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Vaccini

Vaccinano anche gli immunodepressi, «vaccinano tutti». Parla una dottoressa dissidente

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Chi ha fatto la battaglia contro l’obbligo vaccinale negli anni precedenti alla pandemia lo sa bene: gli immunodepressi erano l’argomento principe della propaganda vaccinista, quello con cui si dipingeva chiunque vi si opponesse come un mostro: vaccina tuo figlio per rispetto del compagno di classe immunodepresso che, poverino, non ha il privilegio del tuo cui invece possiamo iniettare i dieci sieri previsti dallo Stato.

 

Vaccinati, sennò muoiono gli immunodepressi: ricorderete quante campagne, con il caso umano tipico della mamma inferocita perché tutti non tutti gli altri 20 compagni di classe del figlio sono stati inoculati.

 

L’argomento della protezione degli immunodepressi non vaccinabili veniva in genere usato in extrema ratio.

 

Ora scopriamo invece che con il COVID stanno vaccinando anche gli immunodepressi.

 

Stropicciamo gli occhi: ma come è possibile? Se il loro sistema immunitario è compromesso, perché stimolarlo con mRNA, adenovirus, con qualsiasi cosa?

 

Non è finita: la stessa documentazione dice che non vi sono studi sugli effetti del vaccino sugli immunocompromessi: eppure negli hub vaccinali stanno siringando anche loro, in una campagna che va avanti come un panzer, senza seguire nemmeno più le mappe di un tempo.

Renovatio 21 torna ad intervistare la dottoressa F., medico con esperienza quarantennale. La dottoressa F. ha notato questa stranezza della vaccinazione agli immunodepressi o «immunocompromessi», una cosa che cozza con i decenni di pratica medica che ha dietro di sé.

 

 

Dottoressa F., stanno davvero vaccinando gli immunodepressi?

Ebbene sì: anche pazienti con deficit immunitario.

 

C’è differenza tra immunodepressi e «immunocompromessi»?
I due termini sono in pratica sinonimi: immunocompromesso può definirsi un soggetto affetto da malattia che colpisca primariamente il sistema immunitario (per esempio, tutto il gruppo delle Immunodeficienze primitive).

 

Immunodepresso o immunosoppresso è il paziente trattato con certi farmaci per deprimere la risposta immunitaria: per esempio steroidi ed immunosoppressori in pazienti che abbiano subìto trapianto d’organo, per prevenirne il rigetto, nonché la cosiddetta GvHD (Graft versus Host Disease) malattia del trapianto contro l’ospite, una reazione immunitaria esercitata dalle cellule trapiantate (provenienti dal donatore) nei confronti dei tessuti del ricevente.

 

Ma quindi, cosa si intende per immunodepressi?
Pazienti che hanno un sistema immunitario poco o per nulla reattivo e responsivo a stimoli antigenici i più vari, agenti patogeni esterni (virus, batteri, allergeni) o principi farmacologici (per esempio, gli stessi vaccini).

 

Vaccinano tutti, anche pazienti immunosoppressi da chemioterapia in atto. In barba a quanto scritto, seppur con vago e generico accenno, nella scheda tecnica di questo prodotto, sia esso targato Pfizer o Moderna

Questa compromissione della risposta difensiva si può verificare in ragione della malattia stessa che affligge il paziente, oppure in seguito a trattamento con farmaci cosiddetti immunosoppressori. Sono farmaci con effetto immunosoppressore per eccellenza i corticosteroidi e in pratica tutti i farmaci chemioterapici utilizzati nel trattamento delle malattie oncologiche.

 

I pazienti con immunodeficienza, comunque originata, sono da considerarsi a pieno titolo pazienti «fragili», in quanto particolarmente esposti a contrarre malattie infettive che, anche se superate con disinvoltura da soggetti immunocompetenti, possono invece per loro risultare fatali.

 

Cosa dice la scheda del vaccino Pfizer?

Al punto 4.4 la scheda tecnica di Comirnaty (altro nome del vaccino Pfizer) recita in merito, testualmente: «Soggetti immunocompromessi. L’efficacia, la sicurezza e l’immunogenicità del vaccino non sono state valutate nei soggetti immunocompromessi, compresi quelli in terapia immunosoppressiva. L’efficacia di Comirnaty potrebbe essere inferiore nei soggetti immunocompromessi».

