Geopolitica
Netanyahu: «uno Stato palestinese non si realizzerà». All’ONU dicono il contrario
Uno Stato palestinese non verrà mai istituito a ovest del fiume Giordano, ha insistito il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Dopo Regno Unito, Canada e Australia, domenica anche il Portogallo ha riconosciuto formalmente lo Stato palestinese, unendosi a una lista crescente di Paesi che lo hanno fatto dall’inizio della campagna militare di Israele contro Hamas a Gaza.
«Ho un messaggio chiaro per quei leader che riconoscono uno Stato palestinese dopo l’orribile massacro del 7 ottobre: state dando una ricompensa enorme al terrore», ha detto Netanyahu in una dichiarazione video su X domenica.
«Non accadrà. Uno Stato palestinese non verrà creato a ovest del Giordano», ha affermato, aggiungendo di averlo impedito per anni nonostante «le enormi pressioni» in patria e all’estero.
JUST IN:
🇮🇱🇵🇸 Netanyahu with a warning to the whole world after the recognition of Palestine:
“There will be NO Palestinian state west of the Jordan”
He Promises to aggressively expand the illegal settlements on the Palestinian territory
“We have doubled the Jewish… pic.twitter.com/EYZeFkBb20
— Megatron (@Megatron_ron) September 21, 2025
Aiuta Renovatio 21
Netanyahu nega lo Stato palestinese proprio mentre all’Assemblea Generale ONU politici di varie nazioni dichiarano di riconoscere la Palestine.
Poche ore fa lo ha fatto il presidente della Repubblica Francese Emanuele Macron.
I declare that today, France recognizes the State of Palestine. pic.twitter.com/8kg6xukuO0
— Emmanuel Macron (@EmmanuelMacron) September 22, 2025
Anche Gran Bretagna, Lussemburgo, Slovenia, Andorra, Irlanda, Norvegia, Belgio, Spagna, Canada, Australia, Principato di Monaco, Portogallo e altri Paesi hanno dichiarato di riconoscere lo Stato Palestinese.
🇵🇸 🇬🇧 “I stand before you today, beneath the emblem of the United Nations, to confirm the historic decision of the British Government to recognize the State of Palestine.” pic.twitter.com/10h1zQSWKS
— State of Palestine (@Palestine_UN) September 22, 2025
🇵🇸 🇱🇺 “ That is why, I solemnly declare that as of today, Luxembourg formally recognizes the State of Palestine.” pic.twitter.com/NFWOrS1SVa
— State of Palestine (@Palestine_UN) September 22, 2025
🇵🇸 🇸🇮 “Slovenia has acted, we recognized the State of Palestine.” pic.twitter.com/EezLwgNbup
— State of Palestine (@Palestine_UN) September 22, 2025
🇵🇸 🇦🇩 “The Government of Andorra approved the recognition of the State of Palestine.” pic.twitter.com/AbUdRmg1Zt
— State of Palestine (@Palestine_UN) September 22, 2025
🇵🇸 🇮🇪 “The only way to end the appalling cycle of violence is to forge a political path. That is why Ireland, last year, recognized the state of Palestine.” pic.twitter.com/BNBqYq0ETi
— State of Palestine (@Palestine_UN) September 22, 2025
🇵🇸 🇳🇴 “Last year, Norway recognized the State of Palestine.” pic.twitter.com/pnp09sEyUg
— State of Palestine (@Palestine_UN) September 22, 2025
🇵🇸 🇧🇪 “Belgium is giving out a strong diplomatic and political signal to the world today by joining the group of countries that announced the recognition of the State of Palestine.” pic.twitter.com/bO6HRgaJ7u
— State of Palestine (@Palestine_UN) September 22, 2025
🇵🇸 🇪🇸 “The State of Palestine must be a fully fledged member of the United Nations. As soon as possible we must conclude the procedure to admit the state of Palestine to this organization on an equal footing with the rest of states here in.“ pic.twitter.com/wkNBDYnkYU
— State of Palestine (@Palestine_UN) September 22, 2025
🇵🇸 🇨🇦 “Canada recognizes the State of Palestine.” pic.twitter.com/VFypk90xPB
— State of Palestine (@Palestine_UN) September 22, 2025
🇵🇸 🇦🇺 “We must break the cycle of violence. Yesterday, Australia recognized the State of Palestine.” pic.twitter.com/s83cSgKt3X
— State of Palestine (@Palestine_UN) September 22, 2025
