Politica
Netanyahu e Gantz si accordano per formare un governo di unità nazionale contro Hamas
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il leader del partito di opposizione Unità Nazionale Benny Gantz hanno annunciato oggi il loro accordo per formare un governo di emergenza per portare avanti la guerra contro Hamas.
Secondo la stampa israeliana, Gantz e gli altri membri del partito Gadi Eisenkot, Gideon Sa’ar e altri due presteranno giuramento come ministri per tutta la durata della guerra.
Il Gantz, che ha servito sia come ministro della Difesa che come capo di Stato maggiore delle forze di difesa israeliane, si era offerto di unirsi a un governo di unità nazionale, a condizione che fosse formato un gabinetto di guerra ristretto per gestire la guerra e dove il suo partito avesse una reale influenza: sembra che abbia ottenuto ciò che voleva.
Il leader del partito Yesh Atid, Yair Lapid, non fa parte del governo di emergenza, ma per lui è stato lasciato uno spazio aperto qualora decidesse di aderirvi.
Secondo il Times of Israel, tuttavia, non sono in corso colloqui per coinvolgere questa figura dell’opposizione. Lapid aveva fatto il suo ingresso in un governo di unità con Netanyahu che sia la legislazione di riforma giudiziaria di Netanyahu che i ministri che rappresentavano i partiti ultra-ortodossi nel governo di Netanyahu la coalizione di governo venissero espulsi. Entrambe le condizioni sono state respinte da Netanyahu.
Il comitato editoriale del quotidiano Ha’aretz, uno dei giornali più importanti del Paese, ha chiesto a Israele di negoziare uno scambio di prigionieri palestinesi con ostaggi israeliani. L’editoriale principale critica il governo per essersi rifiutato di negoziare la libertà degli ostaggi tenuti da Hamas e dalla Jihad islamica palestinese. I governi israeliani hanno già effettuato scambi di questo tipo, anche per cadaveri; il Paese ha bisogno di «uno scambio di prigionieri tra Israele e Hamas adesso».
«Sembra che il governo abbia deciso di applicare ai 150 israeliani prigionieri e dispersi il cosiddetto Protocollo Annibale, che consente di mettere a rischio la vita dei rapiti».
In un’intervista alla CNN, l’ambasciatore israeliano all’ONU Gilad Erdan ha affermato che la preoccupazione per la situazione degli ostaggi «non ci fermerà, non ci impedirà di fare ciò che dobbiamo fare per garantire il futuro di Israele».
Yossi Shelley, direttore generale dell’ufficio del primo ministro, ha affermato allo stesso modo che «gli ostaggi sono un dato di fatto. E gli attacchi sono un dato di fatto. Questa è la decisione».
Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, durante la riunione di gabinetto, ha chiesto a Israele di «colpire Hamas brutalmente e di non tenere troppo in considerazione la questione dei prigionieri», hanno scritto i redattori di Ha’aretz.
«Fonti nella regione, inclusa Hamas, hanno detto che l’organizzazione è disposta a negoziare uno scambio di donne e bambini israeliani in cambio di donne e bambini palestinesi imprigionati in Israele. Dimenticate di salvare l’onore nazionale di Israele; salvate gli ostaggi. Dobbiamo pagare qualunque cosa venga richiesta, senza ritardi, senza manovre fantasiose e senza trucchi» scrive il quotidiano di Tel Aviv.
Nel frattempo «l’Egitto ha ricevuto da Hamas l’impegno a non maltrattare ostaggi stranieri o con doppia nazionalità» ha scritto su Twitter l’emittente Al Arabiya citando alcune fonti informate. Il Cairo avrebbe «preso in carico la gestione del dossier» che riguarda i cittadini stranieri attualmente prigionieri di Hamas nella Striscia di Gaza e «l’intesa» riguardo alla loro liberazione.
Sarebbero tre i cittadini con passaporto italiano dispersi dopo gli attacchi terroristici. Tra i rapiti vi sarebbero una coppia con doppio passaporto che si trovava nel kibbutz di Be’eri, dove sono stati contati 108 cadaveri.
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Politica
Trump si inserisce nella cerimonia di premiazione dei Mondiali. Poi subisce pre lui la maleducazione degli argentini
🚨🇺🇸 WATCH: The moment Gianni Infantino moves President Trump out of the way as Spain lift the World Cup trophy pic.twitter.com/I5Ha0mUwfV
— Politics Global (@PolitlcsGlobal) July 19, 2026
🟥 As expected… Trump refused to get out of the frame when Spain did the traditional World Cup Trophy lift.
FIFA President Gianni Infantino had to literally run over and attempt to physically drag him away, so that the Spanish Champions could have their special moment. What… pic.twitter.com/nbG0NH4I2D — Fun Tom 🇨🇦 💂 (@funtomvids) July 19, 2026
I am in tears. After President Trump PERSONALLY gives the World Cup Trophy to Spain, the Captain and team want Trump to Celebrate with them 🙏
Liberals do NOT want you to see this ❤️ pic.twitter.com/5MENeQPEzM — MAGA Voice (@MAGAVoice) July 19, 2026
Spain players doing the Trump Dance as he presents the FIFA World Cup trophy.
The world loves our president. We are blessed. pic.twitter.com/00trz6Q9fY — Robert Burns (@RobertBurns82) July 19, 2026
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VIDEO | Two Argentine players, Lisandro Martínez and Cristian Romero, refused to shake hands with US President Donald Trump during the silver medal ceremony after Argentina’s 1-0 defeat to Spain in the World Cup final.