 

Ma di solito si vaccinano le persone con sistema immunitario debole?
Dipende: era buona regola nel caso di paziente immunocompromesso o oncologico di nuova diagnosi vaccinarlo semmai prima ed in vista del trattamento chemioterapico (che lo renderà poi ipo-reattivo e quindi non-responder), ma mai a terapia avviata e mentre è sottoposto a cicli chemioterapici.

 

Tant’è vero che per questi pazienti non vaccinabili, il SSN prevede offerta gratuita del vaccino anti-influenzale (prima che stagione influenzale abbia inizio) a familiari e contatti sani del malato, per creare attorno a lui una sorta di cordone sanitario. E stiamo in questo caso parlando di vaccini approvati e collaudati da pluri-decennale utilizzo.

 

Con mia grande sorpresa, ho visto invece ignorare questa elementare regola prudenziale proprio là dove prudenza doveva essere raddoppiata, in quanto è dalle stesse ditte produttrici dichiarato che questi nuovi vaccini sono ancora in fase osservazionale.

 

Negli anni scorsi, ai tempi della legge Lorenzin, la propaganda ci diceva ci stavano obbligando a vaccinare i figli per difendere i compagni di scuola che non si potevano vaccinare perché immunodepressi, in chemioterapia, e via con casi umani piagnucolosi. Ora invece vaccinano tutti, anche gli immunodepressi?
A parte che avrei voluto vedere i numeri di questi piccoli pazienti oncologici o con immunodeficienze…. Si tratta di forme per fortuna rarissime: per giustificare i rischi vaccinali ed imporre un obbligo di massa ci vorrebbero ben altre percentuali e grazie a Dio in quelle fasce d’età così precoci, da quelle percentuali eravamo e siamo ben lontani.

 

Non risparmiano non solo immunocompromessi ed ultracentenari (notoriamente il grande anziano ha un sistema immunitario ipo-responsivo), ma nemmeno allergici o iperergici, pazienti con patologie autoimmunitarie e co-trattati con ormoni

È la stessa debolissima giustificazione addotta oggi per vaccinare ragazzini contro una malattia che in questo caso nemmeno sviluppano; giustificazione ancor più pretestuosa in quanto il preparato è tutt’altro che collaudato (la fase osservazionale terminerà a fine 2023) ed in totale assenza di studi a lungo termine su eventuali effetti collaterali.

 

Vero è che la loro scheda tecnica, a campagna vaccinale inoltrata, è stata modificata ed aggiornata già varie volte: sempre alla voce «effetti collaterali» ed interazione con altri farmaci.

 

Ma c’è un’altra osservazione da fare che vanifica a priori questa giustificazione: se quei dieci vaccini potevano proteggere il vaccinato e lo rendevano incapace di trasmettere agli eventuali fragili presenti in classe e non vaccinabili, per questi nuovi prodotti non è così; per stessa ammissione dei fautori, essi proteggerebbero il vaccinato, ma non lo bonificherebbero.

 

In altre parole, il vaccinato resta in grado di infettare. Quindi questa giustificazione deve essere archiviata.

 

Per tornare alla domanda, devo ancora conoscere malato che non soddisfi i criteri di arruolamento: vaccinano tutti, anche pazienti immunosoppressi da chemioterapia in atto. In barba a quanto scritto, seppur con vago e generico accenno, nella scheda tecnica di questo prodotto, sia esso targato Pfizer o Moderna.

 

Quindi, stanno semplicemente procedendo a una vaccinazione a tappeto, un bombardamento indisciminato di mRNA su tutta la popolazione?
L’impressione è proprio questa. L’unica cosa che varia è il periodo di osservazione stretta dopo la puntura: trattengono più o meno a lungo il paziente a seconda del suo grado di rischio, ma nessuno, che io sappia è stato respinto.

