Connettiti con Renovato 21

Spirito

Papa Leone XIV sta lavorando alla sua prima enciclica

Pubblicato

il

In una recente intervista rilasciata il 6 luglio 2025 a Il Messaggero, padre Alejandro Moral, superiore degli Agostiniani, ha rivelato che papa Leone XIV sta lavorando alla stesura della sua prima enciclica, in particolare durante il suo doppio soggiorno estivo a Villa Barberini, nella residenza pontificia di Castel Gandolfo. Questo primo importante atto del magistero del Romano Pontefice sarà oggetto di attenta analisi.

 

Pace? Dottrina sociale? Unità? In una penisola italiana stordita dal caldo torrido dell’estate, i vaticanisti sono quasi gli unici a rischiare, soprattutto da quando la stampa ha rivelato che papa Leone XIV stava approfittando del suo soggiorno a Castel Gandolfo – un soggiorno diviso in due periodi, uno a luglio, l’altro più breve a partire dal 15 agosto – per scrivere la sua prima enciclica.

 

Il Santo Padre si ispirerà al suo nome, che evoca Leone XIII e il suo impegno per le questioni sociali, o seguirà l’impulso spirituale espresso nelle sue prime parole da pontefice, quando affermò con forza la necessità di «farsi da parte per far posto a Cristo”»? In altre parole, questa enciclica avrà un’essenza sociale o spirituale? La domanda merita di essere posta, perché la risposta dipende in realtà da come egli intende stabilire le priorità.

 

I primi due mesi del pontificato di Leone XIV hanno dimostrato che, agli occhi dell’attuale Romano Pontefice, alcuni processi avviati dal suo predecessore, papa Francesco, appaiono irreversibili. Da questa prospettiva, possono essere reindirizzati – corretti, direbbero i più ottimisti – ma non cancellati con un tratto di penna. Appare chiaro che il «metodo Prevost» differisce dal «metodo Bergoglio», ma in che misura?

 

Tra i pilastri del precedente pontificato c’era l’enfasi posta sulle questioni ambientali. Certamente, la Chiesa non aveva aspettato che lui evocasse la bellezza e l’ordine del Creato, e papa Benedetto XVI, soprannominato dai media «il papa verde», aveva gettato alcune basi in questo ambito. Ma questo faceva parte di un insieme più ampio che lui chiamava ecologia integrale.

Sostieni Renovatio 21

Del resto, come nota il vaticanista Andrea Gagliarducci, se l’enciclica Laudato Si’ e l’esortazione apostolica Laudate Deum avevano l’ambizione esplicita di integrare un quadro di dottrina sociale, i loro passaggi più ripetuti e più discutibili sono stati proprio quelli che si allineavano alle posizioni dominanti e ai dati scientifici di organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite.

 

Questo affidamento su dati contingenti non era il nocciolo del problema. Il piano generale della teologia di Francesco era incentrato sulla fratellanza universale, e l’ecologia era uno dei mezzi, ma non l’unico, per raggiungere il suo obiettivo: l’unione di tutto il genere umano secondo la dottrina del Vaticano II. L’altro mezzo era la sinodalità, che prepara la Chiesa a essere il «sacramento» di questa unione, secondo il Concilio.

 

È vero che i dodici anni del precedente pontificato hanno dato vita a un movimento ecologista all’interno delle diocesi che, troppo spesso, sembra abbracciare un «ambientalismo» slegato dal ruolo del Creatore e dal valore della legge naturale. Questo movimento, ad esempio, è esemplificato da un nuovo formulario della Messa intitolato «Per la salvaguardia del creato», ereditato da papa Leone XIV.

 

Quest’ultimo ha celebrato questa Messa il 9 luglio, ma in forma privata, presso il Borgo Laudato Si’, a Castel Gandolfo. Nell’omelia, il nuovo papa ha adottato un approccio più in linea con la sua visione: «Dio ci ha dato il creato come dono da custodire, non come preda da sfruttare. Contemplando la bellezza della terra, comprendiamo che Dio l’ha creata non per necessità, ma per amore. Ogni creatura porta in sé un riflesso della sua gloria».

