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Immigrazione

Uomo britannico accoltellato al collo da un migrante mentre cammina per strada

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Lo scorso sabato sera un cittadino britannico è stato aggredito violentemente da un uomo armato di coltello mentre camminava a Birmingham, in Inghilterra.

 

L’aggressore e i suoi amici sembrano ridere mentre trasmettono in diretta l’aggressione sui social media.

 

Nel video si vede il gruppo, presumibilmente di origine caraibica, affrontare l’uomo; uno di loro gli taglia il collo, facendo uscire sangue dalle ferite.

 

L’uomo tenta di difendersi, ma si rende subito conto della gravità della ferita e si ritira.

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Nel filmato si sentono gli aggressori ridere, e uno di loro dichiara che la prossima inquadratura del loro video mostrerà la vittima morta in strada.

 

Infatti, l’inquadratura successiva mentre si allontanano in auto mostra l’uomo accasciato a terra, coperto di sangue, che cerca disperatamente di rialzarsi.

 

Arriva un’ambulanza e si sentono i ragazzi lamentarsi che quel tizio è fortunato.

 

Il filmato è accompagnato da emoji che ridono e dalle parole «U muda skunt», un insulto nello slang caraibico.

 

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L’orribile incidente sembra essere stato un attacco del tutto casuale, ma non ha fatto quasi notizia, con solo un piccolo articolo della BBC locale che ha notato che «quattro persone sono state arrestate con l’accusa di tentato omicidio».

 

Il servizio BBC notava inoltre che «la vittima, un uomo sulla quarantina, è stato portato in ospedale con una ferita da taglio, ma le sue condizioni sono stabili, ha affermato la polizia delle West Midlands».

 

Gli arrestati sono tre uomini di 34, 29 e 26 anni e una donna di 22 anni.

 

Inizialmente le persone che hanno visto il video credevano che la vittima stesse spingendo un passeggino con dentro un bambino, ma la polizia ha negato che fosse così.

 

Le persone che hanno commentato il video su X hanno notato che il luogo dell’attacco era proprio accanto a un ospedale e che l’ambulanza stava probabilmente passando di lì. Se non fosse stato per questo, l’uomo sarebbe sicuramente morto.

 

Tutto questo accade mentre chi partecipa alla protesta anti-immigrazione in corso in Gran Bretagna viene additato come «estremista di destra» e perseguito penalmente – perfino per messaggi postati o addirittura ripostati online sui social.

 

Si tratta dell’ennesimo esempio della two tier policy, la «politica a due livelli» applicata in Gran Bretagna per favorire gli immigrati, che vivono da anni e anni in un’impunità incredibile ed impossibile per gli autoctoni.

 

Come riportato da Renovatio 21, nel land tedesco della Turingia si è appena avuta una strage, peraltro consumatasi proprio ad un «Festival della diversità», ad opera di un immigrato islamico.

 

Vediamo qui che anche l’immigrazione da altre località del Terzo Mondo non fa una grande differenza: il risultato è sempre, come programmato, il teatro della crudeltà dell’anarco-tirannia.

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Immigrazione

Migrante africano arrestato a Belfast dopo un presunto tentativo di decapitazione

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Un migrante africano è stato arrestato dopo che un uomo di 40 anni è stato aggredito e mutilato in una strada di Belfast.   La notizia sarebbe confermata da un video raccapricciante diventato virale su X, secondo cui un uomo descritto inizialmente come «somalo» di circa trent’anni ha tentato di decapitare un uomo la scorsa notte a Belfast. La polizia nordirlandese ha poi precisato che il sospettato è originario del Sudan.   Secondo quanto riportato da Belfast Live, la vittima presenta «gravi lesioni al viso, al collo e alla schiena».    

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Il leader del partito britannico Restore, Rupert Lowe, ha risposto su X promettendo sia la «rimpatriazione» dei residenti che odiano lo «stile di vita» britannico, sia la pena di morte.. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha definito l’«orribile attacco» «ripugnante» in un post pubblicato martedì mattina su X.   «Non tollero assolutamente scene di violenza così aberranti nelle nostre strade. Il mio pensiero va innanzitutto alla vittima e ringrazio i soccorritori, compresi i cittadini intervenuti», ha scritto lo Starmer.   Anche il leader di Reform UK, Nigel Farage, è intervenuto, chiedendo che «[l]e autorità rivelino immediatamente l’identità e lo status dell’attentatore. Il pubblico ha diritto alla verità».   La notizia arriva dopo le recenti polemiche suscitate dalla gestione inadeguata da parte della polizia dell’omicidio di Henry Nowak, un adolescente inglese di origini parzialmente polacche, per mano di un giovane sikh a Southampton, in Inghilterra.   L’indignazione nazionale si è concentrata sulla formazione «antirazzista», ritenuta responsabile della presunta discriminazione razziale nei confronti dei bianchi da parte delle forze dell’ordine nel Paese. Ciò ha anche riacceso il dibattito sulle eccezioni alle restrittive leggi britanniche sul possesso di coltelli per motivi religiosi o legati all’abbigliamento tradizionale, con Starmer che al momento non sembra intenzionato a togliere il privilegio del porto d’arma bianca per i sikh.   Secondo l’Ufficio nazionale di statistica, nel Paese, tra giugno 2024 e giugno 2025, si sono verificati 51.527 reati penali commessi con coltelli o altri strumenti affilati.   Come riportato da Renovatio 21, scontri si erano consumati nella protesta contro l’assassinio del 18enne Nowak.

