Persecuzioni
Nigeria, terroristi islamici Fulani distruggono una parrocchia cattolica
L’11 agosto 2025, una milizia Fulani ha completamente distrutto una parrocchia cattolica nello Stato di Benue. È inoltre responsabile della morte di tre cristiani nello stesso Stato nigeriano, a Ukpiam, il giorno successivo, il 12 agosto. Due località cattoliche situate a circa dieci chilometri da Yelewata, dove a metà giugno sono state uccise più di 200 persone.
La parrocchia di San Paolo ad Aye-Twar è stata completamente distrutta da un incendio. Un fedele, Ortom Okuma, racconta a TruthNigeria il terrore che ha colpito la sua comunità. Arrivati di notte, i jihadisti Fulani hanno gridato «Allahu Akbar». Hanno bruciato tutto. «La chiesa che abbiamo costruito con il sudore della nostra fronte è andata perduta», ha detto Okuma, insieme alla canonica. «Ci hanno lasciato solo le ceneri».
Ma questo attacco dell’11 agosto 2025 non è stato un episodio isolato. Secondo Okuma, le milizie Fulani hanno preso di mira praticamente ogni luogo di culto della regione. Aye-Twar, una comunità prevalentemente cristiana, è popolata principalmente dal gruppo etnico Tiv. Si trova nella contea di Katsina-Ala, una regione da tempo sotto assedio da parte dei gruppi armati Fulani.
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Okuma ha raccontato a TruthNigeria che gli uomini armati sono arrivati a ondate nella notte di domenica 11 agosto, sparando a raffica prima di dare fuoco agli edifici parrocchiali. «Hanno profanato l’altare», ha detto con voce rotta. «Hanno rotto il crocifisso, bruciato i banchi, distrutto la nostra attrezzatura audio. È stato deliberato: volevano cancellarci».
Oltre alla chiesa parrocchiale, alla segreteria parrocchiale e alla canonica, anche le 26 stazioni missionarie della parrocchia sono state distrutte. I veicoli utilizzati per il lavoro missionario sono stati dati alle fiamme e sono andati perduti oggetti di valore per diversi milioni di naira (da 4.000 a 5.000 euro).
Padre Benjamin Versue, parroco, spiega che «la canonica della parrocchia di San Paolo, che ho costruito con tutti i miei beni, è stata bruciata». Aggiunge che «la gente è stata cacciata dalle loro case ancestrali». Deluso, esprime le sue «congratulazioni all’esercito nigeriano che è riuscito a disarmarci e a renderci vulnerabili ai nostri aggressori».
Accusa addirittura: «Le urla riecheggiano in tutto il Paese mentre gli invasori Fulani, dotati di logistica di alto livello e di intelligence fornita da personale militare, massacrano civili indifesi nel sonno, lasciandosi dietro una scia di sangue che scorre come un fiume», in una dichiarazione.
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Una manovra genocida
La Nigerian Diocesan Catholic Priests Association (NCDPA) ha accusato gli aggressori di aver agito da rifugi sicuri nel vicino stato di Taraba.
«Vengono da Taraba, ci attaccano e poi tornano in questi stessi villaggi, villaggi noti al governo e alle forze di sicurezza», si legge nella dichiarazione, che denuncia il silenzio delle autorità come complicità.
L’associazione non esita a parlare di genocidio. Per lei, si tratta di una campagna calcolata di dominio territoriale e di epurazione religiosa, e non della narrazione spesso ripetuta di un «conflitto tra contadini e pastori» [come sostengono molti media occidentali].
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La milizia Fulani uccide altri tre cristiani a Ukpiam
Mentre le ceneri di Aye-Twar covavano ancora, un’altra roccaforte cattolica è stata attaccata martedì 12 agosto 2025, intorno alle 20:20, quando 18 jihadisti Fulani armati hanno preso d’assalto Ukpiam. Jimin Geoffrey, ex assistente del governatore dello Stato di Benue e originario di Ukpiam, ha dichiarato a TruthNigeria:
«Hanno gridato “Allah Akbar” mentre attaccavano, uccidendo Kelvin Ekeh, proprietario di una farmacia, e Francis Nomsoor. Il corpo di un uomo anziano, Baba Iorhemba Ikpanju, è stato trovato la mattina seguente», ha detto.
Gli omicidi di agosto sono avvenuti solo poche settimane dopo quelli del 24 e 27 luglio di tre contadini cristiani a Ukpiam, tra cui Gabriel Vendafan, a cui gli aggressori hanno tagliato la testa e portato via una mano.
