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Sanità

Sanitari, sindacato diffida il Veneto

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Renovatio 21 pubblica questo comunicato stampa diramato la scorsa settimana dalla CUB (Confederazione Unitaria di Base) . 

 

 

La CUB – Confederazione Unitaria di Base – del Veneto ha diffidato in data odierna il dott. Luciano Flor – Direttore Generale dell’area Sanità e Sociale della Regione Veneto, a seguito della sua nota, diramata a tutte le direzioni sanitarie e socio sanitarie del Veneto il 25 maggio scorso, che introduce una serie di disposizioni volte a integrare la disciplina prevista dal DL 44 (ora dalla sua legge di conversione).

Il coinvolgimento di altri enti nella procedura di accertamento, in quanto mancante di una base giuridica che lo legittimi, implica una palese violazione della normativa sul trattamento dei dati personali relativi alla salute dei soggetti interessati

 

Lo scopo della circolare sarebbe quello di «sveltire» la procedura di accertamento dell’obbligo vaccinale per il personale sanitario.

 

Di fatto, vi si prevede una deviazione rispetto all’iter stabilito dalla legge, attraverso l’istituzione di un procedimento parallelo funzionale a sgravare le ASL quali unici soggetti (istituzionalmente preposti alla tutela della salute pubblica) titolari di detto accertamento, in base alla suddetta disciplina normativa. 

 

Tuttavia il coinvolgimento di altri enti nella procedura di accertamento, in quanto mancante di una base giuridica che lo legittimi, implica una palese violazione della normativa sul trattamento dei dati personali relativi alla salute dei soggetti interessati.

In sostanza, la nota della Regione altera arbitrariamente, e a detrimento dei destinatari dell’imposizione vaccinale, il procedimento amministrativo stabilito dalla legge a loro specifica tutela

 

Grave e del tutto illegittima appare inoltre la istituzione di una commissione – i criteri per la formazione della quale restano ignoti, in spregio di ogni garanzia di imparzialità – deputata a sindacare le certificazioni di esonero o differimento della vaccinazione provenienti dai Medici di medicina generale, i quali sono chiamati a pronunciarsi, secondo scienza e coscienza, sulla base di una conoscenza non occasionale del loro assistito. 

 

In sostanza, la nota della Regione altera arbitrariamente, e a detrimento dei destinatari dell’imposizione vaccinale, il procedimento amministrativo stabilito dalla legge a loro specifica tutela.

 

Detta legge infatti, in quanto istitutiva di un trattamento sanitario obbligatorio, non può che essere interpretata rigorosamente e restrittivamente, così come del resto è espresso nel parere del ministero della salute allegato alla nota medesima.

È evidente che siamo di fronte ad una interferenza di natura politica su un impianto normativo già di per sé grave per gli effetti che procura ai lavoratori della sanità e dei servizi socio sanitari, posti davanti al ricatto «o ti vaccini o ti tolgo il salario».

 

È evidente che siamo di fronte ad una interferenza di natura politica su un impianto normativo già di per sé grave per gli effetti che procura ai lavoratori della sanità e dei servizi socio sanitari, posti davanti al ricatto «o ti vaccini o ti tolgo il salario»

 

È altrettanto evidente che come sindacato non possiamo lasciare soli i lavoratori davanti a tale sopruso che rappresenta un inedito assoluto nella storia dell’ordinamento giuridico italiano e di certo non tollera inasprimenti ulteriori e privi di una forma adeguata, lesivi del fondamentale diritto degli interessati di interlocuzione con l’autorità competente, secondo la normativa in questione, a tutela della propria salute.

 

 

Dichiarazione di Maria Teresa Turetta segretaria regionale CUB – Veneto

 

 

 

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Sanità

Gli stupri dell’OMS in Congo distruggono «la fiducia nella comunità»

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

La fiducia sta emergendo come pilastro etico per la medicina. Non che sia stato trascurato in passato, ma è stato scosso così spesso negli ultimi tempi. La mancanza di fiducia è uno dei motivi principali dell’esitazione del vaccino nella pandemia di COVID-19.

 

Oggi un editoriale su Lancet lamenta accuse fondate di abusi sessuali da parte del personale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha lavorato nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) durante un’epidemia di Ebola tra agosto 2018 e giugno 2020.

 

«La fiducia che le persone ripongono nell’OMS nel fare il bene cosa sta venendo distrutta, e senza fiducia l’OMS non può compiere la sua missione».

