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Autismo

Neri nell’epoca dell’autismo: la storia di due bambini

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

 

 

Un bellissimo bambino afroamericano andò dal medico per un controllo dei 15 mesi nel 1998. Crescita e sviluppo erano normali. La madre era sorridente e gioiosa.

 

Seguendo le raccomandazioni del CDC, il medico prescrisse un vaccino MPR, informandola che il bambino avrebbe potuto presentare febbre, eruzione cutanea o irritabilità circa 7-12 giorni dopo. Tuttavia, ciò che accadde fu inaspettato e spaventoso. Ebbe scariche di diarrea gialla e molle e perse la capacità di linguaggio, ancora in fase emergente. Passò dall’essere un bambino felice a un bambino irritabile e difficile da gestire. Il medico si chiese cosa stesse accadendo.

Un bellissimo bambino afroamericano andò dal medico per un controllo dei 15 mesi nel 1998. Il medico prescrisse un vaccino MPR. Passò dall’essere un bambino felice a un bambino irritabile e difficile da gestire. Il medico si chiese cosa stesse accadendo

 

Quel dottore ero io.

 

Così sono iniziati i miei 22 anni (e oltre) di allontanamento dall’insegnamento della pediatria nell’ambito di un programma di specializzazione in medicina di famiglia nel tentativo di capire cosa stesse succedendo a una generazione di bambini che sembravano avere molte più malattie croniche e problemi di sviluppo neurologico di quanto mi aspettassi quando avevo finito la mia specializzazione principale in pediatria in un’università molto prestigiosa.

 

Nel 2000, ho iniziato una pratica in solitaria per occuparmi dei bambini che stavano scivolando nelle crepe di un mondo in cui venivano rimborsate brevi visite pediatriche acute mentre i problemi complessi che richiedevano pensiero critico e ricerca no. Fortunatamente, avevo un marito con un buon stipendio e due figli che probabilmente avrebbero ottenuto borse di studio accademiche per il college, il che mi ha permesso di lavorare per 16 mesi senza stipendio.

 

Mi sono imbattuta in alcuni pionieri che stavano osservando i problemi medici dei bambini con autismo; la pediatra dello sviluppo neurologico Mary Megson è stata la prima che ho incontrato. Ho iniziato a frequentare le conferenze di Defeat Autism Now! dove ho incontrato mentori straordinari come Bernie Rimland, Jon Pangborn, Sid Baker, Richard Deth e Jill James, solo per citarne alcuni.

 

Ho iniziato a frequentare i think tank ARI due volte l’anno, dove ho imparato da scienziati, altri medici e geniali genitori di bambini con autismo. L’obiettivo era sintetizzare ciò che i genitori vedevano nei loro figli con la migliore scienza di base e acume clinico. Ho lavorato come direttore medico dell’Autism Research Institute per cinque anni (ed è stato meraviglioso) e come testimone esperto presso il tribunale per i vaccini (che è stato orribile).

 

Il nostro studio sulla biopsia intestinale su 30 bambini con autismo e 30 controlli, interpretato da un patologo locale ignaro dello stato dei bambini, ha replicato i risultati dell’eccessiva infiammazione e dell’aumento dell’iperplasia nodulare linfoide nei bambini con autismo rispetto al gruppo di controllo

Ascoltando la controversia sulla preoccupazione di Wakefield per la sicurezza del vaccino MPR, ho deciso di immergermi in alcune ricerche cliniche per vederci chiaro. Il nostro studio sulla biopsia intestinale su 30 bambini con autismo e 30 controlli, interpretato da un patologo locale ignaro dello stato dei bambini, ha replicato i risultati dell’eccessiva infiammazione e dell’aumento dell’iperplasia nodulare linfoide nei bambini con autismo rispetto al gruppo di controllo.

