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Vescovo spagnuolo neo-nominato aveva dichiarato pubblicamente di sostenere le «benedizioni» omosessuali

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Il nuovo vescovo di Malaga, nominato di recente da papa Leone XIV, è un sostenitore della benedizione delle «coppie» dello stesso sesso, ed è quindi uno dei tanti prelati che hanno accolto con entusiasmo tali benedizioni nel 2023. Lo riporta LifeSite.

 

Venerdì 27 giugno la Santa Sede ha annunciato uno spostamento diocesano in Spagna. Mons. Jesús Esteban Catalá Ibáñez, della diocesi di Málaga, ha rassegnato le dimissioni, il che significa che Mons. José Antonio Satué Huerto è stato trasferito dalla sua ex diocesi di Teruel e Albarracín alla sede di Málaga.

 

Le dimissioni di Catalá Ibáñez giungono poco dopo il suo 75° compleanno, traguardo in cui i vescovi diocesani presentano le dimissioni formali dalla loro sede al papa, che poi decide quando accettarle.

 

Il 57enne Satué è stato uno dei tanti prelati che hanno accolto con favore il controverso testo Fiducia Supplicans al momento della sua pubblicazione nel dicembre 2023. Scrivendo una lettera all’epoca, Satué ha affermato che il documento «ci aiuta a comprendere l’atteggiamento di coloro che si rivolgono alla Chiesa chiedendo una benedizione».

 

Facendo eco al documento vaticano, Satué ha aggiunto che tali «benedizioni alle coppie in situazioni irregolari e alle coppie omosessuali non equiparano queste unioni al matrimonio, inteso dalla Chiesa come «unione esclusiva, stabile e indissolubile tra un uomo e una donna». Infatti, detta Dichiarazione, rimanendo ferma nella dottrina tradizionale sul matrimonio, non ammette «alcun tipo di rito liturgico o benedizione simile a un rito liturgico che potrebbe causare confusione».

 

Il vescovo non era affatto il solo in Spagna. Il cardinale più in vista del Paese, il cardinale José Cobo di Madrid, si è mosso per reprimere l’opposizione alla Fiducia Supplicans, avvertendo i suoi sacerdoti che «applicheremo pienamente la dottrina del papa» sulle «benedizioni» tra persone dello stesso sesso.

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Al contrario, diversi cardinali hanno messo in guardia contro il documento; l’ex capo della dottrina della Chiesa cattolica, il cardinale Gerhard Müller, ha scritto che le «benedizioni” delle coppie omosessuali costituiscono una «blasfemia» e che il documento è «contraddittorio».

 

Il sito ispanofono InfoVaticana aveva previsto il trasferimento di Satué a Malaga il giorno prima. La sua nomina a vescovo rappresenta un cambiamento significativo in termini di responsabilità geografica. La sua precedente diocesi ospitava poco meno di 90.000 cattolici, mentre la diocesi di Malaga conta quasi 1,3 milioni di cattolici.

 

Malaga, tuttavia, è ancora solo una diocesi, essendo una delle cinque suffraganee dell’arcidiocesi di Granada.

 

Il conservatore ha descritto la mossa come una promozione meno degna di nota e piuttosto come una sorta di «premio di consolazione». Il giornale ha suggerito che Satué sperava di ricevere la più importante arcidiocesi di Barcellona, ​​ma che questa mossa porterà a quella nomina.

 

Storicamente, la Spagna cattolica conta circa 14 province, tra cui l’arcidiocesi di Barcellona. Malaga, sebbene densamente popolata, non ha la stessa importanza.

 

Al contrario, il quotidiano liberale Vida Nueva ha presentato la nomina come un segno del continuo favore ricevuto dal Vaticano: «da una diocesi eminentemente rurale della Spagna svuotata, ora si dirige verso uno dei principali poteri economici ed ecclesiastici».

 

Si ritiene inoltre che le speranze di Satué per la sede vescovile di Barcellona siano legate al sostegno ricevuto dal cardinale Juan José Omella, attuale detentore della sede, che all’età di 79 anni potrebbe presto dimettersi.

 

Alcune fonti – tra cui quelle registrate dalla testata cattolica statunitense The Pillar – ritengono inoltre che negli ultimi anni il futuro dell’episcopato spagnolo sia stato di fatto governato da un trio chiave, piuttosto che dal Dicastero per i Vescovi e dal coinvolgimento del Nunzio. I tre vescovi sono il Cardinale Omega, il Cardinale José Cobo e Satué.

