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Necrocultura

Medici e vescovi «cattolici» in ginocchio dal vaccino – nonostante le cellule di feto abortito

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Medici, organizzazioni, bioeticisti, vescovi cattolici di tutto il mondo si stanno genuflettendo dinanzi al venturo vaccino dei vaccini, pronti a baciare la pantofola di Big Pharma e a mandare il loro gregge a farsi bucherellare con tecnologie approntate in pochi mesi (invece che in anni) e mai prima approvate per uso umano. Ci sarebbe il piccolo dettaglio delle linee cellulari da feto abortito, praticamente usate in tutte dagli scienziati per la cerca di ogni candidato vaccino. Anche questo specioso inconveniente – il divin vaccino fatto con pezzi di bambino – si può però superare, basta ripetere alla gente, da più parti, che va tutto bene.

 

In USA i residui del cattolicesimo stanno facendo esattamente così.

 

Medici, organizzazioni, bioeticisti, vescovi cattolici di tutto il mondo si stanno genuflettendo dinanzi al venturo vaccino dei vaccini, pronti a baciare la pantofola di Big Pharma e a mandare il loro gregge a farsi bucherellare con tecnologie approntate in pochi mesi (invece che in anni) e mai prima approvate per uso umano

In una dichiarazione del 2 dicembre, la Catholic Medical Association e altre tre organizzazioni mediche americane hanno chiesto «garanzie di sicurezza, efficacia e un pieno impegno per uno sviluppo etico senza compromessi» dei vaccini da parte delle aziende farmaceutiche. I quattro gruppi hanno espresso preoccupazione per l’uso di «cellule fetali derivate dall’aborto» nello sviluppo di alcuni vaccini.

 

La dichiarazione è stata rilasciata dalla Catholic Medical Association, dall’American Association of Pro-Life Obstetricians and Gynecologists, dall’American College of Pediatricians e dalle Christian Medical and Dental Associations.

 

La dichiarazione segue i recenti annunci di Pfizer e del suo partner tedesco, BioNTech, e di Moderna che i rispettivi vaccini COVID-19 sono efficaci al 95% e al 94,5% contro la malattia.

 

Poco dopo gli annunci Pfizer e Moderna rispettivamente dell’11 e del 16 novembre, i critici hanno affermato che i vaccini sono stati prodotti utilizzando cellule di feti abortiti, portando a confusione sulla «liceità morale» dell’uso dei vaccini Pfizer e Moderna.

I medici «cattolici» hanno prontamente disinnescato la dissonanza cognitiva dei feti abortiti per il bene della scienza e dell’umanità

 

Tuttavia, i medici «cattolici» hanno prontamente disinnescato la dissonanza cognitiva dei feti abortiti per il bene della scienza e dell’umanità. «È vero che i test in fase animale per questi vaccini hanno utilizzato cellule fetali derivate dall’aborto» scrivono i camici bianchi del papa, tuttavia  «lodevolmente, non sembra che i metodi di produzione abbiano utilizzato tali cellule».

 

Quindi, il sacrificio umano – di questo si tratta, un rito che sostituisce il sacerdote con il medico, e il Dio della Vita al dio della morte – è lecito in fase di studio,  mentre non nella sua fase industriale – ma anche qui bisognerebbe capire bene, perché molto del mondo cattolico, compreso quello «tradizionalista», sta giudicando morali anche i vaccini che invece contengono materialmente pezzi di feto abortito per l’occasione.

 

Lo smottamento del mondo cattolico, in ginocchio dinanzi all’imperio della Necrocultura, è praticamente totale.

Lo smottamento del mondo cattolico, in ginocchio dinanzi all’imperio della Necrocultura, è praticamente totale.

 

In una dichiarazione del 21 novembre, il presidente e CEO della Catholic Health Association (CHA), Mercy Sister Mary Haddad, ha affermato che gli eticisti della CHA «in collaborazione con altri bioeticisti cattolici» non hanno trovato «nulla di moralmente proibitivo con i vaccini sviluppati da Pfizer e BioNTech».  I dottori cattolici hanno detto che hanno preso questa decisione utilizzando le linee guida rilasciate dalla Pontificia Accademia per la Vita del Vaticano nel 2005 e nel 2017 sull’origine dei vaccini, e ci mancherebbe – il giochetto è sempre lo stesso, del resto la Pontificia Accademia per la Vita (?) abbiamo capito che oramai serve a questo: il permission office del mondo moderno e della sua mostruosa biotecnologia dell’aberrazione.