 

Per il momento, è difficile dire altro se non che la continuità sembra essere la preoccupazione di papa Leone XIV, senza voler ripristinare un vecchio ordine, né insinuare che il regno del suo predecessore avrebbe segnato una frattura nella Chiesa. Per alcuni, la quadratura del cerchio, per altri un tentativo di riparare le molte ferite che la lacerano…

 

In ogni caso, il modo in cui Leone XIV costruisce la sua prima enciclica dovrebbe gettare un po’ più di luce sull’orizzonte di un pontificato che finora si è mosso a passi molto silenziosi. Ciò non dispiacerà a chi ha familiarità con i corridoi del Palazzo Apostolico, dove la vita scorre in un mormorio di quotidianità.

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.News

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia 

 

Continua a leggere

Spirito

Papa Leone XIV elogia la «comunione tra cristiani e musulmani» durante la sua visita in Algeria

Pubblicato

il

Da

Papa Leone XIV ha elogiato la «comunione tra cristiani e musulmani» in un messaggio pubblicato su X durante la sua visita apostolica in Algeria.   Il 13 aprile, Papa Leone XIV ha pubblicato un messaggio sulla piattaforma social mentre si trovava ad Algeri, in Algeria, dove era giunto lo stesso giorno per la prima visita papale nella storia del Paese, invocando la «comunione tra cristiani e musulmani» sotto il patrocinio della Vergine Maria e presentandola come un segno di unità in un mondo segnato da divisioni e conflitti.   «La comunione tra cristiani e musulmani si concretizza sotto il manto di Nostra Signora d’Africa», scrisse Leone. «Qui, in Algeria, l’amore materno di Lalla Meryem riunisce tutti come bambini, nella nostra ricca diversità, nella comune aspirazione alla dignità, all’amore, alla giustizia e alla pace. In un mondo in cui divisioni e guerre seminano dolore e morte, vivere in unità e pace è un segno inequivocabile».  

Iscriviti al canale Telegram

Nel suo messaggio, il Papa si è riferito alla Vergine Maria utilizzando sia il titolo cristiano «Nostra Signora d’Africa» sia quello islamico-berbero Lalla Meryem («Signora Maria»), sottolineando così una presunta compatibilità tra le due religioni.   In precedenza, quello stesso giorno, papa Leone XIV aveva visitato la Grande Moschea di Algeri, considerata la terza moschea più grande del mondo dopo quelle della Mecca e di Medina. Secondo fonti vaticane, il Papa si è tolto le scarpe come da protocollo ed è rimasto all’interno per diversi minuti, dedicando del tempo alla «riflessione silenziosa» nei pressi del mihrab, elemento architettonico che indica la direzione della Mecca.   Il romano pontefice ha inoltre incontrato privatamente il rettore della moschea, al quale ha espresso gratitudine per essere presente in quello che ha descritto come «un luogo che rappresenta lo spazio proprio di Dio».   Il linguaggio utilizzato nel messaggio del papa sui social media, in particolare il riferimento alla «comunione» tra cristiani e musulmani, introduce un termine che ha un significato teologico ben definito all’interno della dottrina cattolica. Nella teologia cattolica, «comunione» indica solitamente la partecipazione alla stessa fede, agli stessi sacramenti e all’unità ecclesiale. Secondo il Vangelo, non è possibile alcuna comunione con coloro che negano Gesù Cristo come Dio, Signore e Salvatore: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo mio.e» (Gv 14,6).   Il quadro generale delle relazioni cattolico-musulmane negli ultimi anni è stato in parte plasmato dal «Documento sulla fraternità umana per la pace mondiale e la convivenza pacifica» del 2019, comunemente noto come documento di Abu Dhabi, firmato da papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar. Tale documento – che ha suscitato un enorme scandalo tra i fedeli – afferma che «il pluralismo e la diversità delle religioni (…) sono voluti da Dio nella Sua saggezza, mediante la quale ha creato gli esseri umani. Questa divina saggezza è la fonte da cui derivano il diritto alla libertà di credo e la libertà di essere diversi».

