Geopolitica
Trump vende i posti nel «Consiglio per la pace» di Gaza per 1 miliardo di dollari
Secondo quanto emerge dal testo dello statuto dell’organismo, ottenuto e verificato da diversi organi di stampa internazionali come Reuters, Bloomberg, The Times of Israel e The New York Times, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump prevede che i paesi contribuiscano con almeno 1 miliardo di dollari in contanti per poter mantenere la membership nel «Board of Peace» (Consiglio per la pace) di Gaza oltre il limite iniziale di tre anni.
All’inizio di questa settimana la Casa Bianca ha ufficialmente lanciato la Fase Due dell’iniziativa di pace per Gaza sostenuta dagli Stati Uniti, istituendo il cosiddetto «Board of Peace» con il compito di supervisionare la ricostruzione dell’enclave palestinese, promuovere la stabilità, ripristinare una governance legittima e garantire una pace duratura nelle aree colpite da conflitti.
È stato diffuso lo statuto che definisce la struttura del consiglio e le condizioni di partecipazione, mentre sono stati inviati inviti a decine (oltre 60, secondo alcune fonti) di leader mondiali affinché si uniscano all’organismo. Tra i leader invitati figurano, secondo quanto riportato dai media, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il primo ministro canadese Mark Carney, il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, il presidente argentino Javier Milei (che ha già accettato e condiviso pubblicamente la lettera di invito) e altri.
«Ciascuno Stato membro rimarrà in carica per un periodo non superiore a tre anni dall’entrata in vigore della presente Carta, salvo rinnovo da parte del Presidente», si legge nel documento, come riportato tra gli altri dal Times of Israel. «Il mandato triennale non si applicherà agli Stati membri che versano più di 1.000.000.000 di dollari in contanti al Board of Peace entro il primo anno dall’entrata in vigore della Carta».
«Questo Consiglio sarà unico nel suo genere, non c’è mai stato niente di simile!» ha dichiarato Trump in una copia dell’invito condivisa dal presidente argentino Javier Milei.
GRACIAS PRESIDENTE TRUMP @realDonaldTrump@POTUS
Es un honor para mí haber recibido esta noche la invitación para que la Argentina integre, como Miembro Fundador, el Board of Peace, una organización creada por el Presidente Trump para promover una paz duradera en regiones… pic.twitter.com/ORalzkzhlv
— Javier Milei (@JMilei) January 17, 2026
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La Carta non fa alcun riferimento specifico a Gaza, alimentando speculazioni secondo cui Trump stia cercando di creare un’alternativa alle Nazioni Unite con un mandato potenzialmente più ampio, estendibile ad altri focolai di conflitto nel mondo. L’organismo è descritto come «un’organizzazione internazionale che cerca di promuovere la stabilità, ripristinare una governance affidabile e legittima e garantire una pace duratura nelle aree colpite o minacciate dal conflitto».
Trump si è autoproclamato presidente (Chairman) del Consiglio Esecutivo del nuovo organismo, che include un gruppo controverso di diplomatici, finanziatori e alleati politici. Tra i membri più in vista figurano l’ex primo ministro britannico Tony Blair, il genero e consigliere senior del presidente Jared Kushner, il Segretario di Stato USA Marco Rubio, l’inviato speciale Steve Witkoff e altri come il presidente della Banca Mondiale Ajay Banga e il miliardario Marc Rowan.
La maggior parte degli obiettivi stabiliti nel quadro di 20 punti di Trump per Gaza devono ancora essere pienamente attuati sul campo. La fase iniziale si è concentrata sulla cessazione delle ostilità, sulla facilitazione dello scambio di prigionieri, sull’accesso umanitario, sulla riapertura del valico di Rafah con l’Egitto e sul consenso per un ritiro parziale israeliano.
Con l’avvio della seconda fase, Trump ha rinnovato gli appelli alla «completa smilitarizzazione» di Hamas e al trasferimento del potere al neo-costituito Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza (NCAG), un’entità tecnocratica palestinese destinata a gestire le operazioni quotidiane sotto la supervisione del Board.
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Immagine di Jaber Jehad Badwan via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Geopolitica
Trump firma le nuove sanzioni contro la Russia
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Geopolitica
Trump annuncia l’accordo sulla Groenlandia
Gli Stati Uniti assumeranno di fatto il controllo della sicurezza della Groenlandia in virtù di un intesa conclusa con la Danimarca e con il territorio artico autonomo, ha dichiarato il presidente Donald Trump.
