Connettiti con Renovato 21

Big Pharma

Vaccino, Bergoglio sponsor delle case farmaceutiche. Parla Mons. Viganò

Pubblicato

il

 

 

Renovatio 21 pubblica questo testo dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò apparso in precedenza su Lifesitenews

 

 

 

 

Alcuni giorni fa, su Canale 5, è stata trasmessa un’intervista a Jorge Mario Bergoglio nelle inconsuete vesti di sponsor delle case farmaceutiche.

 

L’avevamo visto nei panni del politico, del sindacalista, del promotore dell’immigrazione selvaggia, del sostenitore dell’accoglienza dei clandestini, del filantropo: in tutte queste metamorfosi è sempre emersa, accanto alla capacità di astrarsi totalmente dal proprio ruolo istituzionale, l’indole poliedrica dell’Argentino, che ora scopriamo promoter delle case farmaceutiche, convinto sostenitore dei vaccini e zelante supporter di quanti da un anno usano il COVID come un mezzo di controllo delle masse, per imporre il Great Reset voluto dal World Economic Forum.

 

Jorge Mario Bergoglio nelle inconsuete vesti di sponsor delle case farmaceutiche

Che il vaccino non dia alcuna garanzia di efficacia, ma anzi possa indurre gravi effetti collaterali; che in alcuni casi esso sia prodotto a partire da cellule fetali abortive, e perciò sia assolutamente inconciliabile con la Morale cattolica; che le cure con il plasma iperimmune o con protocolli alternativi siano boicottate nonostante le prove della loro validità, poco importa al nuovo «esperto», il quale dal nulla delle proprie competenze mediche giunge a raccomandare ai fedeli la vaccinazione, mentre impone ai cittadini del Vaticano, con sovrana autorità, di sottoporsi al discutibile trattamento in nome di un non meglio precisato «dovere etico».

 

La tetra Aula Paolo VI è stata emblematicamente scelta quale tempio in cui celebrare questo nuovo rito sanitario, officiato dai ministri della religione del COVIDper assicurare non certo la salvezza delle anime, quanto l’illusoria promessa di una salute del corpo.

 

L’indole poliedrica dell’Argentino, che ora scopriamo promoter delle case farmaceutiche, convinto sostenitore dei vaccini e zelante supporter di quanti da un anno usano il COVID come un mezzo di controllo delle masse, per imporre il Great Reset voluto dal World Economic Forum

Sconcerta che, dopo aver demolito senza scrupolo alcuno non poche verità cattoliche in nome del dialogo con eretici e idolatri, l’unico dogma al quale Bergoglio non sia disposto a rinunziare sia proprio quello dell’obbligo vaccinale – si badi bene: dogma da lui unilateralmente definito senza alcuna procedura sinodale! – dogma dinanzi al quale ci si potrebbe aspettare un minimo di prudenza se non dettata da coerenza morale, quantomeno da scrupolo utilitaristico.

 

Poiché prima o poi, quando si vedranno gli effetti del vaccino sulla popolazione; quando si inizieranno a contare i morti e quanti rimarranno menomati a vita da un farmaco ancora in via di sperimentazione, qualcuno potrà chiederne conto a coloro che di quel vaccino sono stati convintissimi fautori.

 

A quel punto verrà naturale redigere una lista in cui, agli autoproclamati «esperti», ai virologi e immunologi in conflitto di interessi, agli zanzarologi al soldo di Big Pharma, ai veterinari con velleità scientifiche, ai giornalisti e opinionisti finanziati dal governo, e agli attori e cantanti in disgrazia, si aggiunga anche Bergoglio come testimonial d’eccezione e Prelati al suo seguito, i quali, in virtù dell’autorità loro riconosciuta, hanno convinto gli ignari sudditi a prestarsi all’inoculazione del cosiddetto vaccino.

