Spirito
Papa Leone incontra i professori che hanno scoperto che i cattolici della messa in latino non sono «scismatici»
Giovedì Papa Leone XIV ha incontrato in udienza privata i professori Stephen Bullivant e Stephen Cranney, due eminenti sociologi che hanno pubblicato uno studio dimostrante come la stragrande maggioranza dei fedeli che partecipano alla Messa in rito antico (la cosiddetta «Messa in Latino») accetti l’insegnamento cattolico e il Concilio Vaticano II.
Papa Leone XIV ha ricevuto Bullivant, che frequenta la Messa in latino, e Cranney durante un’udienza del 5 marzo, secondo il bollettino quotidiano del Vaticano, anche se non si conosce il contenuto della discussione. I due professori hanno collaborato al libro di prossima uscita Trads: Latin Mass Catholics in the United States, previsto per novembre 2026, e nel 2024 hanno pubblicato uno studio preparatorio che evidenzia come la maggioranza dei cattolici devoti alla Messa antica accetti sia la dottrina della Chiesa sia il Concilio Vaticano II.
L’incontro avviene mentre il 267° pontefice invia segnali contrastanti sulla possibilità di allentare le restrizioni alla Messa tridentina imposte dal motu proprio Traditionis Custodes (2021) del predecessore papa Francesco.
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Lo studio del 2024 di Cranney e Bullivant ha cercato dati empirici per verificare se la «comunità TLM» fosse un «focolaio scismatico di atteggiamenti negativi nei confronti del Vaticano II», come sostenuto da Papa Francesco nella Traditionis Custodes. I risultati mostrano che il 49% degli intervistati si è dichiarato «d’accordo» o «fortemente d’accordo» sull’accettazione degli insegnamenti del Vaticano II, contro solo l’11% in «disaccordo» o «forte disaccordo».
Lo studio rileva inoltre un’alta ortodossia dottrinale: solo il 2% nega la presenza reale nell’Eucaristia, a fronte di oltre la metà dei cattolici americani secondo alcuni sondaggi. Non sono stati intervistati i fedeli delle cappelle della Fraternità San Pio X (FSSPX), motivando che sono numericamente inferiori alle chiese diocesane che offrono la Messa in latino.
L’udienza è significativa poiché il pontefice americano non ha ancora deciso sul futuro della Messa tridentina. Da un lato, lo scorso autunno ha autorizzato il cardinale Raimondo Leone Burke a celebrare una Messa in latino nella Basilica di San Pietro per il pellegrinaggio Summorum Pontificum 2025 (dopo i divieti degli anni precedenti), ha concesso proroghe biennali a due missioni diocesane a Cleveland e a una parrocchia in Texas, e ha incontrato più volte sostenitori della Messa tridentina, tra cui il vescovo Athanasius Schneider, il cardinale Burke e il cardinale Robert Sarah. Ha anche lodato la riverenza liturgica e menzionato conversioni di giovani grazie alla Messa in latino.
Il Vaticano di Leone XIV si è mostrato ostile alla FSSPX dopo l’annuncio di luglio sulle nuove consacrazioni episcopali. A febbraio, durante un’udienza tra il cardinale Victor Manuel Fernandez e padre Davide Pagliarani, il prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede ha proposto un dialogo su temi controversi (inclusa la vincolatività del Vaticano II), ma subordinandolo alla sospensione delle consacrazioni, minacciando altrimenti lo scisma.
Don agliarani ha annunciato che le consacrazioni procederanno come previsto, aggiungendo di aver lui stesso richiesto il dialogo nel 2019, «quando ho suggerito una discussione in un momento di calma e pace, senza pressioni o minacce di una possibile scomunica, che avrebbero minato il libero dialogo, come purtroppo accade oggi».
Il problema concreto della Chiesa cattolica, tuttavia, rimane proprio il Concilio, che tanti fedeli vogliono minimizzare per il loro quieto vivere.
Come riportato da Renovatio 21, monsignor Viganò ha criticato i cardinali conservatori dicendo che si tratta di un’opposizione controllata del papato modernista.
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Immagine di Catholic Church England and Wales via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-NC-ND 2.0)
Catastrofi
Terremoto colpisce la Messa in latino durante la consacrazione
IMPRESIONANTE. Así reaccionó el sacerdote y los fieles que asistían Misa tradicional cuando el terremoto les sorprendió en plena consagración. Las imágenes son de la Capilla de Nuestra Señora del Perpetuo Socorro en Bogotá. pic.twitter.com/ZdqH5OixKO
— InfoVaticana (@Infovaticana) August 12, 2026
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Un ulteriore video circolante in rete mostra un’immagine incorniciata della Madonna di Guadalupe che sarebbe stata ritrovata completamente intonsa tra le macerie in seguito al grande terremoto.A statue of the Virgin Mary holding the infant Jesus withstood the powerful 7.4-magnitude earthquake that struck Colombia.
