Geopolitica
L’UE giustifica gli attacchi ucraini contro i civili russi
Kiev ha il diritto di difendersi da Mosca, ha detto alla TASS il portavoce dell’UE per gli affari esteri Peter Stano. L’agenzia di stampa russa ha contattato Stano per un commento sui recenti attacchi alla città russa di Belgorod che hanno provocato oltre due dozzine di vittime civili.
Il funzionario ha ampiamente eluso la domanda dell’agenzia sulla posizione del blocco sugli attacchi di Belgorod; Secondo quanto riferito, Kiev ha utilizzato armi fornite e pagate nell’ambito della cosiddetta European Peace Facility, un fondo di guerra utilizzato quasi esclusivamente per finanziare il conflitto ucraino.
«In generale, l’Ucraina ha il diritto legale di difendersi dalla… aggressione», ha detto Stano mercoledì alla TASS. «Per quanto riguarda l’incidente specifico di Belgorod, nessuna informazione proveniente dalla Russia può essere considerata affidabile», ha aggiunto il portavoce, accusando Mosca di «costanti bugie, manipolazione e propaganda».
Le osservazioni hanno provocato una reazione sarcastica da parte della controparte russa di Stano, Maria Zakharova, che ha suggerito che l’interpretazione del funzionario sugli attacchi di Belgorod fosse in realtà un perfetto esempio del cosiddetto «ordine mondiale basato sulle regole» propagato dall’Occidente.
«I Paesi occidentali hanno legalizzato l’illegalità e hanno trovato un nome per essa: “ordine mondiale basato su regole”», ha detto alla TASS la portavoce del ministero degli Esteri russo quando è stato raggiunto per un commento sulla posizione di Stano su Belgorod.
Military targets were stung quite badly during the massive Russian missile strike on Ukraine, particularly Lvov and area. The terrorist strike on Belgorod appears to be a desperate “face saving” retaliation, possibly committed using drones. All media surfacing so far shows only… pic.twitter.com/94yfGfqQnO
— Chebureki Man (@CheburekiMan) December 30, 2023
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Come riportato da Renovatio 21, la Zaharova ha sostenuto che gli USA e i loro alleati nell’UE sono responsabili del massiccio attacco ucraino contro la città di confine russa di Belgorod, accusando in particolare Londra.
Washington ha annunciato a luglio che avrebbe fornito a Kiev bombe a grappolo provenienti dalle scorte dell’era della Guerra Fredda, sostenendo che l’Ucraina aveva promesso di non usarle nelle aree popolate. Il presidente russo Vladimir Putin affermò allora che l’uso delle bombe a grappolo dovrebbe essere considerato un crimine di guerra.
La regione di Belgorod, come altri soggetti federali russi confinanti con l’Ucraina, è stata ripetutamente oggetto di attacchi di droni, missili e artiglieria nel corso del conflitto in corso. Gli attacchi hanno causato ripetutamente danni materiali e vittime civili nelle regioni colpite.
Gli attacchi alle regioni di confine si sono intensificati negli ultimi giorni, quello più mortale è avvenuto sabato scorso, quando la città di Belgorod è stata colpita da pesanti lanciarazzi multipli. L’attacco ha causato una distruzione diffusa in tutta la città; diverse strutture pubbliche ed edifici residenziali sono stati danneggiati. Gli attacchi hanno causato la morte di almeno 25 civili, tra cui cinque bambini, mentre più di 100 sono rimasti feriti, secondo le autorità locali.
Le forze ucraine hanno continuato i loro sforzi per colpire la città negli ultimi giorni, con le truppe russe che hanno intercettato numerosi proiettili in arrivo. Mercoledì scorso, l’esercito russo ha dichiarato di aver abbattuto diversi missili balistici tattici Tochka-U e razzi Olkha diretti verso la regione, riporta RT.
Come riportato da Renovatio 21, Mosca all’ONU ha accusato l’Occidente di essere complice della strage di Belgorod, puntando il dito verso la Cechia che ha fornito a Kiev vari armamenti.
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Geopolitica
L’Iran nega che i combattenti curdi abbiano attraversato il confine
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Geopolitica
L’Iran colpirà l’Albania?
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniano ha lanciato una minaccia contro l’Albania, suggerendo che Teheran potrebbe prendere di mira la base di Ashraf-3, che dal 2013 è il quartier generale dell’Organizzazione dei Mujahedin del Popolo Iraniano, un’opposizione al regime degli Ayatollah. Si stima che fino a 3.000 persiani abbiano trovato rifugio in Albania. Lo riporta il quotidiano polacco Do Rzeczy.
La dichiarazione pubblicata indica che l’Albania potrebbe essere bersaglio di una rappresaglia iraniana, analogamente alla base militare britannica a Cipro, colpita ad Akrotiri pochi giorni fa. Questa è una chiara dichiarazione da parte di Teheran di possedere le capacità militari per estendere le sue operazioni militari oltre il Medio Oriente.
In un post su X del 1° marzo, il presidente albanese Bajram Begaj ha dichiarato che «L’Albania è al fianco dei nostri alleati strategici negli sforzi per eliminare qualsiasi minaccia terroristica e contrastare il regime degli Ayatollah in Iran. Esprimiamo il nostro pieno sostegno al Qatar, agli Emirati Arabi Uniti, al Regno dell’Arabia Saudita, alla Giordania, al Kuwait e al Bahrein, i cui cittadini stanno subendo attacchi aggressivi da parte del regime degli Ayatollah. Preghiamo per la pace, la sicurezza e il ripristino della stabilità nella regione».
Albania stands with our strategic allies in efforts to eliminate any terrorist threat and to confront the Ayatollah regime of Iran.
We express our full support for Qatar, the United Arab Emirates, the Kingdom of Saudi Arabia, Jordan, Kuwait, and Bahrain — whose citizens are…
— Bajram Begaj (@BajramBegajAL) March 1, 2026
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L’interesse di Teheran per l’Albania è dovuto alla presenza del MEK nel Paese.
Il Mujahedin-e Khalq (MEK), o Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI), è un gruppo di opposizione iraniano in esilio, fondato nel 1965 da studenti di sinistra per opporsi allo Shah Mohammad Reza Pahlavi. Inizialmente mescolava islam sciita rivoluzionario (influenzato dal filosofo Ali Shariati, l’«Heidegger iraniano») e marxismo, con enfasi su lotta armata, uguaglianza di genere e anti-imperialismo.
Partecipò attivamente alla rivoluzione islamica del 1979, ma entrò in conflitto con l’aiatollà Ruollah Khomeini per il potere: accusato di attentati (inclusi omicidi di americani negli anni Settanta), fu represso duramente. Negli anni Ottanta si alleò con Saddam Hussein durante la guerra Iran-Iraq, combattendo contro Teheran con l’Armata di Liberazione Nazionale. Dopo il 2003 (invasione USA in Iraq), depose le armi, si trasferì in Albania (base Ashraf-3) e abbandonò l’anti-americanismo.
Come riportato da Renovatio 21, tre anni fa Edi Rama denunciò un potente ciberattacco subito dall’Albania, ad opera, accusò, dell’Iran. L’evento – che si inserisce in un contesto di tensioni dovute alla turbolenta presenza dell’organizzazione di iraniani oppositori degli ayatollah del MEK nel Paese –costò l’interruzione delle relazione con Teheran e la chiusura dell’ambasciata della Repubblica Islamica a Tirana.
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Immagine screenshot da YouTube
Geopolitica
Marco Rubio, Mike Johnson e Tucker Carlson affermano che Israele ha spinto gli USA ad attaccare l’Iran
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