Economia
La Turchia interrompe totalmente gli scambi commerciali con Israele
La Turchia ha interrotto tutti i legami commerciali ed economici con Israele, chiudendo il suo spazio aereo ad alcuni voli israeliani, ha annunciato il Ministro degli Esteri Hakan Fidan. I due Paesi sono in conflitto da mesi a causa della campagna militare israeliana a Gaza, con la Turchia che accusa il Paese di aver commesso un genocidio.
In un discorso al parlamento nazionale di venerdì, il Fidan ha affermato che la Turchia ha «completamente interrotto i nostri scambi commerciali con Israele» e «chiuso i nostri porti alle navi israeliane».
«Non permettiamo alle navi portacontainers che trasportano armi e munizioni verso Israele di entrare nei nostri porti e agli aerei di entrare nel nostro spazio aereo», ha aggiunto il ministro di Ankara, affermando che alle navi battenti bandiera turca è vietato fare scalo nei porti israeliani e che alle imbarcazioni israeliane è vietato entrare nei porti turchi.
Come riportato da Renovatio 21, la guerra commerciale con Israele era partita un anno fa con la sospensione degli scambi.
Sostieni Renovatio 21
Una fonte diplomatica turca ha dichiarato all’agenzia Reuters che le restrizioni ai voli riguardano solo i voli ufficiali israeliani e gli aerei con armi o munizioni, non il transito di routine dei vettori commerciali.
L’agenzia ha inoltre riferito che le autorità portuali turche stanno ora richiedendo informalmente agli agenti marittimi di attestare che le navi non sono collegate a Israele e non trasportano carichi militari o pericolosi diretti nel Paese.
Tuttavia, un funzionario israeliano ha dichiarato al Jerusalem Post che la Turchia aveva «già annunciato in passato la rottura delle relazioni economiche con Israele, e che tali relazioni sono continuate», riferendosi apparentemente alla sospensione delle importazioni ed esportazioni da parte di Ankara a maggio.
I commenti del ministro sono l’ultimo segnale del deterioramento delle relazioni tra Turchia e Israele, rese ancora più tese dalla guerra a Gaza. La Turchia, unendosi agli altri Paesi che hanno portato il caso al tribunale dell’Aia, ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza. Il presidente Recep Tayyip Erdogan in precedenza aveva definito il primo ministro Benjamin Netanyahu «il macellaio di Gaza», suggerendo a un certo punto – in una reductio ad Hitlerum che è andata in crescendo, con contagio internazionale – che la portata dei suoi crimini di guerra superasse quelli commessi dal cancelliere della Germania nazionalsocialista Adolfo Hitlerro.
Nel 2023 la Turchia ha richiamato il suo ambasciatore da Israele e nel 2024 ha interrotto tutti i rapporti diplomatici. Mesi fa Ankara aveva dichiarato che Israele costituisce una «minaccia per la pace in Siria». Erdogan ha più volte chiesto un’alleanza dei Paesi islamici contro Israele.
Come riportato da Renovatio 21, in settimana i turchi hanno guidato gli sforzi per far sospendere Israele all’Assemblea generale ONU. L’anno scorso il presidente turco aveva dichiarato che le Nazioni Unite dovrebbero consentire l’uso della forza contro lo Stato degli ebrei.
Un anno fa Erdogan aveva ventilato l’ipotesi che la Turchia potesse invadere Israele.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Rob Schleiffert via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC 4.0
Economia
Trump minaccia l’UE: «saccheggiatrice delle aziende USA»
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Economia
La Germania paga cinque volte di più per il gas dopo aver abbandonato le importazioni russe
La Germania sta pagando cinque volte di più per il gas importato rispetto a prima di interrompere i suoi contratti di fornitura a lungo termine con la Russia, nell’ambito delle sanzioni dell’UE. Lo riporta il Berliner Zeitung.
Berlino ora deve fare affidamento sul volatile mercato energetico internazionale, che sta subendo le conseguenze della chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz durante il conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran, ha scritto il quotidiano mercoledì.
