Spirito
Lettera aperta di un Congregazione tradizionalista: «ripudiare la Chiesa sinodale»
I Figli del Santissimo Redentore, una congregazione cattolica tradizionalista con sede a Papa Stronsay in Scozia, hanno pubblicato una lettera aperta «ai vescovi cattolici, ai sacerdoti, ai religiosi e ai fedeli» in seguito al loro Capitolo generale. Lo riporta LifeSite.
La comunità, spesso chiamata «Redentoristi Transalpini», è stata fondata da padre Michael Mary Sim nel 1987 sotto gli auspici dell’arcivescovo Marcel Lefebvre e della Fraternità San Pio X, su incoraggiamento del Cardinale Édouard Gagnon. Si è riconciliata con il Vaticano nel 2012 e opera negli Stati Uniti e in Nuova Zelanda.
Nel luglio 2024, il vescovo Michael Gielen ha ordinato ai Redentoristi di lasciare la diocesi di Christchurch entro 24 ore. La comunità ha negato le accuse di Gielen e intraprese azioni canoniche contro l’avviso di sfratto.
La lettera aperta non indica se intendono ora riprendere a collaborare con la Fraternità Sacerdotale San Pio X o intraprendere un’altra strada. La dichiarazione e la sua introduzione sono riportate di seguito.
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Lettera aperta ai vescovi cattolici, ai sacerdoti, ai religiosi e ai fedeli
Cara anima cattolica,
Abbiamo appena concluso il nostro Capitolo Generale, in cui abbiamo preso in esame la nostra Congregazione e la sua vocazione nella Chiesa e nella Diocesi di Christchurch, Nuova Zelanda, dove il Vescovo ne aveva decretato l’espulsione.
La lettera allegata esprime le convinzioni della nostra Congregazione.
Questo non è un compito che accettiamo alla leggera. Abbiamo considerato la gamma di possibili punizioni che la gerarchia potrebbe usare contro di noi – tutte mentalmente terrificanti, in realtà, ma rafforzate dalla consapevolezza che la gerarchia ha infranto la catena di comando, rendendola umana e spiritualmente nulla. Ma quando è in gioco l’onore di Nostro Signore, il silenzio diventa una forma di tradimento.
Intraprendiamo quindi quest’opera con cuore tremante ma con ferma convinzione, desiderando solo difendere il Santo Nome di Gesù Cristo e la purezza della Sua Sposa, la Chiesa.
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CONGREGAZIONE DEI FIGLI DEL SANTISSIMO REDENTORE
REDENTORISTI TRANSALPINI
Lettera aperta ai vescovi cattolici, ai sacerdoti, ai religiosi e ai fedeli del Capitolo generale della Congregazione dei Figli del Santissimo Redentore che si tiene a Papa Stronsay, Scozia, Santa Teresa di Gesù Bambino, 3 ottobre – San Gerardo Maiella 16 ottobre 2025
Cari fedeli,
Viva Gesù nostro amore e Maria nostra speranza!
È con il cuore pesante e con grande tristezza che vi scriviamo. Ciò che ci unisce è il nostro grande amore per la nostra Santa Madre, la Chiesa Cattolica e Sposa di Gesù Cristo, per la quale i martiri hanno versato il loro sangue e i santi hanno dato la loro vita. È questo amore che ci spinge a esprimere una verità difficile, seppur essenziale. (Lc 12, 4-9)
Proprio come voi, anche noi abbiamo nutrito una grande speranza per molti anni. Credevamo che fosse possibile vivere come figli fedeli della Tradizione all’interno delle strutture della Chiesa moderna. Credevamo che le antiche e meravigliose tradizioni della nostra fede, in particolare la Messa latina di sempre, ci sarebbero state legittimamente restituite. Questo ci ha dato speranza, soprattutto durante il periodo di Benedetto XVI. Ci aspettavamo con fiducia di poter praticare liberamente la fede dei nostri Padri nella Chiesa. Non sapevamo quanto ci sbagliassimo!
Dopo anni di prove ed esperienze siamo giunti alla triste conclusione che la fede cattolica tradizionale, la fede di tutti i tempi e dei santi, è incompatibile con la nuova Chiesa moderna, frutto del Concilio Vaticano II. Semplicemente non possono coesistere in un unico corpo.
Poiché nutriamo e onoriamo profondamente la Messa latina tradizionale e non possiamo rinunciare alla Santa Messa dei secoli e dei santi, questa nuova Chiesa non ci vuole. A causa della nostra fedeltà, siamo stati considerati ostinati, difficili e ribelli; siamo stati incastrati e calunniati in un’acrimonia senza fine.