«La fiducia che le persone ripongono nell’OMS nel fare il bene cosa sta venendo distrutta, e senza fiducia l’OMS non può compiere la sua missione».

 

Un rapporto indipendente sugli abusi è stato pubblicato il 28 settembre. Descriveva dozzine di «accuse spaventose», in particolare di sesso in cambio di lavoro.

 

«Queste accuse sollevano seri interrogativi sull’integrità, la fiducia e la governance dell’OMS. Il modo in cui risponde a questi risultati avrà sicuramente un impatto sul futuro dell’organizzazione», afferma Lancet.

 

(Meno male che l’OMS non ha ricevuto il Premio Nobel per la pace questa settimana – si diceva che fosse uno dei principali contendenti.)

 

«Le vaccinazioni sono state rifiutate e i centri di cura sono stati attaccati. Si sono verificati 450 atti di violenza o minacce contro gli operatori sanitari. 25 operatori sanitari sono stati assassinati e altri 27 sono stati rapiti»

L’editoriale di  Lancet ha affermato che ciò ha avuto un impatto diretto sull’assistenza sanitaria:

 

«Una lezione chiave della decima epidemia di Ebola nella RDC è stata che, indipendentemente dalle risorse tecniche disponibili, una risposta non può avere successo senza la fiducia della comunità. Le vaccinazioni sono state rifiutate e i centri di cura sono stati attaccati. Si sono verificati 450 atti di violenza o minacce contro gli operatori sanitari. 25 operatori sanitari sono stati assassinati e altri 27 sono stati rapiti. Abusi come quelli documentati nel rapporto distruggeranno la fiducia della comunità. Essendo il veicolo di abuso e sfruttamento sessuale, in una situazione in cui la sfiducia è già diffusa dopo secoli di sfruttamento coloniale, l’OMS mette a rischio i suoi dipendenti, la sua missione e il suo mandato».

 

Lancet ha suggerito che ci sarebbero meno abusi se le donne svolgessero un ruolo più attivo e prominente nell’OMS.

 

 

Michael Cook

Direttore di Bioedge

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

Immagine d’archivio di USAID in Africa via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons U.S. Government Works

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Sanità

Più di 4.600 medici e scienziati accusano i responsabili politici del COVID di «crimini contro l’umanità»

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

 

Un gruppo internazionale di medici e scienziati ha firmato venerdì una dichiarazione che accusa i responsabili politici del COVID-19 di «crimini contro l’umanità» per aver impedito l’uso di trattamenti salvavita sui loro pazienti.

 

A partire da lunedì mattina, la Dichiarazione dei medici ha raccolto più di 4.600 firme. I firmatari hanno accusato i politici di imporre una strategia di trattamento «taglia unica», con conseguente «malattia e morte inutili», piuttosto che «difendere i concetti fondamentali dell’individualizzato».

 

Secondo il Global COVID Summit , la dichiarazione è stata creata da medici e scienziati durante il Rome COVID Summit.

 

I firmatari sono professionisti, molti dei quali sono in prima linea nel trattamento dei pazienti COVID.

 

Il Global COVID Summit ha riportato:

 

«Sebbene i firmatari della dichiarazione siano diversi nelle loro specialità, filosofie di trattamento e opinioni mediche, si sono sollevati per prendere una posizione collettiva contro le misure autoritarie da parte di aziende, associazioni mediche, governi e rispettive agenzie. L’obiettivo della dichiarazione è rivendicare il loro ruolo di leadership nella conquista di questa pandemia».

 

La Dichiarazione afferma :

 

«La Dichiarazione è un grido di battaglia dei medici che combattono quotidianamente per il diritto di curare i propri pazienti e il diritto dei pazienti a ricevere tali trattamenti, senza timore di interferenze, ritorsioni o censure da parte del governo, delle farmacie, delle società farmaceutiche e della Big Tech»

«La Dichiarazione dei medici è stata letta per la prima volta al vertice COVID di Roma, catalizzando un’esplosione di sostegno attivo da parte di scienziati medici e medici di tutto il mondo. Questi professionisti non si aspettavano minacce alla carriera, attacchi alla reputazione, documenti e ricerche censurati, account social bloccati, risultati di ricerca manipolati, studi clinici e osservazioni dei pazienti vietati e la loro storia professionale e risultati alterati o omessi dai media accademici e tradizionali».

 

«Migliaia di persone sono morte a causa del COVID a causa del rifiuto di cure precoci salvavita. La Dichiarazione è un grido di battaglia dei medici che combattono quotidianamente per il diritto di curare i propri pazienti e il diritto dei pazienti a ricevere tali trattamenti, senza timore di interferenze, ritorsioni o censure da parte del governo, delle farmacie, delle società farmaceutiche e della Big Tech».

