Politica
Villa da 6 milioni di dollari in Germania per il sindaco di Kiev, ora rivale di Zelens’kyj
Il sindaco di Kiev Vitalij Klitschko ha dichiarato pubblicamente l’acquisizione di una lussuosa villa ad Amburgo, in Germania, del valore di quasi un quarto di miliardo di grivnie (circa 5,5 milioni di euro), ha riferito domenica Strana.ua, citando la dichiarazione dei redditi ufficiale del politico.
Il documento mostra che Klitschko ha ricevuto la villa di 750 metri quadrati il 20 dicembre 2023 come saldo del debito da Maximum I LLC, una società con sede negli Stati Uniti originariamente di proprietà di suo fratello Vladimir. La proprietà della società, tuttavia, è stata trasferita a Vitalij nel maggio 2023, secondo il punto vendita. La casa, il cui costo esatto è di 227 milioni di grivnie, è stata poi trasferita al sindaco di Kiev come forma unica di rimborso del debito.
Klitschko è un ex pugile professionista che ha vinto numerosi campionati mondiali dei pesi massimi durante la sua carriera. Lui e suo fratello minore Vladimir hanno dominato la boxe dei pesi massimi tra il 2006 e il 2015, un periodo ampiamente noto come «era Klitschko».
Il boxeur nato nel Kirghizistan sovietico ha annunciato il suo ritiro dallo sport professionistico nel 2013 e ha iniziato la carriera politica, diventando sindaco di Kiev nel 2014, sulla scia del golpe di Maidan, ed è ad oggi uno dei pochi funzionari a rimanere in carica dopo la fine dell’era Poroshenko – cioè l’elezione a valanga dell’attore comico «servitore del popolo» Zelens’kyj, che fu votato in massa su una piattaforma di pace con la Russia.
In un’intervista alla BBC nel 2013, Klitschko aveva raccontato di aver vissuto in Germania per 13 anni. Nel 2016 è stato riferito che possedeva una proprietà ad Amburgo occupata da sua moglie e sua figlia, ma i beni, secondo quanto riporta RT, non sarebbero mai stati dichiarati.
Nel settembre 2023, il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha convertito in legge un disegno di legge che impone la dichiarazione elettronica per i funzionari, che era stato sospeso dopo l’inizio dell’operazione militare russa nel 2022.
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Non è chiaro se l’episodio si inserisca nelle crescenti tensioni che vi sarebbero presso le alte sfere di Kiev, dove il presidente può temere di essere detronizzato, secondo le opinioni, dal capo dell’esercito generale Zaluzhny (che ha già emesso una sorta di pronunciamento con un articolo sull’Economist) o dal sindaco Klitschko, che sarebbe un sostituto di matrice «politica» decisamente popolare.
Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso anche Klitschko ha fatto dichiarazioni pubbliche contro Zelens’kyj, dicendo che il vertice di Kiev è passato all’autoritarismo, mentre le autorità municipali dell’Ucraina rimarrebbero oggi l’unica forza indipendente del Paese.
È stato riportato che la moglie del capo dei servizi militari ucraini Kyrilo Budanov – la donna che avrebbe subito un avvelenamento nelle ultime settimane – ha lavorato in passato a stretto contatto con Klitschko ed è stata candidata nel suo partito.
La corruzione in Ucraina è stata oggetto di un crescente controllo da parte degli Stati Uniti e dell’UE dall’inizio del conflitto con la Russia, poiché il Paese ha fatto affidamento sugli aiuti esteri per pagare i dipendenti pubblici.
Nell’agosto dello scorso anno, Zelens’kyj ha lanciato una vasta epurazione militare, licenziando tutti i funzionari militari regionali sulla scia di un enorme scandalo di corruzione in cui sono stati aperti 112 procedimenti penali contro funzionari nei centri di reclutamento.
Il mese scorso, le forze dell’ordine ucraine hanno condotto una perquisizione in una villa spagnola da 4 milioni di euro appartenuta all’ex comandante militare Evgeny Borisov. È stato accertato che ha acquistato più proprietà nella città di Marbella nel 2022 e nel 2023, secondo le forze dell’ordine ucraine.