🇵🇸 🇲🇨 “We wish to recognize Palestine as a State under international law.” pic.twitter.com/vDIMRdBcCd
— State of Palestine (@Palestine_UN) September 22, 2025
🇵🇸 🇵🇹 “Portugal formally recognized the State of Palestine as a sovereign State with full rights.” pic.twitter.com/Mzk5vd5xAa
— State of Palestine (@Palestine_UN) September 22, 2025
Iscriviti al canale Telegram ![]()
L’Italia, con il ministro forzista Antonio Tajani, ha dichiarato più vagamente che «l’Italia sostiene fermamente il sogno del popolo palestinese di avere uno Stato»-
🇵🇸 🇮🇹 “Italy strongly supports the dream of the Palestinian people to have a State.” pic.twitter.com/NIvqVzCM2L
— State of Palestine (@Palestine_UN) September 22, 2025
Il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres ha dichiarato, facendo circolare la massima sui canali social ufficiali delle Nazioni Unite, che «uno Stato per i palestinesi è un diritto, non una ricompensa».
🇵🇸 🇺🇳 “Let’s be clear: statehood for the Palestinians is a right not a reward.” pic.twitter.com/UpPMxkSg95
— State of Palestine (@Palestine_UN) September 22, 2025
“Statehood for the Palestinians is a right, not a reward.”
At #UNGA, @antonioguterres calls on world leaders to ensure the two-State solution prevails for the people of Israel, Palestine and all of humanity.https://t.co/9cqvyO5mBF pic.twitter.com/U3eAuh1tkZ
— United Nations (@UN) September 22, 2025
Sostieni Renovatio 21
Come riportato da Renovatio 21, la scorsa settimana Netanyahu aveva affermato che Israele deve iniziare a costruire un’economia più autosufficiente, preparandosi all’isolamento.
«Potremmo trovarci in una situazione in cui le nostre industrie della difesa saranno bloccate», ha affermato in un discorso di domenica. «Non abbiamo scelta. Almeno nei prossimi anni, dovremo fare i conti con questi tentativi di isolamento».
Come riportato da Renovatio 21, a giugno il ministro delle finanze, affiliato al Partito Religioso Nazionale – Sionismo Religioso, Bezalel Smotrich aveva invitato le banche israeliane dovrebbero fornire servizi ai coloni colpiti dalle sanzioni dell’Unione Europea, nonostante le potenziali ripercussioni.
Israele riceve circa 3,3 miliardi di dollari all’anno in aiuti militari e di sicurezza dagli Stati Uniti, oltre a pacchetti aggiuntivi approvati dal Congresso. Secondo il Council on Foreign Relations, Washington ha fornito circa 310 miliardi di dollari, principalmente in assistenza militare, dal 1946.
Negli ultimi giorni Netanyahu ha più volte ripetuto alla TV americana che Israele non è dietro all’assassinio dell’attivista conservatore Charlie Kirk.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Basil D Soufi via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Geopolitica
Trump dichiara Ormuzzo «nuovo territorio USA»
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Gli Emirati Arabi dicono di essere stati colpiti da missili iraniani: rapporti economici interrotti
Gli Emirati Arabi Uniti hanno accusato l’Iran di aver lanciato due missili balistici nella loro direzione martedì, mentre il periodo di due mesi destinato ai colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran si è concluso senza progressi rilevanti. In seguito all’episodio, Abu Dhabi ha annunciato la sospensione di tutte le transazioni commerciali e finanziarie con Teheran.
Il presunto incidente è stato segnalato dal ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti e dall’Autorità nazionale per la gestione delle emergenze, delle crisi e dei disastri (NCEMA). Le agenzie non hanno precisato se i missili in arrivo siano stati abbattuti. I militari hanno dichiarato che uno di essi è caduto all’interno delle acque territoriali del Paese, mentre il secondo è atterrato al di fuori di esse.