Video: Notisias Suroeste pic.twitter.com/ntNJpUdtSK — Sachin Jose (@Sachinettiyil) August 11, 2026
A framed image of Our Lady of Guadalupe was reportedly found completely intact amid the rubble following the 7.4-magnitude earthquake that struck Colombia. pic.twitter.com/vBiPjmWIZ7
— Sachin Jose (@Sachinettiyil) August 14, 2026
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«La cerimonia doveva quindi prevedere la comunione per i 17.000 fedeli partecipanti, ma, con quel tempo avverso, non era possibile. Si è deciso così di procedere con un rosario, che parte cantato da preti, suore e masse di fedeli. Monsignor De Gallareta sta seduto sul trono, irradiando un misto di concentrazione e forza, una gravitas, come mai ho visto prima».Consacrazione vescovi FSSPX, 1 luglio 2026 pic.twitter.com/9HLHEUHqhy
— Renovatio 21 (@21_renovatio) July 17, 2026
Consacrazione vescovi FSSPX, 1 luglio 2026 pic.twitter.com/xqKM7l2sEe
— Renovatio 21 (@21_renovatio) July 17, 2026
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Epidemie
Lettera di mons. Viganò all’avvocato antipandemico in carcere
L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha mandato un messaggio di solidarietà all’avvocato tedesco avvocato Reiner Füllmich, arrestato il 13 ottobre 2023 all’aeroporto di Francoforte, al rientro dal Messico (dove si trovava e da cui era stato espulso), con l’accusa di appropriazione indebita di fondi donati.
Il tribunale regionale di Göttingen lo ha condannato il 24 aprile 2025 a 3 anni e 9 mesi di reclusione. Al momento della condanna (24 aprile 2025) l’avvocato noto in Germania per la sua battaglia contro le restrizioni pandemiche aveva già trascorso circa 18 mesi in carcere preventivo.
Il tribunale ha deciso di non conteggiare 5 mesi di quella custodia cautelare sulla pena finale, perché secondo i giudici aveva deliberatamente allungato il processo.
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Füllmich ha sempre negato di aver sottratto i fondi: ha dichiarato di averli spostati per «proteggerli» da un possibile sequestro dello Stato. Il tribunale non ha accettato questa versione.
In un video andato in diretta streaming venerdì 7 luglio 2026 in collegamento telefonico con l’avvocato Füllmich, dal minuto 1:25:11 al minuto 1:27:37, viene letto il mio messaggio di spirituale vicinanza e di solidarietà mandato a Füllmich da monsignore.
«Caro dottor Reiner Fuellmich, con profondo dolore e indignazione apprendo che Lei continua a languire in carcere, privato della libertà da quasi tre anni per aver osato indagare e denunciare pubblicamente le menzogne e i crimini compiuti durante la cosiddetta “pandemia”» scrive il prelato.
«La Sua detenzione prolungata, al di là di ogni pretesto giuridico, costituisce un atto di persecuzione politica. Chi ha avuto il coraggio di cercare la verità e di dar voce a milioni di persone private dei propri diritti fondamentali viene oggi trattato come un nemico dello Stato, mentre coloro che hanno architettato e imposto una delle più gravi operazioni di controllo sociale e di danno all’umanità restano impuniti e spesso onorati».
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«La giustizia che confonde la ricerca della verità con un reato costituisce una collaborazione con il tiranno» continua l’arcivescovo.
«Le esprimo la mia piena solidarietà e la mia preghiera. La Sua testimonianza non è vana. La verità, per quanto calpestata, non può essere cancellata.
Chiedo a tutti gli uomini di buona volontà di elevare la voce perché sia liberato immediatamente e perché sia resa giustizia a quanti, come Lei, hanno pagato e stanno pagando il prezzo della propria integrità morale e intellettuale» scrive Sua Eccellenza nella lettera.
«Non è l’avvocato Fuellmich che dovrebbe essere in carcere, ma coloro che hanno perpetrato il più grande crimine contro l’umanità dei nostri tempi.
Dio La sostenga e La liberi presto».
«Auspico che l’appello lanciato per la liberazione del dott. Füllmich non rimanga inascoltato» ha aggiunto l’arcivescovo su X.
Come riportato da Renovatio 21, monsignor Viganò quattro anni fa aveva dato una lunga intervista all’avvocato in cui delineava la questione del colpo di Stato globale rappresentato dalla pandemia COVID e del sovvertimento e della dissoluzione della società cristiana.
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Monsignore a settembre aveva partecipato all’appello per la liberazione dell’avvocato germanico. «In molti Stati autoproclamatisi “democratici”, le voci che denunciano questo colpo di Stato globale vengono messe a tacere attraverso la censura, l’intimidazione, la psichiatrizzazione e persino l’arresto» aveva scritto su X rilanciando l’appello..
«Tra le vittime del regime totalitario che si sta affermando silenziosamente in Europa, Canada, Australia e altre nazioni vassalle delle Nazioni Unite, della NATO, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Forum Economico Mondiale (tutte entità private finanziate dagli stessi poteri) c’è l’avvocato Reiner Fuellmich, ingiustamente imprigionato e ancora in attesa di un giusto processo. Il suo crimine è aver osato dire la verità in un mondo di menzogne criminali» aveva scritto l’ex nunzio apostolico in USA.
Come riportato da Renovatio 21, nel 2021Fuellmich aveva intervistato il cardiologo texano Peter McCullough, che aveva accennato a «infertilità e cancro come possibili conseguenze del vaccino». L’avvocato ricevette dal gruppo Doctors for COVID Ethics una lettera di confutazione all’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) che metteva in guardia rispetto ai vaccini genici sperimentali.
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Spirito
Il vescovo Strickland si chiede se il Concilio Vaticano II si sia arreso al modernismo
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