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Epidemie

Francia, vietano la processione contro la peste che si tiene dal 1340. La festa della musica però si può fare.

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Per la prima volta dal XIV secolo, una processione cattolica che si tiene ogni anno alla vigilia della festa di San Giovanni Battista nella città di Tulle è stata ufficialmente vietata dalle autorità civili, con il pretesto delle regole per il COVID-19.

 

Per la prima volta dal XIV secolo, una processione cattolica che si tiene ogni anno a  Tulle è stata ufficialmente vietata dalle autorità civili con il pretesto delle regole per il COVID-19

I residenti locali sono rimasti scioccati e sorpresi nell’apprendere, poche ore prima che si svolgesse la tradizionale processione religiose , che il prefetto locale aveva deciso di non permettere che andasse avanti.

 

La Lunade, una tradizionale processione di preghiera francese, prevede un pellegrinaggio di 6 km con una statua secolare di San Giovanni Battista. La processione si svolge al calar della notte, quando la luna  diventa visibile, per la prima volta avvenne intorno al 1340 o 1348, quando Tulle, una città di 6.000 anime che era stata occupata circa 10 anni prima dagli inglesi, soffriva per la carestia, per la pestilenza e per la «grande mortalità».

La processione si svolge al calar della notte, quando la luna  diventa visibile, per la prima volta avvenne intorno al 1340 o 1348, quando Tulle, una città di 6.000 anime che era stata occupata circa 10 anni prima dagli inglesi, soffriva per la carestia, per la pestilenza e per la «grande mortalità»

 

Secondo la tradizione orale, un monaco della diocesi di Tulle stava pregando nella cattedrale per la città che stava attraversando queste immense difficoltà, quando ricevette una visione di San Giovanni Battista che gli chiedeva di organizzare una marcia intorno alla città che avrebbe allontanato la peste.

 

La processione ebbe luogo debitamente e secondo la tradizione locale, la città fu liberata dalla peste.

 

Da allora, ogni 23 giugno è segnato dalla processione di 6 km tra le colline che confinano con Tulle, durante la quale i parrocchiani portano la stessa statua di quella che ha salvato la città più di 670 anni fa: una statua annerita dal tempo, vestita di velluto rosso vesti e ornato con un giglio bianco.

Secondo la tradizione orale, un monaco della diocesi di Tulle stava pregando nella cattedrale  quando ricevette una visione di San Giovanni Battista che gli chiedeva di organizzare una marcia intorno alla città che avrebbe allontanato la peste

 

La processione ebbe luogo ininterrottamente, anche durante la Rivoluzione francese e gli anni del Terrore, durante i governi francesi del secolarismo più spinto e durante le due guerre mondiali.

 

Oggi circa 50 persone si presentano per l’inizio della processione sul portico della cattedrale dopo le la Messa delle 18:30, altri si uniscono lungo il percorso in «stazioni» segnate da croci lungo il percorso tradizionale. Quando la processione ritorna nella cattedrale sono presenti dai 300 ai 500 fedeli, il che non è poco per una provincia scarsamente popolata come la Corrèze, di cui Tulle è la capitale religiosa e amministrativa.

 

La processione ebbe luogo ininterrottamente, anche durante la Rivoluzione francese e gli anni del Terrore, durante i governi francesi del secolarismo più spinto e durante le due guerre mondiali

Quest’anno la processione della Lunade doveva essere piuttosto diversa, anche se avrebbe dovuto avvenire con tutti i soliti partecipanti, informa Lifesitenews.

 

Al fine di seguire le raccomandazioni contro la diffusione del coronavirus di Wuhan, il clero locale aveva preso tutte le precauzioni: i fedeli avrebbero marciato in piccoli gruppi di 10 persone, anche le consuete soste sarebbero state organizzate in modo da evitare raduni di più delle 10 persone approvate in base alle attuali misure in Francia. Non più di 200 persone sarebbero state ammesse nella cattedrale e tutto sarebbe stato richiesto di indossare maschere all’inizio della processione.

I fedeli sono rimasti assai sorpresi nell’apprendere che il prefetto di Corrèze aveva preso una decisione dell’ultimo minuto per vietare che Lunade si svolgesse.

 

I fedeli sono rimasti quindi assai sorpresi nell’apprendere martedì pomeriggio che il prefetto di Corrèze aveva preso una decisione dell’ultimo minuto per vietare che Lunade si svolgesse.