 

Mi sono occupata maggiormente della mancanza di studi sui vaccini in doppio cieco, degli adiuvanti e degli eccipienti nei vaccini, degli effetti sinergici di più vaccini somministrati insieme e del crescente carico di malattie croniche infantili che ha devastato le famiglie.

 

Nel corso degli anni sono comparsa davanti a un sottocomitato del Senato, sono andata ai vertici dell’AAP, ho scritto al CDC e ho partecipato alle audizioni del NIH per sostenere la ricerca sui problemi medici nei bambini con autismo.

 

Ho chiesto uno studio comparativo vaccinati/non vaccinati. Non ho ottenuto nulla poiché non vi è mai stato un vero studio controllato con placebo su singoli vaccini alla ricerca di effetti collaterali a lungo termine, tanto meno sui vaccini somministrati in varie combinazioni. Né ci sono stati studi finanziati dal CDC che hanno confrontato i bambini vaccinati con i bambini non vaccinati per la prevalenza di malattie croniche.

 

Ho chiesto uno studio comparativo vaccinati/non vaccinati. Non ho ottenuto nulla poiché non vi è mai stato un vero studio controllato con placebo su singoli vaccini alla ricerca di effetti collaterali a lungo termine, tanto meno sui vaccini somministrati in varie combinazioni

Passiamo rapidamente al 2016, quando William Thompson affermò che il CDC sapeva, da uno studio condotto nei primi anni 2000, che l’età della ricezione del vacino MPR era correlata al rischio di autismo nei bambini afroamericani. I ragazzi neri che ricevevano MPR prima dei tre anni avevano 3,36 volte più probabilità di sviluppare autismo.

 

Nel 2016, stavamo usando da oltre un decennio un programma vaccinale modificato (che soddisfaceva ancora i criteri per l’ingresso all’asilo della Virginia). Abbiamo evitato di immunizzare i pazienti malati, sconsigliato l’uso di paracetamolo dopo i vaccini a causa dell’esaurimento del glutatione e tenuto conto della storia familiare di allergie, autoimmunità e autismo al momento di decidere sui vaccini.

 

L’insorgenza di autismo nei pazienti che hanno seguito la nostra pratica è stata significativamente più bassa della media nazionale. Abbiamo somministrato il vaccino MPR a 2 anni alla maggior parte dei bambini e solo se non presentavano problemi gastrointestinali non diagnosticati e non avevano assunto antibiotici di recente. Non abbiamo rilevato nuovi casi di autismo nei bambini afroamericani.

 

I ragazzi neri che ricevevano MPR prima dei tre anni avevano 3,36 volte più probabilità di sviluppare autismo

Ciò è cambiato quando uno dei nostri pazienti Medicaid è andato al dipartimento sanitario locale per ottenere i vaccini.

 

Consigliamo ai nostri pazienti di seguire le raccomandazioni di Advocates for Children quando si recano al Dipartimento della Salute e di evitare i vaccini in caso di recente malattia o uso di antibiotici, ma questa madre ha riferito di subito forti pressioni per «fare» i vaccini.

 

Al controllo di un anno, il bambino stava assumendo Augmentin da 10 giorni  per un’infezione all’orecchio e da 4 giorni soffriva di RSV (virus respiratorio sinciziale). Si presentò al dipartimento della salute 12 giorni dopo l’insorgenza dell’RSV e ricevette contemporaneamente i seguenti vaccini: Tdap, MPR, varivax, Hib e pneumococco.

 

Abbiamo somministrato il vaccino MPR a 2 anni alla maggior parte dei bambini e solo se non presentavano problemi gastrointestinali non diagnosticati e non avevano assunto antibiotici di recente. Non abbiamo rilevato nuovi casi di autismo nei bambini afroamericani

Il paziente tornò otto giorni dopo piagnucolando ed era molto irritabile; questo è il lasso di tempo in cui ci si aspetta una reazione al vaccino MPR. Al controllo dei 15 mesi, aveva scoppi di collera, si dava colpi alla testa e mordeva i bambini all’asilo. La circonferenza della testa era aumentata dall’80° percentile dei 12 mesi al 97° percentile, nel contesto di una storia familiare di macrocefalia. Venne inviato in neurologia.

