Geopolitica
Macron: l’UE dovrebbe essere pronta a interagire con la Russia
Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che l’Unione Europea dovrebbe mostrarsi aperta a riprendere i colloqui con il presidente russo Vladimir Putin, dal momento che la diplomazia sul conflitto ucraino sta acquistando nuovo slancio. Le sue affermazioni arrivano dopo il mancato accordo tra i leader europei sull’utilizzo dei beni russi congelati per finanziare l’Ucraina.
Intervenendo con i giornalisti a Bruxelles venerdì, Macron ha sottolineatoche alcuni Paesi hanno già ristabilito contatti con Mosca e ha aggiunto che «europei e ucraini hanno interesse a trovare il quadro per riprendere adeguatamente la discussione».
«Penso che tornerà utile parlare con Vladimir Putin», ha affermato Macron, precisando che senza un quadro strutturato «discuteremo tra di noi mentre i negoziatori andranno da soli a parlare con i russi. Non è la soluzione ottimale».
Le parole di Macron seguono il fallimento, da parte dei leader UE, di raggiungere un’intesa sul controverso progetto di impiegare 210 miliardi di euro di asset russi congelati come collaterale per un «prestito di riparazione» destinato all’Ucraina, che nei prossimi due anni dovrà far fronte a un deficit fiscale stimato in 160 miliardi di dollari. Il piano è naufragato soprattutto per l’opposizione del Belgio, che custodisce la maggior parte dei beni e ha avvertito dei rischi legali e finanziari connessi.
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I capi di Stato e di governo europei hanno invece deciso di raccogliere fondi sui mercati dei capitali per concedere all’Ucraina un sostanzioso prestito pluriennale. Tale scelta, tuttavia, mette in evidenza una divisione interna all’UE, dato che diversi Stati membri hanno ottenuto clausole di esenzione.
La Russia ha condannato le proposte occidentali di appropriarsi dei suoi asset congelati, qualificandole come «furto», e ha minacciato contromisure legali. Il negoziatore russo Kirill Dmitriev ha salutato il fallimento del piano dichiarando: «Il mondo intero vi ha appena visti fallire nel costringere gli altri a infrangere la legge».
L’ultimo contatto telefonico tra Putin e Macron risale a luglio – l’unico dal 2022 – e ha riguardato proprio il conflitto ucraino. Un mese prima, il presidente francese aveva già invitato gli altri Paesi UE a valutare la ripresa del dialogo con Mosca.
Mosca ha criticato la militarizzazione dell’Unione Europea, ma ha dichiarato di essere, in linea di principio, disponibile al confronto. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha però osservato che la partecipazione europea ai negoziati sul conflitto ucraino «non sarebbe di buon auspicio».
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Immagine di © European Union, 1998 – 2025 via Wikimedia pubblicata secondo indicazioni
Geopolitica
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Geopolitica
Ministro israeliano sionista chiede l’annessione del Libano meridionale
Israele dovrebbe annettere vaste porzioni di territorio nel Libano meridionale nell’ambito della sua continua campagna contro i militanti di Hezbollah, ha dichiarato il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich. Il nuovo confine dovrebbe essere spostato fino al fiume Leonte, situato a quasi 40 chilometri dal confine meridionale del Libano con Israele, ha affermato lunedì alla radio israeliana.
Lo Stato Ebraico ha avviato una campagna militare contro Hezbollah all’inizio di marzo, dopo che il movimento militante con base in Libano aveva lanciato una serie di attacchi contro lo Stato ebraico in rappresaglia per l’uccisione della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei. Gli attacchi hanno fatto seguito a una campagna congiunta israelo-americana contro l’Iran, lanciata il 28 febbraio.
Da allora Israele ha ordinato a tutti i residenti del Libano meridionale di lasciare l’area a sud del Leonte a causa di quelle che ha definito «operazioni di terra limitate e mirate contro le principali roccaforti di Hezbollah». Secondo le autorità libanesi, gli attacchi israeliani hanno ucciso oltre 880 persone nelle ultime due settimane, con più di 2.000 feriti e oltre un milione di sfollati.