I cattolici nigeriani continuano a subire quotidianamente il martirio. Il numero delle vittime supera sistematicamente il migliaio entro la fine dell’anno, se non il doppio. Certamente, «il sangue dei martiri è seme di cristiani», e questo è evidente ancora una volta in questo Paese. Ma la terribile ingiustizia subita dai cristiani nigeriani dovrebbe risvegliare le coscienze occidentali.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine screenshot da Twitter
Persecuzioni
Vescovo mette a tacere famoso esorcista
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Persecuzioni
Messa cattolica a Vienna interrotta da adolescenti arabi che gridavano «Allah Akbar»
Alcuni adolescenti hanno interrotto una messa cattolica a Vienna gridando «Allah Akbar», secondo quanto riportato dai media austriaci. Lo riporta LifeSite.
Il 6 ottobre, alcuni giovani hanno interrotto una messa cattolica in una chiesa parrocchiale nella zona ovest di Vienna, gridando a gran voce «Allahu Akbar» (Dio è grande), uno slogan arabo spesso usato dai musulmani.
Il parroco ha dichiarato al quotidiano austriaco Die Presse di essere preoccupato per l’accaduto e di non voler rivelare l’ubicazione esatta della chiesa per non attirare altri potenziali disturbatori, raccontando di aver sentito prima delle forti risate e del rumore provenire dal fondo della chiesa durante la messa, seguiti da diverse grida di «Allah Akbar» che si sono propagate in tutto l’edificio.
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Il sacerdote stimato che i responsabili avessero circa 14 o 15 anni e fossero di etnia araba. Il gruppo di adolescenti si è dileguato rapidamente dopo aver interrotto la funzione religiosa. «Non ho mai vissuto niente del genere prima d’ora. E sono qui da 20 anni», ha detto il religioso.
Nonostante il trambusto, il sacerdote ha sottolineato che in nessun momento c’è stata una vera minaccia. «Non c’era alcun pericolo; non si trattava di una situazione minacciosa, voglio che sia chiaro. Probabilmente si è trattato solo di esuberanza giovanile», ha affermato, aggiungendo che non avrebbe sporto denuncia alla polizia perché probabilmente non avrebbe portato ad alcun risultato.
Il sacerdote ha detto di aver parlato con un altro parroco di un altro quartiere di Vienna, il quale gli ha riferito che episodi simili si verificano regolarmente nella sua parrocchia.
Il parroco ha espresso sorpresa e perplessità riguardo all’accaduto, dato che la sua parrocchia sostiene gli immigrati musulmani dal 2015. La parrocchia li ha aiutati a trovare un alloggio, a interfacciarsi con gli enti governativi e a frequentare corsi di lingua tedesca. Ha affermato di mantenere un buon rapporto con le famiglie musulmane della zona.
Come molte altre città dell’Europa occidentale, Vienna ha assistito a un massiccio afflusso di immigrati musulmani, soprattutto a partire dalla crisi migratoria del 2015. Secondo gli ultimi dati, il 41,2% degli studenti delle scuole elementari e medie (dai 6 ai 14 anni) a Vienna è di fede musulmana, rappresentando la religione più diffusa in questa fascia d’età. I cristiani costituiscono il 34,5% (17,5% cattolici e 14,5% ortodossi), mentre il 23% non professa alcuna religione.
L’episodio mostra che potrebbe essere in corso, in tutta Europa, un processo di radicalizzazione degli adolescenti, come visto nei disordini di Parigi e di Milano, spacciate per rivolte studentesche quando invece sono germi di guerra etnica vera e propria, con devastazioni e razzie. È logico che le chiese, sparuto simbolo di quello che rimane della religione locale, siano ora prese di mira – così come le catene di messaggi riguardo ad un presunto programma di stupro massivo da parte dei branchi di giovani stranieri sono presi sul serio da tante famiglie.
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È molto probabile che cià accada perché viene discusso in chat dove il comando dell’attacco alla religione cattolica è lanciato, e dove magari gli esiti (gli immancabili video della teppa) vengono vantati.
In Italia, l’interruzione o il turbamento di una funzione religiosa è punito dall’articolo 405 del Codice Penale, che sanziona con la reclusione fino a 2 anni chiunque impedisca o turba cerimonie o pratiche di qualsiasi confessione religiosa. La pena aumenta da 1 a 3 anni di reclusione se il fatto avviene con violenza o minaccia alle persone.
Qualora capitasse al lettore, difenda il sacro con la legge, senza i dubbi dei sacerdoti austriaci: non c’è da essere perplessi, né da pensare alle ragazzate.
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Immagine: Lato nord e tetto della Cattedrale di Santo Stefano a Vienna, visti dalla terrazza panoramica dell’Hotel Lamée.
Persecuzioni
Vandalizzata statua della Madonna delle vette
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