Militaria
L’Ucraina conferma che le truppe russe sono entrate nell’oblast’ di Dnipropetrovsk
Alla fine della scorsa settimana, a Donetsk, sono caduti in mano all’esercito russo anche altri villaggi, e la tensione sul campo di battaglia è continuata fino a martedì, quando l’Ucraina ha riconosciuto per la prima volta che le truppe russe sono entrate nella vicina regione di Dnipropetrovsk, chiamata dagli ucraini Dnipro.
Dnipropetrovsk è un’oblast’ (cioè regione, in russo) centrale che è stata a lungo risparmiata dai combattimenti principali. Le forze russe sono penetrate in quest’area strategica, il che suggerisce che la guerra si sta ancora espandendo, ben oltre i quattro territori annessi. È nota come il cuore industriale e il principale polo produttivo del Paese.
«Sì, sono entrati e i combattimenti sono ancora in corso», ha detto all’AFP un portavoce militare ucraino del Gruppo strategico operativo di Dnipro.
Mosca aveva annunciato per la prima volta di aver violato la regione a luglio, ma i funzionari ucraini non lo avevano riconosciuto fino a questa settimana. La Russia afferma inoltre di aver conquistato completamente i villaggi di Zaporizke e Novogeorgiivka, cosa che i vertici militari ucraini hanno contestato.
Russian forces took Zaporozhskoe, Dnipropetrovsk region. pic.twitter.com/KWGBrUipLw
— — GEROMAN — time will tell – 👀 — (@GeromanAT) August 25, 2025
FROM Novogeorgievka in the Dnipropetrovsk region to KIEV !!
Servicemen of the 57th Guards Motor Rifle Brigade of the “Vostok” troop group deployed the Russian flag, which they will soon fly in KIEV !! pic.twitter.com/LcdAJU22cx
— 𝐃𝐚𝐯𝐢𝐝 𝐙 🇷🇺 🇷🇺 (@SMO_VZ) August 20, 2025
[New 🇺🇦 loss detected]
08/14/2025
Destroyed armored vehicle BMC Kirpi with a protection cage of the Armed Forces of Ukraine near the village of Dachnoye, Dnipropetrovsk region. pic.twitter.com/KoQ19pDxgr— LostWar Bot (@LostWarBot) August 26, 2025
Ukrainian M2A2 Bradley IFVs appear to have reentered the fight on the eastern front, seen here counterattacking against Russian forces in the village of Vorone, Dnipropetrovsk Oblast. pic.twitter.com/DOd6M22cMF
— OSINTtechnical (@Osinttechnical) August 25, 2025
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Tuttavia la Reuters lo conferma: «la Russia ha catturato due villaggi nella regione sud-orientale di Dnipropetrovsk, nell’Ucraina sud-orientale, hanno confermato martedì i ricercatori ucraini open source, mentre le truppe del Cremlino spingono un’offensiva nel mezzo di uno stallo negli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra».
«L’esercito ucraino, in inferiorità numerica e di armi, ha faticato a respingere l’avanzata russa in gran parte dell’est, mentre Mosca aumenta la pressione su Kiev affinché rinunci al territorio in qualsiasi negoziato di pace», aggiunge il rapporto.
Le forze ucraine nel frattempo continuano ad inviare droni in territorio russo, come accaduto di nuovo durante la notte, quando le forze speciali ucraine hanno attaccato le strutture logistiche in Crimea.
In una dichiarazione militare ucraina si afferma che le strutture «che garantiscono il funzionamento e l’approvvigionamento di combattimento delle unità militari dell’esercito russo» sono state danneggiate e messe fuori servizio.
Nel frattempo, il presidente Trump sta ancora cercando di mantenere un tono di cauto ottimismo riguardo ai colloqui di pace. Lunedì aveva confermato di aver parlato nuovamente con il presidente Vladimir Putin.
«Ogni conversazione che ho con lui è una bella conversazione. E poi, sfortunatamente, viene piazzata una bomba su Kiev o da qualche altra parte, e mi arrabbio molto», ha detto Trump ai giornalisti.
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Immagine da Twitter
Droni
L’Iran sequestra il più moderno drone sottomarino USA
The first visuals have been released of the American Dive-LD unmanned submarine, seized by Iran’s Islamic Revolution Guards Corps (IRGC) early on Tuesday. pic.twitter.com/ump8zQZt7c
— IRNA News Agency ☫ (@IrnaEnglish) September 8, 2026
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Geopolitica
Gli Stati Uniti stanno trasformando l’Australia in una base militare
Gli Stati Uniti stanno trasformando l’Australia in una base avanzata per potenziali operazioni militari nel Pacifico, con le forze armate americane e le aziende del settore della difesa che controllano o hanno accesso a circa due terzi delle strutture militari del Paese. Lo scrive il quotidiano britannico Guardian.
Citando i dati raccolti dal Nautilus Institute for Security and Sustainability, il giornale ha individuato 110 strutture in tutta l’Australia con una qualche forma di presenza militare o aziendale statunitense, su un totale di 168 strutture esaminate.
L’esercito statunitense controlla direttamente 17 strutture, tra cui il complesso di intelligence di Pine Gap nell’Australia centrale, che svolge un ruolo fondamentale nelle operazioni di sorveglianza e militari degli Stati Uniti. La struttura monitora i lanci missilistici, intercetta le comunicazioni e fornisce informazioni per il puntamento alle forze americane in tutto il mondo.