 

«Non prenderà mai posizioni pubbliche contro il magistero, mai, ma è il tipo di sacerdote e vescovo che non prende mai posizioni non ortodosse, ma permette e incoraggia gli altri a prenderle», ha detto un sacerdote a The Pillar a proposito di Satué. Si ritiene che si stia lavorando su questo aspetto, al fine di ripristinare la normale procedura nelle nomine episcopali.

 

Si ritiene inoltre che Satué fosse tacitamente favorito dal defunto Bergoglio, un altro aspetto che spiega la sua notevole ascesa nella gerarchia ecclesiastica.

 

Negli ultimi anni Satué ha ricoperto incarichi di rilievo, tra cui un periodo presso la Congregazione per il Clero del Vaticano e l’attuale carica di membro del Dicastero per i Vescovi. Papa Francesco gli aveva affidato il caso Gaztelueta, un caso che riguardava presunti abusi da parte di un insegnante di una scuola dell’Opus Dei. L’insegnante si è dichiarato innocente, ma l’inchiesta vaticana guidata da Satué lo ha dichiarato colpevole. Il caso era complesso e coinvolgeva tribunali civili ed ecclesiastici.

 

Nonostante la sua storia, la Spagna sta vivendo un drammatico declino nella pratica della fede cattolica. I sondaggi di Statista hanno mostrato che a settembre 2024 circa il 57,1% degli spagnoli si identificava come cattolico, in calo rispetto al picco del 73,1% del 2013. Di questa cifra, tuttavia, non sono stati forniti dettagli su quanti praticassero effettivamente la fede, partecipando alla Messa settimanale o aderendo ai principi del Credo.

 

Come molti aspetti della Chiesa che sfuggono al facile sguardo dei media cattolici di lingua inglese, Satué e la sua carriera episcopale appaiono molto più oscuri e complessi di quanto sia ideale per un vescovo diocesano. Resta da vedere in quale direzione guiderà la sua nuova diocesi di Malaga sotto il pontificato di Leone XIV.

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Immagine della Cattedrale dell’Incarnazione di Malaga

Immagine di Diego Delso via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International

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Lottatrice liceale chiede alla Giustizia di poter evitare di competere con ragazzi transgenderri

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Kallie Keeler, una lottatrice di una scuola superiore dello Stato di Washington, ha chiesto il 5 ottobre alla Corte Suprema degli Stati Uniti un’ordinanza d’urgenza che le permetta di gareggiare nella squadra femminile senza dover affrontare atleti maschi, dopo essere stata presumibilmente aggredita sessualmente da uno di loro durante un incontro. Lo riporta Epoch Times.   La Keeler sostiene che la Washington Interscholastic Activities Association abbia violato il Titolo IX consentendo la partecipazione di atleti maschi agli sport femminili e chiede che sua madre venga informata della presenza di qualsiasi avversario maschio.   Il mese scorso la Corte d’Appello del Nono Circuito (la più grande corte d’appello federale degli Stati Uniti) ha respinto le sue richieste, affermando che la situazione non era di emergenza poiché la stagione di lotta non inizia prima di novembre e che la sua richiesta di notifica a tutti gli atleti transgender era troppo generica. Un investigatore del Title IX (la legge federale statunitense che vieta la discriminazione basata sul sesso in qualsiasi programma o attività educativa che riceva finanziamenti federali), dopo aver visionato due video dell’incontro, ha scritto che l’avversaria probabilmente l’ha toccata con forza e il Dipartimento dell’Istruzione degli Stati Uniti ha aperto un’indagine nel febbraio 2026, ma il procuratore distrettuale ha deciso di non procedere con l’incriminazione.