Un sondaggio condotto l’anno scorso dall’Istituto internazionale di sociologia di Kiev ha mostrato che gli ucraini considerano la corruzione il secondo problema più grave del paese dopo il conflitto militare.
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Immagine di Michael Pense via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs 2.0 Generic
Politica
Ben-Gvir pubblica un video AI con i palestinesi su un nastro trasportatore diretti verso una prigione-mattatoio
Israel’s national security minister, Ben-Gvir, posted this AI video of Palestinians being sent into a slaughter house on an industrial conveyor belt. It reached 4 million views before he removed it.https://t.co/9CHVNCq32J pic.twitter.com/wDZZ95ftDP
— Glenn Diesen (@Glenn_Diesen) September 2, 2026
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Il centro di sterminio dispone anche di «cabine di osservazione» dove gli israeliani possono assistere all’esecuzione. A inizio maggio 2026, in occasione del suo 50° compleanno, la moglie di Ben-Gvir, Ayala, e i membri del suo partito hanno regalato al ministro delle torte di compleanno decorate con un cappio, a festeggiare l’approvazione della legge sulla pena di morte per i detenuti palestinesi accusati di terrorismo. Il ministro dello Stato Ebraico famoso per aver affermato che avrebbe garantito che «i terroristi [in prigione] ricevessero il minimo indispensabile» in termini di cibo e per aver sostenuto l’anno scorso che «non esiste un popolo palestinese». In passato, Ben-Gvir ha già manifestato il suo disprezzo per i prigionieri davanti alle telecamere. Attivisti australiani che partecipano alla flottiglia umanitaria per Gaza (la Global Sumud Flotilla) accusano le forze di sicurezza israeliane di stupro e tortura in seguito al loro arresto avvenuto a maggio. Il servizio penitenziario israeliano ha negato tali accuse. Il Ben-Gvir è stato ripreso dalle telecamere mentre scherniva i detenuti non combattenti, suscitando l’indignazione pubblica anche del ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani. Il ministro israeliano gli ha risposto dicendo oscuramente che «l’Italia è il Paese delle ciabatte».“Prometí aprobar una ley de pena de muerte para los palestinos y lo hice, ahora estoy construyendo una instalación para ejecutarlos, pondré cámaras y se podrá ver cómo mueren en directo”.
Itamar Ben Gvir, ministro genocida de “Israel”, está construyendo campos de exterminio para… pic.twitter.com/Nbx551WYAl — Daniel Mayakovski (@DaniMayakovski) August 19, 2026
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Politica
Il presidente zambiano presta giuramento mentre il rivale resta in carcere
Il presidente dello Zambia Hakainde Hichilema ha iniziato un secondo mandato dopo elezioni segnate da tensioni, durante le quali il suo principale avversario è stato arrestato e un ex ministro è rimasto ucciso.
La cerimonia di giuramento si è tenuta martedì allo Stadio Nazionale degli Eroi di Lusaka, con la partecipazione di migliaia di persone e di diversi capi di Stato africani, tra cui quelli di Kenya, Botswana e Zimbabwe.
Secondo la Commissione elettorale, Hichilema ha vinto il voto del 13 agosto con circa il 60% dei consensi, superando nettamente Brian Mundubile, candidato dell’opposizione, fermo al 38% circa.
Il Mundubile non ha accettato l’esito, sostenendo che ci siano state anomalie nel conteggio, nella trasmissione e nella proclamazione dei voti, e ha dichiarato l’intenzione di contestarlo per via giudiziaria. Il 24 agosto, ultimo giorno utile secondo la Costituzione per presentare un ricorso, i tribunali sono però risultati chiusi e circondati dalle forze dell’ordine. Le autorità hanno giustificato la misura come precauzionale, basata su informazioni di intelligence, mentre Human Rights Watch ha denunciato che in pratica ciò ha reso impossibile qualunque azione legale.
Dopo che la polizia aveva fatto irruzione nella sua abitazione il 14 agosto, Mundubile si era reso irreperibile. Nel corso di quell’operazione l’ex ministro Mutotwe Kafwaya ha perso la vita colpito da colpi d’arma da fuoco e undici persone sono finite in stato di fermo. Secondo la versione della polizia, gli agenti — impegnati in un’azione contro una presunta milizia — sarebbero stati fatti bersaglio di spari, e sul posto sarebbero state trovate armi di tipo militare. Il Mundubile ha smentito che i suoi seguaci fossero armati, definendo il blitz un tentativo di attentare alla sua vita.
