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Sciame di meduse costringe alla chiusura di una centrale nucleare francese
Un enorme sciame di meduse ha provocato la chiusura di una centrale nucleare nel nord della Francia, ha dichiarato lunedì il gestore dell’impianto.
Secondo il gruppo energetico EDF, la proliferazione di creature marine ha intasato i filtri dei sistemi di raffreddamento dell’impianto di Gravelines. La «presenza massiccia e imprevedibile di meduse» ha causato lo spegnimento automatico di quattro unità di potenza dell’impianto. L’intero impianto è stato messo offline, poiché altre due unità erano già fuori servizio a causa di manutenzione.
L’incidente, avvenuto domenica sera, non ha avuto «alcun impatto sulla sicurezza delle strutture, sulla sicurezza del personale o sull’ambiente», ha affermato l’EDF, aggiungendo che le creature gelatinose sono arrivate solo «nella parte non nucleare delle strutture».
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«Le squadre dell’impianto sono mobilitate e stanno attualmente effettuando le diagnosi e gli interventi necessari per poter riavviare le unità produttive in sicurezza», ha aggiunto il gruppo energetico.
Il sito nucleare attinge acqua di raffreddamento da un canale che lo collega al Mare del Nord, che ospita diverse specie di meduse. Il gestore dell’impianto non ha fornito dettagli sul tipo di medusa coinvolta nell’incidente.
Sono numerosi i casi in cui le meduse vengono risucchiate nei sistemi di raffreddamento o intasano i tubi di aspirazione degli impianti nucleari e convenzionali in tutto il mondo.
La centrale di Gravelines è uno dei più grandi siti nucleari in Francia, un Paese che ricava il 70% della sua elettricità da impianti nucleari. Sei delle unità dell’impianto hanno una produzione di picco di 900 megawatt ciascuna, il che rende la centrale da sola in grado di alimentare circa 5 milioni di abitazioni.
La medusa è un animale ben bizzarro, la cui trasparenza mostra l’assenza di un vero cervello: ciò, tuttavia, non la rende troppo diversa da alcuni esseri umani.
Va detto tuttavia che la presenza animale attorno alle centrali non è qualcosa di particolarmente raro, considerando specialmente la quantità di voti ricevuti dai partiti politici italiani.
Gli studi condotti nella zona di esclusione di Chernobyl hanno rivelato un fenomeno sorprendente: nonostante i livelli di radiazioni, la fauna selvatica ha trovato un modo per prosperare, favorito soprattutto dall’assenza di attività umana. Le popolazioni di lupi, per esempio, sono cresciute notevolmente, dimostrando una straordinaria capacità di adattamento all’ambiente contaminato.
Anche i cinghiali, grazie alla loro natura resistente e onnivora, si sono moltiplicati con successo nelle aree colpite. Alci e cervi, presenti in gran numero, sembrano tollerare livelli moderati di radiazioni senza apparenti difficoltà.
Tra gli uccelli, specie come le cince e le aquile di mare si sono adattate, anche se in alcuni casi si osservano mutazioni genetiche minori. I roditori, come topi e arvicole, continuano a prosperare nonostante tassi di mutazione più elevati. Persino la fauna acquatica, inclusi pesci e anfibi, popola i corsi d’acqua contaminati, con alcune specie che mostrano una sorprendente resilienza alle radiazioni.
Questo scenario evidenzia come, in assenza di pressione antropica, la natura possa trovare un equilibrio anche in condizioni estreme.
Come riportato da Renovatio 21, a Chernobillo tuttavia sono stati scoperti anche casi di «super-vermi».
Tuttavia la creatura più resistente al nucleare sembra essere il Deinococcus radiodurans, detto anche «Batterio Conan» per la sua straordinaria resistenza, è un microrganismo estremofilo capace di sopravvivere a condizioni che annienterebbero la maggior parte degli esseri viventi, incluse dosi elevatissime di radiazioni ionizzanti.
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La sua capacità di resistere alle radiazioni, fino a 15.000 gray (Gy) – una dose 15.000 volte superiore a quella letale per un essere umano – lo rende una delle forme di vita più resistenti conosciute, tanto da essere inserito nel Guinness dei primati. Per confronto, una dose di 10 Gy è sufficiente a uccidere un uomo, mentre 60 Gy distruggono tutte le cellule di Escherichia coli.
Il potere di rigenerazione genetica del Conan (che possiede un meccanismo di riparazione del DNA eccezionalmente efficiente e che contiene 4-10 copie del suo genoma) lo renderebbe in grado di vivere nelle acque di raffreddamento di una centrale atomica.
Nel 2003, gli scienziati statunitensi hanno dimostrato che il Batterio Conan potrebbe essere utilizzato come mezzo di archiviazione di informazioni che potrebbe sopravvivere a una catastrofe nucleare.
Come riportato da Renovatio 21, sulla base di tali capacità biologiche, la Cina starebbe progettando eserciti di supersoldati geneticamente modificati resistenti alle radiazioni.
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La rete elettrica cubana collassa per la seconda volta in una settimana
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Le api regine posso respirare sott’acqua e sopravvivere sommerse un’intera settimana
Una scoperta casuale in laboratorio ha rivelato un meccanismo straordinario che permette alle regine dei bombi di resistere alle inondazioni durante la diapausa invernale, un adattamento che potrebbe rivelarsi cruciale di fronte ai cambiamenti climatici.
Secondo uno studio pubblicato su Proceedings of the Royal Society (2026) e raccontato da Smithsonian Magazine, le regine del bombus impatiens possono rimanere completamente sommerse in acqua per oltre sette giorni senza morire. Tutto è nato per caso nel 2024: durante un esperimento, la condensa ha allagato i tubi in cui erano conservate alcune regine in diapausa. Invece di annegare, quattro di loro sono sopravvissute perfettamente.
I ricercatori, guidati da Charles-A. Darveau e colleghi, hanno poi condotto test sistematici misurando il consumo di ossigeno, la produzione di anidride carbonica e il tasso metabolico delle regine sommerse. I risultati sono sorprendenti: le regine respirano sott’acqua, estraendo ossigeno disciolto attraverso un meccanismo ancora da chiarire completamente (probabilmente cutaneo o tracheale).
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Le regine dei bombi passano quindi a un metabolismo anaerobico (fermentazione lattica o simile) per produrre energia senza ossigeno, entrando entrano in uno stato di depressione metabolica profonda, riducendo drasticamente il consumo energetico, quasi in «modalità risparmio» estremo.
Dopo otto giorni di immersione, il metabolismo schizza temporaneamente verso l’alto per 2-3 giorni (fase di recupero), poi torna ai livelli normali. Le regine emergono vitali e in grado di riprendere le normali attività. Questo adattamento è particolarmente rilevante perché le regine dei bombi sono le uniche a svernare. Senza questa capacità, intere colonie future potrebbero essere spazzate via.
La scoperta, definita «straordinaria» da vari esperti, apre nuove prospettive non solo sulla fisiologia degli insetti impollinatori, ma anche su possibili strategie di conservazione per proteggere i bombi, specie vitali per l’agricoltura e gli ecosistemi.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Tacchini malvagi terrorizzano un fattorino: le immagini
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🦃🚗 WATCH: A Staten Island man was chased by a turkey on his way to work and it was all caught on camera. Noel Colon says the surprise encounter left him “freaked out” and scrambling to get in his car. He later discovered the turkey had laid eggs in his yard, 11 in total. pic.twitter.com/ogsy45LuL8
— John-Carlos Estrada 🎙️ (@Mr_JCE) July 2, 2025
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