 

Quindi non risparmiano non solo immunocompromessi ed ultracentenari (notoriamente il grande anziano ha un sistema immunitario ipo-responsivo), ma nemmeno allergici o iperergici, pazienti con patologie autoimmunitarie e co-trattati con ormoni. E – inaudito – non risparmiano nemmeno donne in cerca di una gravidanza o addirittura al primo trimestre di gestazione.

 

Inaudito – non risparmiano nemmeno donne in cerca di una gravidanza o addirittura al primo trimestre di gestazione

Man mano che si sollevano dubbi ed obiezioni, escono studi sulla sicurezza di questi preparati, guarda caso proprio in quella particolare condizione. Ma sulla loro attendibilità pesa un dubbio di fondo, dal momento che ci sono tempi tecnici incomprimibili per produrli e questi tempi tecnici, dalla loro immissione in commercio ad oggi, non sono ancora trascorsi.

Può esserci un motivo medico per questa vaccinazione universale, che comprende anche soggetti che prima venivano lasciati stare?
Il motivo strettamente medico è difficile da sostenere: «meglio rischiare con un vaccino ancora sperimentale che finire intubati», vanno recitando. Ma per proteggere l’esigua percentuale di popolazione a rischio di COVID letale è sufficiente vaccinare appunto gli interessati. Per tutti gli altri, il gioco vale la candela?

 

Bonificare tutta la popolazione per eradicare un virus altamente contagioso (il che non vuol dire dalla morbilità o mortalità elevata) è una presunzione che può essere solo ad uso e consumo di creduloni.

E poi da subito ci hanno avvertito: con questo virus si dovrà imparare a convivere, è iniziata l’era delle pandemie, le varianti… Francamente il motivo medico mi sfugge.

 

Esiste una classe di cittadini considerabili come medicalmente non-vaccinabili?
L’Ordine dei Medici mi ha appena esteso la Circolare del Ministero della Salute a firma del prof. Giovanni Rezza. Oggetto: Certificazioni di esenzione alla vaccinazione anti-COVID-19. «Finalmente», ho pensato! Dal momento che già ricevo numerosissime richieste di certificazioni in tal senso, ci sarà finalmente una parola chiara sulle patologie o condizioni in cui tale preparato è controindicato.

 

Ebbene la circolare è un capolavoro di ambiguità.

 

Bonificare tutta la popolazione per eradicare un virus altamente contagioso (il che non vuol dire dalla morbilità o mortalità elevata) è una presunzione che può essere solo ad uso e consumo di creduloni.

Ammette l’esistenza di «controindicazioni» e «precauzioni» e si dilunga nell’illustrare definizioni e differenze tra i due termini, con una puntigliosità direi offensiva per i destinatari. Si scopre poi, procedendo nella lettura, che di controindicazioni vere e definitive (cioè assolute) in pratica non ce ne sono e che tutte le «controindicazioni» si risolvono in realtà in «precauzioni».

 

Andando al dunque, si scopre che il manifestarsi di reazione allergica grave al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti o di una sindrome trombotica associata a trombocitopenia dopo la prima dose di vaccino potrebbe essere l’unica controindicazione assoluta alla somministrazione di una seconda dose, ma… «si può considerare la possibilità di utilizzare un vaccino di tipo diverso per completare l’immunizzazione».

 

Non sono «controindicazione» (tutt’al più «precauzione» e motivo di rinvio temporaneo, ma mai di esonero definitivo) la gravidanza o l’allattamento, l’insorgenza di una sindrome di Guillain-Barré e neppure di una miocardite/pericardite.

 

La circolare riconosce, bontà sua, la complessità delle problematiche e «al fine di supportare i medici vaccinatori nella valutazione dell’idoneità alla vaccinazione, le Regioni e PA promuovono l’individuazione presso i Centri o altri centri ad hoc, di riferimenti tecnici per la modalità di presa in carico dei casi dubbi e un gruppo tecnico regionale di esperti in campo vaccinale». In sintesi: ci pensa il personale all’uopo addestrato.

 

La conclusione è una ciliegina sulla torta: «Test Sierologici: Si ribadisce che l’esecuzione di test sierologici, volti a individuare la risposta anticorpale nei confronti del virus, non è raccomandata ai fini del processo decisionale vaccinale; per tale motivo la presenza di un titolo anticorpale non può di per sé essere considerata, al momento, alternativa al completamento del ciclo vaccinale».