 

Il clero organizzatore ha diramato la notizia della cancellazione repentina. Ciononostante, molti che non  si sono radunati nella cattedrale e hanno espresso la loro rabbia. «Sono inorridita, sconvolta, questo è inaccettabile», ha detto una parrocchiana, Marie, citata dal quotidiano La Montagne.

 

Il principale organizzatore, Padre Risso, ha commentato di aver preso atto della decisione, tuttavia ha anche spiegato che lui e un piccolo gruppo di non più di sei persone avrebbero portato la statua di San Giovanni tra le colline di Tulle, mentre i normali pellegrini si riunivano nella cattedrale per seguire la processione «virtualmente».

 

Alcuni fedeli hanno quindi sfidato la legge e seguito l’embrione della processione proibita a distanza

Alcuni fedeli hanno quindi sfidato la legge e seguito l’embrione della processione proibita a distanza.

 

La Lunade era già stata attaccata in passato. Vi furono leggi anticristiane nel 1789, primo anno della rivoluzione francese, e nel 1837, contro le marce cattoliche. Un primo tentativo di bloccare la Lunade era fallito nel 1881 quando le autorità della chiesa bloccarono con successo un ordine locale attraverso appelli giudiziari. Ma nel 1896, i secolaristi ripresero i loro atti anticristiani, e saccheggiarono la cattedrale. Un gruppo di fedeli, composto per lo più da giardinieri, riuscì a trafugare la statua di San Giovanni Battista per salvarla dalla distruzione istigata dai massoni che si erano impadroniti della Francia.

 

La persecuzione cattolica, nel 2020, è più sottile. E il Coronavirus dà, ovviamente, una grande mano

«Quando sarà passata la peste massonica, più perniciosa della pestilenza nel XIV secolo, sarete in grado, con un profondo sospiro di sollievo, di poter celebrare per la seconda volta la Liberazione della città di Tulle» disse il vescovo Denéchau quella fatidica vigilia del 23 giugno 1896.

 

La persecuzione cattolica, nel 2020, è più sottile. E il Coronavirus dà, ovviamente, una grande mano.

 

Il rito cattolico può essere impedito, i concerti no. La «Festa della musica» che si tiene in Francia ogni anno il 21 giugno, creando miriadi concerti pubblici all’aperto, quest’anno è stata autorizzata a Tulle. Una dozzina di gruppi musicali suonarono in diverse parti della città, offrendo concerti di 15 minuti ogni mezz’ora, a cui le persone potevano unirsi in piccoli gruppi che in pratica superavano sempre le 10 persone.

Il popolo dei fedeli di Tulle è indignato dal fatto che la processione non abbia potuto aver luogo mentre la Fête de la Musique sia stata invece autorizzata e incoraggiata dalle autorità civili locali

 

Il popolo dei fedeli di Tulle è indignato dal fatto che la processione non abbia potuto aver luogo mentre la Fête de la Musique sia stata invece autorizzata e incoraggiata dalle autorità civili locali – specialmente quando le infezioni COVID-19 non venivano più contate nella zona di Corrèze.

 

Non solo musica: le processioni si possono vietare, le proteste di Black Lives Matter no. Migliaia di persone si sono unite alle marce in solidarietà con la rivolta pseudorazziale americana nelle più grandi città della Francia nelle ultime settimane.

 

L’«emozione» vale  più della legge, il piacere vale più della logica, lo sfogo vale più del sacrificio di sé, l’opportunismo politico vale più di decenni di tradizione, e i concertini rock valgono più di una religione millenaria e delle memorie dei suoi fedeli

Il ministro degli interni francese, Christophe Castaner, ha dichiarato il 9 giugno che anche se era ancora in vigore il divieto ufficiale di manifestazioni pubbliche  non ci sarebbero stati «nessuna sanzione e nessun procedimento».

 

«Credo che l’emozione mondiale, che è una sana emozione riguardo a questo problema, vada oltre le norme legali applicabili», ha spiegato il ministro di Macron, fornendo un disegno perfetto del mondo moderno: l’«emozione» vale  più della legge, il piacere vale più della logica, lo sfogo vale più del sacrificio di sé, l’opportunismo politico vale più di decenni di tradizione, e i concertini rock valgono più di una religione millenaria e delle memorie dei suoi fedeli.

