Pedofilia
Omosessuali «sposati» condannati a un secolo di prigione per abusi sessuali su bambini adottati a fini di pornografia infantile
Due uomini omosessuali «sposati» che per anni si sono videoregistrati mentre abusavano sessualmente dei due ragazzi che avevano adottato sono stati condannati a 100 anni di prigione senza possibilità di libertà vigilata. Lo riporta LifeSite.
Il duo di pedofili, William Zulock e Zachary Zulock, 34 e 36 anni, si era precedentemente dichiarato colpevole di molteplici capi d’imputazione di sodomia aggravata, incesto, molestie aggravate su minori e sfruttamento sessuale di minori.
«Questi due imputati hanno davvero creato una casa degli orrori e hanno messo i loro desideri estremamente oscuri al di sopra di tutto e di tutti gli altri», ha affermato il procuratore distrettuale Randy McGinley, secondo la testata locale WSB-TV. «Tuttavia, la profondità della depravazione degli imputati, che è la più profonda che si possa immaginare, non è maggiore della determinazione di coloro che hanno combattuto per la giustizia e della forza delle vittime in questo caso».
«La determinazione che ho visto in queste due giovani vittime negli ultimi due anni è davvero stimolante», ha aggiunto.
Gli Zulock avevano adottato i due giovani fratelli nel 2018, dopo il loro «matrimonio» del 2016.
JUST IN: Georgia couple who r*ped their special needs adopted sons & prost*tuted them out to friends, sentenced to 100 years in prison.
100 years is too nice.
William Zulock & Zachary Zulock both plead guilty to the horrifying crimes.
The following is extremely disturbing:… pic.twitter.com/GeQxcB8d6N
— Collin Rugg (@CollinRugg) December 23, 2024
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Come riportato da Renovatio 21, il loro arresto nell’agosto 2022 è avvenuto in seguito a un raid nella casa di un uomo di Loganville, Georgia, che aveva scaricato materiale pedopornografico. Il sospettato ha detto alla polizia che c’era un altro uomo del posto che stava «producendo materiale fatto in casa di abusi sessuali su minori con almeno un bambino che viveva in casa».
La rivelazione ha innescato una rapida risposta da parte delle forze dell’ordine che hanno eseguito un mandato di perquisizione della casa con i bambini alle 11:30 della stessa serata.
Durante la loro ricerca, gli agenti avrebbero trovato prove che i due, che erano i padri adottivi dei bambini, «erano coinvolti in atti sessualmente violenti e video che documentavano questo abuso», aveva detto all’epoca l’ufficio dello sceriffo.
Secondo Fox 5 Atlanta, gli investigatori hanno sequestrato oltre sette terabyte di prove elettroniche, tra cui filmati di sorveglianza e messaggi espliciti, che documentavano i ripetuti abusi sui due bambini adottati dagli imputati.
Nei loro post sui social media fino al loro arresto, i due si mostravano attivisti woke, fortemente allineati con il Partito Democratico USA e la Human Rights Campaign, la grande organizzazione di lobby LGBT di Washington, DC. Nei post inoltre promuovevano l’aborto, Black Lives Matter, il «trans pride» e la militanza LGBT.
«L’account Twitter di Z.Z. mostra che segue solo 21 utenti Twitter, 20 dei quali sono fornitori di contenuti pornografici gay. L’unico account Twitter non porno che Zulock segue è il presidente Joe Biden» aveva scritto ai tempi dell’arresto Lifesitenews.
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Immagine dell’Ufficio dello sceriffo della contea di Walton
Pedofilia
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Internet
Ingegnere Meta delle «esperienze digitali per bambini» arrestato per messaggi espliciti verso un’utente ritenuta minorenne
Un ingegnere newyorkese che sosteneva di occuparsi della creazione di «esperienze digitali per bambini» presso il gigante dei social media Meta è stato arrestato dopo aver confessato di aver cercato di inviare messaggi a sfondo sessuale a una ragazza di tredici anni nel corso di un’operazione sotto copertura. Lo riporta il quotidiano New York Post.
L’uomo, 44 anni, al momento in congedo dall’azienda che controlla Facebook, ha ammesso di aver adescato e scambiato messaggi a sfondo sessuale con qualcuno che riteneva essere una minorenne, nell’ambito di un’operazione condotta sotto copertura dai Predator Poachers Long Island, un collettivo di vigilantes impegnato a smascherare potenziali pedofili.
«Anche se erano già successe cose inappropriate, vorrei quasi essere suo padre», avrebbe dichiarato — sposato e padre di un bambino piccolo — a un membro del gruppo che si fingeva la nonna della presunta vittima, come emerge dal filmato dell’incontro che sarà diffuso lunedì.
