Spirito
1.000 bambini iracheni hanno fatto quest’anno la prima comunione
Quest’anno più di 1.000 bambini hanno celebrato la loro Prima Comunione in Iraq, a dimostrazione di una Chiesa vivace nonostante la pesante persecuzione. Lo riporta LifeSite.
ACI MENA, partner in lingua araba dell’agenzia dell’ stampa cattolica ACI, riferisce che le chiese in Iraq erano gremite perché molti ragazzi e ragazze cattolici hanno ricevuto l’Eucaristia per la prima volta.
Undici anni dopo la conquista di Ninive e Mosul da parte dello Stato Islamico, la Chiesa cattolica sembra essere di nuovo in crescita nel Paese a maggioranza musulmana.
A Baghdad, 50 bambini delle parrocchie caldee hanno ricevuto la Prima Comunione e 32 bambini della Chiesa siro-cattolica hanno ricevuto il Sacramento.
A Qaraqosh, 461 bambini hanno ricevuto la Santa Comunione nelle chiese dell’arcidiocesi siro-cattolica di Mosul. In un’altra messa nei pressi di Bashiqa e Bartella, l’arcivescovo Younan Hanno ha tenuto un’omelia in cui ha «lodato la determinazione dei fedeli a rimanere nella loro terra ancestrale e il loro coraggio nel tornare dopo lo sfollamento forzato».
«Ha elogiato il loro impegno nel preservare la fede e nel trasmetterla ai loro figli, che sono cresciuti in famiglie stabili, unite e devote», riferisce ACI MENA.
Undici bambini hanno ricevuto la Prima Comunione nella chiesa siro-cattolica di Nostra Signora della Liberazione, dove nel 2010 i membri dello Stato Islamico hanno assassinato decine di cattolici, tra cui due sacerdoti, e ne hanno feriti 100 in un orribile massacro.
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L’arcivescovo Bashar Matti Warda ha presieduto tre messe ad Ankawa, sobborgo di Erbil, nella regione del Kurdistan. Oltre 200 bambini hanno ricevuto la Prima Comunione lì. Nelle sue omelie, ha sottolineato che il Santissimo Sacramento va ben oltre graziosi abiti bianchi e belle foto.
«Rappresenta un impegno che dura tutta la vita e che trasforma le case dei comunicanti in luoghi in cui la presenza di Gesù vive attraverso il perdono, l’ascolto attivo e la generosità», ha affermato.
La stragrande maggioranza dei cristiani in Iraq è assira, discendenti dell’antica civiltà assira. La maggior parte è cattolica, mentre una minoranza appartiene a diverse chiese ortodosse orientali. Rappresentano una delle più antiche comunità cristiane al mondo e la maggior parte di loro parla neoaramaico, una lingua discendente dall’aramaico antico, parlato da Gesù Cristo stesso durante la sua permanenza sulla terra.
Molti dei grandi personaggi biblici provenivano dal territorio che oggi è l’Iraq, tra cui il patriarca Abramo, Rebecca e i profeti Daniele ed Ezechiele, scrive LifeSite.
La millenaria comunità cristiana mediorientale, in Iraq come in Siria, è stata di fatto disintegrata dall’intervento americano programmato dai falchi neocon (cioè ebrei americani filoisraeliani), che oltre che destabilizzare l’area – uccidendo un milione, forse due milioni, di persone e ramificando l’ascesa del jihadismo stile ISIS – hanno di fatto danneggiato gravemente la cristianità mondiale.
Tuttavia, il danno – ci dicono questi 1000 bimbi comunicandi – non è irreparabile…
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Immagine di Catholic Church of England and Wales via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 2.0
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«Scomunicati senza processo». Mons. Viganò ai fedeli Summorum Pontificum respinti dalla Basilica di San Pietro
AI FEDELI, AI CHIERICI E AI SACERDOTI DELLA XV PEREGRINATIO AD PETRI SEDEM
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Spirito
Sacerdote milanese eroe fa il dito medio ai manifestanti saccheggiatori
Un prete italiano ha reagito a un gruppo di manifestanti di sinistra violenti e distruttivi a Milano, salendo sui gradini della sua chiesa e salutandoli con il dito medio. Lo riporta LifeSite.
«I saccheggiatori provocano un parroco chiedendogli una benedizione», ha osservato Radio Genoa. «Lui gliela dà. Immediatamente. Un eroe»
Padre Giannicola Maria Simone si trovava sulla soglia della chiesa di Sant’Alessandro di Zebedia, vicino alla storica Piazza Sant’Alessandro, mentre esprimeva il suo disappunto nei confronti della folla.
Italy, Milan. The looters provoke a parish priest for a blessing. He gives it. Instantly. Hero. pic.twitter.com/WmLM3L2nx7
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 20, 2026
Don Simone ha confessato l’infausto gesto, assicurando agli inquirenti che il video in cui faceva il popolare gesto mediodigitale non era una creazione dell’Intelligenza Artificiale.
«È reale, anche se adesso stanno facendo delle versioni false», ha dichiarato Simone al Corriere della Sera. «È andata così: mentre questi giovani passavano, qualcuno mi ha fatto il dito medio. Sono ragazzi, quindi non mi sorprendo. Io gli ho risposto a mia volta con il dito medio, ma senza intenzioni né violente né con il rischio di scatenare ulteriore rabbia», ha detto il sacerdote.
Don Simone ha detto di non ritenere necessario pentirsi del suo gesto. «no, non credo che si debba parlare di pentimento. Avessi dato un cazzotto allora sì, ma le mani non le ho mai alzate con nessuno neanche nei momenti più difficili. Io ho 65 anni e lavoro con i ragazzi da una vita e ogni tanto bisogna anche dirgli “Stai attento a quello che fai”. Di certo fuori dal contesto degli scontri non avrei mai fatto una cosa del genere».
La Chiesa di Sant’Alessandro si trova a poca distanza da piazza Duomo, oscenamente sfigurata da proteste violente, con la polizia inerme, che hanno persino mostrato delle fiamme dinanzi al plurisecolare edificio gotico, creando un‘iconica immagine di declino terminale della città di Ambrogio.
Sant’Alessandro si trova altresì a poca distanza da via Torino, dove sono avvenuti vari saccheggi ai danni di negozi e supermercati.
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Immagine di Melancholia~itwiki via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Gender
Gesuita suggerisce che i santi siano «spesso» gay
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