 

A causa del Codice Penale italiano, una simile situazione non dovrebbe – in teoria – poter accadere. In Italia chi organizza una processione religiosa non deve chiedere autorizzazione, si deve limitare a indicarne il come e il dove alle autorità per tempo. Che il Coronavirus, cavillo o no, possa permettere la potere di toglierci anche questa libertà è tuttavia estremamente probabile.

Renovatio 21 sta pensando ad una processione per questo autunno. Per tempo vi faremo sapere dove e quando

 

Non ve lo nascondiamo: Renovatio 21 sta pensando ad una processione per questo autunno, da svolgersi nelle zone dove il COVID-19 ha portato la sua forza devastatrice; conosciamo la materia, i fondatori di Renovatio 21 hanno già organizzato altre processioni in varie città d’Italia – la cosa richiede tempo e cura, ma siamo intenzionati a farlo. Per tempo vi faremo sapere dove e quando.

 

 

 

 

 

Immagine dal profilo FB di padre Nicolas Risso.

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Epidemie

Fauci si rifiuta di comparire davanti alla commissione del Senato

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Il dottor Anthony Fauci si è rifiutato di presentarsi al Campidoglio di Washington per deporre a porte chiuse dopo la sua audizione del 29 luglio davanti alla Commissione per la Sicurezza Interna del Senato (SHSC), durante la quale non ha risposto alle domande sulla sua responsabilità nell’origine e nella cattiva gestione della crisi COVID-19, invocando il Quinto Emendamento oltre 100 volte nonostante avesse ricevuto la grazia generale dal presidente Joe Biden. Lo riporta LifeSite.

 

Una settimana dopo, i membri repubblicani della commissione hanno votato all’unanimità per deferire Fauci al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) con l’accusa di oltraggio al Congresso.

 

Nonostante il silenzio impassibile di Fauci durante l’udienza televisiva del 29 luglio, i senatori intendono ancora ottenere risposte, ma Fauci continua a ripararsi dietro i suoi costosi avvocati.

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«L’avvocato del dottor Fauci ci ha appena informato che Fauci si rifiuta di presentarsi per un’intervista privata trascritta», ha scritto il senatore repubblicano statunitense Ron Johnson del Wisconsin, che insieme al senatore repubblicano statunitense Rand Paul del Kentucky da tempo cerca di ritenere l’ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) responsabile del suo ruolo durante la pandemia.

 

«Il popolo americano merita risposte a domande legittime riguardo alla nostra disastrosa gestione della pandemia di COVID-19», ha dichiarato Johnson. «Ad alcune di queste domande può rispondere solo il dottor Fauci. Una volta ha affermato con arroganza di essere “molto felice di testimoniare davanti a qualsiasi commissione di controllo del Congresso. Non ho nulla da nascondere”».

 

«A quanto pare, ha molto da nascondere», ha aggiunto il Johnson.

 

«Dato che Fauci si rifiuta di parlare del suo ruolo e delle decisioni prese in relazione al COVID-19, la mia sottocommissione continuerà a richiedere i suoi documenti e a chiedere di parlare con le persone chiave con cui ha collaborato. Valuteremo le opzioni legali a nostra disposizione prima di decidere i prossimi passi», ha promesso il senatore del Wisconsin.

 

Il senatore Johnson, grande critico della follia pandemica e vaccinale che ricopre anche la carica di presidente della Sottocommissione permanente per le indagini del Senato, ha inviato lettere agli ex funzionari della Food and Drug Administration (FDA) dottor Peter Marks, dottor Narayan Nair, dottor Steven Anderson e dottor Manette Niu, nonché a Fauci, richiedendo la trascrizione delle interviste sul loro ruolo nella risposta alla pandemia di COVID-19, compresa la sicurezza e l’efficacia dei vaccini contro il COVID-19.

 

Il 29 aprile Johnson ha pubblicato un rapporto preliminare che descriveva in dettaglio come alti funzionari della FDA avessero ignorato gli avvertimenti secondo cui il loro sistema di monitoraggio della sicurezza dei vaccini nascondeva segnali di pericolo per i vaccini contro il COVID-19.

 

Nella sua lettera a Fauci, Johnson ha scritto: «Voglio darle un’altra opportunità per fornire la necessaria trasparenza sulla pandemia di COVID-19 e sulla risposta del governo ad essa, compresi i trattamenti precoci e lo sviluppo, la distribuzione, il monitoraggio della sicurezza e l’efficacia dei vaccini contro il COVID-19».

