Nucleare
Putin mette in guardia l’Ucraina sulle armi nucleari
Mosca non permetterà mai a Kiev di acquisire armi nucleari e qualsiasi tentativo in tal senso incontrerebbe la reazione appropriata, ha affermato il presidente russo Vladimiro Putin.
Il presidente ucraino Volodymyro Zelens’kyj aveva affermato che Kiev avrà bisogno di armi atomiche o dell’adesione alla NATO per garantire la propria sicurezza. Ha respinto uno scoop del giornale tedesco Bild secondo cui Kiev sarebbe pronta a produrre una bomba atomica con breve preavviso, affermando che le discussioni sul nucleare avevano solo lo scopo di sottintendere che non ci fosse alternativa al blocco militare guidato dagli Stati Uniti.
«Questa è un’altra provocazione», ha detto Putin venerdì in una conferenza stampa per i media dei paesi BRICS a Mosca. «Questa è una provocazione pericolosa perché, ovviamente, ogni passo in questa direzione incontrerà una reazione appropriata».
La leadership politica ucraina ha ripetutamente espresso il desiderio di dotarsi di armi nucleari, «anche prima che la crisi diventasse acuta», ha osservato il presidente russo.
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Posso dire questo: la Russia non permetterà una cosa del genere in nessuna circostanza.
Costruire armi nucleari al giorno d’oggi «non è così difficile», ha sostenuto Putin. Purtuttavia, ha aggiunto, che non «sa se l’Ucraina è in grado di raggiungere questo obiettivo» e che acquisire un arsenale nucleare «non sarebbe così semplice per l’Ucraina nel suo stato attuale».
Alla domanda se un altro Paese, come la Gran Bretagna, potrebbe fornire segretamente armi atomiche all’Ucraina, Putin ha detto che sarebbe «impossibile nasconderlo» e che Mosca è «in grado di rintracciare qualsiasi movimento in questa direzione».
Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso, Putin ha annunciato una serie di modifiche alla dottrina nucleare russa, ampliando i criteri per l’uso del deterrente strategico. La mossa è avvenuta mentre Kiev chiedeva ai Paesi della NATO di eliminare le restrizioni sull’uso di armi a lungo raggio fornite dall’estero per attacchi in profondità all’interno della Russia. La dottrina modificata ha anche esteso l’ombrello nucleare della Russia alla Bielorussia.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0); Immagine tagliata
Cina
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Militaria
Mosca adotterà tutte le misure necessarie contro le testate nucleari in Lituania. Truppe estoni muovono verso il confine
Interrogato sulle recenti mosse della Lituania per autorizzare il dispiegamento di armi nucleari statunitensi sul proprio territorio, al confine con la Russia, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha avvertito oggi che le azioni lituane «non possono essere percepite se non come un passo verso un’escalation delle tensioni, così come non può esserlo il dispiegamento di armi nucleari in un paese confinante. Lo riporta l’agenzia stampa governativa russa TASS.
«Nessuno di questi sviluppi contribuirà alla stabilità e alla prevedibilità nel continente europeo. Al contrario, con nostro rammarico, segneranno un’ulteriore e significativa escalation delle tensioni. Quanto alla Russia, naturalmente, Mosca sarà costretta ad adottare tutte le misure necessarie per garantire la propria sicurezza» ha detto il portavoce. Le parole di Peskov fanno eco a quelle già rilasciate dal presidente Putin e da altri alti funzionari russi in risposta a una serie di provocazioni contro il Paese, tra cui quella su Kaliningrad.
Nell’ambito della spinta occidentale a posizionare missili nucleari lungo tutto il confine occidentale della Russia, la Lituania sta modificando la propria Costituzione per assecondare questa provocazione. Ieri il Seimas, il Parlamento lituano, ha superato a larga maggioranza la seconda delle tre votazioni necessarie per abolire la disposizione costituzionale (articolo 137) che vieta il dispiegamento di armi nucleari e di basi militari straniere sul territorio nazionale.
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Il voto è stato di 106 a 18, al primo turno il risultato era stato di 99 a 13. Per entrare in vigore, la legge dovrà essere approvata definitivamente dal Seimas il 12 gennaio 2027 con almeno 94 voti favorevoli. Il presidente del parlamento, Juozas Olekas, ha dichiarato: «L’abolizione del divieto di dispiegamento di armi nucleari elimina le restrizioni legali in materia di sicurezza che differivano da quelle in vigore in altri paesi dell’UE e della NATO».
Il governo spinge inoltre per la creazione di una base militare statunitense. Oggi il primo ministro lituano Mindaugas Sinkevičius ha aggiunto che pagherà Washington per la costruzione di una base militare nel Paese. Su Facebook ha pubblicato l’idea proposta a Washington: «Questa è una garanzia di deterrenza e sicurezza di fondamentale importanza. I nostri partner devono solo prendere la decisione politica di stazionare permanentemente le truppe, e la Lituania è pronta a coprire i costi».
Movimenti inquietanti si stanno registrando anche in un ulteriore Paese baltico. Come riportato da Renovatio 21, l’Estonia si sta aggiungendo al tentativo di accerchiamento strategico della Russia.
«L’Estonia sposta le truppe più vicino alla Russia in un’offensiva di “difesa attiva”», ha riportato il Financial Times il 5 ottobre, aggiungendo che «lo Stato baltico si prepara a condurre attacchi in profondità nel territorio del suo vicino in caso di attacco». «Difesa attiva» significa «spostare le unità di combattimento principali da Tapa, nel Nord dell’Estonia, a Johvi, a 50 chilometri dal confine con la regione di Leningrado», ha spiegato il quotidiano russo in lingua inglese Moscow Times, noto per le posizioni anti-Cremlino. «Il Paese sta anche acquisendo droni e missili balistici in grado di colpire fino a 300 chilometri all’interno del territorio russo».
Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha minimizzato la questione nel briefing quotidiano con la stampa. «Non ci dovrebbero essere dubbi sul fatto che il nostro Ministero della Difesa e gli altri servizi competenti possiedano le informazioni necessarie per monitorare e valutare adeguatamente la situazione lungo i nostri confini».
Tutto ciò va ben oltre al Baltico e si inserisce però in un’offensiva su vasta scala dell’UE volta ad accerchiare la Russia a Ovest, dispiegando capacità di attacco, comprese armi nucleari della NATO, dalla Finlandia a Nord fino alla Polonia e alla Romania a Sud.
Questa strategia provocatoria include anche l’ipotesi di strangolare e persino di conquistare l’exclave russa di Kaliningrad, il che ha suscitato i più gravi avvertimenti da parte dei vertici della Federazione Russa, che pure di difendere la città hanno fatto capire di essere pronti alla guerra atomica.
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Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
Cina
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