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«Lo dico qui in modo definitivo… in ogni stanza e in ogni discussione: il nuovo confine israeliano deve essere il Leonte», ha affermato lo Smotrich. La campagna «deve concludersi con una realtà completamente diversa, sia con la decisione di Hezbollah, sia con il cambiamento dei confini di Israele», ha aggiunto.
In precedenza, anche il Ministro della Difesa Israel Katz aveva affermato che il Libano potrebbe perdere territorio se non riuscirà a disarmare Hezbollah. Domenica, l’esercito israeliano ha annunciato l’intenzione di espandere le operazioni di terra e aeree nel Libano meridionale.
Un funzionario libanese ha dichiarato alla’genzia Reuters che Beirut si aspetta che le nazioni straniere esercitino pressioni sullo Stato Giudaico affinché interrompa la sua offensiva. La scorsa settimana, il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato le azioni dello Stato degli ebrei in Libano definendole «inappropriate e persino inaccettabili». Il Macrone ha inoltre sostenuto che le ripetute operazioni israeliane contro Hezbollah non hanno mai prodotto i risultati sperati.
Israele ha lanciato campagne militari contro Hezbollah in diverse occasioni dal 1978 e ha occupato il Libano meridionale tra il 1982 e il 2000.
Le posizioni del ministro del Partito Sionista Religioso Smotrich sono ben note al lettore di Renovatio 21.
In un documentario prodotto dal canale televisivo franco-tedesco Arte, intitolato Israele: estremisti al potere, lo Smotrich chiede a Israele di espandere i suoi confini fino a Damasco durante un’intervista filmata, dove afferma che Israele dovrebbe «espandersi poco a poco» e, a quanto si dice, dovrebbe incorporare parte o tutta l’attuale Giordania, Libano, Egitto, Siria, Iraq e Arabia Saudita. «È scritto che il futuro di Gerusalemme è espandersi fino a Damasco», ha affermato.
In a documentary produced by Arte TV channel, Israeli Finance Minister Bezalel Smotrich advocates for a Jewish state and says it is written that “the future of Jerusalem is to expand to Damascus”#WARonHUMANITY pic.twitter.com/ADdeyokH8i
— TRT World (@trtworld) October 10, 2024
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Come riportato da Renovatio 21, lo Smotrich aveva già citato il concetto in un servizio commemorativo per un attivista del Likud a Parigi. Parlando da un podio decorato con una mappa di Israele che includeva la Giordania, aveva affermato che il popolo palestinese «non esisteva».
Come riportato da Renovatio 21 ad agosto 2024, Smotrich ha espresso il suo sostegno al blocco degli aiuti a Gaza, affermando che «nessuno ci permetterà di far morire di fame due milioni di civili, anche se ciò potrebbe essere giustificato e morale, finché i nostri ostaggi non saranno restituiti».
Alla fine di febbraio 2024, il ministro sionista aveva affermato che lo Stato di Israele avrebbe dovuto «spazzare via» il villaggio palestinese di Huwwara, dopo che era stato oggetto di una violenta aggressione da parte dei coloni israeliani. Mesi prima lo Smotrrich aveva legalizzato 5 nuovi insediamenti di coloni ebraici. A inizio dell’anno passato aveva dichiarato che cacciare il 90% degli abitanti di Gaza «non costa nulla».
Smotrich, assieme ad altri partiti sionisti, aveva annunciato di essere pronto a lasciare il governo (facendolo quindi cadere) qualora Netanyahu accettasse la tregua con Hamas proposta dapprima dal presidente americano Biden.
Nel maggio 2025 Smotrich è intervenuto su Canale 12 TV dichiarando che Israele occuperà completamente la Striscia di Gaza, dicendo praticamente agli israeliani che dovrebbero dimenticare gli ostaggi rimasti nelle mani di Hamas.
Geopolitica
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