 

In un promemoria del 23 novembre ai loro fratelli vescovi, il vescovo Kevin C.Rhoades di Fort Wayne-South Bend, Indiana, presidente del Comitato per la dottrina della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti, e l’arcivescovo Joseph F. Naumann di Kansas City, Kansas, il presidente della Commissione per le attività per la Vita dell’USCCB ha affrontato l’idoneità morale dei vaccini Pfizer e Moderna. Nessuno dei due, hanno garantito, «implicava l’uso di linee cellulari che avevano origine nel tessuto fetale prelevato dal corpo di un bambino abortito a qualsiasi livello di progettazione, sviluppo o produzione.

 

Gli eticisti della Catholic Health Association «in collaborazione con altri bioeticisti cattolici» non hanno trovato «nulla di moralmente proibitivo con i vaccini sviluppati da Pfizer e BioNTech»

«Tuttavia, non sono completamente esenti da qualsiasi connessione con l’aborto, poiché sia ​​Pfizer che Moderna hanno utilizzato una linea cellulare contaminata per uno dei test di laboratorio di conferma dei loro prodotti». «C’è quindi una connessione, ma è relativamente remota», hanno continuato. «Alcuni affermano che se un vaccino è connesso in qualche modo a linee cellulari contaminate, allora è immorale essere vaccinati con loro. Questa è una rappresentazione imprecisa dell’insegnamento morale cattolico».

 

Come il vescovo Rhoades e l’arcivescovo Naumann, John Brehany, direttore delle relazioni istituzionali presso il National Catholic Bioethics Center di Filadelfia, ha detto in una recente intervista al programma Current News su NET TV, il canale via cavo della diocesi di Brooklyn , che i vaccini Moderna e Pfizer non sono stati prodotti utilizzando linee cellulari derivate da tessuto fetale abortito.

 

Il 3 dicembre, la Conferenza cattolica della California, il braccio di politica pubblica dei vescovi cattolici dello Stato, ha dichiarato di «affermare» che i vaccini Pfizer e Moderna «sono moralmente accettabili». Ha detto di essere impegnato a lavorare a stretto contatto con i ministeri sanitari cattolici e gli enti di beneficenza cattolici, nonché con il governo locale e altre entità per promuovere e incoraggiare le persone a farsi vaccinare e a «difendere le popolazioni vulnerabili per garantire che abbiano accesso ai vaccini contro il COVID-19.

Il giochetto è sempre lo stesso, del resto la Pontificia Accademia per la Vita (?) abbiamo capito che oramai serve a questo: il permission office del mondo moderno e della sua mostruosa biotecnologia dell’aberrazione

 

La conferenza ha anche affermato che «fornirà informazioni regolari e accurate ai parrocchiani e alla comunità a sostegno di vaccini COVID-19 moralmente accettabili, sicuri ed efficaci». Vedendo la chiesa baciare la pantofola di Big Pharma, abbiamo mezza idea di cosa dirà, e forse riesce a farsela anche il lettore.

 

Diversi leader cattolici, inclusi i presidenti dei comitati per la dottrina e per la vita dei vescovi statunitensi e un funzionario del National Catholic Bioethics Center, hanno affermato che «non è immorale essere vaccinati con esse perché qualsiasi collegamento hanno con le linee cellulari del feto abortite è estremamente remoto» scrive l’agenzia Catholic News Service. «Tali cellule sono state utilizzate solo in una fase di test ma non nella fase di produzione».

 

Gli omicidi, nel magico mondo moderno della chiesa moderna, cadono in prescrizione, e il cannibalismo è lecito se «scientifico». E i vaccini sono la cosa più bella del mondo

Chiaro: gli omicidi, nel magico mondo moderno della chiesa moderna, cadono in prescrizione, e il cannibalismo è lecito se «scientifico». E i vaccini sono la cosa più bella del mondo.