 

Un esame genetico includeva un microarray cromosomico, un test Fragile X e l’analisi di 2000 geni noti per essere associati ad autismo e disabilità intellettiva. Tutti erano negativi.

 

All’età di cinque anni, è ancora in lista d’attesa per l’ABA (Analisi applicata del comportamento). È seguito da un logopedista e ha un PEI. Presenta un ritardo globale nello sviluppo e ha «i suoi momenti» ma il suo EEG è normale. Mostra comportamenti problematici innescati da transizioni e frustrazione per non essere in grado di comunicare. Colpisce, morde, calcia e pizzica gli altri e ha comportamenti autolesionistici. Penso che l’evidenza clinica dimostri che ha sofferto di neuroinfiammazione con i vaccini multipli somministrati a 12 mesi.

 

Dal momento che i risultati originali sull’effetto dell’età sulla pericolosità di MPR per i ragazzi afroamericani sono diventati noti nel 2016 (ricordiamo che i dati risalgono al 2001), abbiamo ritardato il vaccino MPR a tre anni per i bambini di colore.

 

E il mio paziente del 1998? Mi prendo ancora cura di lui nonostante abbia detto ai genitori che pensavo che il suo autismo fosse legato al vaccino che gli ho somministrato quando aveva 15 mesi. Mi hanno perdonato perché nessuno sospettava problemi allora. Il famigerato documento Wakefield ritirato fu pubblicato nel 1998 e la confusione non era ancora iniziata quando avevo raccomandato il vaccino.

I suoi genitori mi hanno perdonato. Mi ci è voluto molto più tempo per perdonare me stessa. La mia carriera da allora è stata sicuramente motivata dal mio desiderio di fare ammenda per il mio errore

 

Adesso ha 22 anni, ha convulsioni difficili da controllare e una scarsa capacità di linguaggio. Non ha le capacità per vivere in modo indipendente la quotidianità. Altri problemi che sono stati identificati includono  carenza di vitamina D, allergie e neutropenia intermittente. Il suo unico fattore di rischio genetico identificato è la compromissione della biochimica dei folati correlata al suo stato MTHFR eterozigote composto.

 

I suoi genitori mi hanno perdonato. Mi ci è voluto molto più tempo per perdonare me stessa. La mia carriera da allora è stata sicuramente motivata dal mio desiderio di fare ammenda per il mio errore.

 

Apparentemente il CDC ha identificato un segnale di rischio nel 2001 e quindi ha manipolato il protocollo di studio in modo retroattivo per farlo sparire. La soppressione del rischio di autismo causato dal vaccino MPR ha influenzato le decisioni prese dall’Institute of Medicine e dal National Vaccine Compensation Program (alias «Vaccine Court»).

 

I genitori dei circa 100.000 ragazzi afroamericani a cui è stato diagnosticato l’autismo dal 2001 potrebbero trovare imperdonabile la disinformazione che minimizza i rischi del MPR nei loro figli

Non abbiamo abbastanza ricerche per calcolare con precisione i fattori di rischio relativi che possono essere operativi nello sviluppo di autismo per i bambini neri.

 

Ma i genitori dei circa 100.000 ragazzi afroamericani a cui è stato diagnosticato l’autismo dal 2001 potrebbero trovare imperdonabile la disinformazione che minimizza i rischi del MPR nei loro figli.

 

 

Elizabeth Mumper

Medico, Membro dell’Accademia Americana di Pediatria, The Rimland Center

 

 

Traduzione di Alessandra Boni

 

© 20 maggio 2020, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

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Autismo

La mascherina ha creato una generazione di bambini con problemi nel linguaggio e nelle relazioni

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I lockdown e l’uso delle mascherine sia da parte dei bambini che degli adulti hanno creato un’intera generazione di bimbi piccoli con difficoltà nel linguaggio e nelle relazioni interpersonali. Lo sostiene un rapporto di Ofsted, un’istituzione governativa britannica.