Questa lettera si rivolge a tutti coloro che avvertono che qualcosa non va nella Chiesa o che pensano che la nuova Chiesa e la Fede immutabile possano coesistere pacificamente. Ahimè! Permetteteci di affermare la triste verità: la nostra esperienza dimostra chiaramente che ciò è impossibile. Sicuramente questa nuova Chiesa sconvolgerebbe tutti i santi Papi che hanno ripetutamente dichiarato che l’indifferentismo religioso è un male gravissimo, assolutamente incompatibile con la fede cattolica.
Vi diciamo che non saremo complici del silenzio in questa continua distruzione della Chiesa. Dobbiamo parlare prima o poi, e quale momento migliore di questo? Dopo 17 anni come comunità all’interno delle strutture della Chiesa, siamo stati continuamente isolati e vessati. Soprattutto in questi ultimi anni il Vescovo di Christchurch ci ha ridotto a spazzatura o feccia della terra.
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Con i suoi numerosi Decreti e il ricorso a Roma ha cercato di espellere i nostri monaci dalla diocesi. Vuole che quindici vocazioni locali siano esiliate per sempre dalle loro famiglie e dalla loro patria. Vi diciamo ora che un dovere superiore lo proibisce. Finché ci sarà una sola anima che ci chiede il Santo Sacrificio della Messa, i Sacramenti o l’aiuto spirituale, con la grazia di Dio non la abbandoneremo. Il Buon Pastore ci esorta a dare la vita per le Sue pecore e a tenere a bada il lupo affamato. È nostro dovere nella carità, nella teologia e nel Diritto Canonico.
Perché? Perché la catena di comando è stata spezzata. L’autorità nella Chiesa è ministeriale (servire Nostro Signore), non assoluta (fare ciò che vuole): ci vincola perché è essa stessa vincolata a Cristo, al deposito della Fede, al Magistero costante. Quando un superiore si allontana dalla propria obbedienza a Cristo Re, il suo comando non è più il braccio di Cristo, ma il gesto di un uomo. (ST, IIa IIæ, q. 104, a. 5)
Questi ecclesiastici disobbediscono a Dio. E poi, avendo spezzato la catena del comando di Dio, tentano di invocare l’obbedienza religiosa per questioni che impoveriscono la Chiesa, e aboliscono la Santa Messa. Tolle Missam, Tolle Ecclesiam – Togliete la Messa, distruggete la Chiesa (Lutero). No! Dobbiamo obbedire a Dio prima che all’Uomo.
E perciò, aderendo con tutte le nostre forze alla nostra profonda comunione con la nostra Santa Madre Chiesa, il nostro dovere davanti al Signore Gesù Cristo e verso le anime esige che:
- Ripudiamo Amoris Laetitia che permette la Santa Comunione alle coppie che vivono nel peccato.
- Ripudiamo la persecuzione della Messa e dei cattolici da parte di Traditionis Custodes
- Ripudiamo Fiducia Supplicans che permette la benedizione delle coppie dello stesso sesso
- Ripudiamo «Il Documento sulla Fratellanza Umana» che afferma che Dio vuole tutte le religioni
- Ripudiamo la falsa teologia delle «Chiese sorelle» e della «comunione parziale»
- Ripudiamo i falsi pastori che hanno trionfalmente portato in processione l’idolo della Pachamama in San Pietro.
- Ripudiamo Francesco che si è scusato per l’eroico cattolico che ha gettato quell’idolo nel Tevere.
- Ripudiamo il flagello dell’indifferenza religiosa in Nuova Zelanda e in tutta la Chiesa.
- Ripudiamo gli atti dei vescovi neozelandesi di chiusura delle chiese e di negazione dei sacramenti in una codarda sottomissione all’oppressione del COVID-19.
- Ripudiamo il vescovo di Christchurch che ha ricevuto le sue ceneri il Mercoledì delle Ceneri dal vescovo anglicano di Christchurch.
- Ripudiamo la corruzione dei bambini e lo scandalo dato agli innocenti attraverso programmi catechetici malvagi.
- Ripudiamo l’insegnamento di Francesco secondo cui tutte le religioni sono lingue diverse e la domanda: «il mio Dio è più importante del tuo?».
- Ripudiamo il silenzio di quei vescovi che non si sono pronunciati contro quel tradimento della Fede.
- Ripudiamo la Chiesa sinodale come distinta dalla Chiesa cattolica divinamente costituita.
- Ripudiamo la continua distruzione e umiliazione della nostra Santa Madre Chiesa.