Nel corso della giornata il ministero della Difesa ha affermato che i proiettili sembravano aver colpito «navi marittime». Il ministero non ha specificato se le imbarcazioni presumibilmente prese di mira si trovassero nelle acque territoriali o internazionali del Paese.
Poco dopo che l’esercito degli Emirati Arabi Uniti ha fornito un aggiornamento sulla sua valutazione del presunto attacco, il Ministero degli Esteri ha annunciato la sospensione di tutti gli scambi commerciali e le transazioni con l’Iran a seguito dell’incidente.
«Alla luce dell’escalation regionale che ha minato la pace e la sicurezza regionali e internazionali, tutte le attività, gli scambi commerciali e le transazioni finanziarie con l’Iran sono stati sospesi fino a nuovo avviso», ha dichiarato il ministero in un comunicato.
L’Iran non ha commentato pubblicamente le accuse. Al culmine della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, Teheran ha ripetutamente preso di mira la nazione del Golfo, accusandola di aver consentito alle forze statunitensi di utilizzare il suo territorio per lanciare attacchi.
L’emittente statale iraniana Press TV ha sostenuto che il bombardamento presentava tutte le caratteristiche di un’operazione israeliana sotto falsa bandiera.
Sostieni Renovatio 21
Il periodo di 60 giorni previsto dal memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran per raggiungere un accordo di pace è scaduto lunedì senza che si sia registrata alcuna svolta. Le due parti si sono scambiate ripetutamente attacchi durante il periodo di negoziazione, mentre la navigazione attraverso lo strategico Stretto ormusino è rimasta in gran parte interrotta.
Ieri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato che «non erano in corso né programmati colloqui o conversazioni» con l’Iran. «Il blocco navale rimane pienamente in vigore. Lo Stretto ermisino è aperto e operativo. Tutte le mine marine sono state rimosse o fatte brillare», ha scritto su Truth Social.
L’Iran sostiene di controllare il traffico marittimo attraverso quel corso d’acqua e ha ripetutamente segnalato l’intenzione di imporre pedaggi permanenti per garantirne il transito sicuro.
Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano (SNSC), ha ribadito la posizione, affermando che il mancato intervento di Washington per la riapertura dello stretto segnala «l’avvento di un nuovo ordine post-americano nel Golfo Persico».
«Il divario tra l’incapacità degli Stati Uniti di riaprire lo Stretto di Ormuzzo e la loro pretesa di possederlo è maggiore delle 7.000 miglia di distanza che separano Washington dallo Stretto stesso», ha scritto Rezaei su X.
L’escalation si verifica in un contesto di notizie riguardanti una carenza di missili negli Stati Uniti, mentre la portaerei USS Abraham Lincoln, che opera vicino all’Iran, è afflitta da problemi di manutenzione e approvvigionamento. Trump ha sospeso la campagna di bombardamenti contro obiettivi iraniani vicino allo Stretto di Ormuzzo alla fine di luglio, dichiarando di voler lasciare spazio ai negoziati.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Lavrov: truppe ucraine coinvolte in atti di terrorismo contro gli Stati del Sahel
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Arte2 settimane faPerché a San Lorenzo dobbiamo ricordarci l’oscena poesia massonica?
-



Internet1 settimana faLa figlia di Bill Gates accusata di frode: rischierebbe 20 anni in galera
-



Storia1 settimana faIncontro in Giappone con la mamma del conte Kalergi. Alla Messa in latino…
-



Catastrofi1 settimana faTerremoto colpisce la Messa in latino durante la consacrazione
-



Morte cerebrale2 settimane faMorte cerebrale, mons. Viganò parla del libro del nostro Alfredo De Matteo
-



Salute2 settimane faI malori della 32ª settimana 2026
-



Pensiero2 settimane faMaresciallo, io confesso
-



Pensiero2 settimane faIl manifesto di Tucker Carlson per la Rinascita degli USA. È in arrivo un terzo partito americano?













