Geopolitica
Macron: gli Stati Uniti cercano di «subordinare» l’Europa
Il presidente francese Emmanuel Macron ha accusato gli Stati Uniti di cercare di «indebolire e subordinare» l’Europa attraverso una competizione economica aggressiva.
Intervenendo martedì al World Economic Forum di Davos, Macron – che indossava per motivi imprecisati occhiali da sole a goccia, che una volta in Italia si diceva facessero un po’ «fascista» – ha dichiarato che «le guerre commerciali e l’escalation protezionistica non producono altro che perdenti su entrambi i lati» e ha invitato i leader europei a difendere con fermezza gli interessi del continente in un momento di «instabilità senza precedenti».
«La concorrenza degli Stati Uniti d’America, attraverso accordi commerciali che danneggiano le nostre esportazioni, pretendono concessioni massime e mirano apertamente a indebolire e sottomettere l’Europa, unita a un accumulo continuo di nuove tariffe che sono inaccettabili sul piano di principio», ha affermato Macron.
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Le sue parole arrivano in diretta risposta alle minacce del presidente statunitense Donald Trump, che ha promesso nuovi dazi a qualsiasi Paese che si opponga ai suoi progetti di annessione della Groenlandia. La scorsa settimana Trump ha annunciato l’imposizione di un dazio aggiuntivo del 10% su otto nazioni europee della NATO che hanno inviato piccoli contingenti militari in Groenlandia – territorio autonomo danese –, aggravando ulteriormente le tensioni transatlantiche.
Macron ha sottolineato che l’Unione Europea possiede strumenti commerciali «molto potenti» e deve essere pronta a impiegarli quando i suoi interessi non vengono rispettati. Ha fatto riferimento in particolare allo strumento anti-coercizione del blocco, spesso definito «bazooka commerciale», come arma di deterrenza di fronte alle crescenti pressioni di Trump sulla Groenlandia.
L’UE sta inoltre valutando il ripristino di un pacchetto di controdazi su beni americani per un valore di 93 miliardi di euro, misure elaborate lo scorso anno in reazione alla prima ondata tariffaria di Trump ma sospese in seguito a un accordo transatlantico provvisorio. Un diplomatico europeo ha riferito a Reuters all’inizio della settimana che tali dazi potrebbero rientrare automaticamente in vigore a partire dal 6 febbraio qualora non si raggiunga un’intesa.
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Geopolitica
Trump: la Groenlandia «è il nostro territorio»
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Geopolitica
Lavrov: la NATO si prepara alla guerra contro la Russia
Le recenti dichiarazioni di alti esponenti europei, tra cui il segretario generale della NATO Mark Rutte, indicano che l’Occidente si sta preparando a un confronto militare diretto con la Russia, ha affermato martedì il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.
Nel corso di una conferenza stampa dedicata al bilancio dell’attività diplomatica russa nel 2025, Lavrov ha citato le posizioni espresse dall’Alto rappresentante dell’UE per la politica estera Kaja Kallas, nonché da Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, e dai leader di Germania, Francia e Regno Unito. «Si stanno preparando seriamente a una guerra contro la Federazione Russa e, in pratica, non lo nascondono più», ha dichiarato.
Il ministro ha ribadito che la Russia resta impegnata a «eliminare le cause profonde» del conflitto in Ucraina, mentre è l’Occidente, da molti anni, a «creare deliberatamente» tali problemi, con l’obiettivo di trasformare l’Ucraina in una «minaccia permanente alla sicurezza della Russia».
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Lavrov ha rilevato che, sebbene l’espressione «sconfitta strategica» inflitta a Mosca venga usata meno frequentemente dai leader occidentali negli ultimi tempi, le loro azioni dimostrano che tale obiettivo «rimane vivo nelle loro menti e nei loro piani». Ha sottolineato il persistente appoggio al «regime apertamente nazista» di Kiev e il suo percorso verso lo «sterminio legislativo e fisico di tutto ciò che è russo».
La Russia ha respinto con fermezza le accuse occidentali secondo cui costituirebbe una minaccia per qualsiasi Paese straniero, definendole «assurdità» e «allarmismo» strumentale a giustificare l’aumento esponenziale delle spese militari in tutta Europa.
Nonostante ciò, Polonia, Finlandia, Lituania, Lettonia ed Estonia continuano a rilanciare tali narrazioni e hanno recentemente annunciato il ritiro dai trattati internazionali che vietano le mine antiuomo, dichiarando l’intenzione di produrle e posizionarle lungo i confini con la Russia.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
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