 

Le associazioni dei dottori cattolici yankee ci ricordano che negli ultimi decenni molti degli oltre 50 vaccini virali approvati «non hanno utilizzato linee cellulari fetali derivate dall’aborto per la loro produzione», ma sono stati sviluppati con virus «coltivati ​​in laboratorio e raccolti, poi indeboliti o inattivato per fungere da vaccino sicuro».

 

Si trattata di una presa per i fondelli stile 2020 – l’anno del mentire con i numeri. Che senso ha buttare lì il numerone – cinquanta! Cinquanta! – quando una buona parte dei vaccini in circolazione, praticamente obbligatori in tutto l’occidente, contiene le linee cellulari WI-38 e MRC-5?

 

Per i dottori e i vescovi, l’allarme cellule di feto abortito non esiste, e forse a breve lo faranno dire pure al presidente per mancanza di prove Joe Biden, «cattolico» esattamente come loro

La MRC-5 (Medical Research Council 5, numero ATCC CCL-171) è una linea cellulare ottenuta da fibroblasti di polmone di un feto maschio di 14 settimane abortito, figlio di una donna ventisettenne nel Regno Unito.  Per questo aborto del quale la scienza e le farmaceutiche ringraziano vengono addotti «motivi psichiatrici»: la donna aveva qualche turba, e non siamo nemmeno sicuri che lo abbia abortito totalmente in modo volontario. Dettagli.

 

Il CHA ha quindi incoraggiato le organizzazioni sanitarie cattoliche «a distribuire i vaccini sviluppati da queste aziende». Per i dottori e i vescovi, l’allarme cellule di feto abortito non esiste, e forse a breve lo faranno dire pure al presidente per mancanza di prove Joe Biden, «cattolico» esattamente come loro.

 

 

 

 

 

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Uomo condannato a 6 anni per aver acquistato parti del corpo rubate da una donna incontrata su Facebook

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Un uomo della Pennsylvania è stato condannato a sei anni di carcere per aver acquistato parti del corpo rubate da una donna di Little Rock, Arkansas, e da altri individui. Il giudice ha stabilito che il condannato dovrà anche pagare una multa di 2.000 dollari e scontare tre anni di libertà vigilata.

 

Jeremy Lee Pauley, 43 anni, di Thompson, Pennsylvania, è stato condannato a dicembre con l’accusa di associazione a delinquere e trasporto interstatale di beni rubati. Sconterà i sei anni e poi sconterà altri tre anni di libertà vigilata.

 

La donna di 38 anni dell’Arkansas, Candace Chapman Scott, che lavorava in un obitorio, aveva contattato Pauley su Facebook per vendergli le parti del corpo. Secondo il Dipartimento di Giustizia, Pauley aveva acquistato una serie di parti del corpo da Scott dopo essersi unito a un gruppo Facebook chiamato «oddities». Scott è stata condannata a 15 anni di carcere.

 

«I resti includevano un cranio, diversi cervelli, un braccio, un orecchio, diversi polmoni, diversi cuori, diversi seni, un ombelico, testicoli e altre parti. Durante un mandato di perquisizione eseguito presso l’abitazione di Scott a Little Rock, gli investigatori hanno trovato numerose parti del corpo rubate che la donna ha ammesso di aver trasportato in sacchi della spazzatura dal suo lavoro. Scott ha ricevuto un totale di 10.625 dollari dall’acquirente in Pennsylvania per i resti umani», si legge in un comunicato stampa del Dipartimento di Giustizia.

 

Pauley ha anche ammesso il suo ruolo «in una rete nazionale di individui che hanno acquistato e venduto resti umani rubati dalla Harvard Medical School e da un obitorio dell’Arkansas», ha affermato il Dipartimento di Giustizia.

