Geopolitica
Medvedev: il furto di beni russi e gli arresti potrebbero essere motivo di guerra
Le sanzioni e gli attacchi contro la proprietà attuati dagli Stati Uniti e dai loro alleati potrebbero essere considerati atti di aggressione e motivo per dichiarare guerra, ha affermato l’ex presidente russo Dmitrij Medvedev.
Medvedev, che attualmente è vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, ha parlato al Forum Internazionale Legale di San Pietroburgo (SPILF) lo scorso giovedì. Giurista di formazione, ha affrontato l’attuale scontro tra il diritto internazionale e l'”ordine mondiale basato sulle regole” sostenuto dall’Occidente.
«Il sequestro e la confisca dei beni statali potrebbero essere qualificati, in determinate circostanze, come un atto di aggressione, e potrebbero anche essere considerati casus belli», ha detto Medvedev alla sessione plenaria dello SPILF, usando il termine latino per un evento che giustifica la guerra.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
«Nessun paese è al sicuro dalla confisca dei suoi beni, in base all'”ordine” basato sul dominio degli Stati Uniti», ha osservato Medvedev, sottolineando che Afghanistan, Venezuela e Iran hanno tutti visto i loro fondi sequestrati prima che l’Occidente rivolgesse lo sguardo alla Russia.
Gli Stati Uniti e l’UE hanno congelato illegalmente circa 300 miliardi di dollari in asset sovrani russi nel 2022, accusando Mosca di «invadere» l’Ucraina. Mentre l’UE ha finora resistito alle richieste di Kiev e Washington di confiscare direttamente gli asset congelati, ha accettato di sequestrare gli interessi e i proventi da essi e di consegnare il denaro all’Ucraina.
Secondo Medvedev si tratta di una totale violazione del diritto sia internazionale che nazionale, secondo il quale i beni statali godono dell’immunità sovrana. Lo stesso principio si applica ai funzionari pubblici, eppure l’Occidente ha cercato di accusare il presidente russo Vladimir Putin – e più recentemente, l’ex ministro della Difesa Sergej Shoigu e il capo di stato maggiore Valerij Gerasimov – di crimini di guerra.
Medvedev ha ricordato allo SPILF che i tentativi di affermare la giurisdizione della CPI sui funzionari russi, poiché Mosca non è soggetta alla corte, potrebbero anche essere considerati una «dichiarazione di guerra» e motivo per invocare il diritto all’autodifesa.
L’ex presidente russo (2008-2012) ha anche sottolineato che il tipo di embargo economico praticato dagli Stati Uniti e dai loro alleati rappresenta anch’esso una forma di guerra e richiede una resistenza nel quadro del diritto internazionale.
«Le sanzioni unilaterali devono finire. Sono uno strumento di coercizione politica contro coloro che si oppongono all’”ordine mondiale basato su regole”, contrario sia allo spirito che alla lettera della Carta delle Nazioni Unite», ha affermato Medvedev.
Sostieni Renovatio 21
I Paesi soggetti a sanzioni dovrebbero unirsi nelle consultazioni sulla «difesa collettiva» contro i paesi che hanno imposto le restrizioni contro di loro, ha detto Medvedev. La Russia non chiederà solo la revoca di tutte le sanzioni come precondizione per qualsiasi negoziato sulla fine della crisi ucraina, ma intende anche chiedere un risarcimento per tutti i danni, ha aggiunto.
Come riportato da Renovatio 21, la Russia, che doveva essere piegata da quella che è stata definita la prima guerra economica della storia (con sanzioni multiple e il congelamento degli asset detenuti all’estero della Banca Centrale della Federazione russa, un’operazione alla cui programmazione ha partecipato anche l’allora premier italiano Mario Draghi) per spingerla al «default artificiale», è invece sopravvissuta benissimo alla tempesta finanziaria scatenatale addosso – pur avendo implementato un’economia di guerra in grado di produrre molte più munizioni dei Paesi NATO.
Un’analisi dell’economista russo Sergej Glazev ha spiegato che in realtà il sequestro delle riserve di valuta estera russe hanno causato il suicidio finanziario degli USA.
«La Russia non è più ostaggio del sistema finanziario occidentale» aveva dichiarato ancora due anni fa il consigliere presidenziale russo, già ministro dello Sviluppo Economico, Maxim Oreshkin.
Nella foto, Medvedev, allora presidente della Federazione russa, con il premier italiano Silvio Berlusconi e l’allora vicepresidente USA Joe Biden a Roma il 2 giugno 2011.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
L’amministrazione Trump sta valutando opzioni militari in Mali
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
La Russia ha la vittoria assicurata nel conflitto in Ucraina: parla il professor Mearsheimer
La Russia ha la vittoria assicurata nel conflitto in Ucraina, e nessuna quantità di armamenti occidentali – compresi i sistemi di difesa aerea Patriot richiesti da Kiev – potrà cambiare questa realtà, ha affermato lo studioso di relazioni internazionali John Mearsheimer.
L’Ucraina è «altamente vulnerabile» agli attacchi russi, che potrebbero paralizzare la sua economia e trasformarla in uno stato «disfunzionale», ha dichiarato giovedì il professore dell’Università di Chicago al podcast «Deep Dive» di Daniel Davis.
