Geopolitica
Putin visita la Mongolia anche se potrebbe essere arrestato per la CPI
Il presidente russo Vladimir Putin non è preoccupato che la Mongolia possa arrestarlo con l’accusa di essere stato arrestato dalla Corte penale internazionale durante il suo prossimo viaggio, ha affermato il portavoce del Cremlino Demetrio Peskov.
Putin dovrebbe visitare la Mongolia lunedì per una commemorazione della seconda guerra mondiale. Ciò lo metterebbe teoricamente a rischio di arresto per mandato di cattura per «crimini di guerra» della CPI, poiché Ulaanbaatar riconosce la giurisdizione della corte.
«Abbiamo ottimi rapporti con i nostri amici della Mongolia», ha detto Peskov ai giornalisti venerdì. Tutte le questioni riguardanti la visita di Putin sono state «risolte separatamente», ha aggiunto, notando che Mosca “non ha preoccupazioni” sul mandato della CPI.
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Putin dovrebbe presenziare a una cerimonia commemorativa della battaglia di Khalkhin Gol del 1939. La vittoria sovietico-mongola sull’esercito imperiale giapponese assicurò il fianco orientale dell’URSS fino al 1945.
Il presidente russo ha ricevuto assicurazioni dal governo mongolo che non verrà arrestato, ha riferito venerdì Bloomberg, citando due fonti a conoscenza della questione.
A poche ore dalle dichiarazioni di Peskov, un portavoce della CPI ha dichiarato che la Mongolia deve arrestare il presidente russo Vladimir Putin perché è membro della Corte.
Tutti gli stati che hanno firmato lo Statuto di Roma «hanno l’obbligo di cooperare in conformità con il Capitolo IX», ha detto venerdì alla BBC il portavoce della CPI Fadi el-Abdallah. Lo Statuto di Roma è un trattato internazionale che ha istituito la corte, ratificato dalla Mongolia nel 2002.
«In caso di mancata cooperazione, i giudici della CPI possono emettere una sentenza in tal senso e informarne l’Assemblea degli Stati Parte. Spetta quindi all’Assemblea adottare qualsiasi misura ritenga appropriata», ha affermato el-Abdallah.
Lo Statuto di Roma prevede delle esenzioni quando l’arresto di qualcuno «violerebbe un obbligo contrattuale» con un altro Paese o violerebbe «l’immunità diplomatica di una persona o di una proprietà di uno Stato terzo».
Secondo il governo di Kiev, anche l’Ucraina ha presentato una richiesta ufficiale alla Mongolia affinché arresti Putin.
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La CPI ha emesso un mandato di arresto per Putin nel marzo 2023, accusando il presidente russo di «deportazione illegale di popolazione (bambini)» e «trasferimento illegale di popolazione (bambini) dalle aree occupate dell’Ucraina alla Federazione Russa».
Mosca ha respinto le affermazioni come ridicole, osservando che l’evacuazione di civili dalle zone di combattimento, dove sono stati presi di mira dall’artiglieria ucraina e dai droni, non è un crimine. Inoltre, né la Russia né l’Ucraina hanno firmato lo Statuto di Roma, quindi la CPI non ha giurisdizione in materia.
La Mongolia, tuttavia, ha ratificato il documento fondativo della CPI nel 2002. Sei mesi fa, uno dei suoi giudici è stato nominato membro della corte, in una prima storica per la nazione dell’Asia centrale.
Il Messico ha respinto la richiesta dell’Ucraina di arrestare il leader russo qualora dovesse recarsi nel Paese più avanti nel corso dell’anno per l’insediamento del nuovo presidente messicano.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
La dichiarazione di guerra di Trump all’Iran
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Geopolitica
Iniziata la guerra, Israele attacca Teheran. Trump: gli USA hanno iniziato le operazioni di combattimento in Iran
Le Forze di Difesa israeliane hanno condotto un «attacco preventivo» contro l’Iran per ragioni di sicurezza nazionale, ha annunciato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, mettendo in guardia la popolazione riguardo a un atteso contrattacco di rappresaglia.
In una dichiarazione riportata da vari media locali nella mattinata di sabato, Katz ha precisato che l’operazione era finalizzata a «rimuovere le minacce contro lo Stato di Israele», aggiungendo che le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale in previsione di imminenti attacchi missilistici e con droni contro la popolazione civile.
Un alto funzionario della Difesa dello Stato Giudaico ha riferito all’israeliano Canale 13 che «si tratta di un attacco congiunto israeliano-americano» pianificato congiuntamente «da mesi». Un funzionario statunitense anonimo ha successivamente confermato al Wall Street Journal la partecipazione attiva delle forze armate americane all’operazione.
Le immagini da Teheran hanno mostrato due imponenti colonne di fumo che si levavano sopra gli edifici della capitale iraniana. Secondo il canale israeliano Channel 12, gli attacchi hanno colpito «decine di obiettivi del regime», mentre fonti non confermate hanno indicato che uno degli attacchi avrebbe preso di mira una struttura presidenziale iraniana.
En estos momentos, EEUU e “Israel” bombardean el centro de Teherán, agreden a Irán otra vez sin ninguna provocación previa, creando otra guerra más en la región.