 

Gli ispettori Ofsted hanno scoperto che i bambini circondati da adulti che indossavano maschere per il viso per periodi di tempo significativi negli ultimi due anni ha danneggiato le loro capacità di apprendimento e comunicazione.

 

Quelli che compiono due anni «saranno stati circondati da adulti che indossavano maschere per tutta la vita e quindi non sono stati in grado di vedere regolarmente i movimenti delle labbra o le forme della bocca», ha rilevato il rapporto.

 

«Alcuni hanno riferito che i ritardi nello sviluppo del linguaggio e del linguaggio dei bambini li hanno portati a non socializzare con altri bambini così prontamente come si sarebbero aspettati in precedenza».

 

Parrebbe che le restrizioni pandemiche abbiano creato bambini con problemi a gattonare, usare il bagno in modo indipendente e fare amicizia con altri bambini.

 

«I ritardi nell’apprendimento avevano anche fatto regredire alcuni bambini allo stadio in cui avevano bisogno di aiuto con compiti di base come indossare i cappotti e soffiarsi il naso» riporta Summit News.

 

«Sono particolarmente preoccupato per lo sviluppo dei bambini più piccoli che, se non affrontato, potrebbe potenzialmente causare problemi alle scuole primarie su tutta la linea», ha affermato l’ispettore capo Amanda Spielman.

Siamo dinanzi a bambini chiusi in loro stesso, che non parlano, che regrediscono: qualcuno vuole azzardare l’ipotesi di un «autismo pandemico»?

 

Come riportato da Renovatio 21,  negli USA si era registrato il caso della logopedista Jaclyn Theek la quale aveva affermato che la mascherina indossata durante la pandemia ha causato un aumento del 364% delle segnalazioni di pazienti tra neonati e bambini piccoli.

 

I genitori descrivono i problemi di linguaggio dei loro figli come «ritardo da COVID »; alcuni ritengono che la mascherine siano la causa principale delle capacità di parlare dei loro figli seriamente compromesse.

 

«Non stanno facendo alcun tentativo di parola e non comunicano affatto con la loro famiglia», ha detto, aggiungendo che, parallelamente anche i sintomi dell’autismo stanno salendo alle stelle.

 

Al di là dei bambini diagnosticati nello spettro, siamo dinanzi a bambini chiusi in loro stesso, che non parlano, che regrediscono: qualcuno vuole azzardare l’ipotesi di un «autismo pandemico»?

 

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Autismo

Meno casi di autismo, allergie in bambini non vaccinati: studio

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

 

Uno studio pubblicato questo mese sul Journal of Translational Science ha scoperto che ai bambini che sono stati vaccinati completamente o parzialmente sono stati diagnosticati autismo, allergie gravi, disturbi gastrointestinali, asma, infezioni ricorrenti all’orecchio e ADD/ADHD più spesso dei bambini che non erano completamente vaccinati.

 

 

Uno studio sottoposto a revisione paritaria pubblicato questo mese sul Journal of Translational Science ha rilevato che ai bambini che sono stati vaccinati completamente o parzialmente sono stati diagnosticati autismo, allergie gravi, disturbi gastrointestinali, asma, infezioni ricorrenti all’orecchio e ADD/ADHD più spesso dei bambini che erano completamente non vaccinati .

 

Uno studio pubblicato questo mese sul Journal of Translational Science ha scoperto che ai bambini che sono stati vaccinati completamente o parzialmente sono stati diagnosticati autismo, allergie gravi, disturbi gastrointestinali, asma, infezioni ricorrenti all’orecchio e ADD/ADHD più spesso dei bambini che non erano completamente vaccinati

Lo studio ha anche mostrato che c’era un effetto protettivo contro questi disturbi quando i bambini non erano vaccinati e allattati al seno per un minimo di sei mesi, o non vaccinati e nati per via vaginale.

