Persecuzioni
Chiese siriane prese di mira dai bombardamenti
Rapporti allarmanti da Aiuto alla Chiesa che Soffre (ASCP) segnalano diversi attacchi mortali contro comunità cristiane in diverse regioni della Siria. Ciò alimenta la sfiducia dei cristiani nei confronti del governo di transizione insediato a Damasco dall’ex jihadista Ahmad al-Sharaa.
Il fragore delle bombe che continua a piovere su Gaza nell’estate del 2025 tende a farci dimenticare ciò che sta accadendo a diverse centinaia di chilometri di distanza e dallo Stato di Israele. In una Siria apparentemente «liberata» dal dominio incontrastato del clan Assad, più di 250 persone si sono appena rifugiate in una chiesa in mezzo ai continui attacchi e bombardamenti diffusi nel sud del Paese.
Tra le 60 e le 70 famiglie di diversi villaggi, tra cui molti cristiani, hanno trovato rifugio nella chiesa cappuccina di Gesù Re, situata nella città di Suweida. Diverse fonti locali hanno riferito ad Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) che questi rifugiati sopravvivono in «condizioni estreme e sotto continui bombardamenti».
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Un altro testimone, che ha preferito rimanere anonimo per motivi di sicurezza, ha dichiarato ad ACS: «Nei giorni scorsi [a metà luglio 2025, ndr] il complesso della chiesa è stato colpito da un intenso bombardamento. Una granata ha colpito il monastero, causando danni significativi alle cisterne dell’acqua e alle finestre. Miracolosamente, nessuno all’interno della chiesa è rimasto ferito».
Questa persona ha aggiunto che la vita nella regione è diventata «insostenibile», segnata da carenza di acqua ed elettricità, scorte alimentari esaurite e saccheggi di magazzini. Un’altra fonte ha confermato:
«L’assedio continua e il fuoco dei cecchini rende impossibile la fuga. Si sentono sporadici spari e la paura è costante, senza chiarezza sull’identità delle fazioni in guerra. Molte persone risultano ancora disperse: potrebbero trovarsi in altri villaggi o essere morte nelle loro case».
Il 15 luglio, la chiesa greco-cattolica di San Michele ad Al-Soura Al-Kabira ha subito ingenti danni. Trentotto case appartenenti a famiglie cristiane sarebbero state distrutte dalle fiamme e quasi 70 persone hanno cercato rifugio in una sala parrocchiale a Shahba. Un testimone ha dichiarato ad ACS: «L’ospedale locale è fuori servizio, con oltre 1.200 corpi in attesa di sepoltura da oltre una settimana».
Una suora in contatto con le famiglie sfollate nella parte orientale di Suweida ha affermato che «l’intera città rimane in una profonda crisi». Spiega che dopo dieci giorni di assedio, i residenti si sentono «completamente intrappolati. Le strade sono pericolose, piene di cecchini e caos. Non è stato istituito alcun corridoio umanitario e nessun aiuto è arrivato in città».
La suora aggiunge una testimonianza straziante: «molti soffrono di gravi attacchi di panico, crolli emotivi e ansia estrema. C’è urgente bisogno di sedativi e supporto psicologico: le persone non riescono a dormire, sono sopraffatte dalla paura e dall’orrore. La situazione è inimmaginabilmente disumanizzante, con corpi che giacciono per le strade. Non c’è più dignità né per i vivi né per i morti». Per la suora, la comunità internazionale deve intervenire.
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«Imploriamo il mondo di agire. Abbiamo bisogno di un corridoio umanitario urgente per evacuare i civili o consegnare forniture mediche e alimentari essenziali. Abbiamo bisogno di supporto psicologico, farmaci essenziali, attenzione internazionale, compassione e, soprattutto, un’azione immediata», implora. Questo appello lascia la Francia indifferente, nonostante i suoi legami storici con la Siria.
I cristiani, che rappresentavano circa il 6% della popolazione siriana prima della guerra civile del 2011 – circa 1,5-2 milioni di persone – sono ora solo una minoranza, stimata tra 250.000 e 500.000 credenti. La guerra, la persecuzione da parte di gruppi jihadisti come lo Stato Islamico (IS) e l’emigrazione di massa ne hanno drasticamente ridotto il numero.
Eppure, sul campo, non si può certo cedere alla disperazione di fronte all’abbandono occidentale: “I nostri bisogni sono immensi, ma ciò di cui abbiamo veramente bisogno sono le preghiere e l’intervento di Dio: solo Lui può tirarci fuori da questa situazione”, credono i cristiani di Siria.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine screenshot da Twitter
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Impedito di venerare le reliquie dei martiri canadesi ai pellegrini FSSPX
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Persecuzioni
Cantante New Age si esibisce in un «concerto rituale» sciamanico in una chiesa medievale spagnola
Una «musicoterapista» New Age che integra lo sciamanesimo nella propria musica ha tenuto un «concerto rituale» in una chiesa cattolica ancora in attività in Spagna. Lo riporta LifeSite.
Kuyay Santosha aveva comunicato sulla sua pagina Instagram che il 18 settembre si sarebbe esibita in un «concerto rituale esclusivo presso la storica chiesa» di Sant Pau del Camp, la chiesa più antica di Barcellona e una delle più note.
Secondo il sito web di Santosha, la sua musica è «connessa a diverse tradizioni di saggezza ancestrale» e il suo «canto diventa un ponte tra l’invisibile, l’umano e il sacro». La sua «più grande fonte di ispirazione» è «Madre Natura».
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La cantante fa riferimento esplicito allo sciamanesimo e al tantra nella descrizione della propria musica: «Il respiro, il tantra, la meditazione, il tocco consapevole, la danza, lo sciamanesimo, i canti ancestrali, la voce guidata dall’anima: la via più diretta per tornare a me stessa. Sono qui per condividere questa Medicina con voi».
Alcune foto e un video di una sua esibizione la mostrano mentre agita un fascio di foglie secche a forma di ventaglio, del tipo usato nei rituali sciamanici.
In uno dei post su Instagram dedicati al concerto, Santosha ha riconosciuto: «Avere avuto accesso a questa location è davvero straordinario e raro».
Santosha ha ottenuto l’autorizzazione a esibirsi in chiesa dal parroco, padre Joan Cabot Barbany. Secondo Médias-Presse-Info, padre Barbany ha dichiarato di voler poter celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso in chiesa.
In un altro post su Instagram relativo allo stesso concerto, l’artista ha ribadito: «Avere avuto l’accesso a questa location è davvero straordinario e raro».
Il sito dell’Arcidiocesi di Barcellona indica che padre Barbany ricopre numerose funzioni ecclesiastiche, come riportato da Médias-Presse-Info, nonostante la sua eterodossia. Sulla sua pagina X ha recentemente condiviso una foto di una celebrazione interreligiosa tenuta nella chiesa di Santa Maria del Pi, di cui è anche rettore.
Le foto del profilo online e i video mostrano che Barbany non indossa l’abito clericale se non quando celebra la messa.
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Immagine di PMRMaeyaert via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Spain
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Ucraino accoltella cinque persone in un convento polacco
W czwartek przed południem na ul. Benedyktyńskiej w Jarosławiu na Podkarpaciu 31-letni mężczyzna ranił nożem czerech mężczyzn i kobietę.
Jedna z ranionych osób zmarła. Sprawca został zatrzymany, poszkodowani trafili do szpitala. Stan dwóch osób przebywających w miejscowym… pic.twitter.com/4DrP2IC8dF — Polska Agencja Prasowa/Polish Press Agency (PAP) (@PAPinformacje) September 24, 2026
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