Politica
Tucker Carlson e Alex Jones avevano preconizzato l’assassinio di Trump. Anche Renovatio 21
Due voci nel mondo della stampa statunitense – distanti per molti aspetti ma divenute amiche negli ultimi anni – avevano previsto con chiarezza l’attentato a Donald Trump.
Si tratta di Tucker Carlson e Alex Jones. Vogliamo ricordare, tuttavia, che anche Renovatio 21 aveva scritto diffusamente dello scenario, che abbiamo sempre ritenuto logico, naturale.
Carlson aveva dichiarato ancora nell’agosto 2024, durante lo show del comico Adam Carolla.
Tucker Carlson predicted about assassination of Trump long agopic.twitter.com/QHvh1cPWzg
— Kreately.in (@KreatelyMedia) July 13, 2024
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Durante l’intervista, Tucker spiegava che non essendo funzionate contro Trump, critiche, proteste accuse, impeachment – e, aggiungiamo noi ora, i processi – «cosa viene dopo? … Stiamo accelerando verso l’assassinio, ovviamente. Nessuno lo dirà, ma io mi chiedo come non si possa arrivare a questa conclusione».
«Loro hanno deciso – la “Washington permanente”, ambo i partiti – che c’è qualcosa riguardo a Trump che è così minaccioso per loro che non possono tollerarlo».
Si tratta dell’intervista, fatta dopo il silenzio seguito al suo licenziamento da Fox News, dove annunciava che vi sarebbe stata una «guerra calda» con la Russia prima delle elezioni. Di fatto, anche questa è una previsione azzeccata.
La stampa mainstream si buttò contro Carlson, denunciandolo come propalatore di «teorie della cospirazioni», privo di prove.
Tucker non ha risposto ancora alla situazione, limitandosi a pubblicare, sulla sua pagina Twitter, la foto iconica del presidente insanguinato che alza al cielo il pugno per incitare il suo popolo.
— Tucker Carlson (@TuckerCarlson) July 13, 2024
Nel 2023 era stato Alex Jones, decano dei media indipendenti americani, condannato alla bancarotta per risarcimenti ordinati dai giudici, a dichiarare apertis verbis che avrebbero tentato di assassinare Donald Trump.
ALEX JONES PREDICTED TRUMPS ASSASSINATION ATTEMPT! ‼️ pic.twitter.com/YbE8L7Ytnz
— DramaAlert (@DramaAlert) July 13, 2024
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«Non mi piace fare brutte previsioni, ma credo che uccideranno Trump e Robert Kennedy junior, probabilmente prima delle elezioni» dichiarava il Jones dallo studio di Infowars. «Sapete che hanno piani per ucciderli».
Poi Alex diceva che vi sarebbero piani per uccidere anche lui stesso. «Signore e signori, se lo stanno facendo a me, potete immaginare cosa possono fare a RFk jr. e Donald Trump. Ecco perché Kushner e sua moglie [Ivanka Trump, la figlia di Donald, ndr] sono fuggiti e non vogliono più parlargli… perché hanno mollato tutti. Ma lui non ha mollato».
Ci permettiamo di sottolineare che, nel suo piccolo, anche Renovatio 21 aveva anticipato il drammatico evento.
Il 2 settembre 2023, Renovatio 21 pubblicava in prima pagina un articolo intitolato «Tra quanto assassineranno Donald Trump?».
Chi è l’uomo che ha detto che farà cessare la guerra in 24 ore una volta tornato presidente?
«Per continuare la guerra, estenderla, globalizzarla, hanno bisogno di rimuovere questo ostacolo» che è Donald Trump, scriveva Renovatio 21. «Minacciarlo con più di mezzo millennio di carcere non serve a nulla: lui continua e, soprattutto, il suo indice di gradimento sale. Non solo: ora anche i tiepidi sono convinti che contro The Donald, vi sia una cospirazione, perché i processi sempre più sbilenchi, con evidenza lo comprovano. Gli fanno la foto segnaletica: e la popolazione esplode, è l’immagine più iconica dell’anno, forse del decennio».