 

In pratica, non interessa se il paziente presenta anticorpi alle stelle in seguito a superamento della malattia (la vera e più efficace immunizzazione che ci sia): non indagate che è meglio, in quanto non è motivo di esonero nemmeno temporaneo

In pratica, non interessa se il paziente presenta anticorpi alle stelle in seguito a superamento della malattia (la vera e più efficace immunizzazione che ci sia): non indagate che è meglio, in quanto non è motivo di esonero nemmeno temporaneo. E questo in barba al rischio di ADE (Antibody-Dependent Enhancement), ovvero di una pericolosa esaltazione della risposta infiammatoria in seguito a vaccino praticato in prossimità di episodio immunizzante: una roba che riguarda diversi milioni di italiani, stante alla diffusività del morbo.

 

Che altro motivo può esserci? Ha fatto qualche ipotesi per questa incongruenza scientifica e politica?
Ho fatto ipotesi e letto molto in proposito. Ma non voglio affrontare questo capitolo. Per non essere tacciata immediatamente di stupido fantasioso complottismo, preferisco attenermi a dati e documenti. Le conclusioni ognuno le può trarre da sé.

 

Chi consuma farmaci steroidei quindi è più a rischio in caso si voglia vaccinare?
Qualsiasi vaccino andrebbe praticato dopo adeguato periodo di sospensione del trattamento a base di steroidi. Il cortisone può deprimere la risposta immunitaria ad un vaccino, può dunque rendere vana la vaccinazione stessa e può al contempo mascherare il manifestarsi di eventuali reazioni ed effetti collaterali.

Quali farmaci in particolare? Il cortisone? Gli anabolizzanti? La chemio?
Aggiungerei i contraccettivi orali.

 

Da medico lei consiglia il vaccino ai soggetti con problemi immunitari?
Da medico affermo che in pazienti con sistema immunitario compromesso l’esposizione a vaccini è da evitarsi e a maggior ragione per prodotti, come questi, ancora in fase osservazionale.

 

Una lettrice di Renovatio 21 è appena uscita dalla chemio, non vuole vaccinarsi anche perché si sente molto debole dopo mesi e anni di calvario. Ora teme che a settembre, facendo l’insegnante, perderà il lavoro. È possibile che si voglia obbligare persino una persona appena guarita dal cancro ma ancora debilitata dalle cure?
Se non la modificano, la Legge attuale non prevede deroghe.

 

 

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Bioetica

«Se possono obbligarti a fare un vaccino di cui non hai bisogno, che cosa non possono fare?»

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Gli obblighi vaccinali riguardano «il potere», ha dichiarato Tucker Carlson in una trasmissione TV di Fox News della scorsa settimana.

 

«Queste richieste sono così ovviamente irrazionali, che costringerti ad accettarle senza lamentarti è il punto centrale dell’esercizio».

 

«Queste richieste sono così ovviamente irrazionali, che costringerti ad accettarle senza lamentarti è il punto centrale dell’esercizio»

In un appassionato monologo mandato in onda lo scorso lunedì, l’editorialista TV americano ha notato «è una forma di sadomasochismo, è dominio e sottomissione. Si tratta di potere. Se riescono a farti prendere medicine che non vuoi o di cui non hai bisogno, hanno vinto. Tu sei loro. Tu appartieni a loro. Vogliono questo».

 

«I vaccini – che sono molto meno efficaci di quanto ci era stato detto inizialmente, potenzialmente pericolosi per alcuni e completamente inutili per decine di milioni di altri – sono ora, tuttavia, obbligatori praticamente per tutti in America» ha detto Carlson.

 

«È una forma di sadomasochismo, è dominio e sottomissione. Si tratta di potere. Se riescono a farti prendere medicine che non vuoi o di cui non hai bisogno, hanno vinto. Tu sei loro. Tu appartieni a loro. Vogliono questo»

«Allora perché? Perché esattamente questa è la politica? Nel suo discorso al Paese della scorsa settimana, Joe Biden non si è preso la briga di spiegare perché. A questo punto non sono necessarie spiegazioni. Il tuo consenso non è più necessario».