Tra le altre installazioni figurano una stazione di comunicazioni navali nell’Australia occidentale, utilizzata per comunicare con i sottomarini statunitensi immersi, e la base RAAF di Tindal, nel nord del Paese, che è in fase di ampliamento per ospitare i bombardieri B-52 Stratofortress, in grado di trasportare armi nucleari.
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«Questi velivoli sono in grado di atterrare sul suolo australiano trasportando armi nucleari. Il governo statunitense non dirà all’Australia se e quando lo faranno. Il governo australiano non chiederà spiegazioni», ha scritto il Guardian.
Oltre alle strutture che controlla direttamente, l’esercito statunitense ha accesso a decine di installazioni australiane, mentre altre sono gestite da aziende americane del settore della difesa, tra cui Lockheed Martin e Northrop Grumman. Secondo i dati di Nautilus, 41 delle 168 strutture esaminate non presentano una presenza statunitense significativa, mentre lo status di altre 17 rimane incerto.
Anche la presenza americana si sta espandendo. A giugno l’AFP ha riferito che gli Stati Uniti si stavano preparando a creare in Australia un deposito permanente di armi, munizioni e attrezzature pronte al combattimento per il Corpo dei Marines, con la previsione che la struttura raggiunga la piena capacità entro il 2028.
«Per oltre un decennio, gli Stati Uniti si sono preparati ad affrontare operazioni belliche ad alta intensità con la Cina, prendendo spunto dall’Australia», ha dichiarato al Guardian Richard Tanter, autore del database Nautilus.
«Dal punto di vista cinese, l’Australia non ospita semplicemente basi statunitensi sul proprio territorio, ma è di per sé una base statunitense… L’Australia rappresenta un importante tassello della macchina bellica americana», ha aggiunto Tanter, professore onorario presso l’Università di Melbourne.
Canberra sostiene che la crescente presenza americana rafforzi la sicurezza dell’Australia. Il ministro della Difesa Richard Marles ha dichiarato a giugno che l’espansione della presenza statunitense è importante sia per lo sviluppo delle capacità militari del Paese sia per la sua sicurezza nazionale. Marles ha inoltre sostenuto che la presenza statunitense ha contribuito a contrastare quello che ha definito il «significativo rafforzamento militare» della Cina nella regione.
Anche l’ex ministro della Difesa australiano Christopher Pyne ha affermato che l’accordo AUKUS del 2021 tra Australia, Stati Uniti e Regno Unito va oltre l’acquisizione da parte di Canberra di sottomarini a propulsione nucleare, descrivendo l’accordo come la creazione di «una nuova base sottomarina statunitense nell’Oceano Indiano» che fornirebbe a Washington un «enorme vantaggio strategico».
Tanter ha criticato l’approccio di Canberra, definendolo «un enorme fallimento istituzionale in Australia, una sorta di incapacità appresa a livello politico, parlamentare e burocratico».
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Come riportato da Renovatio 21, tre mesi fa è emerso ceh gli Stati Uniti istituiranno in Australia un deposito permanente di armi pronte al combattimento per il loro Corpo dei Marines.
La Cina ha ripetutamente denunciato la cooperazione militare tra Stati Uniti e Australia, accusando i due Paesi di minare la sicurezza nella regione Asia-Pacifico e di avere una «mentalità da Guerra Fredda».
La preparazione degli australiani in vista di una guerra totale con la Repubblica Popolare Cinese è risalente, e si è concretata, oltre che nelle manovre militari, anche in una vera e propria guerra economica.
Come riportato da Renovatio 21, i venti di guerra tra l’Australia e la Cina (un cui giornali di governo ha definito la prima come una «gomma da masticare attaccata allo stivale cinese») hanno creato in questi anni tensioni globali, che interessano anche lo snodo fondamentale di Taiwan.
Ciclicamente figure politiche australiane prevedono una guerra con la Cina che coinvolta anche gli USA da lì a pochi anni.
Come riportato da Renovatio 21, la preparazione dell’Australia ad un’invasione cinese prevede anche la produzione di sciami di micro-droni esplosivi che colpiscono il bersaglio in autonomia – cioè veri e propri Slaughterbots.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Militaria
L’Iran reagisce agli attacchi statunitensi contro le petroliere
Additional footage of a PATRIOT battery conducting a massive ballistic missile engagement over Jordan tonight.
Well over a dozen interceptors can be seen engaging incoming Iranian ballistic missiles. pic.twitter.com/u69lJKtFJ7 — OSINTtechnical (@Osinttechnical) September 8, 2026
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In pratica, le basi americane in Medio Oriente servirebbero da esca per attacchi – che costano le vite di soldati americani trattati come vera carne da cannone, o peggio – che giustifichino l’intervento e la spesa militare. La moglie di Joe Kent, Shannon, crittografa e linguista per la Marina USA e la CIA, è morta proprio in un attacco suicida ISIS in una base in Siria di Manbij nel 2019. Aveva con Kent due figli. Come riportato da Renovatio 21, il Kent quest’anno ha dichiarato che gli USA hanno «lavorato direttamente» con i terroristi in Siria per conto di Israele.The purpose of any system is what it does, not what it claims to do.
Currently our bases & troops in the region primary function is to provide Iran targets to shoot at. Pulling our troops out removes leverage from Iran, if they stay, Iran retains the leverage. https://t.co/rhzUhVXVa5 — Joe Kent (@joekent16jan19) September 8, 2026
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