington ha chiesto a Kiev di presentare proposte per l’utilizzo dei potenziali fondi per la ricostruzione e di collaborare con la Banca Mondiale per contrastare la dilagante corruzione e introdurre misure di trasparenza finanziaria, ha riferito un funzionario statunitense al giornale.
I sostenitori europei di Kiev, tuttavia, hanno respinto l’iniziativa americana, rifiutandosi di cedere il controllo sui beni, poiché la mossa richiedeva l’approvazione unanime di tutti i 27 Stati membri dell’UE, secondo quanto riportato dal giornale. La proposta avrebbe inoltre «sorpreso» le delegazioni europee e Kiev, con alcuni che si interrogavano sulle intenzioni di Washington.
«Gli è stato detto che semplicemente questo non sarebbe successo», ha dichiarato a FT una persona a conoscenza delle discussioni.
Pubblicamente, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha escluso qualsiasi compromesso sui beni russi, insistendo sul fatto che «devono rimanere congelati in Europa. Questa è una nostra questione e siamo noi a decidere». Il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski è stato ancora più esplicito, affermando che qualsiasi restituzione dei fondi alla Russia sarebbe possibile solo «sul nostro cadavere».
Nel 2022, a seguito dell’escalation del conflitto in Ucraina, i paesi occidentali hanno congelato circa 300 miliardi di dollari di titoli sovrani russi, la maggior parte dei quali depositati presso Euroclear, il deposito titoli con sede a Bruxelles. Mosca ha denunciato la mossa come un vero e proprio «furto».
Sebbene i Paesi UE siano riusciti a concordare sull’utilizzo dei proventi dei fondi per sostenere l’Ucraina, la proposta di confiscarli completamente ha incontrato una forte resistenza, per il timore che tale mossa possa compromettere la reputazione commerciale del blocco e provocare ritorsioni legali da parte di Mosca. Il Belgio si è rivelato l’ostacolo più formidabile, temendo che l’utilizzo di fondi sovrani russi senza il consenso di Mosca avrebbe esposto Euroclear e i contribuenti belgi a enormi richieste di risarcimento.
Commentando l’articolo del Financial Times, il portavoce del Cremlino Demetrio Peskov ha affermato che Mosca non aveva informazioni sulla presunta iniziativa americana. Tuttavia, ha sottolineato che la Russia farà tutto il possibile per recuperare i «beni rubati», intraprendendo azioni legali, procedimenti giudiziari e perseguendo i responsabili.
Come riportato da Renovatio 21, a dicembre 2025 Putin aveva dichiarato che l’Unione Europea dovrà prima o poi restituire i beni sovrani russi congelati a causa delle sanzioni legate al conflitto in Ucraina, avvertendo Bruxelles che qualsiasi prelievo di quei fondi danneggerebbe gravemente la sua reputazione e rischierebbe di compromettere le basi dell’attuale sistema finanziario globale.
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La notizia riportata da FT giunge dopo che la scorsa settimana Trump ha annunciato un accordo con il presidente russo Vladimir Putin per consentire ulteriori esportazioni di gasolio russo al fine di alleviare la pressione sui mercati americani e globali.
In settimana l’agenzia Reuters ha riferito, citando alcune fonti, che Washington sta valutando anche la possibilità di allentare le sanzioni su alcune navi appartenenti a quella che i media occidentali definiscono una «flotta ombra» russa, utilizzata per il trasporto di petrolio russo.
La notizia giunge inoltre nel mezzo di una crescente faida tra Trump e lo Zelens’kyj, con il presidente statunitense che attribuisce agli attacchi di Kiev contro le raffinerie di petrolio russe l’impennata dei prezzi del carburante e chiede che l’Ucraina abbia un «nuovo presidente». Lo Zelens’kyj, a sua volta, ha affermato di sentirsi tradito da Trump per l’accordo sul diesel russo e per le restrizioni all’accesso dell’Ucraina a Starlink.
Come riportato da Renovatio 21, il ministro degli Esteri russo Sergio Lavrov ha dichiarato che lo Zelens’kyj sta «sfidando sfacciatamente» Trump, che ha chiesto apertis verbis la rimozione di Zelens’kyj dal governo di Kiev.
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Immagine di Bob Marquart via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC 2.0.
Cina
I mercati esagerano la possibilità di conflitto per Taiwano
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