 

Etichettando il discorso di Biden sull’0bbligo vaccinale come «il discorso più controverso e divisivo mai pronunciato da un moderno presidente americano», Carlson ha osservato che il punto centrale su cui Biden ha martellato è che «i tuoi concittadini americani sono pericolosi per te. Potrebbero ucciderti. E questo include la tua famiglia».

 

«Se possono obbligarti a prendere un vaccino di cui non hai bisogno, che cosa non possono fare?» si è chiesto.

 

«A questo punto non sono necessarie spiegazioni. Il tuo consenso non è più necessario»

«Perché non ti faranno assumere psicofarmaci se sei persistentemente disobbediente? Esprimi la visione sbagliata, fatti un’iniezione di torazina. Perché non potrebbero farlo? Qual è il loro principio limitante?»

 

Non è una domanda retorica. Uno Stato senza basi morali, dove può fermarsi? Se lo Stato moderno arriva a calpestare non solo la dignità dell’uomo e la legge naturale, ma perfino la sua stessa Carta Costituzionale (cioè, la sua ragione di essere), dove può limitarsi?

 

«Si può immaginare un gruppo di medici della CNN che spiega che saremmo tutti molto più al sicuro se i propagandisti malati di mente della destra radicale ricevessero le cure di cui hanno bisogno e smettessero di diffondere le loro pericolose teorie del complotto. Quindi dare loro farmaci psicotropi è una questione urgente di salute pubblica. Ti sembra inverosimile?»

 

«Perché non ti faranno assumere psicofarmaci se sei persistentemente disobbediente? Esprimi la visione sbagliata, fatti un’iniezione di torazina. Perché non potrebbero farlo? Qual è il loro principio limitante?»

A noi qui non sembra inverosimile. Di fatto Renovatio 21 si occupa da anni di un tema fondamentale per la saluta pubblica, quello delle droghe sintetiche legali chiamate «psicofarmaci». Una loro somministrazione obbligata non ci sembra, a questo punto, fantascienza: l’intera Nazione, l’intero mondo è sottoposto oggi ad un TSO ben peggiore.

 

Quanto alla spaccatura dalla società, noi abbiamo un modo di chiamarla: guerra biotica. Una popolazione divisa artatamente, in cui una parte viene aizzata contro l’altra, forte del mandato dell’establishment.

 

È la meccanica da incubo, oramai presente più o meno inconsciamente nel discorso di molti, che sta dietro alle guerre civili, ma qui si tratta di un conflitto nuovo, non più etnico o ideologico, ma biologico, biomolecolare, biotico – legato al bios, alla vita stessa.

 

 

 

Carlson Warns: “If The Powers That Be Can Force You To Get A Shot, What Can’t They Make You Take”

 

 

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Economia

In Germania la quarantena dei non-vaccinati non è più pagata

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I ministri della salute dei Land tedeschi hanno concordato all’unanimità: le persone non vaccinate costrette a sottoporsi a quarantena dopo viaggi internazionali o per rintracciare i contatti non dovrebbero più ricevere alcun risarcimento dallo Stato.

Inoltre, i test COVID non saranno più gratuiti.

Le misure hanno lo scopo di esercitare ulteriore pressione sui non vaccinati per ricevere le iniezioni geniche anti-COVID.

Ancor prima di incontrarsi mercoledì per discutere le varie regole COVID che si applicheranno a tutta la Germania, i ministri della salute dei vari stati tedeschi si erano già accordati su questo particolare regolamento, avendo deciso che le persone non vaccinate non avrebbero più ricevuto un risarcimento se sono tenute ad autoisolarsi per un periodo di tempo, a seguito del contatto con un caso COVID positivo o dopo aver viaggiato all’estero.