- Ripudiamo coloro che attaccano o minano la Chiesa nei suoi dogmi, nella sua morale, nei suoi sacramenti o nella sua disciplina con un nuovo culto dell’uomo.
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A tutti coloro che leggono questo: per quanto tempo durerà tutta questa assurdità? Qualunque cosa ci costi, con l’Apostolo dobbiamo dire: Anatema!
«Ma anche se noi stessi o un angelo del Cielo venisse ad annunziarvi [un Vangelo] diverso da quello che vi abbiamo annunziato noi, sia egli anàtema». (Gal 1, 8-9)
Non tacete! Difendete la fede dei nostri Padri!
«Anche se tutte le genti obbedissero al re Antioco, e tutti s’allontanassero dalla legge de’ padri loro per fare secondo il comando di lui; io ed i miei figli ed i miei fratelli obbediremo alla legge dei padri nostri». (1 Maccabei 2, 19-20)
«Al contrario, è scritto (At 5, 29): Dobbiamo obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. Ora, talvolta le cose comandate da un superiore sono contro Dio. Pertanto, non si deve obbedire ai superiori in ogni cosa». — San Tommaso d’Aquino (ST, IIa IIæ, q. 104, a. 5)
Expecta Dominum, Viriliter Age et Confortetur cor tuum. Spera nel Signore: mostrati uomo e si conforti il tuo cuore, e confida nel Signore! (Sal, 26,14)
Gaude, Maria Virgo… Rallegrati, o Vergine Maria; tu sola hai schiacciato tutte le eresie nel mondo intero.
Firme:
Padre Michael Mary. F.SS.R.
Padre Anthony Mary, F.SS.R.
Fratel Nicodemo Maria, F.SS.R.
Fratel Paul Mary, F.SS.R.
Fratel Dominic Mary, F.SS.R.
Padre Magdala Maria, F.SS.R.
Padre Martin Mary, F.SS.R.
Fratel Xavier Maria, F.SS.R.
Fr. Alfonso Maria, F.SS.R.
Padre Seelos Maria, F.SS.R.
Padre Celestino Maria, F.SS.R.
Fratel Raffaele Maria, F.SS.R.
Fratel Maksymilian Maria, F.SS.R.
Fratel Charles-Marie, F.SS.R.
Fratel Damaso Maria, F.SS.R.
Fratel Bogumił Maria, F.SS.R.
Fratel Francisco Maria, F.SS.R.
Fratel Ernest Maria, F.SS.R.
Fratel Giacinto Maria, F.SS.R.
Fratel Gabriel Maria, F.SS.R.
Fratello Dysmas
Fratel George Marie
Fra Ignazio Maria
Fratel Aloysius Maria
Fratel Zaccheo Maria
Fratel Gerardo
Fratello William
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Spirito
Papa Leone nomina nuovo nunzio in Germania un vescovo pro-vita e contrario all’ideologia di genere
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Spirito
Francia, la Chiesa indaga sui battesimi degli adulti
Il numero di battesimi di adulti e adolescenti sta registrando un aumento storico in Francia. Al di là delle cifre record, un’indagine della Conferenza Episcopale di Francia fa luce sui percorsi di questi «catecumeni», le cui motivazioni si fondono con le sfide della vita, la ricerca spirituale e l’influenza dei media digitali.
Questo fenomeno è tanto sorprendente quanto eclatante. In una società francese spesso descritta come sempre più secolarizzata, le richieste di battesimo tra adulti e giovani di età compresa tra gli 11 e i 17 anni stanno raggiungendo livelli senza precedenti. Nel 2024, oltre 12.000 persone hanno ricevuto il primo sacramento la notte di Pasqua, una cifra aumentata di oltre il 30% in un solo anno.
Ma cosa spinge questi uomini e queste donne, provenienti da contesti così diversi, a intraprendere il cammino verso la fede?
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La prova come fattore scatenante
Per molti, il cammino verso la Chiesa non inizia con certezze, ma con una rottura. Secondo i dati raccolti, quasi il 40% dei catecumeni intraprende questo percorso dopo una prova personale. Malattia, la morte di una persona cara o una rottura improvvisa agiscono come shock esistenziali.
Di fronte alla fragilità dell’esistenza, il battesimo appare come una risposta a un bisogno viscerale di significato e consolazione. Nel silenzio di una chiesa o nel mezzo della preghiera, questi candidati affermano di aver trovato una «pace interiore» e una forma di serenità che non trovavano altrove.