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Il Mundubile e il suo vice, Makebi Zulu, si sono poi rifugiati per un periodo in una sede delle Nazioni Unite, prima di costituirsi alla polizia. Sono stati in seguito formalmente accusati di tradimento — accusa che respingono — e portati nel penitenziario di massima sicurezza di Mukobeko. L’accusa di insurrezione può, nell’ex Rhodesia del Nord, portare alla pena dell’ergastolo.
Ex avvocato e commercialista, il Mundubile fino al 2026 è stato membro del Patriotic Front (PF), il partito che ha governato lo Zambia dal 2011 al 2021, di cui è stato anche capogruppo di governo e poi leader dell’opposizione (2021-2023). Nel 2026, poco prima delle elezioni presidenziali, ha aderito al National Reconciliation Party for Unity and Prosperity (NRPUP), un partito nato da una scissione interna al Patriotic Front, diventandone il candidato presidenziale, sostenuto dalla coalizione Tonse-Pamodzi Alliance.
Nel discorso di insediamento, affrontando il tema delle violenze legate al voto, lo Hichilema ha riconosciuto che il confrontopolitico fa parte della democrazia, ma ha avvertito che la conquista del potere non può giustificare il sacrificio della pace e della stabilità nazionale.
Il presidente ha inoltre annunciato l’obiettivo di triplicare l’economia zambiana entro i prossimi cinque anni, puntando su miniere, agricoltura, turismo ed energia, dopo un primo mandato dedicato soprattutto a risanare i conti pubblici. A maggio, il Fondo Monetario Internazionale aveva riconosciuto progressi concreti nella stabilizzazione macroeconomica del Paese: inflazione scesa al 6,8%, riserve valutarie salite a 6,4 miliardi di dollari e accordi di ristrutturazione del debito che coprono circa il 94% del debito ammissibile.
Dal ritorno al multipartitismo nel 1991, lo Zambia ha generalmente conosciuto elezioni e passaggi di generalmente potere pacifici, pur non essendo mancati episodi di violenza in passato. Lo stesso Hichilema, quando era all’opposizione, fu arrestato nel 2017 con l’accusa di tradimento e rimase in un carcere di massima sicurezza per quattro mesi, prima che le accuse cadessero e venisse scarcerato.
Quattro anni più tardi riuscì a battere l’allora presidente uscente Edgar Lungu, insediandosi come capo dello Stato nell’agosto 2021. Hichilema guida lo United Party for National Development (UPND), fondato nel dicembre 1998 da Anderson Mazoka (ex dirigente della Anglo American Corporation) come scissione dal MMD. L’ideologia del partito prevede liberalismo e agrarianismo, con collocazione politica di centro-destra. Il partito è membro osservatore della Liberal International ed è affiliato all’Africa Liberal Network.
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Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa è morto Guy Scott, ex presidente ad interim dello Zambia e primo capo di Stato bianco nell’Africa subsahariana dalla fine dell’apartheid. Lo Scott era stato prima nel PF per poi dirigere verso l’UPND dello Hichilema.
Lo Zambia passa per essere uno dei più tranquilli Paesi post-coloniali del Continente negro.
Il Paese una volta decolonizzato adottò immediatamente una politica di pacificazione sociale interrazziale e il presidente Kenneth Kaunda ((1924-2021, detto KK, riverito dalla popolazione di tutte le etnie) proclamò il rifiuto di qualsiasi governo di stampo razzista, bianco o nero che fosse. Le varie comunità di «neri» e «bianchi» furono così coinvolte in modo costruttivo nell’organizzazione del nuovo Stato.
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Immagine di THE ONE PEOPLE via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Politica
Il vicepresidente USA JD Vance: «non mi sorprenderei se l’Anticristo camminasse tra noi»
Vance: I’d be not shocked if the Antichrist was walking among us. But I try not to focus too much on it pic.twitter.com/36JaEBk4Up
— FactPost (@factpostnews) September 1, 2026
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