L’uomo, che in un profilo LinkedIn ormai rimosso si descriveva come responsabile ingegneristico per lo sviluppo di «esperienze digitali per bambini» presso Meta, aveva contattato a maggio l’account civetta del gruppo, operativo da tredici anni, continuando poi a scambiare messaggi con loro con regolarità, secondo quanto riferito dall’organizzazione.
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L’uomo avrebbe fatto poi affermazioni specifiche, arrivando a tentare di spiegare alla ragazza come masturbarsi, a inviarle diverse foto e video di sé mentre faceva lo stesso, e persino a provare a organizzare incontri dal vivo, ha raccontato al NY Post Mike Villani, uno degli specialisti nella cattura di predatori sessuali che ha coordinato l’operazione.
Mercoledì il gruppo lo ha affrontato di sorpresa fuori dal suo appartamento. L’uomo in un primo momento ha tentato di allontanarsi, ma ha poi accettato di fermarsi a parlare in un luogo nelle vicinanze, poiché sua suocera si trovava in casa e non voleva che lo sentisse mentre tradiva la moglie adescando quella che riteneva fosse una minorenne, come si vede nel video.
Messo davanti alle proprie conversazioni, l’uomo ha ammesso di aver scambiato messaggi con quella che credeva fosse la giovane adolescente — in realtà mai esistita — e ha rivelato che non si trattava del primo episodio del genere, secondo quanto mostrato nel filmato.
«L’ho già fatto una volta con un’altra ragazza minorenne», ha detto, arrivando a paragonare in modo inquietante le adolescenti a «qualsiasi porto sicuro in caso di tempesta».
L’uomo ha poi attribuito in modo bizzarro la responsabilità alla moglie e al loro matrimonio privo di vita sessuale, sostenendo che questo avesse alimentato le sue fantasie morbose, spingendolo verso gli angoli più oscuri di internet.
L’incontro con il gruppo, durato quasi due ore, si è concluso con l’arrivo della polizia poco dopo la fine della sua confessione, e con il suo arresto a pochi isolati dall’appartamento di Manhattan. Egli è accusato di diffusione di materiale osceno a minori e di messa in pericolo del benessere di un minore.
Giovedì, durante l’udienza preliminare, si è dichiarato non colpevole e tornerà in tribunale il 9 settembre.
Un portavoce di Meta ha riferito al giornale neoeboraceno che l’uomo è stato posto in congedo. «Collaboreremo con le forze dell’ordine nelle indagini», ha dichiarato il portavoce.
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Come riportato da Renovatio 21, a marzo Meta, la società che controlla Facebook e Instagram, è stata condannata dal dipartimento di Giustizia dello Stato del Nuovo Messico a pagare 375 milioni di dollari per aver consapevolmente danneggiato la salute mentale dei bambini e per aver occultato prove di sfruttamento sessuale minorile sulle proprie piattaforme di social media. Un altro processo di grande risonanza è a Los Angeles, dove famiglie e istituti scolastici hanno intentato causa contro i principali giganti dei social media – Meta, TikTok e YouTube – nel primo caso di responsabilità da prodotto: le piattaforme sarebbero state progettate consapevolmente per indurre dipendenza nei bambini e compromettere la loro salute mentale
Come riportato da Renovatio 21, negli anni si sono accumulate varie accuse e rivelazioni su Facebook, tra cui accuse di uso della piattaforma da parte del traffico sessuale, fatte sui giornali ma anche nelle audizioni della Camera USA.
Due anni fa durante un’audizione al Senato americano era stato denunciato da senatori e testimoni come i social media ignorano le reti pedofile che operano sulle loro piattaforme.
Secondo il Wall Street Journal, che già in passato aveva trattato l’argomento, Meta avrebbe un problema con i suoi algoritmi che consentono ai molestatori di bambini sulle sue piattaforme. La cosa stupefacente è il fatto che ai pedofili potrebbe essere stato concesso di connettersi sui social, mentre agli utenti conservatori no.
Le accuse sono finite in una storia udienza a Washington di Mark Zuckerberg, che è stato indotto dal senatore USA Josh Holloway a chiedere scusa di persona alle famiglie di bambini danneggiati dal social.
DO NOT trust Mark Zuckerberg. His Platforms participate in Human Trafficking.
Never forget that Senator Hawley verbally destroyed Zuckerberg…and surprised him with the Trafficking Victims…at the Hearing…and forced him to apologize on National TV. pic.twitter.com/tjgTemIfJL
— Liz Churchill (@liz_churchill10) December 13, 2024
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Geopolitica
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