Plasmaterapia: incredibile dietrofront da parte della Food and Drug Administration

 

 

 

 

Vi avevamo appena annunciato la lieta notizia inerente al nullaosta da parte della Food and Drug Administration per l’utilizzo della plasmaterapia per curare l’iniezione da SARS-Cov-2.

 

Nonostante i tentativi atti ad impedire tale pronunciamento della FDA, l’ente governativo statunitense aveva aperto alla possibilità di utilizzare il plasma da convalescenti durante l’emergenza sanitaria che colpisce l’America.

La notizia aveva fatto esultare anche il presidente Trump, che aveva parlato di un «deep state che agisce sopra e all’interno della FDA» per frenare questa possibilità di cura che, lo ricordiamo, dà fastidio alle farmaceutiche perché gratuita e solidal

 

La notizia aveva fatto esultare anche il presidente Trump, che aveva parlato di un «deep state che agisce sopra e all’interno della FDA» per frenare questa possibilità di cura che, lo ricordiamo, dà fastidio alle farmaceutiche perché gratuita e solidale.

 

Ora la FDA pare aver ritrattato tutto attraverso il commissario dell’agenzia, l’oncologo Stephen M. Hahn a seguito proteste avanzate da tutta una serie di «esperti» che non hanno mancato di accusare l’ente americano di aver «travisato gravemente» i dati sui risultati della ricerca per l’utilizzo del plasma iperimmune.

 

La FDA aveva dichiarato una riduzione della mortalità al 35% con l’utilizzo del plasma; dato, questo, messo in discussione dagli «esperti» — fra cui l’immancabile Anthony Fauci —  che addurrebbero non esserci riscontri negli studi ad oggi disponibili.

 

Grazie a queste pressioni messe in atto — e di cui Trump aveva già dato notizia — due responsabili della comunicazione sono stati licenziati in tronco nel giro di pochi giorni.

Questo dietrofront è un fatto davvero clamoroso che evidenzia l’incredibile, profonda pressione mossa dalle lobby persino su uno degli enti governativi di regolamentazione dei farmaci più importanti al mondo, sicuramente già ampiamente infiltrato — come dice Trump — dalle lobby stesse.

 

Si tratta di Wayne L. Pines, consulente del commissario della FDA, che aveva consigliato al dottor Hahn di scusarsi per le dichiarazioni fuorvianti sui benefici del plasma contro il Coronavirus, come riportava qualche giorno fa il New York Times, e di Emily Miller, portavoce della FDA, assunta su indicazione della Casa Bianca non più di due settimane fa.

 

Questo dietrofront è un fatto davvero clamoroso che evidenzia l’incredibile, profonda pressione mossa dalle lobby persino su uno degli enti governativi di regolamentazione dei farmaci più importanti al mondo, sicuramente già ampiamente infiltrato — come dice Trump — dalle lobby stesse. 

 

Cristiano Lugli