«Qualcuno chiederà: se è così pericoloso per l’establishment, perché non lo hanno ammazzato prima? La risposta che possiamo dare è che nel 2016 nessuno si aspettava che divenisse presidente, secondo alcune ricostruzioni nemmeno lui, la moglie e parte del team. Rammenterete i sondaggi che davano Hillary in testa con distacchi abissali, le previsioni di possibilità di vittoria di oltre il 90% per la Clinton pubblicate anche sui giornali italiani. Recentemente Trump ha ricordato che, alle ore 17 del giorno delle elezioni, Hillary e i suoi già stavano festeggiando, prima ancora che le urne fossero chiuse…»
«Donald Trump rappresenta un immenso ostacolo a questa trasformazione in atto. Va in cerca di voti con manifestazioni oceaniche, ama la gente. È ricco, ma più che con i grandi donatori, ora pare stia facendo soldi con le t-shirt della sua foto segnaletica. Si oppone alla globalizzazione, mette in riga la Cina. Si oppone all’immigrazione selvaggia dal confine meridionale – cioè il piano Kalergi in versione USA. Pare avere a cuore la classe media, quella che il partito di Davos vuole eliminare, e che il mandarinato pandemico ha ferito a morte».
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«Aggiungiamoci pure, come dicevamo sopra, che non ama molto la NATO. Quell’organizzazione di superpotenza militare, anche atomica, basata a Bruxelles, che è per coincidenza la stessa città di Marc Dutroux, cioè, pardon, la stessa città dell’Unione Europea. (Scusate, ci eravamo per un attimo confusi, è stato un lapsus)»
«Il lettore capisce da sé che, non sarà mai un pazzo solitario, né i soli nemici politici, a tentare di ucciderlo: dietro il suo assassinio ci sarà un piano immenso, un sistema globale in via di realizzazione, un mondo intero, un potere planetario in grado di schiacciare perfino un presidente americano».
«È già successo. Uccisero Kennedy che era un uomo di pace, un uomo in grado disinnescare con Krushev la più tremenda crisi atomica, quella dei missili sovietici a Cuba. Per evitare di ritrovarsi ancora una volta ad avere a che fare con un così, sei anni dopo uccisero il fratello, Robert Kennedy, quando era ancora candidato alle primarie democratiche, con ampie prospettive di vittoria. (Il figlio di Robert, Robert Kennedy jr., anche lui candidato democratico, sappiamo prende sul serio la possibilità di essere assassinato anche lui)».
Non è che Renovatio 21 avesse notizie riservate: giuriamo, si tratta solo di pura logica. Era impossibile che potesse continuare senza subire un attentato di questa portata.
«È una situazione di significato profondo davvero. Siamo a livelli di una tragedia, di un racconto mitico» scrivevamo ancora lo scorso settembre. «L’eroe sa quale può essere il suo destino. Sa che può essere ucciso, magari dai suoi stessi uomini. Eppure non desiste, e porta avanti la sua battaglia senza fermarsi, pienamente conscio del fato che incombe».
Concludevamo in un modo che ci sentiamo di ripetere anche adesso, ad attentato consumato:
«Dio salvi Donald Trump. Signore, riporta la pace nel mondo. Lettore, fallo anche tu: prega. Perché ne abbiamo davvero bisogno».
Roberto Dal Bosco
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Immagine screenshot da Twitter
Politica
Automobile contro una sinagoga a Nuova York
Secondo i testimoni, l’autista gridava alle persone di spostarsi mentre puntava verso la struttura, e un portavoce di Chabad ha dichiarato che l’atto «sembra intenzionale». Dopo lo scontro, l’uomo è sceso dal veicolo ed è stato immediatamente bloccato dai presenti. In un video si sente chiaramente gridare: «Non lo so, è scivolato! È scivolato, stronzo!», mentre indicava gesticolando la propria auto. I passanti lo hanno indicato agli agenti del Dipartimento di Polizia di Nuova York (NYPD) giunti sul posto, che lo hanno arrestato senza indugio.BREAKING: A psycho driver just rammed his car into a Synagogue in Brooklyn, New York pic.twitter.com/4aKz3mv6nV
— Libs of TikTok (@libsoftiktok) January 29, 2026
A car intentionally drove into the side doors of 770 Eastern Parkway, Chabad-Lubavitch world headquarters, in Crown Heights. There are no injuries. Police have the driver in custody and are investigating his motives pic.twitter.com/w9rRAnnAAo
— Rabbi Chanina Sperlin (@ChaninaSperlin) January 29, 2026
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Politica
Il vicepresidente americano afferma che un «caos progettato» sta causando disordini a Minneapolis
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha dichiarato che le proteste e i disordini scoppiati a Minneapolis sono il frutto di quello che ha definito «caos progettato».
La città ha vissuto giorni di intense manifestazioni in seguito a una vasta operazione federale per l’applicazione delle norme sull’immigrazione in Minnesota. Il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) ha dispiegato migliaia di agenti nella più imponente azione interna mai condotta fino a oggi, finalizzata all’arresto di immigrati irregolari. Le tensioni si sono aggravate dopo due episodi di sparatorie mortali che hanno coinvolto agenti federali nel corso del mese di gennaio.