 

«Il traffico di resti umani rubati tramite la posta statunitense è un atto inquietante che colpisce famiglie già in lutto, creando al contempo una situazione potenzialmente pericolosa per i dipendenti e i clienti delle poste», ha dichiarato Christopher Nielsen, ispettore responsabile della divisione di Filadelfia del Servizio di Ispezione Postale. «Spero che i nostri sforzi e queste condanne portino una certa serenità a coloro che sono stati colpiti da questo terribile crimine».

 

Come riportato da Renovatio 21, il commercio di parti di cadaveri dalla prestigiosa università di Harvard aveva avuto negli scorsi anni diversi sviluppi.

 

Non si tratta del primo caso di orrori e cadaveri delle università

 

Come riportato da Renovatio 21tre anni fa un grande scandalo colpì l’Università di Paris-Descartes: il più grande centro di anatomia europeo presso la scuola di medicina dell’Università di Paris-Descartes fu chiuso a causa di gravi carenze nello stato di conservazione dei cadaveri, locali fatiscenti e sospetti che i corpi venissero mercificati.

 

I corpi di «migliaia di persone» che avevano donato i loro corpi alla scienza sono stati tenuti in «condizioni indecenti»: e, si scoprì, per decenni.

 

«I corpi sono stati lasciati marcire, mangiati dai topi, al punto che alcuni dovevano essere inceneriti senza essere sezionati» scrisse L’Express. «Corpi accatastati l’uno sull’altro, senza alcuna dignità e contrari a qualsiasi regola etica».

 

L’Ispettorato generale per gli affari sociali scrisse un rapporto in cui fiutò, anche qui, il traffico di cadaveri: «utilizzatori e potrebbero essere stati in grado di impegnarsi in un’attività redditizia all’interno del CDC [Centro di Donazione del Corpo, ndr]». In altre parole, anche lì vi poteva essere mercificazione delle parti dei cadaveri.

 

Come riportato da Renovatio 21, secondo varie testimonianze, in Nigeria è possibile acquistare resti umani al mercato, al fine di utilizzarli per fini esoterici.

 

«Le ricerche – scrive ancora il quotidiano nigeriano Vanguard – dimostrano che le parti femminili sono più richieste di quelle maschili. Ciò avviene a causa di quello che è descritta come la “potenza” di alcuni organi come i seni e i genitali all’interno di money ritual da parti di herbalist [erborista, sciamano, NdR] o gruppi occulti». Tanto per tenere a mente la storia della vagina sparita di Pamela.

 

«Abbiamo visto che una testa umana fresca può andare da 60.000 naira (circa 135 euro) in su, mentre un teschio è venduto per 20.000. Le gambe fresche sono vendute per 30.000 ciascuna, mentre una gamba decomposta viene venduta per 20.000. Un dito fresco viene venduto per 5.000, se decomposto o per 3.000. Gli intestini freschi sono venduti per 20.000 mentre quelli secchi sono venduti per 5000. Pezzi di ossa fresche sono venduti per 2.000 e oltre».

 

I traffici nigeriani di resti umani si sviluppa su due filoni: quello degli omicidi rituali (per i quali c’è stata addirittura una richiesta di stato di emergenza in Parlamento), e quello dei cimiteri, dove guardiani fanno affari riesumando i cadaveri poche ore dopo la sepoltura e sezionandone le parti che interessano a chi prepara le pozioni.

 

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Immagine di East Pennsboro Township Police Department, via Twitter, rielaborata per adattamento al formato.

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Necrocultura

Lord britannico dice che le donne incinte dovrebbero poter scegliere il suicidio assistito

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Lord Charles Leslie Falconer, Barone Falconer di Thoroton, ha dichiaratoalla Camera dei Lord del Regno Unito che «la gravidanza non dovrebbe essere un ostacolo» al suicidio assistito. Lo riporta LifeSite.   Per quanto scioccante, allucinante e disumano, tale pensiero è perfettamente logico se pensato dell’alveo della Necrocultura dominante.   Lord Falconer è stato Segretario di Stato per la Giustizia sotto il premier Tony Blair ed è un sostenitore di lunga data del suicidio assistito e promotore del disegno di legge alla Camera dei Lord.   Un video dello scambio, pubblicato da Right to Life UK, ha totalizzato oltre oltre un milione di visualizzazioni su X:  