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Come sottolinea Epoch Times, il ricorso di Keeler è giunto nel mezzo di numerose decisioni della Corte Suprema riguardanti lo sport femminile e i diritti dei genitori.   In particolare, a giugno la Corte Suprema ha autorizzato gli Stati a vietare la partecipazione maschile agli sport femminili, respingendo l’argomentazione secondo cui tale divieto violerebbe il Titolo IX. La Corte ha inoltre respinto le argomentazioni di Keeler secondo cui sua madre avrebbe dovuto essere informata e avere l’opportunità di escludere la figlia dalla competizione.   Questa argomentazione si basava in parte sulla sentenza della Corte Suprema del 2025 nel caso Mahmoud contro Taylor, la quale stabiliva che un distretto scolastico del Maryland dovesse informare i genitori in merito ai libri illustrati con contenuti controversi su genere e sessualità.   La Corte d’Appello del Nono Circuito ha affermato che quel caso e un altro relativo ai diritti dei genitori non erano applicabili alla situazione di Keeler.   Il manuale 2025-2026 della Washington Interscholastic Activities Association stabilisce che «gli atleti parteciperanno a programmi coerenti con la loro identità di genere o con il genere che esprimono più frequentemente».   Attualmente a Washington si sta valutando l’Iniziativa 638, che vieterebbe ai ragazzi di partecipare alle competizioni sportive femminili.   La proposta di legge, promossa da Let’s Go Washington, un comitato di azione politica, sarà sottoposta a votazione il 3 novembre. Il gruppo ha affermato che l’Iniziativa 638 ripristina l’equità nelle regole di ammissibilità, vietando agli «uomini biologici» di competere nelle discipline atletiche femminili.

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Studi scientifici hanno ripetutamente confermato che gli uomini hanno un vantaggio considerevole rispetto alle donne nello sport e nell’atletica. Una recente ricerca pubblicato su Sports Medicine ha scoperto che un anno di farmaci ormonali «transgender» provoca «cambiamenti molto modesti» nei vantaggi intrinseci della forza negli uomini.   Secondo il sito SheWon.org, i transessuali avrebbero vinto centinaia di titoli negli sport femminili. La pagine web mostra centinaia di nomi di atlete superate in gara da transessuali in ben 29 discipline sportive: ci sono ciclismo, atletica, sollevamento pesi, nuoto, canottaggio, corsa campestre, golf, sci alpino, sci nordico, skateboard, surf, biliardo, perfino il poker.   Oltre all’ovvio vantaggio che un maschio biologico ha chiaramente sulle donne in sport come il nuoto o il sollevamento pesi, i principali esperti medici concordano sul fatto che gli atleti transgender hanno un vantaggio ingiusto rispetto alle donne biologiche anche dopo essersi sottoposti a una terapia di soppressione del testosterone.   Come riportato da Renovatio 21, il transessualismo sta divenendo un problema in quantità impressionanti di discipline praticate dalle donne: abbiamo visto casi per il nuoto, la maratona, il ciclismo, la BMX, l’hockey, il sollevamento pesi, il basket…  

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Immagine di 2017 Canada Summer Games via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
 
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Migranti LGBT deportati da Trump in Paesi «ostili»

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I migranti LGBT sono stati deportati dall’amministrazione Trump verso Paesi terzi «ostili». Lo riporta l’agenzia Reuters.

 

Almeno 40 migranti LGBT sono stati rimandati in Paesi africani che criminalizzano le relazioni omosessuali o che il Dipartimento di Stato americano ha definito «ostili» a tali relazioni.

 

«Reuters ha seguito il destino di tutte e 40 le persone, provenienti da tutta l’Africa, nonché da Iraq, Giamaica e Russia, intervistando una dozzina di deportati e avvocati specializzati in immigrazione e analizzando centinaia di pagine di documenti legali», riporta l’agenzia.

 

«Sedici di loro si trovano ancora nei paesi in cui sono stati deportati e alcuni sono tuttora detenuti. Altri sedici (…) sono stati rimpatriati nei loro Paesi d’origine contro la loro volontà. Nove si nascondono in Paesi terzi. Un uomo ghanese non è più in contatto con i suoi avvocati o parenti», hanno affermato.

 

I Paesi indicati come ostili sono la Sierra Leone, la Guinea Equatoriale, il Camerun, la Repubblica Centrafricana, la Repubblica Democratica del Congo e l’Eswatini, in precedenza Swaziland.

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Le espulsioni verso Paesi terzi, cioè i casi in cui una persona viene rimpatriata in un Paese diverso da quello di residenza, erano rare durante la prima amministrazione Trump, ma sono diventate una delle politiche migratorie centrali della seconda. La misura, adottata dal Dipartimento per la Sicurezza Interna nel marzo 2025, consente ai funzionari di espellere cittadini stranieri in sole sei ore.

