Terrorismo
L’Ucraina ha cercato un accordo con i terroristi siriani, dice la stampa turca
L’Ucraina ha tenuto colloqui segreti con i terroristi siriani per garantire il rilascio dei militanti imprigionati che saranno inviati in prima linea a combattere contro la Russia, ha riferito lunedì il quotidiano turco Aydinlik, citando fonti locali.
Secondo il giornale, una delegazione ucraina si è recata nella provincia siriana di Idlib a giugno per incontrare i leader dell’organizzazione terroristica Hayat Tahrir al-Sham (HTS), cioè «Organizzazione per la liberazione del Levante». Durante i negoziati sono state adottate misure di sicurezza estreme, ha riferito il giornale.
Aydinlik ha affermato che Kiev voleva che l’HTS liberasse il jihadista di origine georgiana Tarkhan Batirashvili, noto anche con il suo nom de guarri Omar al-Shishani, presumibilmente detenuto dal gruppo, così come un numero non identificato di estremisti ceceni e georgiani.
Ci sono state numerose segnalazioni secondo cui al-Shishani sarebbe stato ucciso in Iraq nel 2016, ma il giornale ha osservato che potrebbe essere ancora vivo, o che era stato confuso con un altro terrorista di origine cecena, Muslim al-Shishani.
In cambio, la delegazione ucraina avrebbe offerto alla HTS la consegna di 75 droni. La HTS ha accettato le condizioni ad agosto, ha aggiunto l’outlet, notando tuttavia che finora non sono emersi dati visivi che confermino che l’accordo sia stato completato.
Al-Shishani aveva già combattuto contro la Russia durante la guerra del 2008 con la Georgia ed era stato attivo nel conflitto siriano. Nel 2014, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti lo ha aggiunto alla sua lista di terroristi globali, citando la sua posizione di alto livello nell’ISIS.
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Aydinlik ha osservato che l’Ucraina sta vivendo una significativa carenza di manodopera sul campo di battaglia e sta cercando vari modi per affrontare il problema. «In questo contesto, non sorprende che Kiev, che prima ha svuotato le proprie prigioni e poi ha stabilito strette relazioni con l’organizzazione terroristica [curda] PKK/PYD, si sia rivolta anche all’HTS per lo stesso scopo», ha affermato.
Commentando l’articolo, la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha affermato che Kiev ha mantenuto a lungo contatti con la «feccia terrorista» per compiere attacchi alla Russia e organizzare operazioni sotto falsa bandiera. La leadership ucraina, ha affermato, «si è trasformata in un nuovo gruppo terroristico internazionale, dietro il quale… stanno Washington e Londra».
Nel 2023, Politico ha riferito che tra 150 e 200 combattenti ceceni combattevano per l’Ucraina contro la Russia, la maggior parte dei quali erano parenti di militanti che avevano preso parte alle guerre della fine degli anni Novanta e dell’inizio degli anni 2000.
Ad agosto, il sito web di notizie incentrato sull’esercito War Zone aveva riferito che più di cento georgiani etnici hanno preso parte all’incursione di Kiev nella regione russa di Kursk come parte della cosiddetta Legione georgiana. Quest’ultima è stata accusata di aver torturato ed ucciso prigionieri di guerra russi all’inizio del conflitto.
Mosca, che ha definito spesse volte il regime di Kiev come «terrorista» (accusando l’Ucraina perfino di «terrorismo nucleare»), ha indicato che vi sarebbero «prove significicative» di un coinvolgimento ucraino nell’attacco terroristico al centro commerciale Crocus cinque mesi fa.
Come riportato da Renovatio 21, il Mali, il Burkina Faso e il Niger il mese scorso hanno interrotto le relazioni diplomatiche con Kiev per presunto sostegno al terrorismo.
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Immagine screenshot da YouTube
Terrorismo
Revocare la cittadinanza israeliana ai critici dell’IDF: la proposta di Netanyahu
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Terrorismo
Netanyahu ha deliberatamente favorito il massacro di Hamas del 7 ottobre: parlano le vittime
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è stato accusato di avere agevolato volutamente il massacro compiuto da Hamas il 7 ottobre 2023, avendo per anni conservato il controllo del movimento a Gaza e lasciandolo rafforzarsi. Al Netanyahu viene inoltre attribuito di avere trascurato di proposito gli indizi che preannunciavano un’offensiva.
Martedì le famiglie degli israeliani uccisi o rapiti nell’assalto hanno reso pubblico un fascicolo di dodici pagine in cui sostengono che non si è trattato soltanto di un fallimento dell’Intelligence, ma dell’esito di una linea politica prolungata portata avanti dai governi guidati da Netanyahu.
Il documento elenca ripetute scelte del governo israeliano di non colpire i dirigenti di Hamas, di facilitare i finanziamenti qatarioti destinati a Gaza e di sottovalutare in modo sistematico gli allarmi sulle crescenti capacità del gruppo, considerato invece un «rischio calcolato» e un contrappeso utile all’Autorità Palestinese.
«Hanno attaccato perché potevano. I governi israeliani, che hanno tenuto le redini del potere per quasi due decenni, lo hanno permesso», afferma il dossier.
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«Si sarebbe potuto evitare, ma il primo ministro ha scelto di non agire», ha dichiarato Merav Svirsky, parente di una delle vittime del 7 ottobre, durante la conferenza stampa, spiegando che la catastrofe «non è stata semplicemente un errore in un singolo momento. È stata la scelta di ignorare ripetutamente gli avvertimenti».
Svirsky ha citato recenti ricostruzioni secondo cui il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed, avrebbe avvertito personalmente Netanyahu circa dieci giorni prima del 7 ottobre che Hamas si stava preparando a un attacco di grande portata. Secondo Haaretz, Netanyahu avrebbe sminuito l’avviso e non lo avrebbe trasmesso ai responsabili della sicurezza.
L’organizzazione israeliana per i diritti umani B’Tselem ha accusato l’esecutivo di Netanyahu di perseguire un più ampio «progetto di eliminazione» nella Cisgiordania occupata. Il suo nuovo rapporto, uscito anch’esso martedì, sostiene che le autorità israeliane e i coloni stiano smantellando in modo sistematico la vita dei palestinesi mediante violenza, limitazioni alla libertà di movimento, pressione economica, sfollamenti e occupazione del territorio.
B’Tselem e Amnesty International hanno accusato separatamente Israele di aver commesso un genocidio a Gaza, facendo riferimento a uccisioni di massa, sfollamenti e alla distruzione delle condizioni indispensabili alla sopravvivenza civile.
Le denunce si aggiungono alla condanna crescente nei confronti del governo israeliano per le sue azioni a Gaza e in Cisgiordania, da cui derivano affermazioni secondo cui Netanyahu avrebbe consentito deliberatamente l’attacco del 7 ottobre per giustificare una campagna più estesa al fine di ripulire etnicamente i territori e renderli pienamente colonizzabili dagli israeliani.
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Storie misconosciute dell’11 settembre
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