Nel corso del conflitto, giunto ormai al quinto anno, Kiev ha fatto molto affidamento sugli aiuti militari occidentali. Vladimir Zelensky ha ripetutamente sollecitato gli alleati a fornire più armamenti, in particolare i sistemi Patriot, attribuendo i ritardi nelle consegne alle battute d’arresto subite dall’Ucraina sul campo di battaglia.
Sostieni Renovatio 21
Secondo Mearsheimer, la convinzione che un maggior numero di Patriot o di altre armi occidentali possa invertire il corso del conflitto è un’illusione.
«I russi sono praticamente liberi di attaccare qualsiasi obiettivo in Ucraina e non devono preoccuparsi minimamente che un missile Patriot o qualsiasi altro tipo di missile possa abbattere i missili o i droni in arrivo», ha affermato.
Considerato il «notevole vantaggio in termini di potenza aerea» della Russia e la carenza di manodopera che affligge l’Ucraina, «i russi vinceranno questa guerra» e «l’Ucraina emergerà come uno stato residuo disfunzionale», ha sostenuto.
Mearsheimer ha indicato i recenti attacchi russi contro il porto ucraino di Odessa come prova della strategia di Mosca. «A mio parere, i russi hanno di fatto tagliato fuori Odessa come porto di uscita per l’Ucraina», ha affermato.
All’inizio di questa settimana, il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver colpito depositi di carburante e infrastrutture portuali a Odessa, Nikolaev, Izmail e Chernomorsk, utilizzate per ricevere e immagazzinare materiale militare, affermando che quasi 30 navi al servizio dell’esercito ucraino sono state colpite.
Giovedì, l’emittente ucraina Strana ha riferito che il traffico marittimo si era di fatto bloccato, con nessuna nave entrata nei porti ucraini del Mar Nero il giorno precedente. Secondo Strana, gli attacchi russi sarebbero stati una rappresaglia per gli attacchi ucraini contro i porti russi sul Mar Nero.
Gli attacchi hanno reso le spedizioni verso l’Ucraina sempre più rischiose, ha aggiunto Strana, sottolineando che il colosso delle spedizioni Maersk ha recentemente sospeso le operazioni nel porto di Chernomorsk.
Aiuta Renovatio 21
Mearsheimer sostenne inoltre che il conflitto tra Stati Uniti e Iran avrebbe ulteriormente ridotto il sostegno militare e finanziario europeo a Kiev.
«Credo che gli eventi in Iran e l’andamento della guerra tra Ucraina e Russia stiano creando una situazione in cui il futuro dell’Ucraina appare estremamente fosco», ha affermato il politologo chicagoano.
Come riportato da Renovatio 21, il Mearsheimer aveva sostenuto in un’intervista che i governi occidentali continuano a perseguire politiche mirate a indebolire la Russia fino a privarla definitivamente del suo status di grande potenza.
Come riportato da Renovatio 21, il Mearsheimer aveva preconizzato ancora nel 2015 lo sfascio dell’Ucraina, accusando, già all’ora, l’Occidente di portare Kiev verso la sua distruzione invece che verso un’era florida che sarebbe seguita alla neutralità dichiarata dagli ucraini.
Il politologo appartiene alla schiera delle grandi figure politiche americane che hanno rifiutato la NATO, talvolta prima ancora che nascesse. Uno è George Frost Kennan (1904-2005), ex ambasciatore USA in URSS, lucido, geniale mente capofila della scuola «realista» delle Relazioni Estere (quella oggi portata avanti accademicamente proprio da Mearsheimer) e funzionario di governo considerato «il padre della guerra fredda».
Mearsheimer è noto altresì per il controverso libro La Israel lobby e la politica estera americana, tradotto in Italia da Mondadori. Il libro contiene una disamina dell’influenza di Tel Aviv sulla politica americana, e identifica vari gruppi di pressione tra cui i Cristiani sionisti e soprattutto i neocon.
Il cattedratico statunitense ha anche recentemente toccato la questione israeliana dichiarando che le intenzioni dello Stato Ebraico sarebbero quelle di allargare il più possibile il conflitto nell’area di modo da poter svuotare i territori dai palestinesi: «più grande è la guerra, maggiore è la possibilità di pulizia etnica».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da YouTube
Geopolitica
Sauditi e alleati bombardano il porto Houthi
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Pensiero1 settimana faEcône e il vero ordine mondiale
-



Morte cerebrale2 settimane faBambino dichiarato morto si risveglia in obitorio. La morte è una decisione tecnica?
-



Cancro2 settimane faL’OMS si accorge: aumento vertiginoso dei casi di cancro in tutto il mondo. Chissà di cosa si tratta…
-



Bioetica1 settimana faLa bambina risucchiata dal bocchettone della piscina e la morte cerebrale
-



Salute1 settimana faI malori della 29° settimana 2026
-



Salute2 settimane faMorto in Thailandia l’influencer bodybuilder Connor Murphy
-



Sport e Marzialistica7 giorni faIl disonore nella sconfitta: il comportamento indegno ed infantile dell’Argentina dopo la finale persa
-



Spirito1 settimana faIl cardinale Sarah dichiara all’UE che l’ideologia di genere e il fondamentalismo islamico sono «bestie apocalittiche»