 

Lo studio, «Effetti sulla salute nei bambini vaccinati contro non vaccinati, con covariate per lo stato di allattamento al seno e il tipo di nascita», si basa su una coorte di 1.565 bambini provenienti da tre studi medici negli Stati Uniti.

 

All’interno delle tre pratiche, i genitori hanno compilato questionari basati sullo stato di vaccinazione e sulla salute dei loro figli. I risultati dei questionari sono stati confermati utilizzando i record di grafici di ciascuna pratica.

 

Secondo lo studio:

 

«I risultati di questo studio devono essere valutati rispetto ai punti di forza e ai limiti dei dati disponibili e del disegno dello studio. Ulteriori ricerche che utilizzano un campione più ampio di diverse pratiche mediche produrranno una maggiore certezza nei risultati, essenziale per comprendere l’intera portata degli effetti sulla salute associati alla vaccinazione infantile».

La ricerca si aggiunge a una crescente quantità di letteratura che dimostra che i bambini non vaccinati sono più sani

 

La ricerca si aggiunge a una crescente quantità di letteratura che dimostra che i bambini non vaccinati sono più sani. Studi simili sono stati pubblicati in precedenza da Hooker e Miller (2020), Lyons-Weiler e Thomas (2021) e Mawson et al. (2017).

 

«Questo studio fornisce un’altra prova molto importante per quanto riguarda la salute generale dei bambini vaccinati rispetto a quelli non vaccinati», ha affermato il co-autore Brian S. Hooker, Ph.D., PE, direttore scientifico di Children’s Health Defense e professore di biologia alla Simpson University .

 

«È imperativo che i funzionari sanitari prendano sul serio questa ricerca per la migliore protezione dei bambini negli Stati Uniti e nel mondo», ha affermato Hooker.

 

«È imperativo che i funzionari sanitari prendano sul serio questa ricerca per la migliore protezione dei bambini negli Stati Uniti e nel mondo»

Hooker ha affermato che, dati i risultati dello studio, «è imperativo» che i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie aprano il proprio link sui dati sulla sicurezza dei vaccini a ricercatori indipendenti in modo da poter accertare ulteriori studi sull’effetto dell’intero programma di vaccinazione per neonati/bambini .

 

Neil Z. Miller, giornalista di ricerca medica, direttore del ThinkTwice Global Vaccine Institute, è stato coautore dello studio con Hooker.

 

 

Il Team di Children’s Health Defense

 

 

 

 

© 25 giugno 2021, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

 

 

 

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Alimentazione

La scienza è chiara: i metalli pesanti negli alimenti per bambini sono dannosi per il cervello

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

 

 

Un rapporto del 2019 di Healthy Babies Bright Futures ha osservato che oltre ai metalli pesanti, gli alimenti per l’infanzia sono pieni di altre sostanze chimiche neurotossiche, tra cui perclorato, ftalati e glifosato, che, insieme, possono avere impatti significativi sulla salute.

 

 

Oltre ai metalli pesanti, gli alimenti per l’infanzia sono pieni di altre sostanze chimiche neurotossiche che, insieme, possono avere impatti significativi sulla salute

 

A febbraio, i genitori di bambini piccoli hanno avuto una brutta sorpresa: hanno appreso che molti alimenti per l’infanzia acquistati nei negozi, sia convenzionali sia biologici, contengono pericolosi livelli di metalli pesanti che abbassano il QI.

 

Questa scoperta, risultato di un’indagine della Commissione della Camera per la Supervisione e la Riforma, ha documentato la presenza di arsenico inorganico altamente tossico, cadmio, piombo e mercurio negli alimenti per bambini – a livelli molto al di sopra dei limiti fissati dai regolatori per l’acqua potabile e altri prodotti .