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Immigrazione

Hegseth: potrebbe essere «troppo tardi» per l’UE per fermare l’«invasione» migratoria

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Il Segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth ha sfruttato una cerimonia in Normandia per commemorare lo sbarco in Normandia, avvertendo che l’Europa è sotto una nuova forma di «invasione» e sollecitando i leader dell’UE ad affrontare il problema della migrazione prima che sia troppo tardi.

 

In occasione dell’anniversario dello sbarco alleato in Francia del 6 giugno 1944, Hegseth ha affermato che «diverse spiagge europee vengono prese d’assalto da diverse e pericolose ideologie» in Spagna, Italia, Grecia e Bulgaria, dove «arrivano navi e uomini».

 

«Quando le capitali europee faranno qualcosa per contrastare quest’invasione? O è troppo tardi? Prego di no, e credo di no», ha aggiunto.

 

Le osservazioni dello Hegseth riecheggiano una narrazione più ampia dell’amministrazione Trump che collega la migrazione al cambiamento culturale, ai rischi per la sicurezza e all’erosione dell’identità nazionale. La Strategia di sicurezza nazionale del 2025 dell’amministrazione avvertiva che l’Europa rischiava la «cancellazione della civiltà» causata dalla migrazione.

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Il presidente statunitense Donaldo Trump ha perseguito una linea dura sull’immigrazione a livello nazionale, intensificando le deportazioni e le operazioni di alto profilo dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement). I critici hanno sollevato preoccupazioni in merito al rispetto del giusto processo e al trattamento delle comunità di migranti.

 

Le dichiarazioni di Hegseth giungono mentre l’UE si prepara ad attuare la riforma migratoria più ambiziosa degli ultimi anni. Il 1° giugno, i legislatori europei e i rappresentanti degli Stati membri hanno raggiunto un accordo di principio su nuove norme volte ad accelerare l’espulsione dei richiedenti asilo respinti. Le misure sono concepite per integrare il Patto su migrazione e asilo, che riforma le procedure di esame delle domande di asilo, i controlli alle frontiere e la ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri.

 

Le istituzioni europee e gli esperti di migrazione stimano che solo il 20-30% delle persone a cui viene ordinato di lasciare il blocco lo faccia effettivamente. La Commissione europea afferma che l’immigrazione è necessaria per far fronte alla carenza di manodopera, dato che la forza lavoro dell’UE si riduce di circa un milione di persone all’anno.

 

Secondo un recente studio condotto a Berlino utilizzando dati Eurostat e delle Nazioni Unite, la popolazione migrante dell’UE ha raggiunto la cifra record di 64,2 milioni nel 2025, di cui 46,7 milioni di persone nate al di fuori del blocco.

 

Il ministro greco per le migrazioni, Thanos Plevris, ha avvertito il mese scorso che l’UE potrebbe trovarsi sull’orlo di una nuova crisi migratoria, con oltre mezzo milione di persone in attesa nella sola Libia di attraversare il confine con l’Europa.

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Immigrazione

«Grooming gang», ragazzine inglesi chiuse in gabbie per cani da pedofili pakistani

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Emergono nuovi dettagli raccapriccianti su quello che Elon Musk ha definito «lo stupro della Gran Bretagna» ossia gli stupri, le violenze inenarrabili e il traffico di migliaia di ragazzine bianche inglesi da parte di bande di pachistani nel nord dell’Inghilterra, un fenomeno generalmente chiamato dalla stampa come quello delle «grooming gang» («banda di adescamento»).   Come riportato da Renovatio 21, si trattava di un vero e proprio sistema, organizzato nei minimi dettagli. Secondo molti commentatori, esso non sarebbe potuto durare senza la connivenza delle autorità britanniche e soprattutto degli organi giudiziari e di polizia che hanno coperto in nome dell’antirazzismo un fenomeno di proporzioni incredibili.   Tra il 2008 e il 2013, periodo in cui le violenze hanno avuto il loro picco, l’attuale primo ministro Keir Starmer era a capo del Crown Prosecution Act, la massima autorità giudiziaria britannica.

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In un recente intervento al Parlamento inglese, il deputato indipendente Rupert Lowe ha svelato nuove sconvolgenti testimonianze tra cui quella di una ragazza violentata da 600-700 uomini o addirittura la presenza di poliziotti tra gli stupratori.   In alcuni casi ragazze sarebbero state rinchiuse in gabbie in gruppi di 15-20 e poi fatte stuprare da cani. A Rotheram uno dei centri nevralgici di questo traffico, sarebbero state violentate addirittura bambine di 11 anni.   Dalle testimonianze traspare sì un vero e proprio razzismo verso le donne bianche, cristiane e non musulmane e gli autori dei crimini erano spesso inseriti nel tessuto sociale locale e spesso tassisti, commercianti o addirittura imam.   Mentre la popolazione è in rivolta per l’omicidio di Henry Nowak, questi nuovi dettagli sugli orrori delle grooming gangs confermano ciò che Renovatio 21 scrive da sempre, ossia che lo Atato moderno è un nemico attivo ed implacabile per i suoi cittadini e ne persegue l’eliminazione in tutti i modi possibili (immigrazione selvaggia, vaccini, aborto, eutanasia, eugenetica..).   Si pone quindi la domanda più abissale: uno stato che invece di proteggere e preservare i suoi cittadini nella loro integrità li vuole annientare che ragione ha di esistere?   Victor García 

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