Martínez avoided shaking hands with both Trump and FIFA… pic.twitter.com/yrv1cDg0o4 — The Cradle (@TheCradleMedia) July 20, 2026
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Come riportato da Renovatio 21, a Buenos Aires vi sono stati scontri tra tifosi e forze dell’ordine: nemmeno i supporter riescono, come adulti, ad accettare la sconfitta. In un Paese serio le proteste della popolazione dovrebbero essere contro il comportamento indegno dei suoi giocatori.Messi barely acknowledged Trump. pic.twitter.com/mQi6KFv1S8
— Don Van Natta Jr. (@DVNJr) July 19, 2026
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Politica
Tucker Carlson: il tradimento di Trump mette gli Stati Uniti sulla strada della rivoluzione
Gli Stati Uniti sono sulla strada della rivoluzione perché il presidente Donald Trump ha tradito gli americani anteponendo gli interessi stranieri a quelli del suo Paese, ha affermato il giornalista Tucker Carlson.
In un’intervista andata in onda venerdì su The Mishal Husain Show della testata economica Bloomberg, il commentatore conservatore – un tempo tra i più importanti sostenitori di Trump – ha accusato il presidente di essere «totalmente sleale» nei confronti degli Stati Uniti, affermando che aveva «tradito gli Stati Uniti alleandosi con una potenza straniera».
«Ecco perché ci sono le rivoluzioni nei Paesi», ha detto Carlson, aggiungendo: «Non voglio la rivoluzione, ma se questa situazione continua così, ci sarà una rivoluzione».
Tucker says there will be a revolution or the government isn’t carful pic.twitter.com/lOItss9b5A
— Jake Shields (@jakeshieldsajj) September 2, 2024
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L’ex conduttore di Fox News, che aveva appoggiato la campagna per la rielezione di Trump nel 2024 prima di prendere le distanze da lui sulla questione iraniana, ha affermato che molti americani non credono più che il sistema politico rappresenti i loro interessi, dichiarando che i repubblicani non sono riusciti a mantenere le promesse di smantellare il «deep state», citando la gestione del caso Jeffrey Epstein come prova del perché molti sostenitori abbiano perso fiducia nel partito.
Carlson è diventato sempre più critico nei confronti del sostegno statunitense alla guerra di Israele a Gaza e ha pubblicamente esortato Trump a non attaccare l’Iran durante la Guerra dei Dodici Giorni tra Israele e la Repubblica Islamica nel giugno 2025. La loro frattura si è acuita dopo che gli Stati Uniti si sono uniti agli attacchi israeliani contro l’Iran alla fine di febbraio, con Carlson che ha accusato Trump di anteporre gli interessi israeliani a quelli americani. Tucker ha anche definito la «vera religione» di Trump «israelismo» e ha definito la guerra contro l’Iran «disgustosa e malvagia».
«Trump ha permesso che il governo degli Stati Uniti fosse completamente guidato da questo piccolo Paese del Medio Oriente, Israele, a nostro grande danno», ha detto Carlson a Bloomberg, aggiungendo di essersi opposto apertamente all’approccio di Trump, ma «ciò non ha avuto alcun effetto». «E poi ci siamo ritrovati in una guerra con l’Iran che ha gravemente danneggiato gli Stati Uniti», ha affermato il popolare giornalista .
Come riportato da Renovatio 21, Trump di conseguenza ha «cacciato» il Carlson e altre figure critiche dell’intervento in Iran – e della sua chiara subordinazione agli interessi di Israele – con un post sui social media in cui insultava Carlson, Megyn Kelly, Candace Owens e Alex Jones di avere un «basso quoziente intellettivo».
Tucker aveva quindi reagito parlando dei presidenti americani ricattati da Israele.
Il giornalista aveva reagito ad una serie di messaggi di Trump a Pasqua definendo il presidente «profanatore della Pasqua» che stava portando il mondo verso la guerra atomica.
Carlson nel suo sito manda in streaming tutt’ora un documentario basato su documenti riguardanti la traccia online lasciata dal Thomas Crooks, l’attentatore che per poco non uccise il candidato Trump durante il comizio di Butler, Pennsylvania. La vulgata mainstream, inclusa quella propalata dalla campagna Trump, sosteneva che del ragazzo non vi era alcuna vera impronta di attività online, cosa stranissima per un giovane della sua età che portava ad ulteriori speculazioni.
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In realtà, nota il documentario di Carlson, di tracce ve ne erano parecchie, anche se ciò non chiarisce l’accaduto. Quello che manca, invece, è la volontà di andare in fondo alle indagini. Tucker sta sostenendo, da mesi, che dietro la chiusura delle indagini sul suo attentato (e su quello di Charlie Kirk…) ci sia direttamente l’amministrazione Trump.
Tucker, in polemica aperta anche con la presente direzione FBI, nella sua investigazione rivela molte altre incongruenze: la cremazione frettolosa del corpo, il sistema anti-droni al comizio disattivato proprio nei minuti in cui Crooks faceva volare il suo mezzo, l’FBI che cancella immediatamente tutte le tracce biologiche sulla scena pulendo il tetto del capannone dove Crooks ha sparato ed è stato quindi ucciso dal cecchino.
Come riportato da Renovatio 21, giorni dopo l’attentato la CIA, in una grottesca excusatio non petita, aveva comunicato di non aver utilizzato la programmazione di controllo mentale MK-Ultra sull’attentatore di Trump.
In altri frangenti, Carlson ha dichiarato apertis verbis che il presidente è sotto il ricatto di Israele e prende ordini dal premier dello Stato Giudaico Benjamino Netanyahu.
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Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Cina
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