Aiuta Renovatio 21

Come riportato da Renovatio 21, la dichiarazione di Abu Dhabi piacque moltissimo alla massoneria, che si complimentò con il gesuita argentino.   Mentre il papa si trovava ad Algeri il 13 aprile, due attentatori jihadisti hanno tentato di compiere un attacco suicida coordinato nella città di Blida, situata a circa 45 chilometri a sud-ovest della capitale algerina. Secondo quanto riportato dalle forze di sicurezza, i due uomini sono stati intercettati dalle forze algerine mentre si dirigevano verso obiettivi civili e di polizia in zone popolate. Gli agenti hanno aperto il fuoco prima che gli attentatori potessero raggiungere i loro obiettivi. Gli ordigni esplosivi indossati dagli aggressori sono comunque detonati, causandone la morte.   L’incidente ha riacceso le preoccupazioni riguardo al terrorismo islamista nel Paese, dove non si registrano attacchi confermati dal 2017.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine screenshot da YouTube
Continua a leggere

Spirito

Papa Leone XIV definisce la moschea di Algeri «spazio proprio di Dio» e prega in silenzio con l’imam

Pubblicato

il

Da

Papa Leone XIV ha visitato la terza moschea più grande del mondo ad Algeri, in Algeria, e si è fermato in preghiera silenziosa con l’imam. Durante il suo ultimo viaggio a Istanbul, non aveva pregato nella Moschea Blu.

 

Il 13 aprile, Papa Leone ha iniziato il suo viaggio apostolico in Africa, con la prima tappa in Algeria – la prima visita papale nella storia del Paese. Durante la sosta alla Moschea di Algeri, il Papa si è tolto le scarpe come previsto dal protocollo e si è fermato in preghiera silenziosa insieme all’Imam Mohamed Mamoun al Qasimi, mostrando un cambiamento di atteggiamento rispetto a quanto fatto nella Moschea Blu di Istanbul durante un precedente viaggio apostolico.

 

Il recente viaggio di Papa Leone è iniziato con una visita al luogo di culto islamico, che si classifica come la terza moschea più grande al mondo, dopo quelle della Mecca e di Medina in Arabia Saudita.

 

Secondo Vatican News, il Papa, dopo essersi tolto le scarpe per entrare, come previsto dal protocollo, è rimasto all’interno per poco meno di dieci minuti, alcuni dei quali trascorsi in «silenziosa riflessione» accanto all’imam e davanti al mihrab, la nicchia scavata nella parete che indica la direzione della Mecca. È verso questa direzione che i musulmani si orientano durante la preghiera. Secondo la tradizione islamica, il mihrab simboleggia la presenza di Dio e la centralità della preghiera.

 

Iscriviti al canale Telegram

 

Ad accompagnare il Papa c’erano due cardinali: George Jacob Koovakad, prefetto del Dicastero per il Dialogo Interreligioso, e Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri.

 

Come riportato dalla stessa fonte vaticana, il Papa si è poi ritirato per un momento di dialogo privato con il rettore della moschea, durante il quale ha espresso «gratitudine per trovarsi in un luogo che rappresenta lo spazio proprio di Dio».

 

Sebbene il Papa, l’imam, i cameraman e gli altri operatori più vicini a lui si fossero tolti le scarpe, altre persone più lontane dalle telecamere erano visibilmente all’interno della moschea con le scarpe ai piedi, il che fa apparire la visita più come una messa in scena mediatica che come un sincero gesto di devozione religiosa.

 

Nel novembre 2025, durante il suo primo viaggio apostolico in Turchia, Papa Leone XIV visitò la Moschea Blu di Istanbul. Secondo diverse fonti, si tolse le scarpe come previsto dal protocollo, visitò la moschea in silenzio e con rispetto, ma declinò l’invito dell’imam a unirsi alla preghiera.

 

Il Vaticano aveva inizialmente annunciato un «breve momento di preghiera silenziosa» durante la visita a Istanbul, ma in seguito ha chiarito che il Pontefice aveva scelto di vivere la visita come un momento di ascolto e apprendimento, piuttosto che di preghiera formale. Successivamente, Leone XIV ha spiegato di preferire pregare in una chiesa cattolica, davanti al Santissimo Sacramento, e che il suo gesto non doveva essere interpretato come un segno di mancanza di rispetto verso l’Islam.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine screenshot da YouTube

Continua a leggere

Spirito

La guerra in Iran divide la Chiesa e l’amministrazione USA

Pubblicato

il

Da

Mentre il coinvolgimento militare degli Stati Uniti in Iran rimane inalterato, si è aperto un fronte inaspettato all’interno della stessa istituzione cattolica americana. Tra critiche teologiche e virulenti attacchi personali, il conflitto iraniano sta polarizzando la Chiesa e lo Stato come raramente si era visto nella storia moderna americana.  

