Militaria
Soldato americano dato per disperso trovato morto in Marocco
Il corpo di uno dei due militari statunitensi dispersi durante l’esercitazione African Lion in Marocco è stato recuperato dall’Oceano Atlantico, hanno annunciato domenica funzionari delle forze armate.
Il soldato è stato identificato come il Primo Tenente Kendrick Lamont Key Jr., 27 anni, ufficiale dell’artiglieria antiaerea di Richmond, in Virginia. Una squadra di ricerca dell’esercito marocchino ha rinvenuto i suoi resti lungo la costa intorno alle 8:55 del mattino del 9 maggio, a circa un miglio dal punto in cui si ritiene che i due soldati siano entrati in acqua, secondo quanto riferito dall’esercito.
Secondo le forze armate statunitensi, Key era comandante di plotone assegnato alla batteria Charlie, 5° battaglione, 4° reggimento di artiglieria antiaerea, del 10° comando di difesa aerea e missilistica dell’esercito.
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Key e un altro soldato americano sono stati dichiarati dispersi il 2 maggio nei pressi dell’area di addestramento di Cap Draa, fuori Tan-Tan, una zona costiera impervia caratterizzata da scogliere, deserto e pianure semidesertiche. I due avevano partecipato all’esercitazione African Lion 26 nella mattinata, ma secondo le autorità si trovavano fuori servizio per un’escursione ricreativa quando sono precipitati da una scogliera.
Il secondo soldato risulta ancora disperso e le ricerche proseguono.
«I nostri ospiti marocchini ci hanno fornito tutte le risorse che abbiamo richiesto (…) Siamo incredibilmente grati per gli sforzi che loro, insieme ai nostri colleghi di tutte le forze armate, continuano a profondere nella ricerca del nostro soldato disperso», ha dichiarato il generale Christopher Donahue, comandante dell’esercito statunitense in Europa e Africa.
L’operazione ha coinvolto oltre 600 persone provenienti da Stati Uniti, Marocco e forze alleate, con l’impiego di fregate, navi, elicotteri, droni, sommozzatori e squadre di terra. Il Comando Africa degli Stati Uniti (AFRICOM), la cui componente terrestre ha sede a Vicenza, aveva precedentemente dichiarato che le forze statunitensi, marocchine e di altri Paesi africani avevano immediatamente avviato operazioni coordinate di ricerca e soccorso.
African Lion è la più grande esercitazione congiunta annuale dell’AFRICOM ed è progettata per rafforzare l’interoperabilità tra le forze statunitensi, gli alleati della NATO e le nazioni partner africane. Le esercitazioni di quest’anno si sono svolte dal 20 aprile all’8 maggio in Ghana, Marocco, Senegal e Tunisia, coinvolgendo oltre 5.600 civili e militari provenienti da più di 40 nazioni.
In passato si sono già verificati incidenti mortali durante l’esercitazione. Nel 2012, un MV-22 Osprey si è schiantato in un’area di addestramento marocchina durante le manovre dell’African Lion, uccidendo due marine statunitensi e ferendone gravemente altri due.
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Immagine di US Air Force via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC 2.0
Militaria
L’India ricomincia a produrre i caccia russi Sukhoi
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Militaria
Epidemia di suicidi colpisce gli hacker militari USA
Il Comando cibernetico degli Stati Uniti sta analizzando un numero anomalo di suicidi tra i propri membri, concentrati in un arco di circa un mese durante l’estate.
La testata, citando messaggi interni delle forze armate, documenti ufficiali e colloqui con persone informate, ha riferito giovedì che almeno cinque individui impiegati nel comando o in stretto contatto con esso si sono tolti la vita tra l’inizio di giugno e i primi di luglio.
Questa sequenza di decessi ha spinto il Cyber Command a qualificare gli eventi come un cosiddetto «cluster di suicidi», espressione utilizzata dal Pentagono per indicare una serie di suicidi verificatisi a intervalli più stretti del consueto e tali da richiedere misure specifiche.
Gli operatori del comando hanno il compito di difendere le reti informatiche militari americane e, al tempo stesso, di penetrare nei sistemi digitali delle forze armate straniere per compromettere comunicazioni, difese aeree e altre capacità operative. Gran parte di queste attività si svolge all’interno di strutture ad altissima sicurezza e resta classificata.
Il costo psicologico di questo lavoro rappresenta da tempo una fonte di preoccupazione per i responsabili militari. Uno studio finanziato dall’esercito e richiamato da Bloomberg ha evidenziato che gli specialisti informatici soffrono spesso di insonnia, deficit di memoria, ruminazioni ossessive e patologie fisiche.
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Le criticità relative alla salute mentale degli hacker delle forze armate erano già emerse in sede congressuale. Una norma della legge sulla difesa del 2025 ha imposto al Cyber Command di mettere a disposizione esperti di salute mentale dedicati, compresi consulenti autorizzati a operare con personale che tratta materiali secretati.
I recenti decessi hanno riportato il tema all’attenzione del Congresso. Secondo Bloomberg, la Commissione per le Forze Armate del Senato sta valutando con il comando la possibilità di destinare risorse aggiuntive al supporto psicologico, mentre l’omologa commissione della Camera ha definito l’aumento dei suicidi una «questione critica».
Fonti di Bloomberg riferiscono che il carico di lavoro degli operatori è cresciuto in modo drastico a causa dei conflitti in corso all’estero, in particolare della guerra in Iran. I suicidi sono coincisi con una delle fasi più intense dello scontro.
È noto come il suicidio sia contagioso, tanto più che si può parlare di vere epidemie, che si propagano per imitazione o trasmissione sociale dei comportamenti suicidari (noto come effetto Werther o contagio suicidario).
L’effetto Werther è il fenomeno per cui la notizia del suicidio di una persona, diffusa dai media, provoca un aumento di suicidi emulativi nella popolazione.Il termine è stato coniato dal sociologo David Phillips nel 1974. Prende il nome dal romanzo di Giovanni Wolfgango Goethe del 1774, I dolori del giovane Werther, dopo la cui pubblicazione si registrò una catena di suicidi tra i giovani lettori che usavano lo stesso metodo del protagonista.
I giornalisti vengono quindi formati alla delicatezza totale nel parlare del tema del suicidio, perché un articolo pubblicato potrebbe di fatto far scattare a catena altri suicidi.
Tuttavia, la stampa sembra infischiarsene ampiamente, magari glorificando pure il suicida, in ispecie nel caso che questo scelga la morte eutanatica.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Droni
La «gamification» ucraina dell’uccisione di russi è «macabra»: parla il più alto militare britannico
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