Geopolitica
L’Iran colpirà l’Albania?
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniano ha lanciato una minaccia contro l’Albania, suggerendo che Teheran potrebbe prendere di mira la base di Ashraf-3, che dal 2013 è il quartier generale dell’Organizzazione dei Mujahedin del Popolo Iraniano, un’opposizione al regime degli Ayatollah. Si stima che fino a 3.000 persiani abbiano trovato rifugio in Albania. Lo riporta il quotidiano polacco Do Rzeczy.
La dichiarazione pubblicata indica che l’Albania potrebbe essere bersaglio di una rappresaglia iraniana, analogamente alla base militare britannica a Cipro, colpita ad Akrotiri pochi giorni fa. Questa è una chiara dichiarazione da parte di Teheran di possedere le capacità militari per estendere le sue operazioni militari oltre il Medio Oriente.
In un post su X del 1° marzo, il presidente albanese Bajram Begaj ha dichiarato che «L’Albania è al fianco dei nostri alleati strategici negli sforzi per eliminare qualsiasi minaccia terroristica e contrastare il regime degli Ayatollah in Iran. Esprimiamo il nostro pieno sostegno al Qatar, agli Emirati Arabi Uniti, al Regno dell’Arabia Saudita, alla Giordania, al Kuwait e al Bahrein, i cui cittadini stanno subendo attacchi aggressivi da parte del regime degli Ayatollah. Preghiamo per la pace, la sicurezza e il ripristino della stabilità nella regione».
Albania stands with our strategic allies in efforts to eliminate any terrorist threat and to confront the Ayatollah regime of Iran.
We express our full support for Qatar, the United Arab Emirates, the Kingdom of Saudi Arabia, Jordan, Kuwait, and Bahrain — whose citizens are…
— Bajram Begaj (@BajramBegajAL) March 1, 2026
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L’interesse di Teheran per l’Albania è dovuto alla presenza del MEK nel Paese.
Il Mujahedin-e Khalq (MEK), o Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI), è un gruppo di opposizione iraniano in esilio, fondato nel 1965 da studenti di sinistra per opporsi allo Shah Mohammad Reza Pahlavi. Inizialmente mescolava islam sciita rivoluzionario (influenzato dal filosofo Ali Shariati, l’«Heidegger iraniano») e marxismo, con enfasi su lotta armata, uguaglianza di genere e anti-imperialismo.
Partecipò attivamente alla rivoluzione islamica del 1979, ma entrò in conflitto con l’aiatollà Ruollah Khomeini per il potere: accusato di attentati (inclusi omicidi di americani negli anni Settanta), fu represso duramente. Negli anni Ottanta si alleò con Saddam Hussein durante la guerra Iran-Iraq, combattendo contro Teheran con l’Armata di Liberazione Nazionale. Dopo il 2003 (invasione USA in Iraq), depose le armi, si trasferì in Albania (base Ashraf-3) e abbandonò l’anti-americanismo.
Come riportato da Renovatio 21, tre anni fa Edi Rama denunciò un potente ciberattacco subito dall’Albania, ad opera, accusò, dell’Iran. L’evento – che si inserisce in un contesto di tensioni dovute alla turbolenta presenza dell’organizzazione di iraniani oppositori degli ayatollah del MEK nel Paese –costò l’interruzione delle relazione con Teheran e la chiusura dell’ambasciata della Repubblica Islamica a Tirana.
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Geopolitica
Cuba mobilita le milizie mentre crescono i timori di un’invasione USA
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Geopolitica
Israele attacca la città biblica di Tiro
Israele ha colpito la storica città di Tiro, in Libano, prendendo di mira per la prima volta il quartiere cristiano dopo averne ordinato l’evacuazione parziale. L’attacco ha acuito le preoccupazioni locali per il destino dei venerati siti biblici della città.
Secondo l’agenzia Reuters, otto persone sono rimaste uccise in un singolo attacco avvenuto martedì nella periferia orientale di Tiro.
Il quartiere cristiano, situato nella zona Nord-Ovest della città, era stato finora escluso dai precedenti avvertimenti israeliani e aveva dato rifugio a persone sfollate provenienti da altre zone.
L’esercito israeliano ha emesso l’ordine di evacuazione generale sostenendo che militanti di Hezbollah si nascondessero nel quartiere, un’affermazione contestata dai residenti, dai funzionari locali e dall’esercito libanese.
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Tiro, una delle città abitate ininterrottamente più antiche del mondo e sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO, è menzionata ripetutamente sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento. Fu un importante centro dell’antico regno fenicio, che fornì i materiali per la costruzione del Tempio di Salomone, che si ritiene sorgesse sul Monte del Tempio di Gerusalemme, sede del complesso di Al-Aqsa, uno dei luoghi più sacri dell’Islam.
Questo sviluppo si inserisce in un contesto di crescenti tensioni relative ai siti religiosi e storici in tutta la regione, con i critici che accusano Israele di espandere il proprio controllo su luoghi sacri sia per i musulmani che per i cristiani.
Il mese scorso, Israele ha emesso un ordine di espropriazione riguardante il villaggio di Nabi Samwil nella Cisgiordania occupata, dove si ritiene si trovi la tomba del profeta Samuele, figura venerata nell’ebraismo, nel cristianesimo e nell’islam.
Funzionari e leader religiosi palestinesi hanno condannato la mossa, definendola un tentativo di cancellare il patrimonio musulmano e rafforzare il controllo israeliano sui luoghi sacri contesi.
Fondata dai Fenici intorno al 2750 a.C., TIro divenne un potente centro commerciale e marittimo. I suoi abitanti inventarono l’alfabeto e diffusero la porpora di Tiro, un prezioso colorante estratto dai molluschi, simbolo di ricchezza e potere nell’antichità.
Famosa per la resistenza all’assedio di Alessandro Magno nel 332 a.C., che costruì un istmo per raggiungerla, Tiro conserva oggi un magnifico patrimonio UNESCO: le rovine romane, il famoso arco di trionfo, le terme, il teatro e il porto fenicio. La città vecchia, su un’isola collegata alla terraferma, è un affascinante mix di storia e vita quotidiana.
Oggi Tiro è un importante centro culturale e turistico, nonostante le sfide della regione. Le sue spiagge, il souk animato e l’atmosfera mediterranea ne fanno una meta unica nel Medio Oriente.
Nella Bibbia Ricciotti, Tiro è citata circa 35-38 volte (il numero esatto varia leggermente a seconda di come si contano i riferimenti espliciti al nome della città). Nell’antico Testamento la maggior parte delle occorrenze (soprattutto in Isaia 23, Ezechiele 26-28, 1 Re, 2 Cronache, Amos, Zaccaria, etc.). Nel Nuovo Testamento i riferimenti nei Vangeli (es. confini di Tiro e Sidone) e Atti degli Apostoli.
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Immagine di Heretiq via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.5 Generic
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