Animali
Zoo preoccupati: Gorilla dipendenti dai video sugli smartphoni
I guardiani degli zoo hanno un nuovo problema con i gorilla a loro affidati: limitare il tempo che trascorrono davanti agli schermi dei device mobili. Lo riporta il Wall Street Journal.
Secondo quanto riportato dal giornale economico neoeboraceno, gli zoo di tutto il Nord America hanno iniziato a cercare di frenare l’ossessione degli animali per gli smartphone, che si è manifestata negli ultimi anni poiché sempre più visitatori hanno iniziato a mostrare loro immagini e video sugli schermi, attraverso le pareti di vetro dei loro recinti.
Negli ultimi anni, negli zoo delle principali città hanno iniziato a emergere segnalazioni di gorilla che stanno diventando ossessionati o addirittura «dipendenti» dagli smartphoni.
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L’anno passato, a Toronto, i responsabili dello zoo hanno iniziato ad affiggere cartelli che invitavano i visitatori a non mostrare i propri smartphone agli animali, che spesso ne sono così affascinati che il loro comportamento inizia a cambiare, in quanto cercano sempre di più di trascorrere del tempo davanti agli schermi degli esseri umani che incontrano.
«Per il benessere del gruppo di gorilla», avvertiva un cartello in un articolo di People in merito alla richiesta, «per favore astenetevi dal mostrare loro video o foto, poiché alcuni contenuti potrebbero turbarli e influenzare le loro relazioni e il comportamento all’interno della famiglia».
Nello zoo di San Diego, i giornalisti del WSJ hanno osservato visitatori umani che mostravano gli schermi dei loro telefoni ai gorilla, nonostante tale interazione fosse «fortemente» scoraggiata dai responsabili dello zoo.
Dei gruppi di visitatori vengono allo zoo di San Diego quasi ogni giorno non solo per filmare gli animali, ma anche per mostrare loro dei video. Due appassionati con cui il giornale ha parlato si sono rifiutati di rivelare i loro nomi per timore di essere banditi dallo zoo o dai recinti dei gorilla se fossero stati scoperti.
«Questo è il mio posto felice», ha detto al WSJ un uomo che è stato visto indossare una maglietta con un gorilla e interagire con uno degli animali mostrandogli il suo telefonino attraverso il vetro.
Nel frattempo, una donna che ha parlato al giornale ha iniziato a piangere quando ha pensato di perdere l’accesso al recinto dei gorilla, sostenendo che «qualsiasi arricchimento è un buon arricchimento».
L’attivista ambientalista Beth Armstrong, pioniera di un programma sui gorilla allo zoo di Columbus negli anni Ottanta, ha dichiarato al WSJ che vorrebbe che le persone scegliessero di mettere via i loro telefoni e di godersi la meraviglia di questi animali, anziché sommergerli con questa tecnologia umana così distraente e invasiva.
«Capisco che la gente desideri questo tipo di connessione», ha detto la Armstrong, «ma la realtà è: cosa significa per il gorilla?».
Si tratta dell’ennesima questione inflitta ai gorilli dagli esseri umani, che alle possenti scimmie dal pelo nero avevano creato tanti problemi, testandoli con tamponi COVID e pure inoculandoli con il vaccino, con casi di susseguente attacco cardiaco.
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Animali
Berlino invasa da parassiti tossici
Un’infestazione di insetti malevoli si sta diffondendo a Berlino, costringendo alla chiusura di parchi, impianti sportivi e zone residenziali e diffondendo avvisi sanitari, secondo quanto riportato dai media tedeschi. Il responsabile è il bruco della processionaria della quercia, un parassita che uccide gli alberi ed è ricoperto di peli urticanti tossici.
L’insetto, scientificamente noto come Thaumetopoea processionea, detta talvolta nell’italiano parlato «gatta pelosa», è una specie di falena i cui bruchi emergono tra maggio e luglio. Mentre la falena in sé è innocua, i bruchi sviluppano centinaia di migliaia di peli tossici microscopici che possono essere trasportati dal vento fino a 200 metri e causare eruzioni cutanee, irritazione agli occhi e problemi respiratori. Nei casi più gravi, l’esposizione può scatenare reazioni allergiche e persino shock anafilattico.