 

E se oggi la mancanza di competenze specifiche non sembra essere argomento sufficiente a indurli quantomeno ad un saggio silenzio, a quel punto il «Non sapevo», «Non potevo immaginare», «Non era il mio campo di conoscenza» verranno giudicati come aggravante, com’è giusto che sia. Stultum est dicere putabam.

La tetra Aula Paolo VI è stata emblematicamente scelta quale tempio in cui celebrare questo nuovo rito sanitario, officiato dai ministri della religione del COVIDper assicurare non certo la salvezza delle anime, quanto l’illusoria promessa di una salute del corpo

 

Certo, nella chiesa bergogliana si può legittimare di fatto il concubinato con Amoris laetitia, al punto che Avvenire parla oggi di «omogenitorialità» con la disinvoltura di un opuscolo di propaganda gender; si può celebrare in San Pietro un rito idolatrico alla Madre Terra per ammiccare all’ambientalismo malthusiano; si può modificare la materia del Sacramento dell’Ordine conferendo i ministeri alle donne; si può dichiarare la pena di morte immorale, ma tacere disinvoltamente sull’aborto; si può amministrare la Comunione ai peccatori pubblici ma negarla a chi desidera riceverla sulla lingua per non commettere sacrilegio; si può – come avviene ora in Irlanda – vietare agli allievi delle scuole cattoliche l’accesso in aula se non sono vaccinati.

 

Eppure queste palesi adulterazioni della dottrina cattolica – in perfetta continuità ideologica con la rivoluzione conciliare – si accompagnano alla granitica ed incrollabile professione di fede in una «scienza» che sconfina nell’esoterismo e nella superstizione. D’altra parte, quando si smette di credere in Dio si può credere a qualsiasi cosa.

 

Così, se per Bergoglio l’appartenenza all’unica Chiesa di Cristo tramite il Battesimo è in definitiva superflua per la salvezza eterna di un’anima, il rito iniziatico del vaccino è proclamato ex cathedra indispensabile per la salute fisica dell’individuo, e in quanto tale presentato come indifferibile e necessario.

 

Poiché prima o poi, quando si vedranno gli effetti del vaccino sulla popolazione; quando si inizieranno a contare i morti e quanti rimarranno menomati a vita da un farmaco ancora in via di sperimentazione, qualcuno potrà chiederne conto a coloro che di quel vaccino sono stati convintissimi fautori

Se è possibile accantonare la Verità rivelata in nome dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso, non è altresì lecito mettere in discussione i dogmi del COVID, la rivelazione mediatica della pandemia, il sacramento salvifico del vaccino.

 

E se con Fratelli tutti si può teorizzare la fratellanza universale prescindendo dalla fede nell’unico Dio vivo e vero, nessun contatto è possibile con i cosiddetti «negazionisti», nuova categoria di peccatori vitandi, per i quali l’inquisizione sanitaria e la scomunica mediatica devono punire l’eretico ed essere di monito per il gregge.

 

«Se qualcuno viene a voi e non porta questo insegnamento, non ricevetelo in casa e non salutatelo», ammonisce San Giovanni (2 Gv, 10). Bergoglio deve aver frainteso, per cui saluta e abbraccia abortisti e criminali, ma non si contamina con i No-vax.

 

Queste palesi adulterazioni della dottrina cattolica – in perfetta continuità ideologica con la rivoluzione conciliare – si accompagnano alla granitica ed incrollabile professione di fede in una «scienza» che sconfina nell’esoterismo e nella superstizione

Non sfuggirà che questo dogmatismo scientista – che farebbe inorridire i più acerrimi sostenitori del primato della scienza sulla religione – viene propagandato proprio da chi scienziato non è, dall’influencer a Bergoglio, dall’atleta a Biden, dall’esperto al politico: tutti smaniosi di porgere il braccio dinanzi alle telecamere; salvo poi scoprire dai video che in molti casi l’ago della siringa è coperto dal cappuccio, o che il liquido inoculato è trasparente, mentre il siero vaccinale dovrebbe essere opaco.

