Geopolitica
Rabbino minaccia di morte Macron
La Francia ha avviato un’indagine penale sulle presunte minacce di morte al presidente Emmanuel Macron, rivolte da un rabbino critico nei confronti della sua posizione sulla costituzione dello Stato palestinese, ha riportato venerdì Le Parisien.
La procura di Parigi ha confermato l’apertura di un’indagine dopo la pubblicazione di un video che mostrava un rabbino francofono – che si ritiene viva in Israele – lanciare un furioso attacco verbale al leader francese.
Nel video, pubblicato la scorsa settimana su YouTube, un uomo identificato come il rabbino David Daniel Cohen avrebbe accusato Macron di riscrivere la storia pianificando il riconoscimento della Palestina, definendo l’iniziativa una «dichiarazione di guerra contro Dio» e un segno di «profondo» antisemitismo.
« Ce president français (Macron) il faut qu’il le sache, il a tout intérêt à se préparer son cercueil »
Dans une vidéo devenue virale, le rabbin français David Daniel Cohen menace explicitement de mort Emmanuel Macron et les Palestiniens. Et là ? Plus personne ! Bruno… pic.twitter.com/Q2oheXxCkg
— Shanna Messaoudi (@Shanna__Bylka) August 7, 2025
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«Questo presidente francese… Farebbe meglio a preparare la sua bara», avrebbe affermato Cohen nel video, che non sappiamo quanto ancora rimarrà online.
La massima autorità religiosa ebraica francese ha condannato le parole del rabbino definendole «abiette e intollerabili».
Macron ha annunciato il mese scorso che Parigi avrebbe riconosciuto formalmente la Palestina all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a settembre, descrivendolo come un «impegno storico per una pace giusta e duratura». La mossa della presidenza francese ha suscitato critiche da parte di Israele e Stati Uniti. Il premier britannico Keir Starmer ha affermato che anche il Regno Unito avrebbe riconosciuto uno Stato palestinese a meno che Israele non cambiasse rotta a Gaza.
Successivamente, altri quindici Paesi hanno rilasciato una dichiarazione congiunta, riaffermando il sostegno alla soluzione dei due Stati come unica via per porre fine alla guerra.
147 dei 193 Stati membri delle Nazioni Unite riconoscono ufficialmente la Palestina. La posizione di Mosca risale al 1988, quando l’Unione Sovietica riconobbe la dichiarazione di indipendenza palestinese. La Russia «ha sempre aderito alla soluzione dei due Stati» come unica via per risolvere la questione, secondo il Cremlino.
Secondo alcune analisi, dietro la svolta del Macron filopalestinese vi sarebbero gli interessi francesi in asse con l’Arabia Saudita.
Come riportato da Renovatio 21, un anno fa Macron aveva accusato il ministro per gli Affari della diaspora israeliana Amichai Chikli di «ingerenza elettorale» per aver espresso il suo sostegno al partito Rassemblement National (RN) di Marina Le Pen, attualmente guidato da Jordan Bardella. All’epoca Macron se ne lamentò contattando direttamente il premier israeliano Benjamino Netanyahu.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa Macron condannò il bombardamento israeliano dei bambini di Gaza, paragonando poi Hamas all’ISIS.
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Immagine di © European Union, 2025 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International; immagine tagliata.
Geopolitica
Trump minaccia il leader groenlandese: «vi sarà un grosso problema per lui»
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Geopolitica
Gli Stati Uniti avvertono gli americani di «lasciare l’Iran ora»
Il dipartimento di Stato statunitense ha diramato un’allerta di sicurezza urgente, ordinando a tutti i cittadini americani presenti in Iran di lasciare immediatamente il Paese, senza attendersi alcun supporto da parte di Washington.
La Repubblica Islamica è scossa da disordini su scala nazionale dalla fine di dicembre, con violenti scontri tra manifestanti e forze dell’ordine che hanno causato numerose vittime. Teheran ha reagito imponendo drastiche restrizioni, tra cui il blocco delle reti mobili e di internet, per contrastare quella che definisce una violenza orchestrata e alimentata da potenze straniere.
«Lasciate l’Iran ora», ha intimato lunedì l’Ambasciata Virtuale degli Stati Uniti a Teheran. L’avviso esorta i cittadini a valutare personalmente i rischi e a organizzare autonomamente la partenza, poiché «il governo degli Stati Uniti non può garantire la vostra sicurezza se decidete di lasciare il Paese».
«I cittadini statunitensi corrono un rischio significativo di essere interrogati, arrestati e detenuti in Iran», si legge nell’allerta, che sottolinea come il mero possesso di un passaporto americano possa rappresentare un motivo sufficiente per la detenzione. Viene inoltre raccomandato ai cittadini con doppia cittadinanza di uscire dall’Iran utilizzando esclusivamente il passaporto iraniano.
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L’avviso consiglia inoltre a chi non sia in grado di partire di «trovare un luogo sicuro all’interno della propria abitazione o di un altro edificio protetto» e di fare scorte di cibo, acqua, medicinali e altri beni di prima necessità.
Le tensioni tra Teheran, Washington e Gerusalemme restano altissime dall’estate del 2025, quando Stati Uniti e Israele hanno condotto attacchi congiunti contro siti nucleari iraniani chiave. Il presidente americano Donald Trump ha sostenuto che tali operazioni abbiano impedito lo sviluppo di un’arma nucleare, accusa che Teheran ha sempre respinto con forza.
La scorsa settimana Trump ha dichiarato che la sua amministrazione sta esaminando «alcune opzioni molto forti», includendo possibili attacchi aerei tra le «tante opzioni sul tavolo».
In risposta, funzionari iraniani hanno ribadito che, in caso di nuovo intervento statunitense, basi militari e personale americano e israeliano diventerebbero «obiettivi legittimi».
Teheran afferma inoltre di possedere prove dell’infiltrazione di agenti stranieri, tra cui presunti elementi del Mossad, operanti per seminare caos e fornire a Washington un pretesto per un’ulteriore escalation militare.
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Immagine diPawel Ryszawa via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported
Geopolitica
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