Un tempo potenza industriale d’Europa, la Germania ha abbandonato le importazioni di gas russo a basso costo nel 2022, nell’ambito della campagna di sanzioni dell’UE contro Mosca a seguito dell’escalation del conflitto in Ucraina. Insieme alla progressiva dismissione dell’energia nucleare a favore delle energie rinnovabili, questo embargo autoimposto ha inferto un duro colpo al settore industriale tedesco.
Prima dell’embargo, la Russia forniva il 55% delle importazioni di gas naturale del Paese. Ora la Germania si rifornisce di gas dalla Norvegia (44%), dai Paesi Bassi (24%) e dal Belgio (21%), mentre il gas naturale liquefatto (GNL) statunitense rappresenta la maggior parte della quota rimanente.
Secondo il Berliner Zeitung, il prezzo del gas importato in Germania è aumentato da 12 euro per megawattora nel 2020, quando erano ancora in vigore i contratti a lungo termine con la Russia, a oltre 60 euro questa settimana, a causa del continuo scambio di attacchi tra Stati Uniti e Iran.
«I vecchi contratti russi erano più convenienti rispetto al prezzo di mercato», ha affermato il media, aggiungendo che la Germania non sarebbe inoltre in grado di aumentare le importazioni di gas, se necessario, poiché «i gasdotti dalla Norvegia sono al [massimo] della loro capacità» e «non possono gestire molto di più».
Sostieni Renovatio 21
La decisione di abbandonare l’energia russa a basso costo ha giocato un ruolo determinante nel rallentamento dell’economia tedesca. Questa si è contratta sia nel 2023 che nel 2024, registrando il primo calo annuale consecutivo in oltre vent’anni, e si prevede una crescita di appena lo 0,5% quest’anno. Secondo i dati ufficiali, anche i fallimenti aziendali sono aumentati di oltre il 22% in entrambi gli anni.
Come riportato da Renovatio 21, lunedì, il cancelliere Friedrich Merz aveva riconosciuto che la crisi energetica è stata causata dalla «mancanza di gas russo».
La Germania prevede di imporre nuove tariffe sul suo settore industriale, già in difficoltà, per finanziare la costruzione di una riserva nazionale di gas.
L’UE si è inoltre impegnata a porre fine a tutte le importazioni di gas russo entro il 2027, e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato a marzo che Bruxelles manterrà questa linea anche in caso di carenza fisica di gas o di minaccia di interruzioni di corrente.
Il settore manifatturiero è stato colpito in modo particolarmente duro, soprattutto quello automobilistico. BASF, Bosch, Volkswagen e oltre una dozzina di altri produttori tedeschi hanno chiuso stabilimenti dal 2022. A giugno, la Volkswagen, la più grande casa automobilistica del Paese, ha annunciato la chiusura di quattro impianti e il taglio di fino a 100.000 posti di lavoro.
Come riportato da Renovatio 21, Volkswagen, dichiarata vicina al collasso della liquidità, ora inizierà a produrre armi, come da comando di rimilitarizzazione di Berlino e Brusselle, come storicamente accaduto durante il III Reich nazionalsocialista. Accordi per la fornitura di armamenti tedeschi sono stati trattati con lo Stato d’Israele.
Mosca ha ripetutamente affermato, anche per bocca dello stesso presidente Vladimiro Putin, di essere pronta a riprendere le forniture di gas attraverso il tratto rimanente del gasdotto Nord Stream, ma l’offerta non ha ricevuto alcuna risposta da Berlino. Putin un mese fa al forum sampietroburghese SPIEF ha insistito sul fatto che il gas russo potrebbe tornare a fluire in Germania «domani».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Economia
Trump impone dazi del 50% sul Canada
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Pensiero1 settimana faEcône e il vero ordine mondiale
-



Morte cerebrale2 settimane faBambino dichiarato morto si risveglia in obitorio. La morte è una decisione tecnica?
-



Cancro2 settimane faL’OMS si accorge: aumento vertiginoso dei casi di cancro in tutto il mondo. Chissà di cosa si tratta…
-



Bioetica1 settimana faLa bambina risucchiata dal bocchettone della piscina e la morte cerebrale
-



Salute1 settimana faI malori della 29° settimana 2026
-



Salute2 settimane faMorto in Thailandia l’influencer bodybuilder Connor Murphy
-



Spirito1 settimana faIl cardinale Sarah dichiara all’UE che l’ideologia di genere e il fondamentalismo islamico sono «bestie apocalittiche»
-



Predazione degli organi2 settimane faI medici cominciano a sostenere la tesi a favore della «morte tramite donazione di organi»