«La legge, che si applica a livello nazionale, afferma abbastanza chiaramente: chiunque non si vaccina (…) non ha diritto al risarcimento per la perdita di guadagno in caso di quarantena»

Lo Staatssekretär ministero della salute bavarese, Klaus Holetschek (appartenente al partito democristiano bavarese CSU), ha dichiarato al Rheinische Post che «la legge, che si applica a livello nazionale, afferma abbastanza chiaramente: chiunque non si vaccina (…) non ha diritto al risarcimento per la perdita di guadagno in caso di quarantena».

Il nuovo regolamento, già in vigore in diversi stati, compreso il Baden-Württemberg, sarà attuato a livello nazionale al più tardi dal 1° novembre.

Un’eccezione si applica nel caso di persone che non possono fare il vaccino COVID-19 per motivi medici. Il ministro della Sanità tedesco apertamente omosessuale Jens Spahn ha spiegato che la data è stata scelta per dare abbastanza tempo alle persone non vaccinate che decidono di vaccinarsi per farlo.

Inoltre, a partire dall’11 ottobre, i test antigenici necessari alle persone non vaccinate per accedere a ristoranti o eventi non saranno più gratuiti, ad eccezione delle donne in gravidanza e dei bambini dai 12 ai 17 anni che potranno ancora ottenere un test gratuito a settimana fino al 31 dicembre.

Per molto tempo durante la crisi COVID, i cittadini tedeschi a cui è stato chiesto dalle autorità sanitarie di sottoporsi a una quarantena imposta dal governo sono stati risarciti dallo Stato e hanno ricevuto il 100% del loro stipendio per un determinato periodo di tempo.

Il ministro Spahn: «perché altri dovrebbero costantemente pagare per le persone che si rifiutano di fare il vaccino, anche se sono in grado di farlo»

Il 15 settembre, il Baden-Württemberg è diventato il primo stato a sospendere il risarcimento per le persone non vaccinate che hanno subito perdite di guadagno a causa di una quarantena. La giustificazione del provvedimento era che, a metà settembre, tutti in Germania avevano avuto l’opportunità di ricevere le iniezioni.

Successivamente, scrive Lifesitenews, diversi altri Stati hanno espresso il loro sostegno alla misura.

La decisione ha ricevuto forti critiche da parte dei sindacati e dell’opposizione. L’esperto di salute SDP Karl Lauterbach, che è a favore di forti restrizioni legate al COVID, ha twittato: «Certo, puoi provare a fare pressione sui non vaccinati in quel modo. Ma significa anche che nessuno vorrà registrarsi come casi di contatto o che i casi di contatto verranno segnalati con nomi falsi».

Anche il presidente della Fondazione tedesca per la protezione dei pazienti, Eugen Brysch, ha criticato la decisione e ha affermato che «ha aperto la porta alle maggioranze sociali per decidere sulle richieste individuali per le cure di base».

Il ministro federale della Salute Jens Spahn ha difeso la misura.

«Con questa decisione deriva la responsabilità di sopportarne le conseguenze finanziarie»

«A proposito, non si tratta di pressioni, ma anche di equità nei confronti dei vaccinati», ha detto, aggiungendo di non vedere «perché altri dovrebbero costantemente pagare per le persone che si rifiutano di fare il vaccino, anche se sono in grado di farlo».

Reiner Hoffman, presidente della Federazione tedesca dei sindacati, ha denunciato un tentativo del governo tedesco di spingere «la vaccinazione obbligatoria attraverso la porta sul retro».

Hoffman ha anche considerato questo tipo di misure una violazione della privacy medica, dato che potrebbero costringere i dipendenti a divulgare informazioni mediche private al proprio datore di lavoro come motivo per cui non sono in grado di ricevere il vaccino COVID-19.

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Linee cellulari

«Noi siamo divenuti degli schiavi. E il segno della schiavitù è la mascherina»: Monsignor Schneider su vaccini, industria fetale e Nuovo Ordine Mondiale

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Monsignor Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Maria Santissima in Astana ha rilasciato una potente intervista durante una sua recente visita in Libano.

 

Il prelato ha trattato il tema della liceità delle vaccinazioni anti-COVID e, successivamente, dell’instaurazione di un Nuovo Ordine Mondiale. In particolare, monsignor Schneider – che prima della pandemia in una lettera a Renovatio 21 aveva parlato di «nuovo cannibalismo scientifico» – sottolinea l’esistenza non solo dei vaccini contaminati con l’aborto, ma l’esistenza di una «industria fetale» che continua a crescere.