Risveglio spirituale e ricerca di una vita esemplare
Se la sofferenza è una forza trainante, l’esperienza spirituale diretta lo è altrettanto. Un terzo dei neobattezzati menziona un incontro significativo, non necessariamente con un testo, ma con una persona o un luogo.
La bellezza della liturgia – molti battezzati partecipano alla Messa tradizionale in latino – l’accoglienza di una comunità di credenti o la storia di vita di un amico cristiano sono tutti elementi catalizzatori. Questi «testimoni» sono essenziali: rendono la fede tangibile e accessibile.
Più recentemente, anche i social media hanno iniziato a dare i loro frutti. Sebbene il loro impatto rimanga modesto (circa l’11% delle applicazioni), l’influenza di figure cristiane su Instagram o TikTok contribuisce a demistificare le questioni religiose per le giovani generazioni.
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Un profilo sempre più distante dalla tradizione familiare
Uno dei risultati più sorprendenti dell’indagine è il cambiamento sociologico tra coloro che cercano il battesimo. Sebbene la maggioranza provenga ancora da famiglie di tradizione cristiana, questo fondamento si sta erodendo. Al contrario, il numero di persone provenienti da famiglie “non religiose” è in forte aumento e rappresenta ormai un quarto del totale.
In quest’epoca di secolarizzazione, in cui le tradizioni si stanno erodendo sempre più, il battesimo sta diventando una scelta sempre più personale, spesso una decisione lunga e ponderata, lontana da qualsiasi conformismo sociale.
Unendosi alla comunità cattolica, questi nuovi cristiani – per lo più provenienti da contesti di classe operaia (operai, impiegati) – affermano di essere alla ricerca di una «bussola» per costruire la propria vita su quelle che considerano solide fondamenta. Si tratta di una sfida significativa, poiché questi nuovi convertiti cercano un nutrimento spirituale ben più sostanzioso del movimento Pierres vivantes e di altri surrogati di un progressismo ormai superato.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine di Sailko via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Spirito
Schiavitù: il Vaticano denuncia la «narrazione parziale» dell’ONU
Un processo anacronistico contro la Chiesa?
Il diplomatico vaticano non ha usato mezzi termini, criticando una «narrazione parziale che, purtroppo, non serve alla causa della verità». Al centro della controversia: il testo della risoluzione ONU cita esplicitamente bolle papali del XV secolo, come la Dum Diversas (1452) e il Romanus Pontifex (1455), accusandole di aver «autorizzato la riduzione degli africani in schiavitù perpetua». Per monsignor Caccia, questa interpretazione non solo è selettiva, ma ignora anche i costanti interventi del Magistero contro gli abusi coloniali. Il prelato ha ricordato che, già nel 1435, Papa Eugenio IV condannò con la massima fermezza la riduzione in schiavitù della popolazione delle Isole Canarie, arrivando persino a scomunicare coloro che si rifiutavano di liberare i propri prigionieri.Sostieni Renovatio 21
La schiavitù moderna nel mirino
Pur difendendo la memoria storica della Chiesa, Mons. Caccia ha insistito sul fatto che la lotta contro la schiavitù non è una questione che appartiene solo al passato. «La Santa Sede condanna inequivocabilmente la schiavitù in tutte le sue forme, comprese le sue manifestazioni moderne», ha dichiarato. Il diplomatico ha sottolineato che la memoria dovrebbe servire a identificare le attuali strutture di sfruttamento – tratta di esseri umani, lavoro forzato, sfruttamento sessuale – piuttosto che diventare uno strumento di polemica politica contro i fondamenti della civiltà occidentale. Il testo appena firmato all’ONU evita accuratamente di condannare ciò che sta accadendo attualmente in molti Stati governati dalla Sharia o da ideologie totalitarie.La sfida delle riparazioni
La risoluzione dell’ONU invita inoltre gli Stati membri a considerare risarcimenti finanziari per le nazioni colpite. Tuttavia, il Vaticano mette in guardia dal rischio di semplificare eccessivamente un passato complesso in cui le responsabilità erano spesso condivise. Questa dichiarazione di mons. Caccia, prossimo ad assumere il suo nuovo incarico di Nunzio Apostolico negli Stati Uniti, segnala un chiaro impegno della diplomazia vaticana: impedire che la storia della Chiesa venga riscritta dalle risoluzioni politiche di Stati spesso tutt’altro che esemplari in materia di etica, rimanendo al contempo in prima linea nella lotta morale per la difesa dei diritti umani di ogni essere, creato a immagine e somiglianza di Dio. Articolo previamente apparso su FSSPX.News.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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