 

Un rapporto dell’ottobre 2019 di Healthy Babies Bright Futures ha promosso l’indagine del Congresso. Nei test su 168 alimenti per neonati, l’organizzazione ha scoperto che il 95% era contaminato da almeno uno dei quattro metalli e, più spesso, da due o più.

Molti alimenti per l’infanzia acquistati nei negozi, sia convenzionali sia biologici, contengono pericolosi livelli di metalli pesanti che abbassano il QI

 

Tutti e quattro i metalli sono neurotossine già note nei bambini, sostanze che «influenzano particolarmente lo sviluppo neurologico e le prestazioni intellettuali». Secondo il rapporto del Congresso:

 

«L’esposizione a metalli pesanti tossici provoca una diminuzione permanente del QI, una riduzione della futura produttività economica e un aumento del rischio di futuri comportamenti criminali e antisociali nei bambini. I metalli pesanti tossici mettono in pericolo lo sviluppo neurologico del neonato e la funzionalità cerebrale a lungo termine».

 

L’arsenico, un contaminante delle acque sotterranee comune in molte aree, «è classificato al primo posto tra le sostanze presenti nell’ambiente che rappresentano la minaccia potenziale più significativa per la salute umana», si legge nel rapporto. Il piombo è al secondo posto, il mercurio al terzo e il cadmio al settimo.

 

«L’esposizione a metalli pesanti tossici provoca una diminuzione permanente del QI, una riduzione della futura produttività economica e un aumento del rischio di futuri comportamenti criminali e antisociali nei bambini. I metalli pesanti tossici mettono in pericolo lo sviluppo neurologico del neonato e la funzionalità cerebrale a lungo termine»

livelli di arsenico trovati negli alimenti per l’infanzia testati erano fino a 91 volte il massimo consentito dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense per l’acqua in bottiglia e fino a 69 e 177 volte per cadmio e piombo, rispettivamente.

 

I livelli di mercurio negli alimenti per bambini superavano fino a 5 volte il livello stabilito dalla US Environmental Protection Agency per l’acqua potabile.

 

 

Industria e inazione normativa

Quattro società – Beech-Nut, Gerber, Hain e Nurture – hanno collaborato con la richiesta della sottocommissione del Congresso di documenti interni e dati dei test. Tre società – Campbell, Sprout Organic Foods e Walmart – si sono rifiutate.

 

L’indagine ha rilevato che per la stragrande maggioranza degli alimenti per l’infanzia, i produttori «sono liberi… di non condurre alcun test». Secondo il rapporto, la FDA «ha messo a punto solo uno standard di metallo per una categoria ristretta di alimenti per l’infanzia» – uno standard di arsenico inorganico di 100 parti per miliardo (ppb) per i cereali di riso. Ma anche questo standard «è troppo alto per evitare effetti neurologici sui bambini».

I livelli di mercurio negli alimenti per bambini superavano fino a 5 volte il livello stabilito dalla US Environmental Protection Agency per l’acqua potabile.

 

Per decenni, le autorità di regolamentazione non hanno prestato attenzione ai genitori di bambini con autismo che hanno segnalato carichi corporei di metalli pesanti nei loro figli di gran lunga superiori alle linee guida federali sulla sicurezza, anche quando le preoccupazioni dei genitori erano supportate da ricerche e video domestici (vedi sotto) e dopo i trattamenti per rimuovere questi metalli dal corpo. In molti casi, quei trattamenti hanno documentato un netto miglioramento e persino il recupero dall’autismo diagnosticato.

 

Valutazione della tossicità da metalli pesanti

I tossicologi generalmente valutano gli effetti di una sostanza sulla salute umana in due modi. In primo luogo, prendono in considerazione forme specifiche di tossicità (come il cancro o il danno nello sviluppo neurologico) e valutano «le condizioni in cui queste forme di tossicità potrebbero apparire» negli individui esposti alla sostanza, tenendo conto della via di ingresso nell’organismo (es. ingestione, iniezione, inalazione o assorbimento cutaneo).

