Geopolitica
Marco Rubio, Mike Johnson e Tucker Carlson affermano che Israele ha spinto gli USA ad attaccare l’Iran
Lunedì, il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che gli Stati Uniti sono entrati in guerra con l’Iran a causa degli imminenti piani di attacco di Israele, un’ammissione che implica che il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha di fatto manovrato gli Stati Uniti per entrare in guerra.
«Era fin troppo chiaro che se l’Iran fosse stato attaccato da chiunque, dagli Stati Uniti, da Israele o da chiunque altro, avrebbe reagito e avrebbe reagito contro gli Stati Uniti», ha detto Rubio durante una conferenza stampa. «Se avessimo aspettato che quell’attacco arrivasse per primo, prima di colpirli, avremmo subito perdite molto più elevate. E così il presidente ha preso una decisione molto saggia: sapevamo che ci sarebbe stata un’azione israeliana, sapevamo che ciò avrebbe scatenato un attacco contro le forze americane», ha affermato il segretario di Stato.
Le dichiarazioni di Rubio sono corroborate da un articolo del New York Times di lunedì che descrive dettagliatamente come Tucker Carlson, durante un recente incontro con il presidente Donald Trump, lo abbia esortato a evitare la guerra con l’Iran, solo per sentirsi rispondere che Trump non aveva altra scelta che unirsi all’attacco che Israele avrebbe lanciato.
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L’articolo del quotidiano neoeboraceno ha inoltre indicato che Netanyahu era intenzionato a garantire che i colloqui in corso tra Stati Uniti e Iran non ostacolassero o impedissero la pianificazione di un attacco congiunto americano-israeliano contro la Repubblica islamica.
Anche alti funzionari dell’amministrazione Trump hanno trasmesso lo stesso messaggio durante i briefing riservati forniti ai membri del Congresso lunedì, un punto che è stato successivamente confermato dal presidente repubblicano della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, Mike Johnson, della Louisiana, insieme a diversi altri legislatori.
«Poiché Israele era determinato ad agire con o senza gli Stati Uniti, il nostro comandante in capo, l’amministrazione e i funzionari (del Gabinetto) hanno dovuto prendere una decisione molto difficile. Hanno dovuto valutare le minacce agli Stati Uniti, alle nostre truppe, alle nostre installazioni, alle nostre risorse nella regione e oltre», ha affermato Johnson.
La narrazione secondo cui Israele avrebbe dovuto agire in modo indipendente contro l’Iran è messa in discussione dal fatto che, durante la Guerra dei 12 Giorni della scorsa estate, gli israeliani dipendevano dalle difese aeree americane per abbattere i missili iraniani. Inoltre, un articolo del 25 febbraio su Politico riportava come i funzionari di Trump avessero espresso la preferenza per un attacco israeliano per primo, provocando una risposta iraniana contro le risorse americane e fornendo così una motivazione politica più chiara per un intervento statunitense in patria.
Dopo le forti critiche alle dichiarazioni di Rubio, l’amministrazione sembra aver modificato la narrazione. Su X, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha pubblicato un articolo del National Review intitolato «No, Marco Rubio non ha affermato che Israele abbia trascinato Trump in guerra con l’Iran».
Inoltre, rivolgendosi ai giornalisti martedì, Rubio ha fatto marcia indietro, affermando che i suoi commenti del giorno precedente facevano riferimento solo alla tempistica del piano di Israele di colpire l’Iran, sottolineando che Trump aveva già deciso di scatenare la guerra per eliminare il programma missilistico balistico dell’Iran.
E, cosa ancora più significativa, martedì il presidente Trump ha negato che Israele lo avesse costretto ad attaccare l’Iran, sostenendo al contrario che potrebbe aver «forzato la mano di Israele» per avviare le aggressioni.
Sebbene domenica i funzionari del Pentagono abbiano dichiarato al Congresso che l’Iran non ha intenzione di colpire le risorse statunitensi in Medio Oriente, a meno che non venga provocato da un attacco iniziale, Trump ha affermato di credere che l’Iran avrebbe potuto attaccare per primo.
«A giudicare da come stavano andando i negoziati, credo che avrebbero attaccato per primi. E non volevo che ciò accadesse. Quindi, semmai, avrei potuto forzare la mano a Israele. Ma Israele era pronto, e noi eravamo pronti», ha detto, apparentemente contraddicendo le dichiarazioni di Rubio di lunedì.
Analizzando l’inizio della guerra contro l’Iran da parte di Stati Uniti e Israele nel fine settimana, Tucker Carlson ha dichiarato in un monologo di lunedì che Netanyahu aveva informato la Casa Bianca che avrebbe attaccato l’Iran con o senza il coinvolgimento degli Stati Uniti.
E, dati gli ingenti investimenti americani nella regione, insieme alle vaste infrastrutture energetiche da cui il mondo dipende, gli Stati Uniti potrebbero agire con loro e provare a essere una «forza moderatrice» o semplicemente dire «no» e minacciare di «tagliare gli aiuti o qualcosa del genere», ha detto.
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Ma dire di no «non era nemmeno sul tavolo. Non è mai stato sul tavolo», ha osservato Carlson. «Nessuno negli ultimi 63 anni ha mai preso in considerazione l’idea di farlo, in realtà. L’ultimo presidente a farlo è stato John F. Kennedy nel 1962, quando ebbe una disputa – non famosa come dovrebbe essere – con… il primo ministro israeliano, David Ben-Gurion, sul programma nucleare israeliano a Dimona».