La dottrina della «guerra giusta» messa in discussione

Il segnale più forte è arrivato da mons. Timothy Broglio, arcivescovo militare e figura di spicco della gerarchia cattolica americana. In un’intervista alla CBS del 5 aprile 2026, il prelato ha espresso un giudizio inequivocabile: l’offensiva contro l’Iran non soddisfa i criteri morali di una «guerra giusta».   Secondo mons. Broglio, l’argomentazione centrale della Casa Bianca – la minaccia nucleare iraniana – rimane ipotetica e non può giustificare l’uso della forza armata secondo la dottrina cattolica. Questa posizione è tanto più significativa in quanto mons. Broglio supervisiona oltre 200 cappellani militari sul campo.   Non sta chiedendo ai soldati di disobbedire agli ordini, ma li sta esortando a esercitare l’obiezione di coscienza alla violenza, condannando al contempo l’uso di riferimenti cristiani da parte del Segretario alla Difesa Pete Hegseth per legittimare l’offensiva.

Sostieni Renovatio 21

Il duello Trump-Leone XIV: una guerra di parole

Questa disputa interna si svolge in un clima di estrema tensione tra Donald Trump e il Vaticano. Papa Leone XIV ha ripetutamente invocato la pace e si è dissociato da alcune dichiarazioni rilasciate dall’inquilino della Casa Bianca sulla questione iraniana. “Basta con l’idolatria di sé stessi e del denaro! Basta con le guerre!”, ha dichiarato dalla Basilica di San Pietro.   La risposta di Donald Trump è stata immediata. Sul suo social network Truth, il presidente ha reagito sottolineando di non essere un «ammiratore» di un papa che considerava «molto liberale», accusandolo di «giocare con un Paese che vuole acquisire la potenza nucleare».   In una tipica dimostrazione di forza, il magnate americano ha persino condiviso un’immagine generata dall’Intelligenza Artificiale che lo ritraeva vestito da Cristo mentre guariva un malato. «Non ho paura dell’amministrazione Trump», ha replicato Leone XIV dall’aereo papale, ribadendo la sua indipendenza dalla politica estera di Washington.   Se Trump sta giocando con il fuoco militare in Iran attaccando il papa, si potrebbe pensare che stia giocando con il fuoco elettorale, rischiando di alienarsi l’elettorato cristiano che ha giocato un ruolo fondamentale nella sua vittoria presidenziale.   In realtà, mentre l’episcopato americano è diviso da anni tra i seguaci di papa Francesco e i conservatori (che sono chiaramente in maggioranza), Trump è riuscito negli ultimi mesi a unire i cattolici contro di sé. Ora sono estremamente critici, compresi quelli più vicini alla sfera MAGA, sia nei confronti della sua gestione dell’immigrazione che della sua politica estera.   Persino il conservatore Robert Barron, vescovo di Winona-Rochester (Minnesota), ha dichiarato dopo il tweet di Trump che «deve delle scuse al Papa».  

Un’istituzione militare in fermento

Ma le tensioni vanno oltre il solo cattolicesimo. Il Pentagono ha recentemente licenziato il generale William Green Jr., un pastore battista che era diventato capo dei cappellani, una posizione prestigiosa unica nell’esercito statunitense, che sovrintende ai cappellani di tutte le religioni rappresentate nelle forze armate.   Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha licenziato William Green dopo che quest’ultimo aveva proposto una guida alla «salute spirituale» ritenuta – giustamente – troppo «laica».   Questo licenziamento, percepito dagli oppositori progressisti dell’amministrazione Trump come una purga ideologica, si aggiunge alla grave carenza di sacerdoti cattolici nelle forze armate. Un segno di questa situazione precaria: per la prima volta, quest’anno non è stata celebrata alcuna liturgia cattolica al Pentagono per il Venerdì Santo.   Articolo previamente apparso su FSSPX.News  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Continua a leggere

Più popolari