Spirito
Negli Stati Uniti, Leone XIV crea perplessità tra i cattolici
Un recente intervento pubblico di Papa Leone XIV sulla politica interna americana ha evidenziato le divisioni che polarizzano la Chiesa oltreoceano, creando al contempo un certo disagio tra i cattolici americani conservatori che sostengono le politiche dell’amministrazione Trump.
Tutto inizia nel settembre 2025: l’arcidiocesi di Chicago, il cui vescovo è il cardinale Blase Cupich, conferisce un premio al senatore Dick Durbin per i suoi quarant’anni di impegno a favore dei migranti. Ma, sebbene cattolico praticante, il destinatario è un fervente difensore dell’aborto, il che scatena immediatamente polemiche all’interno dell’episcopato americano.
Una dozzina di prelati conservatori, tra cui mons. Thomas Paprocki di Springfield, hanno pubblicato una lettera aperta in cui denunciavano il piano del cardinale Cupich, sostenendo che avrebbe compromesso la testimonianza pro-life della Chiesa e rischiato di seminare confusione tra i fedeli. In un editoriale pubblicato da First Things, mons. Paprocki ha descritto la posizione del senatore come «intrinsecamente sbagliata», elevando il caso allo status di simbolo delle tensioni che polarizzano la Chiesa cattolica americana.
La situazione si è aggravata quando Papa Leone XIV, rompendo con la sua precedente riservatezza, è intervenuto nel dibattito durante un’intervista stampa la sera del 1° ottobre 2025 a Castel Gandolfo: «comprendo le difficoltà e le tensioni, ma, come io stesso mi sono espresso in passato, è fondamentale esaminare le numerose questioni relative agli insegnamenti della Chiesa», ha dichiarato.
Ha aggiunto: «Una persona che dice: “sono contro l’aborto”, ma sostiene la pena di morte, non è veramente pro-life. Allo stesso modo, chi dice: ‘Sono contro l’aborto, ma tollero il trattamento disumano degli immigrati negli Stati Uniti’, non so se questo si qualifichi come pro-life».
Ha concluso: «si tratta di questioni estremamente complesse, e dubito che qualcuno conosca tutta la verità al riguardo, ma vorrei chiedere innanzitutto che ci sia rispetto reciproco e che ci impegniamo, come esseri umani, come cittadini americani e come cattolici, a rimanere molto attenti a tutte queste questioni etiche. E a trovare, come Chiesa, la via da seguire. L’insegnamento della Chiesa su ciascuna di queste questioni è molto chiaro».
L’intervento del papa è stato rapidamente interpretato in vari modi: Phil Lawler di Catholic Culture, un organo di stampa conservatore, lo ha interpretato come una critica implicita al senatore Dick Durbin, mentre il sito web Politico, più progressista sulle questioni sociali, ha accolto con favore un «appello al dialogo». Poco dopo l’intervento papale, il senatore pro-aborto ha deciso di rifiutare il premio che il cardinale Cupich voleva assegnargli, con quest’ultimo che ha espresso la sua «tristezza» e il suo «rammarico».
La questione non è finita qui: un po’ turbata dalle dichiarazioni di Papa Leone XIV, la Casa Bianca ha prontamente reagito attraverso la sua portavoce, Karoline Leavitt, devota cattolica, respingendo le accuse di trattamento disumano e ribadendo che l’amministrazione applica le leggi «nel modo più umano possibile».
E il disagio ha toccato alcuni cattolici americani che credevano che Leone XIV non avrebbe appoggiato i giudizi del suo predecessore sulla politica migratoria americana: il National Catholic Register evidenzia la tensione tra i fedeli, divisi tra la difesa della sovranità nazionale e l’adesione alle parole del Romano Pontefice. Alcuni internauti accusano addirittura Leone XIV di «tradire» le sue radici americane allineandosi a una «sinistra vaticana».
Molti cattolici americani conservatori hanno visto in Leone XIV, un papa dall’accento «yankee», un ritorno a un’ortodossia più rigorosa, in seguito alle posizioni progressiste di papa Francesco. I media cattolici progressisti, come il National Catholic Reporter e America Magazine, si sono affrettati a cantare vittoria, rivendicando, nelle parole di Leone XIV, un «continuum sostanziale» con l’eredità del defunto pontefice argentino.