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Come riportato da Renovatio 21, in settimana Fauci sapeva del rischio di aborto spontaneo legato al vaccino anti-COVID.

 

Fauci, che dinanzi al Congresso si è avvalso del Quinto Emendamento (la facoltà di non rispondere per non incriminarsi) ben 111 volte, non rispondendo di fatto a nulla di quanto gli chiedevano i senatori, sarebbe ora oggetto di un’indagine annunciata dal procuratore generale della Florida.

 

Nei documenti desecretati dall’ex diretttrice dell’Intelligence nazionale americana Tulsi Gabbard è rivelato che Fauci finanziava la ricerca che diede origine al COVID, e condusse l’insabbiamento con lo spionaggio USA. Al contempo, dai documenti appare che Fauci sapesse dell’origine laboratoriale del coronavirus di Wuhano e pure della scarsa efficacia dei vaccini mRNA.

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 Immagine di Sdkb via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine tagliata

 

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Epidemie

Epidemie colpiscono Ceuta invasa dai migranti

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Nell’enclave spagnola di Ceuta, nel Nord Africa, sono stati segnalati casi di malattie infettive, tra cui gastroenteriti, tra i migranti a partire dall’invasione perpetrata dal vicino Marocco alla fine di luglio.   L’Istituto Nazionale per la Gestione Sanitaria spagnolo (INGESA) ha confermato la diffusione di casi di gastroenterite tra i migranti arrivati di recente, secondo quanto riportato venerdì dai media spagnoli. L’agenzia ha inoltre confermato casi di scabbia e impetigine, precisando che entrambe le patologie erano già presenti a Ceuta prima dell’ultimo afflusso di migranti.   Tuttavia, l’INGESA ha respinto le affermazioni secondo cui il sistema sanitario di Ceuta sarebbe collassato. L’agenzia ha anche smentito le notizie relative a un’epidemia di tubercolosi, affermando che il caso sospetto è risultato negativo al test   L’epidemia si verifica mentre i professionisti sanitari locali avvertono che il sovraffollamento e le condizioni igienico-sanitarie inadeguate tra le migliaia di migranti che vivono all’aperto potrebbero facilitare un’ulteriore diffusione della malattia. Si dice che molti migranti non abbiano un accesso adeguato all’acqua potabile, ai servizi igienici e alle docce.

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La gastroenterite è un’infiammazione dello stomaco e dell’intestino, solitamente causata da un’infezione virale o batterica, con sintomi quali diarrea, vomito e crampi addominali. La scabbia è un’infestazione cutanea contagiosa causata da acari microscopici che provoca prurito intenso ed eruzione cutanea, mentre l’impetigine è un’infezione batterica della pelle caratterizzata da piaghe che possono rompersi e sviluppare croste giallastre.   Oltre 72.000 migranti sono entrati a Ceuta tra il 30 e il 31 luglio, molti a nuoto o attraversando le barriere frangiflutti costiere: una cifra equivalente a circa il 70 % della popolazione residente dell’enclave. L’afflusso ha messo a dura prova i centri di accoglienza e ha esercitato ulteriore pressione sulle risorse sanitarie e delle forze dell’ordine. La maggior parte di coloro che sono entrati è stata rimpatriata in Marocco, ma si stima che fino a 11.000 persone siano ancora a Ceuta, secondo le autorità locali.   L’afflusso ha inoltre alimentato le tensioni all’interno dell’UE, dove la migrazione è da tempo una questione controversa. Ventidue leader europei hanno firmato una lettera accusando la Spagna di minare la sicurezza delle frontiere del blocco, mentre diversi hanno chiesto l’espulsione del Paese dall’area Schengen.   Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha replicato, definendo le azioni dei suoi vicini europei «egoistiche».   Come riportato da Renovatio 21, in molti sostengono che l’invasione sia stata programmata dal Marocco su spinta di Israele (che vorrebbe punire la Spagna per le sue posizioni su Gaza, Libano, UNIFIL etc.) e degli Stati Uniti, che avevano passato leggi proprio su quei territori negli scorsi mesi.   Secondo varie testate, terroristi islamici avrebbero approfittato del disordinato afflusso di immigrati clandestini marocchini in Spagna per introdursi in Europa.  

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Lettera di mons. Viganò all’avvocato antipandemico in carcere

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L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha mandato un messaggio di solidarietà all’avvocato tedesco avvocato Reiner Füllmich, arrestato il 13 ottobre 2023 all’aeroporto di Francoforte, al rientro dal Messico (dove si trovava e da cui era stato espulso), con l’accusa di appropriazione indebita di fondi donati.