 

I firmatari hanno creato una piattaforma informativa sul COVID «solo per medici e scienziati» in modo che i cittadini possano prendere decisioni informate per le loro famiglie «senza interruzioni, manipolazione, politicizzazione o profitto da forze esterne al di fuori della relazione medico-paziente».

 

 

Il team di Children’s Health Defense

 

 

Leggi la Dichiarazione dei Medici qui.

 

Guarda il Dr. Robert Malone , architetto della tecnologia del vaccino mRNA mentre legge la Dichiarazione dei medici:

 

 

© 27 novembre 2021, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

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Sanità

1300 firme per la dottoressa sospesa perché contraria ai vaccini contaminati dall’aborto

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A Valli di Pasubio, in provincia di Vicenza, è partita una petizione per reintegrare nel servizio pubblico una dottoressa sospesa «poiché non in regola con le norme anti-COVID». Lo scrive il sito Alto Vicentino Online. Mentre questo articolo viene pubblicato, la petizione ha raggiunto le 1288 firme.

 

Il rifiuto del vaccino da parte della dottoressa sarebbe dovuto alla questione etica legata all’uso di feti abortiti per la produzione dei vaccini, nonché al fatto che di questi farmaci non si hanno idee riguardo agli effetti a lungo termine.

 

La dottoressa sarebbe l’unica, in 230 medici che lavorano presso la ULSS 7 Pedemontana, ad essere contraria al vaccino sperimentale.

 

«Non mi vaccino soprattutto per motivi etici e deontologici perché per fare questi vaccini si usano cellule embrionali di feti abortiti»

Il medico aveva cercato di spiegare le sue ragioni in un cartello appeso in ambulatorio che sarebbe stato «rimosso dall’azienda sanitaria locale», scrivono le cronache. Tuttavia il contenuto della comunicazione starebbe circolando liberamente sui social media, aumentando di molto il numero di sostenitori della dottoressa obiettrice ora sospesa dal suo lavoro.

 

«Non mi vaccino soprattutto per motivi etici e deontologici perché per fare questi vaccini si usano cellule embrionali di feti abortiti. E non mi vaccino inoltre per motivi sanitari, in quanto questi vaccini sperimentali, approvati in via emergenziale, non dimostrano sicurezza ed efficacia sufficiente».

 

Tutte parole ineccepibili, alla faccia di chi ritiene che siano bufale da bar.

 

«Non mi vaccino inoltre per motivi sanitari, in quanto questi vaccini sperimentali, approvati in via emergenziale, non dimostrano sicurezza ed efficacia sufficiente»

La dottoressa, inoltre, ci tiene a ricordare che per combattere il morbo non esiste solo il vaccino, ma vi sono protocolli di cure  ampiamente utilizzate con estremo successo sulla popolazione che rifiuta il distico ministeriale «tachipirina più vigile attesa»

 

«Infine desidero ribadire che esistono le cure contro il COVID-19, che ho adottato anche io con successo. La battaglia contro il COVID non deve essere affidata solo al metodo vaccinale».

 

La dottoressa fa parte quindi di una quantità non indifferente di medici che hanno salvato i propri pazienti dal COVID utilizzando farmaci conosciuti, ma che paiono coperti da tabù nel discorso nazionale e internazionale

 

Infine, un augurio spirituale: «pregate per me, come io continuerò a pregare per voi»

 

È riportato che nel profilo personale dei social la dottoressa ha infine dichiarato:

 

«Infine desidero ribadire che esistono le cure contro il COVID-19, che ho adottato anche io con successo. La battaglia contro il COVID non deve essere affidata solo al metodo vaccinale»

«Mi sento una sentinella della Luce nella notte profonda in cui il mondo è stato fatto precipitare. Ringrazio tutti della solidarietà espressa in vari modi, anche con questa petizione al Presidente del Veneto Luca Zaia che potete firmare cliccando qui di seguito»

 

Tutto vero: le sue parole sono una fiammata luminosa nelle tenebre in cui hanno caccio l’universo umano.

 

L’appello, postato sui social, è infatti indirizzato al presidente della Regione Veneto Luca Zaia e ai sindaci del territorio dell’Alto Vicentino.

 

Si tratta di un esempio di coraggio che va sostenuto in ogni modo.

 

 

 

Immagine di archivio

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