 

Queste sono ovviamente obiezioni che i sommi sacerdoti del COVID respingono con sdegno: il mysterium è parte della ritualizzazione dell’azione sacra, così come il sacramentum realizza ciò che simboleggia; inoculare il vaccino con l’ago retrattile o senza premere lo stantuffo della siringa serve a drammatizzare il messaggio da trasmettere alle masse dei credenti.

 

Se è possibile accantonare la Verità rivelata in nome dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso, non è altresì lecito mettere in discussione i dogmi del COVID, la rivelazione mediatica della pandemia, il sacramento salvifico del vaccino

E le vittime del rito, coloro che per il bene di tutti si offrono docili al miraggio di un’immunità che nemmeno Pzifer, Moderna o Astra Zeneca osano garantire, rappresentano il sacrificium, anch’esso parte della nuova religione sanitaria.

 

A ben vedere, gli innocenti abortiti al terzo mese per produrre alcuni vaccini sembrano davvero costituire una sorta di sacrificio umano con cui propiziare le potenze infernali, in una terrificante parodia che solo gli empi possono fingere di non vedere.

 

Nel grottesco delirio cerimoniale non manca nemmeno la Nota della Sacra Congregazione per il Culto Divino, che con sprezzo del ridicolo promulga in zoppicante latino addirittura le istruzioni su come imporre le Sacre Ceneri: «Deinde sacerdos abstergit manus ac personam ad protegendas nares et os induit». La purificazione delle mani con il detergente e l’uso della mascherina sono scientificamente inutili ma simbolicamente necessari alla trasmissione della fede espressa dal rito.

 

Il primato della scienza sulla religione  viene propagandato proprio da chi scienziato non è, dall’influencer a Bergoglio, dall’atleta a Biden, dall’esperto al politico: tutti smaniosi di porgere il braccio dinanzi alle telecamere; salvo poi scoprire dai video che in molti casi l’ago della siringa è coperto dal cappuccio, o che il liquido inoculato è trasparente, mentre il siero vaccinale dovrebbe essere opaco

E proprio in questo si comprende quanto sia vero e valido l’antico adagio di Prospero d’Aquitania «Lex orandi, lex credendi», secondo il quale il modo in cui si prega rispecchia ciò che si crede.

 

Qualcuno obbietterà, nel pietoso tentativo di evitare il totale collasso del Papato ad opera di Bergoglio, che le opinioni da lui espresse sono e rimangono appunto opinabili, e che quindi non vi è alcun obbligo per il Cattolico di sottomettersi ad un vaccino che la sua coscienza e la Morale naturale gli mostrano come immorale.

 

Ma è proprio su Canale 5 che si esplicita il nuovo «magistero papale», così come sull’aereo è stato definito il dogma LGBT del «Chi sono io per giudicare», e in una nota a piè pagina di Amoris Laetitia è negata l’indissolubilità del Matrimonio in nome della pastorale.

 

I politici lanciano tweet sui social, i sedicenti esperti pontificano nei salotti televisivi, i prelati predicano nelle interviste: non stupiamoci se un giorno Bergoglio comparirà in uno spot pubblicitario come testimonial dei monopattini elettrici.

 

I Cattolici, illuminati dal sensus fidei che istintivamente suggerisce loro ciò che stride con la Fede e la Morale, hanno già capito che il ruolo di piazzista di forniture sanitarie è solo una delle tante parti recitate dal poliedrico Bergoglio.

 

Bergoglio deve aver frainteso, per cui saluta e abbraccia abortisti e criminali, ma non si contamina con i No-vax. Non stupiamoci se un giorno Bergoglio comparirà in uno spot pubblicitario come testimonial dei monopattini elettrici. il ruolo di piazzista di forniture sanitarie è solo una delle tante parti recitate dal poliedrico Bergoglio

L’unico ruolo che costui si ostina a non voler ricoprire – per palese incapacità, per connaturale insofferenza o anzi per deliberata scelta sin dal principio – è quella di Vicario di Cristo.