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  «C’è un grosso problema qui», ha detto ai pari Lord Craig Mackinlay, Barone Mackinlay di Richborough. «In altri stati del mondo, chi ha adottato da tempo il suicidio assistito ha opinioni divergenti. In Oregon, dal 1997, è obbligatorio mantenere in vita la madre il più a lungo possibile, soprattutto quando il feto è vitale».   «I Paesi Bassi hanno una visione completamente diversa, quella del feticidio, in cui il feto deve essere interrotto in un modo o nell’altro», ha continuato. «Spesso tramite iniezione intracardiaca di cloruro di potassio prima che la madre possa essere soppressa».   «A quale estremo della scala [il lord] si riferisce queste cose, perché ci troviamo in una situazione in cui i Royal Colleges sono contrari al suo intero sistema, e faremo affidamento su di loro per colmare le lacune di questa legislazione», ha concluso Lord Mackinlay. «Penso che spetti a noi colmare queste lacune per loro, perché non sono favorevoli a questa cosa».   «Il nobile Lord ha espresso correttamente la sua opinione», ha risposto Lord Falconer. «Alcuni Paesi hanno adottato una posizione, altri un’altra. Dalla scelta che sostengo è chiaro che siamo dell’avviso che la gravidanza non dovrebbe essere un ostacolo».   Il contesto in cui si inserisce la dichiarazione di Falconer è ancora più agghiacciante. La baronessa Tanni Grey-Thompson, attivista per i diritti delle persone con disabilità e leggendaria atleta paralimpica gallese, ha finora depositato 115 dei 947 emendamenti proposti al disegno di legge sul suicidio assistito. Durante il dibattito, ha citato il fatto che le donne incinte possono richiedere il suicidio assistito.   «Nel 2022, uno studio sull’epidemiologia del cancro in gravidanza ha rilevato che si verificava in circa una gravidanza su 1.000, il che equivarrebbe a più di 500 casi all’anno in Inghilterra», ha affermato . Non tutti questi sarebbero terminali, ha osservato. «In termini di numeri di persone che potrebbero essere interessate dal disegno di legge, si tratta di un gruppo di emendamenti davvero importante».   La baronessa ha osservato che la maggior parte dei paesi che hanno legalizzato il suicidio assistito prevede misure di salvaguardia per le donne in gravidanza e ha osservato che «il suicidio è anche la principale causa di morte materna durante la gravidanza nei paesi industrializzati e la principale causa di mortalità materna nei primi 12 mesi dopo il parto. Il professor Mark Taubert, consulente ospedaliero e direttore clinico di medicina palliativa presso il Velindre University NHS Trust in Galles, ha sollevato la questione più volte».   «Sarebbe utile fornire ulteriori informazioni sull’impatto del disegno di legge sulle donne incinte o che hanno partorito di recente, in particolare dato il rischio di depressione postnatale e di altri problemi di salute mentale correlati alla gravidanza e alla maternità» ha chiosato la nobildonna.   Quando Lord Falconer ha iniziato a rispondere, Lord Mackinlay intervenne con la sua domanda, che spinse Falconer a rispondere che «la gravidanza non dovrebbe essere un ostacolo» al suicidio assistito.   Per quanto rivoltante, l’idea del Lord britannico non è altro che una diligente conseguenza del mondo della Necrocultura che va via via installando nuovi upgrade: se l’aborto è libero, e quindi il feto può essere ucciso a piacere, perché mai una donna che vuole suicidarsi non può uccidere prima il figlio che ha in grembo?   Il lettore riconoscerà questo caleidoscopio dell’orrore umano, tuttavia siamo solo alle automatiche, perfino sincere conseguenza dell’accettazione della Cultura della Morte come sistema operativo della società umana.   I Lord inglesi possono essere solo appena più spudorati, ma la realtà rimane, perfino più orrenda.   Perché la Necrocultura non è fatta solo di morte, ma di quello che all’apparenza sembra il suo opposto, il piacere, l’edonismo individualista, il godimento utilitarista come principio assoluto. Quanti bambini sono stati uccisi perché la madre doveva fare «carriera»? Quanti sono stati frullati mentre galleggiavano innocenti nel ventre materno perché la genitrice doveva andare in vacanza ad Ibiza? Quanti sono stati trucidati perché la donna aveva impegni sentimentali, scolastici, sportivi?   Ora: vogliamo dire alle donne che uccidono i loro figli per capriccio che non possono farli se possono – legalmente! – suicidarsi?