This level of engineered chaos is unique to Minneapolis. It is the direct consequence of far left agitators, working with local authorities.
— JD Vance (@JDVance) January 25, 2026
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L’ultimo episodio si è verificato sabato, quando agenti della Polizia di Frontiera statunitense durante l’arresto hanno sparato e ucciso Alex Pretti, 37 anni, residente di Minneapolis e infermiere di terapia intensiva. Il Pretti, ora considerato martire ed eroe dalla stampa dell’establishment, anche in Italia, si portava dietro, legalmente, una pistola Sig Sauer.
«Questo livello di caos progettato è unico a Minneapolis», ha scritto Vance su X domenica, accusando quelli che ha indicato come agitatori di estrema sinistra di agire in combutta con le autorità locali per alimentare i disordini dopo la sparatoria.
La morte di Pretti – la seconda vittima fatale di un intervento federale in città questo mese, dopo l’uccisione della lesbica Renee Good il 7 gennaio mentre questa sfuggiva all’arresto investendo un agente – ha provocato nuove proteste e un’ondata di critiche.
Il DHS ha sostenuto che Pretti si è avvicinato agli agenti armato di pistola e ha opposto resistenza ai tentativi di disarmarlo, inducendo un agente a fare uso delle armi per legittima difesa. Tuttavia, un video circolato online sembra mostrare Pretti con un telefono in mano poco prima di essere immobilizzato e colpito, circostanza confermata anche da testimonianze oculari riportate da varie testate giornalistiche.
Funzionari locali, tra cui il governatore del Minnesota Tim Walz e il sindaco di Minneapolis Jacob Frey, hanno condannato l’accaduto e criticato duramente la presenza federale sul territorio, chiedendo entrambi il ritiro immediato degli agenti.
I manifestanti si sono scontrati con le forze di polizia e hanno chiesto un’inchiesta indipendente sull’uso della forza letale. Le posizioni dei leader politici si sono rivelate profondamente divise.
Esponenti repubblicani – tra cui Vance e il presidente Donald Trump – hanno difeso l’operato degli agenti, attribuendo i disordini a carenze nella gestione locale e a manovre di agitazione politica.
Di fatto Minneapolis sembra finita in mano alla teppa progressista radicale, che avrebbe pure costituito una zona autonoma dove nessuno può entrare – come era accaduto con la CHAZ di Seattle. La polizia locale, guidata da sindaco e governatore dello Stato democratici, sembra non esistere più – lo stesso sindaco aveva addirittura detto che i poliziotti dovevano impegnarsi contro gli agenti dell’immigrazione ICE in città.
Il giornalista sotto copertura James O’Keefe ha mostrato un video sconvolgente della sua truppe bersagliata da manifestanti che di fatto agiscono come polizia del territorio, chiedendo documenti e cercando il linciaggio. Più tardi l’ora ha attaccato l’hotel dove era la sua troupe e fatto arrivare, non si sa in che modo, un SMS di minaccia in cui si diceva che se non lasciavano il Minnesota entro un’ora sarebbero morti.
🚨 HOLY CRAP. They tried to KILL James O’Keefe and his team in Minneapolis!
“They just threw a frozen ice brick at the car!” 🤯
“Shut the door!”
It’s like a 3rd world WAR ZONE.
This is what Tim Walz and Jacob Frey caused. Unbelievable.pic.twitter.com/sQbOZGCA0u
— Eric Daugherty (@EricLDaugh) January 26, 2026
Un’altra rivelazione riguarda l’uso dell’app Signal da parte dei manifestanti, dove vi sarebbero gruppi coordinati che assegnano ruoli a vari agitatori.
Secondo alcuni si tratta di un livello di sofisticazione dietro cui può esserci solo un’insurrezione altamente organizzata, lontanissima da una protesta spontanea. Il fine potrebbe essere il salvataggio del sistema di frode, perpetrato in ispecie dagli immigrati somali, che foraggia il bacino elettorale del Partito Democratico e le sue strutture profonde.
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Immagine di Chad Davis via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Politica
Fulmine colpisce la manifestazione pro-Bolsonaro in Brasile
A quem interessar possa:
O raio atinge exatamente no momento em que a música falava: “Bolsonaro, homem de garra, honesto e imorrível da verdade e de fé.”pic.twitter.com/joyWg6YSCm — Jéferfon Menezes (@JefinhoMenes) January 25, 2026
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