Arte
Creatore di band «Indie Rock» ammette di aver generato tutto con l’AI, ma forse non esiste neanche lui
Una band che ha scatenato un acceso dibattito per il suo massiccio ricorso all’intelligenza artificiale generativa – riuscendo ad accumulare oltre mezzo milione di ascoltatori su Spotify – ha finalmente ammesso la verità. Tuttavia, poco dopo sono emersi dubbi sul duo coinvolgimento con il progetto, e forse pure sulla sua esistenza. Lo riporta il sito Futurism.
Un’autoproclamata band del cosiddetto «indie rock» (genere chiamato un tempo rock indipendente, o «musica alternativa») chiamata The Velvet Sundown aveva dichiarato sul suo account «ufficiale» X di non aver «mai» utilizzato alcuna Intelligenza artificiale, accusando i «cosiddetti “giornalisti”» di «promuovere la teoria pigra e infondata secondo cui The Velvet Sundown sarebbe “generato dall’intelligenza artificiale” senza alcuna prova». Post e account X pare ora siano stati rimossi.
Sostieni Renovatio 21
L’affermazione suonava alquanto strana perché si scontrava con una montagna di prove schiaccianti. Le immagini dei quattro membri fittizi della band sembravano chiaramente generate dall’intelligenza artificiale, una biografia scritta in maniera asettica che aveva ottenuto un riconoscimento da Billboard e che aveva altri tratti distintivi come se fosse stata sputata fuori da ChatGPT o similia.
Nel frattempo, la discussione sulla possibilità che si trattasse non di una vera band ma del lavoro dell’IA era rimbalzata ovunque, aprendo discussioni in rete. Il noto esperto musicale Rick Beato ha dedicato un video all’analisi del caso.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Il creatore dell’intera faccenda, che si fa chiamare Andrew Frelon, ha rivelato in un’intervista alla rivista Rolling Stone che questa banda non è mai esistita.
Il Frelon ha dichiarato alla rivista che si trattava di una «bufala artistica». «È marketing», ha aggiunto. «È trolling».
«Prima alla gente non importava cosa facessimo, e ora all’improvviso parliamo con Rolling Stone, quindi ci chiediamo: è sbagliato?», ha detto il Frelone al noto magazine statunitense. «Personalmente, sono interessato alle bufale artistiche», ha continuato. «Viviamo in un mondo in cui le cose false a volte hanno un impatto persino maggiore di quelle vere».
«E questo è un disastro, ma è la realtà che ci troviamo ad affrontare ora», ha proseguito Frelon. Un membro della band ha ammesso di aver utilizzato Suno, un’app di generazione musicale basata sull’Intelligenza Artificiale, per creare le canzoni che francamente risuonano «molto fredde».
Ha affermato inoltre di non aver commesso alcun illecito per quanto riguarda l’incasso delle royalties di Spotify. «Non gestisco il backend di Spotify, quindi non posso dire esattamente come sia successo. So che siamo finiti in alcune playlist che hanno un sacco di follower, e da lì sembra che la situazione sia precipitata», ha sottolineato il fondatore della band AI.
Dall’intervista a Rolling Stone la situazione sembra ulteriormente degenerata: un altro account che sostiene di essere dietro la band ha cercato di prendere le distanze dalle affermazioni di Fremon.
— The Velvet Sundown (@tvs_music) July 3, 2025
Iscriviti al canale Telegram ![]()
«Non abbiamo alcuna affiliazione con questo individuo, né alcuna prova che confermi la sua identità o esistenza», si legge nell’account X.
A rendere ancora più confusa la situazione arriva uno scritto ospitato su Medium intitolato «Sono Andrew Frelon, il tizio che gestisce il falso Velvet Sundown Twitter». Non c’è nessuna prova, a questo punto, che il testo sia scritto dal Frelone, e nemmeno che costui esista davvero. Siamo in un circolo vizioso, e siamo tutti soci.
L’uso dell’Intelligenza Artificiale nel mondo della produzione musicale è stato un vero e proprio fulmine a ciel sereno, generando cause legali di alto profilo e lettere aperte firmate da centinaia di artisti che chiedevano una regolamentazione significativa. Le piattaforme di streaming musicale sono state inondate da un’ondata di IA, minacciando le royalty degli artisti umani.
La band fittizia, ad esempio, ha accumulato poco meno di 1.000.000 di ascoltatori mensili sulla piattaforma, mentre i veri artisti continuano a lottare per ottenere praticamente qualsiasi riconoscimento.
Aiuta Renovatio 21
Questa situazione mette in evidenza alcune ingiustizie nell’approccio di Spotify nel consentire la pubblicazione di contenuti generati dall’intelligenza artificiale sulla sua piattaforma. Dopotutto, non è esattamente incentivata a fare nulla per contrastarli.
«La maggior parte delle band false non avrà comunque successo e, naturalmente, nessuno si accorge quando una band creata dall’intelligenza artificiale non ottiene ascoltatori, ma non ci sono protezioni contro questo fenomeno e probabilmente dal punto di vista commerciale di Spotify non è nemmeno chiaro se questa sia una cosa negativa da cui essere “protetti”», ha detto a Rolling Stone Glenn McDonald, ex dipendente di Spotify, responsabile del raggruppamento e della denominazione dei generi musicali presso l’azienda.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da YouTube.
Arte
Dall’officina della musica italiana alle arpe laser. Renovatio 21 intervista Maurizio Carelli
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Aiuta Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Arte
L’Ucraina metterà al bando la letteratura russa: parla il ministro della Cultura di Kiev
Le autorità ucraine stanno preparando un progetto di legge volto a rimuovere dalla circolazione tutti i libri in russo e di autori russi, come dichiarato dal ministro della Cultura ucraino Tatyana Berezhnaya in un’intervista rilasciata a Interfax-Ucraina e pubblicata giovedì scorso.