 

Il che, se non altro, rivela quali siano i referenti dell’Argentino, quale l’ideologia che lo ispira, quali gli scopi che egli si prefigge e i mezzi che intende adottare per conseguirli.

 

 

+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo

 

 

14 gennaio 2021

S. Hilarii Episcopi Confessoris Ecclesiæ Doctoris

 

 

 

 

 

Continua a leggere

Big Pharma

Moderna e il governo USA in lotta per il brevetto del vaccino mRNA

Pubblicato

il

Da

 

 

Moderna e il NIH (National Institutes of Health: l’ente sanitario del governo americano) stanno combattendosi un’aspra disputa su chi abbia il merito di aver inventato il componente centrale del vaccino mRNA dell’azienda. Lo riporta il New York Times.

 

Il conflitto  ha ampie implicazioni per la distribuzione a lungo termine del vaccino e per i miliardi di dollari in profitti futuri nella vendita del farmaco genico.

 

Parimenti, la vicenda mostra la presenza dello Stato nel business farmaceutico. Un tabù, in America, apertamente infranto con l’operazione Warp Speed per la creazione ultrarapida di un vaccino antivirus, quando l’amministrazione Trump distribuì a pioggia miliardi su tutte le farmaceutiche che intendevano creare un vaccino anti-COVID.

 

La vicenda mostra la presenza dello Stato nel business farmaceutico

Nel caso dello Spikevax (questo è il nome del farmaco prodotto da Moderna), si tratta di un partnership Stato-impresa risalente a prima della pandemica: il vaccino genetico è nato da una collaborazione di quattro anni tra Moderna e il NIH.

 

La partnership pubblico-privata era stata ampiamente acclamata quando si disse che il vaccino era efficace. Un anno fa di fatto l’amministrazione Trump l’aveva chiamato «vaccino NIH-Moderna COVID-19».

 

Il NIH afferma che tre scienziati del suo Centro di ricerca sui vaccini (l dott. John R. Mascola, direttore del centro; il dottor Barney S. Graham, recentemente in pensione; e il Dr. Kizzmekia S. Corbett, che ora è ad Harvard) hanno lavorato con gli scienziati di Moderna per progettare la sequenza genetica che dovrebbe essere nominata nella «domanda di brevetto principale».

 

La domanda di brevetto di Moderna, che non è ancora stata rilasciata, nomina come unici inventori solo alcuni dei propri dipendenti. In un deposito di luglio presso l’ Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti , la società ha affermato di aver «raggiunto la determinazione in buona fede che questi individui non hanno co-inventato» l’unico prodotto di Moderna.

 

La richiesta di patent («brevetto») riguarda la sequenza genetica che istruisce le cellule del corpo a creare una versione innocua delle proteine ​​​​spike che fissano la superficie del coronavirus, che innesca una risposta immunitaria.

 

Il NIH era in trattative con Moderna da più di un anno per cercare di risolvere la controversia; la dichiarazione di luglio della società ha colto di sorpresa l’agenzia, scrive il NYT citando una fonte. «Non è chiaro quando agirà l’ufficio brevetti, ma il suo ruolo è semplicemente quello di determinare se un brevetto è giustificato. Se le due parti non vengono a patti entro il momento in cui viene rilasciato un brevetto, il governo dovrà decidere se andare in tribunale, una battaglia che potrebbe essere costosa e disordinata».

 

Se i tre scienziati dell’agenzia venissero nominati sul brevetto insieme ai dipendenti di Moderna, il governo federale potrebbe avere più voce in capitolo su quali aziende producono il vaccino, il che a sua volta potrebbe influenzare quali Paesi hanno accesso al prodotto

Si tratta di una sfida che può avere esiti molto rilevanti.