In un post pubblicato venerdì su Truth Social, Trump ha sostenuto che l’accordo «conferisce agli Stati Uniti il controllo permanente sulla sicurezza e su tutte le altre esigenze in Groenlandia, affrontando completamente TUTTE le nostre numerose preoccupazioni statunitensi».
«Su mia indicazione, abbiamo lavorato con i rappresentanti della Danimarca e della Groenlandia per garantire che gli Stati Uniti avranno PER SEMPRE la piena capacità di fare ciò che è necessario in Groenlandia per assicurare e difendere la sicurezza della Groenlandia e degli Stati Uniti d’America», ha aggiunto.
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«Inoltre, d’ora in poi, nessun avversario degli Stati Uniti potrà MAI avere una base in Groenlandia, una presenza militare in Groenlandia o effettuare investimenti sensibili in Groenlandia, senza la nostra espressa autorizzazione scritta.»
Trump ha assicurato che gli Stati Uniti saranno «molto protettivi» verso la Groenlandia, definendo l’intesa «un sogno che si avvera per gli Stati Uniti d’America».
L’annuncio è arrivato in coincidenza con un incontro dei più alti ufficiali militari della NATO a Copenaghen, dove i 32 capi della difesa dell’Alleanza si sono riuniti per esaminare il rafforzamento della deterrenza e della difesa collettiva.
Il presidente ha a lungo sostenuto che gli Stati Uniti dovrebbero ottenere la Groenlandia dalla Danimarca, in ragione della posizione strategica dell’isola e della necessità di contenere l’influenza russa e cinese nell’Artico. Le sue richieste hanno provocato sdegno a Copenaghen e hanno ulteriormente tesato i rapporti con gli alleati americani della NATO in Europa.
L’accordo di difesa tra Stati Uniti e Danimarca del 1951 consente già a Washington di chiedere un incremento della presenza militare in Groenlandia. Pur avendo rifiutato il trasferimento della sovranità sul territorio agli Stati Uniti, i funzionari danesi si sono detti disponibili a rivedere gli accordi in vigore per rispondere alle preoccupazioni di sicurezza sollevate da Trump.
La Danimarca ha confermato il raggiungimento di un’intesa poco dopo la dichiarazione di Trump.
«Un accordo che rafforza la nostra sicurezza comune nella regione artica e del Nord Atlantico e che è quindi positivo anche per la NATO e per l’Europa. Allo stesso tempo, riconosce la sovranità e l’integrità territoriale del Regno e il diritto all’autodeterminazione del popolo groenlandese», ha dichiarato il primo ministro danese Mette Frederiksen.
«L’accordo riconosce gli interessi della Groenlandia e il nostro ruolo nella cooperazione internazionale. È un vantaggio per tutti», ha dichiarato il ptrmirt groenlandese Jens-Frederik Nielsen.
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L’emittente danese DR, citando l’ufficio del primo Mministro, ha riferito che le parti intendono firmare l’accordo la prossima settimana a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a Nuova York.
A febbraio la NATO ha avviato l’iniziativa Arctic Sentry, coordinando ed ampliando le attività militari alleate nell’Artico, comprese le esercitazioni a guida danese in Groenlandia e nelle zone circostanti. La decisione è seguita ai colloqui tra Trump e il Segretario Generale della NATO Mark Rutte sulla sicurezza nella regione.
Lo sviluppo avviene mentre un altro grande Paese articolo, il Canada, ha ricevuto la proposta di diventare «membro associato della UE».
Come riportato da Renovatio 21, la settimana scorsa la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, aveva affermato che il futuro della Groenlandia spetta al suo popolo e alla Danimarca, respingendo la minaccia del presidente statunitense Donald Trump di annettere l’isola artica. Il capo dell’UE aveva inoltre annunciato investimenti per 200 milioni di euro per quest’anno e il prossimo, nell’ambito degli sforzi di Bruxelles per rafforzare la propria presenza sull’isola. Il pacchetto copre settori quali la connettività internet, l’energia idroelettrica e le materie prime critiche.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Ursula offre al Canada lo status di «membro associato UE»
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Mark Carney does Trump’s accordion hands pic.twitter.com/bkGLeek8zp
— Scott Robertson (@sarobertson_) September 18, 2026
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