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Bioetica

JD Vance paragona l’aborto al sacrificio dei bambini. C’è molto più da dire e fare contro la Necrocultura

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Lo scorso mercoledì, per un’ora, il vicepresidente JD Vance ha risposto alle domande degli studenti dell’Università del Mississippi durante un evento di Turning Point USA, prendendo il posto di Charlie Kirk, l’attivista assassinato che era amico anche del Vance. Lo riporta LifeSite.

 

Il vicepresidente americano risposto a domande sul cristianesimo, sulla sua fede personale e sull’aborto, definendo l’aborto un «sacrificio di bambini» che porta al maltrattamento delle donne.

 

«Non mi scuso per credere che il cristianesimo sia una via verso Dio», ha detto Vance a uno studente preoccupato per la preghiera nelle scuole pubbliche. «Non mi scuso per pensare che i valori cristiani siano un fondamento importante di questo Paese, ma non vi costringerò a credere in nulla, perché non è ciò che Dio vuole, e non è ciò che voglio io».

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Come noto, JD Vance, che ha avuto una vita difficile in una famiglia disfunzionale del proletariato bianco dei monti dell’Appalachia (gli Hillbilly) si è convertito al cattolicesimo anni fa.

 

La domanda sull’aborto all’evento di TP USA è stata posta da una giovane donna che ricopre la carica di presidente di Ole Miss Rebels for Life, il gruppo pro-life del campus; il nome ha suscitato un caloroso applauso tra la folla riunita e un sorriso da parte del vicepresidente.

 

«In passato, hai dichiarato di essere al 100% pro-life», ha detto. «Ma da quando sei entrato nella campagna presidenziale come vicepresidente, hai cambiato idea sull’aborto, quindi mi chiedevo qual è la tua posizione attuale, e se ritieni che il diritto alla ‘libertà’ di qualcun altro prevalga sul diritto alla vita di qualcun altro?»

 

«Hai posto la domanda: penso che la libertà di qualcun altro prevalga sul diritto alla vita di qualcun altro?», ha risposto Vance. «No, non lo credo. In effetti, non ci credo. Ora, vorrei contestare qualcosa che hai detto, solo la premessa della domanda, ovvero che ho vacillato sulla questione pro-life. Credo davvero che il presidente sia stato il presidente più pro-life nella storia degli Stati Uniti d’America».

 

Lo slogan fa riferimento al fatto che, durante la sua prima amministrazione, Donald Trump ha selezionato i giudici della Corte Suprema che alla fine hanno portato all’annullamento della sentenza Roe v. Wade. Durante la campagna presidenziale del 2024, tuttavia, Trump ha ribadito che l’aborto è ora una questione di competenza degli stati e si è impegnato personalmente per rimuovere il principio pro-life dal programma del Partito Repubblicano per la prima volta in decenni.

 

«Ci sono due cose che dobbiamo tenere a mente qui», ha continuato Vance. «Una è la questione molto difficile: quando parliamo della nostra politica sull’aborto, ci sono alcuni casi limite molto, molto complessi. Ci sono casi in cui una bambina di 11 anni è stata violentata e sarebbe pericoloso per lei portare a termine la gravidanza. Ci sono situazioni in cui portare a termine la gravidanza causerebbe gravi danni fisici, forse la morte per la madre».

 

«È uno dei motivi per cui noi crediamo nell’eccezione in questi casi – ripeto, sono casi limite, sono rari, la comunità pro-aborto vorrebbe farvi credere che rappresentino il 90% degli aborti e questo non è vero – ma dobbiamo essere onesti sul fatto che ci sono alcuni casi limite».

 

Renovatio 21 segnala che parlare dei «casi limite» significa solo voler conformare il resto dei casi ad una politica precisa, spostando la Finestra di Overton e riprogrammando la legge. La posizione anfibola di Vance era già nota a tutti, come detto, in campagna elettorale.