Mosca ha più volte indicato nelle politiche discriminatorie di Kiev nei confronti della minoranza russa etnica, nonché nella repressione della lingua e della cultura russa, alcune delle cause profonde del conflitto in corso.
Secondo la Berezhnaya, l’autorità ucraina per i media (in particolare il Comitato statale per la televisione e la radio) sta elaborando un disegno di legge per vietare i libri russi, con il sostegno del suo ministero. Non ha chiarito se la misura si limiterà alla rimozione dai punti vendita o includerà anche la confisca da collezioni private o biblioteche.
Già nel 2016, sotto la presidenza di Petro Poroshenko – il predecessore di Volodymyr Zelens’kyj uscito dal golpe di Maidan del 2014 –, era stata vietata l’importazione di libri dalla Russia e dalla Bielorussia, ben prima dell’escalation del conflitto nel 2022. Da allora, Kiev ha progressivamente eliminato la letteratura russa dai programmi scolastici statali e ha accelerato la rimozione di monumenti, memoriali e iscrizioni legate alla storia russa o sovietica.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Inoltre, sono state introdotte restrizioni severe sull’uso della lingua russa nella sfera pubblica, nei media e in ambito professionale. Nonostante ciò, il russo resta la lingua madre o principale per una parte significativa della popolazione ucraina, specialmente nelle grandi città e nelle regioni orientali.
A dicembre, il parlamento ucraino ha revocato la protezione della lingua russa prevista dalla Carta europea delle lingue regionali o minoritarie. In quell’occasione, la Berezhnaya aveva affermato che la decisione avrebbe «rafforzato l’ucraino» come lingua di Stato.
Mosca ha sottolineato che tali misure repressive sono state largamente ignorate dai sostenitori occidentali di Kiev. «I diritti umani, che l’Occidente proclama inviolabili, devono valere per tutti. In Ucraina assistiamo al divieto totale della lingua russa in ogni ambito della vita pubblica e alla messa al bando della Chiesa ortodossa ucraina canonica», ha dichiarato mercoledì il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, criticando l’Unione Europea e la Gran Bretagna per non aver affrontato la questione nelle loro proposte di pace.
Il destino della cancellazione culturale per motivi geopolitici è inflitto anche allo storico balletto Lo Schiaccianoci del compositore Pëtr Il’ič Tchaikovskij, un grande classico internazionale per le famiglie che vanno a teatro prima di Natale.
Come riportato da Renovatio 21, la campagna dell’Ucraina contro la musica russa in tutto il mondo coinvolge anche cantanti di altissimo livello, come il soprano Anna Netrebko, la cui presenza è stata contestata in varie città europee.
Il livello più grottesco è stato forse toccato all’inizio del 2024, quando la direttrice Keri-Lynn Wilson, moglie del direttore generale del Metropolitan Opera di Nuova York Peter Gelb, ha annunciato che la sua «Ukrainian Freedom Orchestra» avrebbe modificato la famosa nona sinfonia di Beethoven (conosciuta anche come An die Freude, cioè Inno alla gioia) sostituendo nel testo la parola «Freude» con «Slava». «Slava ukraini» o «Gloria all’Ucraina» era il famigerato canto delle coorti ucraine di Hitler guidate dal collaborazionista Stepan Bandera durante la Seconda Guerra Mondiale. Da allora è stato conservato come canto di segnalazione dalle successive generazioni di seguaci di Bandera, i cosiddetti «nazionalisti integrali», chiamati più semplicemente da alcuni neonazisti ucraini o ucronazisti.
Vi è poi stata la vicenda dell’artista australiano Peter Seaton, costretto a cancellare un suo grande murale soprannominato «Peace Before Pieces», che mostrava un soldato russo e uno ucraino che si abbracciano, dopo le pressioni della comunità ucraina locale e dell’ambasciatore in Australia che aveva bollato il lavoro come «offensivo».
Come riportato da Renovatio 21, la censura ucraina si è vista anche in Italia: è il caso del Teatro Comunale di Lonigo, dove due anni fa, dopo lo scoppio della guerra ucraina, doveva andare in scena Il lago dei cigni, altro capolavoro di Tchaikovskij.
La furia censoria ucraina ha pure spinto le piattaforme di streaming ad eliminare gli episodi della quarta stagione di Game of Thrones (in italiano noto come Il trono di spade) che includono l’attore russo Yurij Kolokolnikov, la cui fama internazionale è cresciuta negli ultimi anni.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di I, Sailko via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Arte
La Sagrada Familia sarà presto la chiesa più alta del mondo
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Oligarcato2 settimane faEpstein aveva proposto a JPMorgan un piano per ottenere «più soldi per i vaccini» da Bill Gates
-



Spirito2 settimane faLa profezia di padre Malachi Martin avvertì nel 1990: «potremmo trovarci finalmente di fronte a un falso papa»
-



Cina5 giorni faEnigmi femminili cinesi alle Olimpiadi
-



Vaccini2 settimane faVaccini e COVID, l’architetto chiave della lista contro la «disinformazione» si dimette dopo che l’uscita dei documenti Epstein
-



Spirito1 settimana faL’élite ostracizza chi si non si converte all’ideologia infernale del globalismo: omelia di mons. Viganò nel Mercoledì delle Ceneri
-



Spirito1 settimana faMons. Viganò sul set della «Resurrezione» del cattolico tradizionalista Mel Gibson
-



Predazione degli organi6 giorni faUn cuore «bruciato», due vite spezzate dalla predazione degli organi
-



Salute2 settimane faI malori della 6ª settimana 2026