 

Per decenni, le autorità di regolamentazione non hanno prestato attenzione ai genitori di bambini con autismo che hanno segnalato carichi corporei di metalli pesanti nei loro figli di gran lunga superiori alle linee guida federali sulla sicurezza

La seconda strada per la valutazione della tossicità prevede l’esame della relazione dose-risposta.

 

Tuttavia, per la «valutazione del rischio e dell’impatto nella vita reale» dell’esposizione cronica a basso livello – come l’ingestione quotidiana di alimenti contaminati – i tossicologi sostengono sempre più che gli studi dose-risposta «classici» siano inadeguati.

 

Questi scienziati sottolineano invece la necessità di valutare «fattori interagenti complessi», comprese le finestre di suscettibilità (come la gravidanza o lo sviluppo precoce); vulnerabilità genetichenutrizionali o metaboliche che predispongono a esiti peggiori; e la co-esposizione a più tossine, portando a effetti potenzialmente sinergici.

 

Il rapporto del 2019 di Healthy Babies Bright Futures ha osservato che oltre ai metalli pesanti, gli alimenti per l’infanzia sono pieni di altre sostanze chimiche neurotossiche – tra cui percloratoftalati e glifosato – e tutte queste esposizioni quotidiane possono «sommarsi» e generare impatti significativi sulla salute.

 

Fondamentalmente, gli scienziati considerano l’arsenico, il cadmio, il piombo e il mercurio come «tossine senza soglia», cioè possono causare effetti negativi «praticamente a tutti i livelli di esposizione».

Gli scienziati considerano l’arsenico, il cadmio, il piombo e il mercurio come «tossine senza soglia», cioè possono causare effetti negativi «praticamente a tutti i livelli di esposizione»

 

 

Abbondante evidenza di neurotossicità

L’evidenza incontrovertibile che l’arsenico inorganico, il cadmio, il piombo e il mercurio sono neurotossici delinea gli effetti sotto forma di un QI ridotto così come esiti negativi dello sviluppo neurologico, come il disturbo dello spettro autisticoil disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) – due condizioni che sono state in aumento costante per diversi decenni e, inoltre, spesso si verificano contemporaneamente.

 

C’è una ricerca particolarmente esaustiva che collega i metalli all’autismo, comprese le prove di biomarcatori da urinasangue, capelli, unghie e denti da latte, che evidenziano differenze marcate nei livelli di questi metalli nei bambini autistici rispetto a quelli neurotipici.

 

C’è una ricerca particolarmente esaustiva che collega i metalli all’autismo, comprese le prove di biomarcatori da urina, sangue, capelli, unghie e denti da latte, che evidenziano differenze marcate nei livelli di questi metalli nei bambini autistici rispetto a quelli neurotipici

La ricerca conferma anche che «la co-esposizione a più metalli può provocare una maggiore neurotossicità rispetto all’esposizione a un singolo metallo, in particolare durante i primi anni di vita».

 

Uno studio del 2017 ha mostrato, ad esempio, che i bambini con autismo hanno nel sangue livelli più alti di arsenico e mercurio rispetto agli individui sani.

 

Un altro studio pubblicato nel 2015 ha rilevato livelli più elevati di mercurio, piombo e alluminio nei capelli dei bambini autistici, rispetto ai controlli abbinati.

 

Gli studi sull’intelligenza non sono rassicuranti. Ad esempio, una meta-analisi di studi sull’arsenico non solo ha mostrato un «notevole effetto negativo sullo sviluppo neurologico e sui disturbi comportamentali», ma ha concluso che ogni 50% di aumento dei livelli di arsenico produrrebbe una diminuzione di 0,4 nel QI dei bambini.

 

Nelle popolazioni europee, i ricercatori hanno stimato le perdite di QI dovute a cibi contaminati da piombo che vanno da 0,1 a 0,49 punti QI.