 

«La seconda cosa che vorrei dire a questo proposito è che dobbiamo essere prudenti e pratici in ciò che possiamo realizzare», ha proseguito Vance. «Potrebbero esserci disaccordi su cosa esattamente significhi, ma se si considerano le vittorie pro-life che il presidente degli Stati Uniti è riuscito a ottenere, ci è riuscito perché ha lavorato all’interno del sistema che abbiamo».

 

Vance ha continuato dicendo che perseguire «l’opzione pro-life più aggressiva», anche se ciò significa perdere tutte le elezioni contro i democratici, che implementeranno l’aborto su richiesta fino al momento della nascita.

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«Qualcuno prima mi ha chiesto dei miei valori cristiani», ha detto Vance. «Uno dei punti che ho sollevato è che quando i coloni arrivarono nel Nuovo Mondo, trovarono il sacrificio di bambini molto diffuso. Immagino che ci siano persone che non sono d’accordo con la mia opinione sulla questione pro-life. Vorrei solo fare un’osservazione. Se si visitano siti archeologici storici dove c’erano bordelli – e le due professioni più antiche del mondo sono il gioco d’azzardo e la prostituzione, quindi c’erano bordelli anche in civiltà molto antiche».

 

«Se si torna agli antichi bordelli e si dissotterrano le ossa delle donne che lavoravano in quei luoghi, si trovano molto spesso molti bambini sepolti con loro… Ogni volta che una società decide di scartare bambini innocenti, non tratta molto bene nemmeno le proprie donne. E ogni volta che una società maltratta le proprie donne, molto spesso sono i bambini a nascere subito dopo. C’è una ragione per cui la civiltà cristiana ha posto fine alla pratica del sacrificio di bambini in tutto il mondo, ed è una delle grandi conquiste della civiltà cristiana».

 

«Credo che dovremmo cercare di proteggere ogni vita non ancora nata», ha concluso Vance. «C’è una questione su come esattamente lo facciamo, ma non direi mai che il diritto alla vita di qualcuno debba essere sacrificato».

 

Come riportato da Renovatio 21, la realizzazione del fatto che l’aborto è un sacrificio umano, domandato ad una civiltà decristianizzata quindi ripaganizzata, ridemonizzata, è oramai più diffusa che mai, in ispecie tra l’opinione pubblica della destra americana, non solo cattolica.

 

Per qualche ragione, la visione dell’aborto come sacrificio umano non ha mai attecchito davvero nel mondo pro-vita italiano, forse perché troppo stupido, forse perché troppo compromesso con la politica e con la chiesa italiana. Ecco quindi che invece che parlarti di Moloch, il ridicolo pro-vita italiota ti parla di «protezione della maternità» e finanche di «diritti della donna», completamente trasbordato nella lingua, quindi nel campo, dell’avversario – e con la convinzione, chiara ma non sussurrata al popolo che fa loro donazioni – che la legge autogenocida 194 non si deve toccare.

 

Il fatto è considerare l’aborto come l’unico sacrificio umano della società attuale, con spinta della macchina infallibile dello Stato moderno, è davvero errato: l’aborto è solo una piccola parte del sistema della morte che ci è inflitto, anzi, forse è il fanalino di coda, lo specchietto per le allodole sciocche condotte così in una battaglia di retroguardia, mentre il manovratore prosegue la distruzione umana in tanti altri settori.

 

È sacrificio umano l’eutanasia, sì. È sacrificio umano la predazione degli organi, sì. È sacrificio umano, di tipo pure difficile da definire vista la natura umanoide della faccenda, la provetta, che oramai da anni distrugge più embrioni dell’aborto, nell’evidente silenzio degli ebeti pro-vita italici, inutili se non venduti.

 

C’è ancora tanta strada da fare, se vogliamo combattere davvero la NecroculturaRenovatio 21, in realtà, è qua per questo. Voi, se mi state leggendo, con grande probabilità, pure.

 

Roberto Dal Bosco

 

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr; immagine modificata

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