La vicenda tocca anche la Conferenza Episcopale Cattolica, impegnata nella preparazione di un documento sulla «Cittadinanza Fedele»: i vescovi conservatori propugnano il mantenimento della lotta all’aborto come priorità di ogni impegno politico, mentre i prelati più progressisti spingono per un approccio più irenico a questioni divisive, tra cui l’immigrazione e il cambiamento climatico, a rischio di indebolire la dottrina della Chiesa.
Questa divisione illustra ancora una volta le sfide che la Chiesa americana deve affrontare, la quale deve in qualche modo trovare la propria strada in un panorama politico polarizzante, dove i cattolici rappresentano oltre il 20% dell’elettorato.
Inutile dire che la prossima esortazione apostolica di Papa Leone XIV, intitolata Dilexi Te, firmata il 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi, e che sarà presentata il 9 ottobre dalla Santa Sede, sarà attentamente esaminata.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Spirito
Suore fingono di concelebrare la Messa mentre il sacerdote cambia la consacrazione
“Este es mi cuerpo , que será entregado por vosotras…” Así es la Plegaria inventada de la Misa femista con las monjas trinitarias en el altar simulando concelebrar. Suesa, Cantabria. pic.twitter.com/PF3XezbTgS
— InfoVaticana (@Infovaticana) August 20, 2026
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Occulto
A Cusco, la Pachamama precede Leone XIV
Pochi mesi prima della visita annunciata di Papa Leone XIV in Perù, un incontro organizzato a Cusco con la partecipazione di diversi prelati si aprì con un «pagamento alla terra», un rito pagano di offerta a Pachamama. Le immagini mostrano un vescovo e un funzionario del Dicastero per la Dottrina della Fede che depongono personalmente foglie di coca.
Il 13 e 14 agosto 2026 si è tenuto a Cusco, in Perù, un incontro macroregionale dal titolo «Intrecciare voci per la dignità: per i diritti umani e il bene comune». L’incontro ha riunito rappresentanti della Conferenza episcopale peruviana, organizzazioni sociali, comunità indigene e diversi gruppi provenienti da varie regioni del Paese.
Tra i partecipanti figuravano il vescovo Lizardo Estrada Herrera, vescovo ausiliare di Cusco e segretario generale del Consiglio episcopale latinoamericano e caraibico (CELAM), il vescovo Miguel Ángel Cadenas, vescovo di Iquitos, e il vescovo Jordi Bertomeu, funzionario del Dicastero per la Dottrina della Fede e Pontificio Commissario nel caso Sodalicio, una società di vita apostolica di cui è incaricato dello scioglimento a seguito di scandali.
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Un’offerta a «Madre Terra»
Secondo i video resi pubblici e riportati da InfoVaticana, l’incontro non inizia con una preghiera cristiana o un’invocazione della Santissima Trinità, bensì con un rito mutuato dalla visione pagana andina.
Una donna spiega ai presenti che il mese di agosto è dedicato a «Madre Terra», presentata come amorevole, benevola e dispensatrice di sostentamento. Vengono quindi distribuite foglie di coca. I partecipanti sono invitati a meditare, a eseguire esercizi di respirazione e poi a soffiare sulle foglie prima di offrirle. Questo gesto è chiamato «pago a la tierra», «pagamento alla terra», legato al culto di Pachamama.
Le immagini visionate da diverse testate giornalistiche mostrano il vescovo Estrada e il vescovo Bertomeu mentre eseguono personalmente il rituale: ciascuno si avvicina con delle foglie di coca e le depone nel recipiente ardente preparato per l’offerta. Il commento orale che accompagna il rito parla di riportare le offerte al fuoco e di chiedere alla «Madre Fuoco» di ricevere i messaggi portati dai partecipanti e, a sua volta, di concedere loro la «saggezza».