 

«Noi sappiamo con certezza che questo vaccino è contaminato da tessuti o linee cellulari che in qualche forma sono connessi all’aborto, o non solo con l’aborto, ma con l’industria fetale, che ora, ogni giorno diventa più grande» ha specificato monsignor Schneider rispondendo alla domanda se bisogna o no sottoporsi il vaccino.

 

«Con il vaccino che è prodotto dalle linee cellulari di un bimbo assassinato noi siamo vicini non solo all’aborto ma anche alla terribile, orribile industria fetale, ed è chiaramente, gravemente immorale, il partecipare e usare questi prodotti della morte»

«Dunque con il vaccino che è prodotto dalle linee cellulari di un bimbo assassinato – assassinato, ripetiamo questa cosa – noi siamo vicini non solo all’aborto ma anche alla terribile, orribile industria fetale, ed a è chiaramente, gravemente immorale, il partecipare e usare questi prodotti della morte».

 

«Quindi, se lo sappiamo con certezza, non è possibile sottoporsi a questo vaccino, non dobbiamo evitare e in qualche modo affrontare le conseguenze che noi dobbiamo accettare per noi stessi».

 

L’intervistatrice ricorda che alcuni, a causa del rifiuto del vaccino, potrebbero subire pesanti conseguenze, come la perdita del lavoro.

 

«Ma Dio sempre ci aiuterà se osserveremo il comandamento di Dio. Se non parteciperemo a queste cose abominevoli, Dio ci ricompenserà, anche se dovremo vivere una vita più povera, ma saremo ricchi della Grazia, della Fede, della Gioia».

 

«Potranno forse perseguitarci… ma noi lo facciamo per l’amore di Dio, per la visione soprannaturale, perché questa non è la nostra patria, la vita terrestre è corta, è solo un pellegrinaggio breve… e dunque noi ci prepariamo alla vita eterna. E dunque per questa ragione non possiamo accettare di collaborare a questi vaccini che sono contaminati con l’industria dei feti, dei bimbi assassinati».

 

Non vi sono dubbi sulla connessione tra il vaccino COVID e l’aborto.

 

«Per i vaccini che conosciamo – Pfizer, Moderna, AstraZeneca, Johnson&Johnson – le aziende stesse ammettono che vi è la connessione con l’industria fetale… in questi quattro casi, le aziende stesse lo ammettono… negli altri casi non so»

 

Tuttavia, dice Schneider, sottoporsi ad vaccino anche apparentemente privo di connessione con i feti abortiti «è una decisione personale, perché può esserci una possibilità che anche questi altri vaccini facciano danno alla vostra salute corporale, perché non sono completamente testati».

 

Sottoporsi ad vaccino anche apparentemente privo di connessione con i feti abortiti «è una decisione personale, perché può esserci una possibilità che anche questi altri vaccini facciano danno alla vostra salute corporale, perché non sono completamente testati»

 

L’intervista prosegue parlando di Nostra Signora di Fatima.

 

A Monsignore quindi viene chiesto se il Nuovo Ordine Mondiale di cui parlano in molti sia solo una teroria del complotto.

 

«Non è una teoria complottista, è una cosa evidente. Ora possiamo vedere che anche nei dettagli nelle misure sanitarie COVID che si tratta veramente di una dittatura mondiale comunista-COVID».

 

Più precisamente, dice il monsignore, «il COVID è un pretesto per introdurre un sistema mondiale di controllo di tutti i popoli, di tutti gli uomini».

 

«Il COVID è un pretesto per introdurre un sistema mondiale di controllo di tutti i popoli, di tutti gli uomini»

«Trovate le stesse modalità in Libano, in Kazakistan, in Brasile, in Italia – perfino i dettagli, le prescrizioni sanitarie… hanno messo le maschere a tutti, come se fossimo degli schiavi, e poi dovete fare comunque il vaccino.

 

Il valore della mascherina, come ricordato altre volte da monsignore, è quindi di puro segno di sottomissione, di adesione alla nuova schiavitù che si prepara per noi.