 

L’amministrazione Trump ha accordi con diverse decine di Paesi per accogliere deportati che non sono loro cittadini. In Africa figurano Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Swaziland, Guinea Equatoriale, Ghana, Ruanda e Uganda. In America Latina hanno accettato di accogliere migranti di Paesi terzi anche Costa Rica, Guatemala, El Salvador e Honduras.

 

Reuters afferma che almeno 40.000 persone sono state deportate in Paesi terzi, di cui circa 900 in Africa.

 

A metà settembre una corte d’appello ha bloccato la politica, sostenendo che l’amministrazione non permetteva ai migranti di esprimere le proprie preoccupazioni sui maltrattamenti prima di essere deportati.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

 

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Gli adolescenti americani stanno tornando eterosessuali: nuove statistiche

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La quota di adolescenti americani che si definiscono omosessuali o bisessuali sarebbe in diminuzione, stando agli ultimi dati dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC). Lo riporta LifeSite.   Il CDC ha diffuso l’indagine biennale nazionale sui comportamenti a rischio tra i giovani, che «fornisce un’istantanea della salute e del benessere degli studenti delle scuole superiori negli Stati Uniti nel 2025 e dei cambiamenti avvenuti negli ultimi 2 e 10 anni» su alimentazione, attività fisica, sonno, comportamento online, salute mentale e rischio di suicidio.   Il rapporto evidenzia solo una parte delle questioni che il CDC giudica statisticamente significative. Jean Twenge, professoressa di psicologia alla San Diego State University, ha però esaminato i dati completi del sistema del CDC e ha rilevato che «gli adolescenti più giovani sono ora molto meno propensi a dichiararsi lesbiche, gay o bisessuali».   Il 16% dei ragazzi di 17-18 anni si è identificato come «LGB» (lesbiche, gay o bisessuali), la quota più alta tra i sottogruppi, ma in calo di due punti rispetto al 2023. Tutti i gruppi più giovani erano meno numerosi e hanno registrato flessioni più marcate: il calo maggiore riguarda i 14-15enni, passati dal 17% che si identificava come LGBT nel 2023 all’11% nel 2025.

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La Twenge, che in passato si era espressa in modo contrastante sulla validità di queste dichiarazioni, ha definito il risultato «sorprendente» e ha detto che «sembra davvero un crollo verticale», e che «apparentemente è dovuto quasi esclusivamente alle ragazze». Il cambiamento dipenderebbe in larga parte dal fatto che le ragazze hanno smesso di definirsi bisessuali: dal 26% delle ragazze del nono anno nel 2021 al 13% nel 2025.   L’aumento precedente rende il ribaltamento più netto. «Tra il 2015 e il 2021, il numero di ragazze in età scolare che si identificano come LGB è aumentato del 128%, mentre l’autoidentificazione come LGB dei ragazzi è quasi raddoppiata, con un aumento del 99% tra il 2015 e il 2023», osserva il Daily Caller. «Pertanto, le ragazze del primo anno delle superiori sono state il fattore principale nell’ultimo calo, con la percentuale di ragazze che si identificano come LGB quasi dimezzata, passando dal 30% nel 2021 al 17% nel 2025».   I dati indicano anche un calo dei sentimenti di tristezza o disperazione, dal 40% nel 2023 al 33% nel 2025, e dei problemi di salute mentale, dal 29% al 23%. Ancora più netto il ridimensionamento degli studenti che pianificavano il suicidio, dal 16% al 12%, e dei tentativi effettivi, dal 9% al 6%.   Twenge non ha indicato una possibile causa del mutamento nell’autoidentificazione sessuale. Altri vi hanno visto un’ulteriore prova che queste tendenze, tra giovani suggestionabili, dipendano almeno in parte da influenze culturali e non da un’attrazione sessuale innata e stabile. Una spiegazione possibile sarebbe il numero di ragazze adolescenti che negli ultimi anni hanno subìto le conseguenze dell’«adattamento» dei ragazzi biologici transgender negli sport, nei bagni e negli spogliatoi femminili.   Questi risultati arrivano mentre una reazione culturale diffusa alla difesa aggressiva dei diritti delle persone transgender da parte della lobby LGBT sembra essersi estesa a uno spostamento, minore ma percepibile, che si allontana sia da «LGB» sia da «T». A luglio un sondaggio Economist/YouGov ha rilevato per la seconda volta che il sostegno al «matrimonio» tra persone dello stesso sesso è sceso al 54%: resta una maggioranza, ma è molto al di sotto del 65% e oltre registrato in precedenza da Gallup.

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