 

Se i tre scienziati dell’agenzia venissero nominati sul brevetto insieme ai dipendenti di Moderna, il governo federale potrebbe avere più voce in capitolo su quali aziende producono il vaccino, il che a sua volta potrebbe influenzare quali Paesi hanno accesso al prodotto.

 

Ciò garantirebbe anche un diritto quasi illimitato di concedere in licenza la tecnologia, che potrebbe portare milioni di dollari al ministero del Tesoro USA.

 

Ulteriormente, lo Spikevax di Moderna utilizzerebbe una particolare ingegneria proteica per stabilizzare le proteine ​​spike sul coronavirus prima che si fondano con altre cellule;  tale tecnologia è brevettata dal NIH. Anche Pfizer-BionTech la utilizza, ma paga per la licenza.

Moderna ha ricevuto quasi 10 miliardi di dollari di finanziamenti dai contribuenti per sviluppare il vaccino, testarlo e fornire dosi al governo federale

 

Quando è scoppiata la pandemia del coronavirus, il Vaccine Research Center del NIH si è rapidamente concentrato sul gene per la proteina spike del virus e ha inviato i dati a Moderna in un file Microsoft Word, scrive il NYT. Moderna disse all’epoca che i suoi scienziati avevano identificato in modo indipendente lo stesso gene.

 

Moderna ha ricevuto quasi 10 miliardi di dollari di finanziamenti dai contribuenti per sviluppare il vaccino, testarlo e fornire dosi al governo federale: 1,4 miliardi di dollari per sviluppare e testare il suo vaccino e altri 8,1 miliardi di dollari per fornire al paese mezzo miliardo di dosi. L’azienda ha già concluso accordi di fornitura per circa 35 miliardi di dollari entro la fine del 2022.

 

Moderna è un’azienda molto recente che non aveva mai introdotto un prodotto sul mercato: è divenuta celebre solo per il suo vaccino mRNA (che dà il nome all’azienda stessa: Mode RNA), un tipo di tecnologia vaccinale che, ricordiamolo, non era mai stata approvata per uso umano. Il vaccino mRNA dovrebbe generare 18 miliardi di dollari di profitti per Moderna solo quest’anno. Le vendite del vaccino genico Spikevax sia quest’anno che il prossimo saranno probabilmente tra le più alte in un solo anno per qualsiasi prodotto medico nella storia

 

Pare insomma che si sia arrivati ad un incidente nel continuum del complesso statal-farmaceutico, dove i rapporti tra stati e multinazionali sono stretti al punto che per ogni senatore e deputato USA vi sono a Washington almeno 2 lobbysti di Big Pharma.

 

Se poi consideriamo i fondi statali del NIH al laboratorio dell’Istituto di Virologia di Wuhan, chiudiamo il cerchio: un conflitto di interessi per la malattia, un conflitto di interessi per la cura…

Come noto a chi segue la storia di vaccini, FDA e CDC, non è raro che ufficiali sanitari di alti livello lascino il loro lavoro nel settore pubblico per andare a lavorare per questa o quella farmaceutica, un sistema di «porte girevoli» che genera sospetti di corruzione e conflitti di interessi.

 

Di tali misfatti ha parlato spesso l’avvocato Robert Kennedy jr., indicando come lo stesso Anthony Fauci potrebbe trovarsi in un conflitto di interessi.

 

Se poi consideriamo i fondi statali del NIH al laboratorio dell’Istituto di Virologia di Wuhan, chiudiamo il cerchio: un conflitto di interessi per la malattia, un conflitto di interessi per la cura…

 

 

 

Continua a leggere

Big Pharma

CEO Pfizer: le persone che diffondono «disinformazione» sui vaccini COVID-19 sono «criminali»

Pubblicato

il

Da

 

 

Le persone che diffondono «disinformazione» riguardo ai vaccini COVID-19 sono «criminali»: lo ha dichiarato l’amministatore delegato di Pfizer. Il commento è stato riportato da una varietà di testate internazionali.