All’epoca, ha ricordato, «il presidente Kennedy disse “no”» e chiese la fine dei test sulle armi nucleari da parte di Israele e delle ispezioni delle sue strutture.
«E naturalmente (Kennedy) non fu in grado di mantenere quelle promesse perché fu ucciso nel novembre del 1963 e la persona che prese il suo posto, il suo vicepresidente, Lyndon Johnson, diede il via libera al programma nucleare israeliano», ha affermato il popolarissimo opinionista conservatore. «Quella fu quindi l’ultima volta che un presidente americano disse di no, un no netto, a Israele, e cercò di frenarne le ambizioni fondamentali».
«Quindi la verità è, ed è difficile dirlo», ha sottolineato Carlson, «ma non sono stati gli Stati Uniti a prendere la decisione» di andare in guerra con l’Iran. «È stato Benjamin Netanyahu».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
USA e Cina istituiscono una linea diretta per le segnalazioni di «incidenti legati all’IA»
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Geopolitica
Trump ha detto a Zelen’skyj di incontrare Putin a Mosca
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe esortato il leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj a recarsi a Mosca per colloqui di pace con il presidente Vladimir Putin. La Russia ha detto che Zelens’kyj può visitare Mosca in qualsiasi momento. Lo riporta Bloomberg, che cita fonti vicine a Zelens’kyj.
Secondo la testata, il presidente americano avrebbe avanzato la proposta durante un incontro con Zelens’kyj a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di questa settimana. Il leader ucraino avrebbe respinto l’idea, hanno riferito a Bloomberg persone a conoscenza della conversazione, aggiungendo che la proposta di Trump «lo ha turbato».
Mercoledì lo Zelens’kyj era visibilmente irritato con i giornalisti fuori dalla sede delle Nazioni Unite. Incalzato sulla possibilità di visitare Mosca, ha risposto: «Su un fottuto missile!»
😄 Zelensky answered persistent Russian propagandists asking when he plans to come to Moscow: “On a missile, b*itch!” https://t.co/GYd9zamCoF pic.twitter.com/dOy6Zz44vj
— NEXTA (@nexta_tv) September 24, 2026
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All’inizio di questa settimana l’Ucraina e 51 dei suoi sostenitori hanno rilasciato una dichiarazione in cui chiedevano alla Russia di accettare un «cessate il fuoco immediato e incondizionato» perché potessero iniziare i colloqui di pace. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha detto che Mosca non interromperà l’operazione militare, accusando i sostenitori europei dell’Ucraina di cercare una pausa solo «per rifornire di armi il regime di Kiev».
Trump ha recentemente rilanciato gli sforzi per risolvere il conflitto in Ucraina. Il suo inviato speciale, Steve Witkoff, e il genero Jared Kushner si sono recati a Mosca e Kiev all’inizio di questo mese. Witkoff ha dichiarato in seguito di essere soddisfatto dei colloqui e che l’amministrazione Trump spera che la diplomazia possa porre fine al conflitto.
Mosca ha detto di essere pronta a risolvere il conflitto in Ucraina a condizione che vengano affrontate le cause profonde e che si tenga conto della realtà sul campo.
Le richieste della Russia includono l’abbandono da parte dell’Ucraina dei piani di adesione alla NATO e l’adozione di uno status di neutralità, l’accettazione di restrizioni al suo esercito e il riconoscimento formale della Crimea e di altre quattro ex oblast’ ucraine come territorio russo. La Crimea ha votato per l’annessione alla Russia poco dopo il colpo di Stato del 2014 appoggiato dall’Occidente a Kiev. Le regioni di Donetsk, Lugansk, Zaporiggia e Kherson hanno tenuto referendum nel settembre 2022.
Kiev ha sempre respinto le condizioni di Mosca, insistendo sull’adesione alla NATO e sul ripristino del controllo su tutti i territori che rivendica. Lo Zelens’kyj ha tuttavia detto di voler incontrare Putin di persona per risolvere il conflitto, nonostante si sia legalmente precluso qualsiasi colloquio con il leader russo.
Mosca ha indicato l’atteggiamento aggressivo di Kiev e la posizione ostile dei suoi sostenitori europei come ostacoli principali a una soluzione di pace. Il Cremlino ha però ribadito di essere pronto ad accogliere lo Zelens’kyj a Mosca se questi desidera davvero raggiungere un accordo, nonostante la Russia lo consideri illegittimo, dato che il suo mandato presidenziale è scaduto più di due anni fa e non ha indetto nuove elezioni.
Mercoledì il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha dichiarato che la Russia è pronta a fornire garanzie di sicurezza a Zelens’kyj qualora si recasse a Mosca.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Putin: la Russia non si sta preparando alla guerra con l’Europa
Putin mocked Estonia’s defense minister over comments about a possible war with Russia, saying: “The circus has left, but the clowns remain.” Putin called the remarks “complete nonsense” and “absolute rubbish,” adding that Estonia’s entire population is smaller than the Russian… pic.twitter.com/ZW7T5xrlxn
— Clash Report (@clashreport) September 25, 2026
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