Spirito
Spari contro un’auto che ha sfondato i cancelli del Vaticano
Ieri sera un’auto ha sfondato un cancello del Vaticano schiantandosi nel cortile di un palazzo. Le guardie svizzere hanno sparato alle gomme dell’auto.
Il sospetto, che si ritiene abbia 40 anni, sarebbe stato, secondo quanto riportato, in istato di alterazione psicofisica.
L’incidente sarebbe avvenuto presso il Cortile San Damaso del Palazzo Apostolico intorno alle 20 locali. Non sono stati segnalati feriti sulla scena e il motivo dell’incidente non è ancora chiaro.
Citando la Santa Sede, i media hanno riferito che le guardie hanno tentato di fermare il veicolo sparando agli pneumatici anteriori del veicolo, ma che l’auto è riuscita a oltrepassare i cancelli anteriori e ad entrare nel cortile. Tuttavia, poco dopo che il veicolo si è fermato, il conducente è sceso dall’auto ed è stato arrestato dalla gendarmeria vaticana, e quindi visitato dai medici della Direzione di Sanità e Igiene dello Stato della Città del Vaticano, che hanno riscontrato il grave stato di alterazione psicofisica
Resta incerto se Papa Francesco fosse nelle vicinanze dell’incidente. I resoconti sulla stampa suggerirebbero che era probabile che fosse stato più vicino alle sue stanze personali presso Santa Marta, che si trova sul lato opposto della Città del Vaticano.
Sull’accaduto è in corso un’inchiesta. La Sala stampa vaticana informa che l’uomo si troverebbe ora in una cella detentiva presso i nuovi locali della Caserma della Gendarmeria, in attesa di disposizioni dell’Autorità Giudiziaria vaticana.
Nel 2017, la Guardia Svizzera aveva aggiornato le misure di sicurezza della Città del Vaticano per garantire che nell’area non potessero aver luogo attacchi di speronamento di veicoli. L’iniziativa era stata presa dopo l’attentato del 2017 sulle Ramblas di Barcellona e l’attentato di Nizza dell’anno precedente.
Immagine di lienyuan lee via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported (CC BY 3.0)
Spirito
Comunicato della Casa Generalizia: La Fraternità San Pio X presenta ricorso contro il decreto del 2 luglio 2026
Comunicato del 13 luglio 2026.
La Fraternità Sacerdotale San Pio X informa che, in risposta al decreto pubblicato il 2 luglio 2026 dal Dicastero per la Dottrina della Fede, ha presentato l’11 luglio un ricorso preliminare presso lo stesso Dicastero, conformemente ai cann. 1734 e seguenti del Codice di Diritto Canonico.
Tale iniziativa, che costituisce il previo adempimento richiesto prima dell’eventuale presentazione di un ricorso gerarchico, ha l’effetto di sospendere l’esecuzione del decreto, conformemente al can. 1353 del Codice di Diritto Canonico.
Con questo ricorso, la Fraternità intende esercitare il diritto che la Chiesa riconosce a chiunque si ritenga leso da un atto amministrativo di chiederne la rettifica, in spirito di rispetto verso l’autorità ecclesiastica e di fedele attaccamento alla giustizia, alla verità e al bene della Chiesa.
La Fraternità Sacerdotale San Pio X affida questa richiesta alle autorità competenti e raccomanda questa iniziativa alle preghiere di tutti i fedeli.
Menzingen, 13 luglio 2026
Articolo pubblicata previamente su FSSPX.News
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Immagine da FSSPX.News
Spirito
Il cardinale Koch afferma che l’incontro della FSSPX con Roma è ancora possibile nonostante le consacrazioni
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Spirito
Il Cardinale Fernandez denuncia le «classificazioni», ma scomunica la Fraternità Sacerdotale San Pio X
Il 5 marzo 2023, nella sua cattedrale di La Plata, mons. Víctor Manuel Fernández denunciò le «classificazioni» e le «etichette»morali elaborate dalla Chiesa. Tre anni dopo, in qualità di Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, è lui a promulgare il decreto di scomunica rivolto ai vescovi, ai membri e ai fedeli della Fraternità Sacerdotale San Pio X a seguito delle consacrazioni episcopali del 1° luglio 2026. No comment.
Omelia del 5 marzo 2023, Cattedrale di La Plata (estratto)
«Perché se non impariamo a vedere gli altri in modo diverso, nulla cambia. Se non imparo a vedere la loro bellezza al di là del loro aspetto, delle loro capacità, del loro orientamento sessuale o di qualsiasi altra cosa; se non imparo a guardare oltre tutto questo, non sarò mai in grado di amarli per come sono, così come vengono, che mi piacciano o no».
«Pertanto, ogni fratello e sorella vale più di qualsiasi altra cosa su questa terra. Sapete che, per molti secoli, la Chiesa ha preso una direzione diversa. Senza rendersene conto, ha sviluppato un’intera filosofia e morale piena di classificazioni, concepite per categorizzare le persone, per etichettarle: “Questo è così, quello è cosà; questo può ricevere la comunione, quello no; questo può essere perdonato, quello no”».
«È terribile che questo sia accaduto nella Chiesa. Grazie a Dio, Papa Francesco ci sta aiutando a liberarci da questi schemi».
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine screenshot da YouTube
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