 

Il pensiero di equiparazione tra fuorilegge e «disinformatori» è stata reso pubblico dal CEO Pfizer Alberto Bourla ad un evento dell’Atlantic Council, un think tank globalista di Washington.

 

Nel suo discorso, il Bourla ha fatto presente che un gruppo «molto piccolo» di persone è colpevole della la circolazione di informazioni che portano le persone ad essere vaccine-hesitant, cioè resistenti all’idea di vaccinarsi.

 

«Quelle persone sono criminali», ha detto il numero uno di Pfizer al presidente dell’Atlantic Council Frederick Kempe. «Non sono cattive persone. Sono criminali perché sono letteralmente costati milioni di vite»

 

 


«Quelle persone sono criminali», ha detto il numero uno di Pfizer al presidente dell’Atlantic Council Frederick Kempe. «Non sono cattive persone. Sono criminali perché sono letteralmente costati milioni di vite».

 

Non si tratterebbe, quindi, di «criminali» in potenza: no, costoro avrebbero già sulla coscienza milioni di morti – farabutti già di livello hitleriano, stalinesco, polpottistico.

 

Il Bourla avrebbe continuato suggerendo che la vita sarebbe «tornata alla normalità» solo una volta che i non vaccinati fossero stati vaccinati.

«L’unica cosa che si frappone tra il nuovo stile di vita e l’attuale stile di vita è, francamente, l’esitazione verso le vaccinazioni»

 

«L’unica cosa che si frappone tra il nuovo stile di vita e l’attuale stile di vita è, francamente, l’esitazione verso le vaccinazioni», ha detto. Non una grinza: del resto è il CEO del vaccino che non protegge da infezione e trasmissione e che ora ci ha bisogno della terza dose – in attesa della quarta, quinta, sesta, stagionale, bimensile, ebdomadaria, giornaliera.

 

Stiamo assistendo ad uno slittamento piuttosto significativo: coloro che rifiutano i vaccini, magari pure permettendosi di criticare Big Pharma, Bill Gates e Klaus Schwab, non sono più solo squinternati boccaloni «complottisti» che credono alle scie chimiche. No, sono dei criminali veri e propri, già respondabili di un vero e proprio genocidio: quindi persone da arrestare fisicamente, processare, incarcerare, magari giustiziare – è la Norimberga rovesciata di Big Pharma.

 

 

 

 

 

Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-NC-SA 2.0)

 

Continua a leggere

Big Pharma

Dirigenti di Big Pharma: «I bambini non dovrebbero farsi vaccinare contro il COVID a causa di ripercussioni sconosciute». Video con telecamera nascosta

Pubblicato

il

Da

 

 

Due funzionari di Johnson & Johnson hanno ammesso a Project Veritas in un video sotto copertura che i bambini non dovrebbero assumere il vaccino COVID in parte a causa dei suoi potenziali effetti collaterali a lungo termine.

 

Project Veritas, un progetto di giornalismo di inchiesta che si serve di telecamere nascoste, ha mostrato un filmato in cui due dirigenti di Johnson & Johnson ammettono che i bambini non hanno bisogno del loro vaccino.

 

«È un bambino, non sai cosa potrebbe succedere. Non qualcosa di così sconosciuto in termini di ripercussione successive, no?» afferma uno dei due dipendenti del colosso farmaceutico.

 

«È un bambino, un fottuto bambino, ok? Non dovrebbero fare il vaccino a un fottuto vaccino!».

 

 

L’altro dipendente, uno scienziato ammette pure che «non farebbe molta differenza» in termini di mitigazione della pandemia se i bambini non fossero vaccinati per il COVID.

 

Lo scienziato ad un certo punto arriva a suggerire che nessuno dovrebbe fare il vaccino di COVID del suo datore di lavoro.

 

«Non fare il vaccino Johnson & Johnson [COVID]…  però io non te l’ho detto».

 

 

 

Continua a leggere

Più popolari