Nelle popolazioni europee, i ricercatori hanno stimato le perdite di QI dovute a cibi contaminati da piombo che vanno da 0,1 a 0,49 punti QI

 

Anche il cadmio e il mercurio sono associati a una scarsa cognizione.

 

 

Proteggere le generazioni attuali e future

Una caratteristica interessante del rapporto del Congresso di febbraio sugli alimenti per bambini è che condanna il vuoto normativo prevalente, rimproverando la FDA (così come l’industria) per non aver agito.

 

Ciò che rende ancora più preoccupante la riluttanza delle autorità di regolamentazione ad ascoltare i genitori è che i genitori sono stati in grado di citare non solo la loro esperienza diretta, ma anche le abbondanti prove sugli effetti neurotossici dei metalli sui bambini. Quelle prove – e le ramificazioni per la società in generale – non sono né nuove né oscure.

«La conseguente perdita di intelligenza causa una diminuzione della produttività economica che persiste per tutta la vita di questi bambini»

 

Nel 2005, ad esempio, uno studio ha conquistato i titoli della CBS per aver mostrato che «centinaia di migliaia di bambini nascono ogni anno con un QI inferiore associato all’esposizione [in utero] al mercurio» e che i decrementi permanenti del QI – perdite che vanno da «un quinto di punto di QI fino a 24 punti – «costa agli Stati Uniti 8,7 miliardi di dollari all’anno in termini di perdita di guadagni».

 

Gli autori dello studio del 2005 sul mercurio e il QI hanno avvertito: «La conseguente perdita di intelligenza causa una diminuzione della produttività economica che persiste per tutta la vita di questi bambini».

 

Tuttavia, gli effetti non sono necessariamente limitati a una singola generazione, come dimostrano gli studi sull’epigenetica e l’eredità transgenerazionale. Le modificazioni epigenetiche, definite come «alterazioni stabili ed ereditabili nell’espressione genica e nella funzione cellulare», si verificano in risposta a fattori scatenanti ambientali, compresi i metalli pesanti.

Gli effetti non sono necessariamente limitati a una singola generazione, come dimostrano gli studi sull’epigenetica e l’eredità transgenerazionale

 

Uno studio del 2017 ha dimostrato che i cambiamenti epigenetici indotti dall’arsenico, ad esempio, hanno effetti di vasta portata sull’omeostasi cellulare e sui percorsi che portano al cancro.

 

Lungi dall’essere «adattivi», i ricercatori avvertono che questi cambiamenti epigenetici, trasmissibili alla prole, hanno il potenziale di «generare una moltitudine di stati patologici».

 

Come riportato da The Defender alla fine di febbraio, l’azione legale potrebbe essere l’unico modo per proteggere le generazioni attuali e quelle future di bambini da questi alimenti tossici e dai loro impatti a valle.

I ricercatori avvertono che questi cambiamenti epigenetici, trasmissibili alla prole, hanno il potenziale di «generare una moltitudine di stati patologici»

 

Nel 2019, Children’s Health Defense (CHD) ha intentato una causa contro Beech-Nutper per aver spacciato la sua linea di prodotti Beech-Nut Naturals come «100% naturale» nonostante i residui di diversi pesticidi sintetici.

 

L’azione legale di CHD ha sostenuto che l’etichettatura e il marketing fuorvianti «ingannano i genitori che cercano di essere consapevoli sui contenuti degli alimenti per l’infanzia che fanno mangiare ai loro figli».

 

Sono già numerose nel paese le cause legali per difendere i bambini esposti a alimenti per l’infanzia contaminati da metalli pesanti che hanno sviluppato autismo o ADHD.

 

 

Lyn Redwood, RN, MSN
Children’s Health Defense Team

 

 

 

Traduzione di Alessandra Boni

 

 

© 19 marzo 2021, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

 

 

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