 

Il tribunale regionale di Göttingen lo ha condannato il 24 aprile 2025 a 3 anni e 9 mesi di reclusione. Al momento della condanna (24 aprile 2025) l’avvocato noto in Germania per la sua battaglia contro le restrizioni pandemiche aveva già trascorso circa 18 mesi in carcere preventivo.

 

Il tribunale ha deciso di non conteggiare 5 mesi di quella custodia cautelare sulla pena finale, perché secondo i giudici aveva deliberatamente allungato il processo.

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Füllmich ha sempre negato di aver sottratto i fondi: ha dichiarato di averli spostati per «proteggerli» da un possibile sequestro dello Stato. Il tribunale non ha accettato questa versione.

 

In un video andato in diretta streaming venerdì 7 luglio 2026 in collegamento telefonico con l’avvocato Füllmich, dal minuto 1:25:11 al minuto 1:27:37, viene letto il mio messaggio di spirituale vicinanza e di solidarietà mandato a Füllmich da monsignore.

 

«Caro dottor Reiner Fuellmich, con profondo dolore e indignazione apprendo che Lei continua a languire in carcere, privato della libertà da quasi tre anni per aver osato indagare e denunciare pubblicamente le menzogne e i crimini compiuti durante la cosiddetta “pandemia”» scrive il prelato.

 

«La Sua detenzione prolungata, al di là di ogni pretesto giuridico, costituisce un atto di persecuzione politica. Chi ha avuto il coraggio di cercare la verità e di dar voce a milioni di persone private dei propri diritti fondamentali viene oggi trattato come un nemico dello Stato, mentre coloro che hanno architettato e imposto una delle più gravi operazioni di controllo sociale e di danno all’umanità restano impuniti e spesso onorati».

 

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«La giustizia che confonde la ricerca della verità con un reato costituisce una collaborazione con il tiranno» continua l’arcivescovo.

 

«Le esprimo la mia piena solidarietà e la mia preghiera. La Sua testimonianza non è vana. La verità, per quanto calpestata, non può essere cancellata.
Chiedo a tutti gli uomini di buona volontà di elevare la voce perché sia liberato immediatamente e perché sia resa giustizia a quanti, come Lei, hanno pagato e stanno pagando il prezzo della propria integrità morale e intellettuale» scrive Sua Eccellenza nella lettera.

 

«Non è l’avvocato Fuellmich che dovrebbe essere in carcere, ma coloro che hanno perpetrato il più grande crimine contro l’umanità dei nostri tempi.
Dio La sostenga e La liberi presto».

 

«Auspico che l’appello lanciato per la liberazione del dott. Füllmich non rimanga inascoltato» ha aggiunto l’arcivescovo su X.

 

Come riportato da Renovatio 21, monsignor Viganò quattro anni fa aveva dato una lunga intervista all’avvocato in cui delineava la questione del colpo di Stato globale rappresentato dalla pandemia COVID e del sovvertimento e della dissoluzione della società cristiana.

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Monsignore a settembre aveva partecipato all’appello per la liberazione dell’avvocato germanico. «In molti Stati autoproclamatisi “democratici”, le voci che denunciano questo colpo di Stato globale vengono messe a tacere attraverso la censura, l’intimidazione, la psichiatrizzazione e persino l’arresto» aveva scritto su X rilanciando l’appello..

 

«Tra le vittime del regime totalitario che si sta affermando silenziosamente in Europa, Canada, Australia e altre nazioni vassalle delle Nazioni Unite, della NATO, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Forum Economico Mondiale (tutte entità private finanziate dagli stessi poteri) c’è l’avvocato Reiner Fuellmich, ingiustamente imprigionato e ancora in attesa di un giusto processo. Il suo crimine è aver osato dire la verità in un mondo di menzogne criminali» aveva scritto l’ex nunzio apostolico in USA.

 

Come riportato da Renovatio 21, nel 2021Fuellmich aveva intervistato il cardiologo texano Peter McCullough, che aveva accennato a «infertilità e cancro come possibili conseguenze del vaccino». L’avvocato ricevette dal gruppo Doctors for COVID Ethics una lettera di confutazione all’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) che metteva in guardia rispetto ai vaccini genici sperimentali.

 

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