È difficile ridurre la scena a una semplice rappresentazione folcloristica di un’usanza locale. Il gesto viene compiuto in un contesto esplicitamente religioso: la terra e il fuoco vengono invocati e ricevono offerte.
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Il precedente del 2019
La scena richiama inevitabilmente alla mente gli scandalosi eventi del Sinodo sull’Amazzonia dell’ottobre 2019. Statuette raffiguranti una donna incinta furono utilizzate durante una cerimonia svoltasi nei giardini vaticani, alla presenza di Papa Francesco, e successivamente esposte nella chiesa di Santa Maria in Traspontina e portate in diverse occasioni legate al Sinodo.
Il 21 ottobre, diverse di queste statue furono rimosse dalla chiesa e gettate nel Tevere da un uomo. Francesco si scusò quindi per la loro scomparsa e si riferì a esse come alle «statue di Pachamama», affermando che erano state presenti «senza intenti idolatrici».
La vicenda aveva suscitato forti reazioni; in particolare, il cardinale Robert Sarah denunciò l’infiltrazione del paganesimo nella Chiesa e si chiese: perché presentare Pachamama anziché la Madonna di Guadalupe, veramente venerata dai popoli cattolici dell’America Latina?
Sette anni dopo, le immagini provenienti da Cusco dimostrano che il problema sollevato nel 2019 è tutt’altro che scomparso.
Inculturazione o sincretismo?
La Chiesa non ha mai preteso che i popoli che evangelizza abbandonassero tutto ciò che appartiene alla loro cultura; è sempre stata capace di adottare e purificare costumi, lingue, forme artistiche e persino certi simboli naturali, purché potessero acquisire un significato conforme alla fede cattolica.
Una foglia di coca, ad esempio, non è ovviamente di per sé idolatrica; fa parte della vita quotidiana e della cultura di molte popolazioni andine da secoli. Ben diversa è la situazione quando un oggetto diventa lo strumento di un’offerta religiosa rivolta a una forza della natura considerata «Madre Terra», o quando il fuoco viene invocato come una «Nonna» capace di ricevere richieste e impartire saggezza.
Su questo punto la Rivelazione è inequivocabile: «Adorerai il Signore Dio tuo e a lui solo renderai culto» (Mt 4,10). L’inculturazione cattolica consiste nel purificare le culture alla luce dell’Apocalisse, e non nel reintrodurre nella pratica della Chiesa i culti pagani e idolatri dai quali l’evangelizzazione aveva liberato i popoli.
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Un funzionario del Dicastero per la Dottrina della Fede
La presenza attiva dell’arcivescovo Jordi Bertomeu conferisce particolare rilevanza alla questione, in quanto funzionario del Dicastero per la Dottrina della Fede e incaricata di svolgere missioni di fiducia come commissario pontificio della Santa Sede. Secondo InfoVaticana , dopo aver parlato della Sodalicio durante l’incontro, l’arcivescovo Bertomeu avrebbe girato il cartello con il suo nome prima di lasciare il suo posto. Il media spagnolo riferisce di aver tentato invano di contattarlo per ottenere chiarimenti.
Sarebbe ovviamente auspicabile che la persona in questione spiegasse pubblicamente il significato che attribuiva alle sue azioni. Ma a prescindere dalla sua intenzione soggettiva, resta la natura oggettiva della cerimonia a cui ha partecipato. Mentre un ufficiale del dicastero ha il compito di salvaguardare l’integrità della fede cattolica, viene visto prendere parte a un rito in cui si invocano elementi naturali e si ricevono offerte.
Un incontro con obiettivi più ampi
L’ Istituto Lepanto osserva che le organizzazioni e le rivendicazioni rappresentate a Cusco andavano ben oltre le questioni puramente sociali relative alle popolazioni indigene.
L’evento è stato organizzato in collaborazione con il Coordinamento Nazionale per i Diritti Umani (CNDDHH), che ha esplicitamente incluso le “persone LGBTIQ+” tra le categorie rappresentate. L’ Istituto Lepanto sottolinea che la sua identità visiva raffigura una donna con un foulard verde, simbolo dei movimenti pro-aborto in America Latina, accanto a una persona vestita con i colori dell’arcobaleno LGBT.