Recuérdalo, cuando los medios los victimicen cuando Irán responda, fue “Israel”/EEUU quién bombardeó primero a Irán. pic.twitter.com/Nk3CuFgr5c
— Daniel Mayakovski (@DaniMayakovski) February 28, 2026
🔴 #URGENTE | Explosiones masivas en Teherán, Irán. Israel está atacando objetivos en la capital iraní. pic.twitter.com/iRCaBzgIPC
— Mundo en Conflicto 🌎 (@MundoEConflicto) February 28, 2026
🇮🇷🇺🇸🇮🇱 | URGENTE: Mientras Irán implementa un NOTAM indefinido que cierra la totalidad de su espacio aéreo, se han avistado MiG-29 de la IRIAF sobre Teherán, la capital de Irán. pic.twitter.com/vz86y2xAHU
— Alerta News 24 (@AlertaNews24) February 28, 2026
🔴 #URGENTE | Explosiones y columnas de humo en Teherán, Irán. Israel está lanzando una serie de ataques preventivos, según el gobierno. pic.twitter.com/2uToZ9JYNh
— Mundo en Conflicto 🌎 (@MundoEConflicto) February 28, 2026
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Il ministero dei Trasporti israeliano ha comunicato la chiusura totale dello spazio aereo nazionale ai voli civili, precisando che «la sicurezza dei passeggeri è la massima priorità».
Gli attacchi sono avvenuti a meno di 48 ore dal fallimento dell’ultimo round di negoziati tra Iran e Stati Uniti sul programma nucleare di Teheran, che non ha prodotto alcun progresso significativo.
Gli Stati Uniti avevano richiesto all’Iran lo smantellamento della propria infrastruttura nucleare, l’imposizione di limiti al programma di missili balistici e la fine del sostegno ai propri alleati nella regione.
L’Iran ha ribadito di essere disposto a discutere esclusivamente questioni nucleari e ha chiesto la revoca delle sanzioni internazionali. Teheran continua a sostenere di non avere intenzione di dotarsi di armi nucleari.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragchi ha definito «un progresso» quanto emerso nei colloqui, ma ha aggiunto che gli Stati Uniti devono rinunciare alle loro «richieste eccessive». Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di «non essere contento del fatto che loro [l’Iran] non siano disposti a darci ciò che dobbiamo avere».
Gli attacchi rappresentano la seconda grande offensiva militare israeliana contro l’Iran in meno di un anno. Nel corso della guerra durata 12 giorni nel giugno 2025, Israele aveva bombardato a sorpresa installazioni militari e nucleari iraniane, eliminando importanti comandanti militari, funzionari e scienziati nucleari.
In seguito, gli Stati Uniti erano intervenuti nel conflitto, colpendo con l’operazione «Martello di Mezzanotte» tre principali siti nucleari iraniani, tra cui l’impianto di arricchimento sotterraneo di Fordow. All’epoca Washington aveva affermato che il programma nucleare della Repubblica Islamica era stato «completamente vanificato», sebbene i funzionari di Teheran avessero contestato tale valutazione.
Negli ultimi minuti la Casa Bianca con un videodiscorso in cui Trump ha dichiarato l’inizio delle operazioni di combattimento contro l’Iran.
President Donald J. Trump on the United States military combat operations in Iran: pic.twitter.com/LimJmpLkgZ
— The White House (@WhiteHouse) February 28, 2026
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Il discorso di Trump, davvero duro, parla di una vera e propria decapitazione dello Stato iraniano, accusandolo di essere sponsor del terrorismo internazionale e di aver cantato per decenni «Morte all’America».
Trump ha inoltre ricordato che il primo atto del governo rivoluzionario installatosi nel 1979 fu tenere prigionieri all’ambasciata cittadini americani per più di 400 giorni.
Il video messaggio, dal tono intensamente serio nonostante il cappello da baseball bianco, fa pensare che sia sul piatto una campagna militare in grande stile, con rovesciamento degli ayatollah come fine ultimo.
A meno che non si tratti di un ulteriore stratagemma trumpiano per ottenere degli accordi favorevoli, che in questo caso, tuttavia, costerebbero al governo sciita concessioni ampie se non la capitolazione.
Le conseguenze di una guerra nella regione, è stato detto, potrebbero avere ramificazioni globali terrificanti: la chiusura dello stretto di Ormuzzo porterebbe alle stelle il prezzo del petrolio, e di lì la crisi economica mondiale sarebbe inevitabile e massimamente devastante.
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Geopolitica
Esplosioni scuotono Kabullo mentre Pakistan e Afghanistan tornano ad attaccarsi
🚨Operation Ghazab Lil Haq / Update#Kabul, #Afghanistan 3 AM, 27th February 2026#آپریشن_غضب_للحق #OperationGhazabLilHaqq pic.twitter.com/TZmxccaJLn
— PTV News (@PTVNewsOfficial) February 26, 2026
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Video: Afghan forces capture and set fire to a post of Pakistan’s military regime across the Durand Line in Khost.#TOLOnews_English pic.twitter.com/8zFRTJfJJ8
— TOLOnews English (@TOLONewsEnglish) February 26, 2026
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خوست کې هم د پاکستاني رژیم څلور پوستې نیول شوې دي
د خوست په علیشرو او ځاځي میدان ولسوالیو کې هم د پاکستاني رژیم څلور پوستې نیول شوي د خوست ولایت ویاند، مستغفر ګربز ویلي، په علیشیرو او ځاځي میدان ولسوالیو کې د روانو عملیاتو کې د افغان ځواکونو له لوري تر دې دمه څلور پوستې نیول… pic.twitter.com/ooHShfz9Gs — TOLOnews (@TOLOnews) February 26, 2026
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