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L’infestazione di gatte pelose si sta diffondendo a Berlino da anni, ma le autorità affermano che quest’estate diversi quartieri hanno registrato un forte aumento degli alberi colpiti. Secondo il quotidiano Bild, le autorità e i gestori dei parchi hanno emesso avvisi in tutta Berlino e Potsdam, chiudendo le aree infestate e temporaneamente parchi, impianti sportivi e percorsi pedonali.
Le zone più colpite sono Charlottenburg-Wilmersdorf, Treptow-Köpenick, Steglitz-Zehlendorf e Spandau, che ospitano molte delle strade e dei parchi alberati di querce di Berlino.
Secondo il quotidiano BZ, i bruchi si sono diffusi anche nel complesso residenziale di Jungfernheide, abitato da oltre 11.000 persone, infestando ogni cosa, dalle facciate alle automobili, dagli stipiti delle porte alle ringhiere e ai lampioni.
I politici locali hanno criticato quella che definiscono una scarsa coordinazione tra le autorità. Gli enti sanitari hanno poteri limitati di intervento perché tali bruchi sono classificati come allergeni piuttosto che come parassiti dannosi per la salute pubblica, mentre le norme fitosanitarie limitano l’uso di alcuni biocidi.
I critici chiedono una risposta coordinata da parte delle autorità distrettuali, del Senato di Berlino e delle società immobiliari, che includa interventi più tempestivi sugli alberi di quercia e una rimozione più incisiva dei nidi. I residenti, esasperati, hanno anche lanciato una petizione per chiedere un piano di protezione vincolante per Jungfernheide, che ha già raccolto oltre 4.500 firme.
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Lo scorso anno, il dipartimento per l’ambiente del Senato di Berlino ha registrato 5.032 querce infestate in 881 punti della città. Gli esperti prevedono che l’infestazione peggiorerà con il clima caldo e secco, che favorisce la diffusione delle gatte pelose, e le previsioni indicano temperature più alte e condizioni più secche della media in Germania e nell’Europa centrale per quest’estate.
Il parassita non è limitato alla Germania. La processionaria della quercia è diffusa in gran parte d’Europa ed è stata segnalata dai Paesi Bassi e dalla Francia fino alla Danimarca e al Mediterraneo. La gatta pelosa stata introdotta accidentalmente in Gran Bretagna nel 2006 e ora si è stabilita nella Grande Londra e in alcune zone del Sud-Est dell’Inghilterra, il che ha spinto il governo a emettere un avviso sabato scorso, esortando la popolazione a non toccare gli insetti o i loro nidi.
Le gatte pelose si nutrono di foglie di quercia e si muovono formando caratteristiche «processioni» in fila indiana, guidate da un capofila. I peli della gatta pelosa, simili ad arpioni, si staccano facilmente al contatto o col vento. Possono provocare forti infiammazioni alla pelle, agli occhi e alle vie respiratorie.
Le processionarie costruiscono nidi sericei biancastri direttamente sul tronco o sulle biforcazioni dei rami delle querce, non semplici ragnatele sul fogliame.
Spesso il termine «gatta pelosa» viene confuso con l’Hyphantria cunea (Ifantria americana). A differenza della processionaria, l’Ifantria tesse i suoi nidi a forma di ragnatela sulle punte dei rami e non è pericolosa per l’uomo.
In presenza di gatte pelose, bisogna evitare assolutamente di avvicinarsi, toccare o tentare di bruciare i nidi, poiché i peli verrebbero dispersi nell’aria. Se si trovano nidi in aree pubbliche o private, è necessario contattare il Comune o ditte specializzate per la rimozione sicura.
In caso di contatto bisogna lavare immediatamente la zona con acqua e sapone ed eventualmente consultare un medico. Se si sospetta un’ingestione o reazione grave nel cane o gatto, recarsi subito da un veterinario.
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Immagine di Christian Fischer via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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