Militaria
Putin spiega perché è stato ordinato il primo utilizzo dell’Oreshnik
Lo sviluppo riuscito del missile ipersonico a medio raggio Oreshnik rappresenta un traguardo storico sia per la Russia che per l’industria spaziale nel suo complesso, ha affermato il presidente Vladimir Putin, aggiungendo di averne ordinato personalmente l’impiego in condizioni reali.
In un’intervista rilasciata domenica al giornalista Pavel Zarubin, il presidente russo Vladimir Putin ha descritto il primo utilizzo del missile Oreshnik («nocciolo», in russo) contro un impianto militare industriale ucraino come «non il momento clou dell’anno», ma piuttosto «una pietra miliare storica per l’industria missilistica e spaziale».
«Non è mai successo niente del genere prima. È il primo caso del genere quando si tratta di questo tipo di arma», ha sottolineato.
Il presidente ha ammesso di avere una comprensione abbastanza approfondita del processo di sviluppo. «C’erano opinioni diverse su l missile nel ministero della Difesa. Alla fine, ho sostenuto coloro che credevano che [l’Oreshnik] dovesse essere prodotto e ho dato un ordine diretto di farlo, e di allocare le risorse necessarie. Ero anche d’accordo con coloro che insistevano sul fatto che dovesse essere testato in condizioni di combattimento».
Mosca ha utilizzato il missile Oreshnik, precedentemente tenuto segreto, per colpire un impianto di armi ucraino a Dnepropetrovsk (noto come Dnipro in Ucraina) il mese scorso, con l’attacco che ha causato una tempesta di fuoco sia nei media occidentali che in quelli nazionali. L’attacco è avvenuto in risposta agli attacchi ucraini in profondità nella Russia con armi a lungo raggio di fabbricazione straniera, qualcosa contro cui Mosca aveva ripetutamente messo in guardia.
Secondo i funzionari russi, il missile è progettato per volare a velocità fino a Mach 10 (circa 12.200 km all’ora), che è circa dieci volte la velocità del suono. Putin ha affermato che il missile Oreshnik è quasi impossibile da intercettare, persino dai moderni sistemi di difesa aerea di fabbricazione occidentale.
All’inizio di questa settimana, durante la sua conferenza di fine anno Putin aveva respinto le speculazioni secondo cui il missile potrebbe essere facilmente abbattuto, sfidando i leader occidentali a un «duello tecnologico» per il 21° secolo e sfidandoli a schierare i loro sistemi di difesa aerea a Kiev per respingere un’ondata di attacchi Oreshnik.
Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa lo stesso Putin aveva dichiarato che l’introduzione del sistema missilistico Oreshnik in Russia riduce al minimo la necessità di ricorrere alle armi nucleari.
La dottrina nucleare aggiornata afferma che un attacco contro un Paese da parte di una nazione straniera che non possiede armi di distruzione di massa, ma è sostenuta da una potenza nucleare, dovrebbe essere considerato un attacco congiunto da entrambe le parti.
La scorsa settimana, dopo aver firmato un trattato di sicurezza con il suo omologo bielorusso Alexander Lukashenko, il presidente russo ha affermato che i sistemi Oreshnik potrebbero essere installati in Bielorussia già nella seconda metà del prossimo anno, a seconda di quanto tempo ci vorrà prima che entrino in servizio regolare con le forze strategiche russe. Il vice capo di Stato maggiore bielorusso Sergej Lagodjuk ha dichiarato in seguito che la decisione di schierare gli Oreshnik in Bielorussia era una risposta diretta ai piani degli Stati Uniti di posizionare missili a medio raggio in Germania.
Il missile Oreshnik (in russo «nocciola»), è stato testato in combattimento il mese scorso contro il complesso militare-industriale ucraino Yuzhmash a Dnepropetrovsk. Sia Putin che il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov – che lo ha appena ripetuto in una lunga, densa intervista con Tucker Carlson – hanno affermato che il test era un messaggio all’Occidente per fermare l’escalation del conflitto in Ucraina.
Il presidente aveva ricordato che l’Oreshnik «non ha analoghi al mondo» e che se l’arma viene utilizzata in un attacco di gruppo, la sua potenza è simile a quella di un’arma nucleare, ma senza le conseguenze delle radiazioni.
Come riportato da Renovatio 21, la scorsa settimana, il Pentagono ha segnalato l’ultimo test riuscito di un sistema d’arma a medio raggio denominato Dark Eagle, che include un razzo booster mobile a terra sormontato da un veicolo planante ipersonico.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0), immagine tagliata.
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Militare USA muore cadendo da grande altezza in una dimostrazione durante una partita di football
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— SULTAN’S THE OTTOMAN.💛💙 (@Fener34King) October 18, 2026
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Cina
I cinesi svelano il progetto di un carro armato in grado di rimanere immerso per due ore
La Cina sta sviluppando un prototipo di veicolo militare che potrebbe permettere a un carro armato di restare immerso fino a due ore, offrendo potenzialmente alle sue forze armate un nuovo strumento per avvicinarsi alle coste nemiche durante le operazioni anfibie. Lo riporta il giornale di Hong Kong South China Morning Post.
Il sistema in progetto consentirebbe a un mezzo blindato di spostarsi a profondità fino a 50 metri prima di riemergere e proseguire la missione sulla terraferma. L’obiettivo è garantire alle forze militari maggiore flessibilità negli assalti costieri, riducendo al contempo la dipendenza dai tradizionali mezzi da sbarco.
Il South China Morning Post riferisce che il progetto, elaborato dai ricercatori del Primo Gruppo Meccanico della Mongolia Interna e dell’Istituto di Tecnologia di Pechino, rientra in un più ampio sforzo volto a realizzare veicoli militari in grado di adattarsi rapidamente alle diverse condizioni del campo di battaglia.
Invece di progettare mezzi distinti per ogni ambiente, i ricercatori stanno sperimentando moduli intercambiabili che potrebbero consentire a un’unica piattaforma di assolvere più funzioni. I veicoli proposti integrerebbero inoltre droni per aiutare a rimuovere gli ostacoli e potenzialmente accelerare gli sbarchi anfibi.
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Sulla terraferma la piattaforma ibrida dovrebbe avere un’autonomia di circa 600 km e raggiungere velocità superiori a70 km/h. I ricercatori mirano inoltre a un tempo di reazione di nove secondi tra l’individuazione di una minaccia e l’inizio di un attacco.
I test iniziali hanno dato risultati promettenti per i componenti modulari del veicolo, ma le capacità subacquee non sono ancora state dimostrate. I ricercatori non hanno rivelato la velocità che il mezzo potrebbe raggiungere sott’acqua né la distanza che potrebbe percorrere una volta immerso.
Il concetto si inserisce nella pianificazione tecnologica militare a lungo termine della Cina per il periodo 2030-2050, nell’ambito del quale i ricercatori studiano come i veicoli blindati potrebbero operare in diversi scenari di combattimento.
Come riportato, la Cina sta preseguendo nella ricerca di armi laser, armi robotiche, armi spaziali e armi biologiche.
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Immagine generata artificialmente
Militaria
Trump: missili forniti all’Ucraina venduti sul «libero mercato»
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