Le fotografie pubblicate da Ruth Luque, parlamentare peruviana presente all’evento, mostrano anche i partecipanti che espongono una bandiera transgender, mentre i documenti di lavoro menzionano specificamente “l’accesso a un’assistenza sanitaria completa per le persone LGBTIQ+ (trans/nb)”. Bruno Montenegro ha partecipato a questi incontri in qualità di rappresentante della Fraternità Transmaschile del Perù.
L’ inchiesta dell’Istituto Lepanto mette in luce anche la partecipazione della Confederación Campesina del Perú (CCP), storicamente strettamente legata alla sinistra rivoluzionaria peruviana. Per decenni, è stata guidata da attivisti appartenenti al Partito Comunista Peruviano. Questa organizzazione internazionale, che si definisce in un’ottica anticapitalista, sostiene anche le rivendicazioni per il diritto all’aborto e i diritti LGBT.
La dichiarazione finale redatta a Cusco chiede, in particolare, politiche pubbliche che promuovano «la parità di genere» e «un’educazione sessuale completa nelle scuole». Secondo i suoi autori, questo testo è stato ufficialmente presentato a Leone XIV e si prevede che gli venga consegnato durante la sua visita in Perù. Cosa ne farà?
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Il silenzio imbarazzante di Vatican News
Vatican News, il sito di notizie ufficiale della Santa Sede , ha pubblicato un resoconto favorevole dell’incontro, sottolineando come esso abbia «offerto uno spazio per condividere esperienze provenienti da diverse regioni, individuare sfide comuni e sviluppare proposte in risposta alle principali problematiche relative ai diritti umani che affliggono il Paese». Tuttavia, come hanno fatto notare InfoVaticana e altri osservatori, il resoconto ufficiale non menziona né il rito di apertura della Pachamama, né la partecipazione del vescovo Bertomeu ad esso.
L’omissione è difficile da comprendere. Se il «pagamento alla terra» era considerato una pratica culturale perfettamente compatibile con la fede cattolica, perché non menzionarlo nel resoconto di un evento ecclesiastico? Se, al contrario, poneva una difficoltà dottrinale, perché dei prelati cattolici, e ancor più un funzionario del Dicastero per la Dottrina della Fede, vi presero parte attivamente?
Leone XIV conosceva a fondo il Perù, avendo a lungo ricoperto la carica di ministro e possedendo la cittadinanza peruviana. La sua prossima visita nel Paese, dall’11 al 17 novembre, darà inevitabilmente particolare risalto a tutto ciò che riguarda il rapporto tra il cattolicesimo e le culture indigene.
Cusco, dove si è appena svolto questo «pagamento alla terra», è tra le quattro città che il papa visiterà. Sette anni dopo lo scandalo Pachmama in Vaticano, quale posizione adotterà Leone XIV in quel luogo?
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine di Estonian Foreign Ministry via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Spirito
«Assunzione, rigenerazione, garanzia della nostra stessa risurrezione»: Omelia di mons. Viganò nella festa dell’Assunta
Renovatio 21 pubblica l’omelia dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò nella festa dell’Assunzione della Vergine Maria
TU HONORIFICENTIA POPULI NOSTRI
Omelia nell’Assunzione della Beatissima Vergine Maria
Signum magnum apparuit in cælo:
mulier amicta sole, et luna sub pedibus ejus.
Un segno grande apparve nel cielo:
una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi.
Ap 12, 1
In questo giorno santo in cui la Chiesa — quella di sempre, non quella schiava del mondo, che ha creduto di poter riscrivere anche la lode dovuta alla Madre di Dio — innalza il suo canto dinanzi al mistero dell’Assunzione, permettetemi di condurvi non a una pia commozione passeggera, ma a quella roccia di dottrina sicura su cui i Padri, i Dottori e i Sommi Pontefici hanno edificato, per secoli, la nostra certezza.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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+ Carlo Maria Viganò
Arcivescovo
Viterbo, 15 Agosto MMXXVI
In Assumptione Beatæ Mariæ Virginis
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