«Noi siamo divenuti degli schiavi. E il segno della schiavitù è la mascherina»

 

«Noi siamo divenuti degli schiavi. E il segno della schiavitù è la mascherina»

 

«Il vostro corpo non appartiene più a voi, il vostro corpo appartiene al governo, perché il governo decide quello che dovete fare con il vostro corpo. Vi forzano a ricevere il vaccino, altrimenti siete scartati, siete isolati… Queste cose sono cose sono così evidenti, noi viviamo già all’inizio di una forma di governo mondiale comunista».

 

«Cosa vuol dire comunismo? Vuol dire che niente vi appartiene. Tutto appartiene allo Stato».

 

«Chi decide del vostro denaro? Il governo, non voi. Chi decide della libertà del vostro corpo? Il governo, non voi. Comunismo vuol dire non solo l’abolizione della proprietà privata, ma anche della proprietà più intima, il vostro corpo personale, fisico – ora appartiene allo Stato»

 

«È un sistema dittatoriale. Non importano le prove, la scienza… Questi gruppi elitari che governano tutti i popoli – quasi tutti i popoli – non si fanno vaccinare, stanno fra loro senza mascherina. C’è un piccolo gruppo di élite in ogni paese che si prende tutta la libertà e il resto dell’umanità diventa quindi una massa di schiavi»,

 

Gli viene dunque chiesto se il Nuovo Ordine imporrà una nuova religione mondiale. Schneider risponde in dettaglio.

 

«Un governo mondiale ha bisogno di una religione mondiale. Perché i dittatori e le forme di totalitarismo hanno sempre avuto bisogno dell’aspetto religioso, strumentalizzare le religioni per le loro proprie finalità. Ora il governo mondiale comunista e massonico – sono quasi uniti, neocomunisti e massoni – ha bisogno di una religione mondiale che sarà una religione completamente sincretista, una mistura di tutte le religioni dove non c’è più una religione vera, ma tutte le religioni sono uguali».

«Ora il governo mondiale comunista e massonico – sono quasi uniti, neocomunisti e massoni – ha bisogno di una religione mondiale che sarà una religione completamente sincretista, una mistura di tutte le religioni dove non c’è più una religione vera, ma tutte le religioni sono uguali»

 

In questa nuova religione mondiale, Dio sarà assente?

 

«L’uomo sarà Dio. Vi saranno dei veri idoli. Noi dobbiamo adorare il nostro corpo, noi dobbiamo adorare la salute, e per questo dovremo sacrificare la Messa, la Confessione, la Comunione in bocca, sacrificare a questo idolo della Sanità, a questo materialismo ».

 

In conclusione, una nota di speranza, con un rilievo spirituale preciso. Schneider è autore di libri fondamentali come Dominus est e Corpus Christi, dove è indicato il valore della Santa Eucarestia durante il tempo della persecuzione: il vescovo vi racconta il passato della sua famiglia cattolica sotto il giogo dell’URSS in Centrasia. Quindi, non sorprende che egli assegni un grande ruolo alla Santa Comunione.

 

«Dobbiamo vivere con gioia. Perché se abbiamo Dio nel nostro cuore, noi abbiamo tutto. E noi non dobbiamo aver paura. Perché Cristo lo ha detto: sarò con voi fino alla fine del mondo, io sarò con voi sempre».

 

«Egli è restato con noi nel Sacramento dell’Eucarestia, della piccola Ostia consacrata, e può essere che in futuro vi saranno di nuovo delle piccole comunità clandestine, delle messe in catacomba, nelle case e negli appartamenti dei fedeli, delle famiglie cattoliche».

 

«Forse Nostro Signore nell’Eucarestia verrà nascosto, come da noi durante il comunismo, c’erano dei piccoli santuari eucaristici della famiglia quando le grandi chiese saranno trasformate per un culto simil protestante».

 

«Nostra Signora ha promesso che il Suo Cuore Immacolato trionferà, e questo trionfo  verrà solo quando la Chiesa ristabilirà tutta la dignità del Culto Eucaristico».

 

 

 

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