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La superintelligenza artificiale potrebbe arrivare entro il 2027

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Nel suo discorso di chiusura al Beneficial AGI Summit di quest’anno a Panama, l’informatico Ben Goertzel ha affermato che, sebbene molto probabilmente le persone non costruiranno un’intelligenza artificiale di livello umano o sovrumano prima del 2029 o del 2030, però vi potrebbe essere una possibilità che ciò accada già nel 2027.

 

Dopodiché, ha affermato il fondatore di SingularityNET, l’Intelligenza Artificiale Generale (AGI) potrebbe evolversi rapidamente in una superintelligenza artificiale (ASI), che lui definisce come un’IA dotata di tutta la conoscenza combinata della civiltà umana.

 

«Nessuno ha ancora creato un’Intelligenza Artificiale generale di livello umano; nessuno ha una conoscenza concreta di quando ci arriveremo», ha detto il Goertzel al pubblico della conferenza. «Voglio dire, ci sono incognite note e probabilmente incognite sconosciute» ha aggiunto, «d’altro canto, mi sembra abbastanza plausibile che potremmo arrivare a un’intelligenza artificiale di livello umano entro, diciamo, i prossimi tre-otto anni».

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Il Goertzel non è l’unico a tentare questo tipo di previsione.

 

Lo scorso autunno, il co-fondatore di Google DeepMind, Shane Legg, ha ribadito la sua previsione, vecchia di oltre un decennio, secondo cui c’è una probabilità del 50% che gli umani inventino l’AGI entro il 2028. In un tweet del maggio dell’anno scorso, il «padrino dell’IA» ed ex-Googler Geoffrey Hinton aveva affermato di prevedere, «senza troppa sicurezza», che l’AGI sarà lontana dai cinque ai vent’anni.

 

Conosciuto anche per essere il creatore del robot umanoide Sophia, il Goertzel teorizza da tempo sulla data della cosiddetta «singolarità», ovvero il punto in cui l’Intelligenza Artificiale raggiunge il livello umano e successivamente la supera.

 

Fino a qualche anno fa, l’AGI, come la descrivono Goertzel e i suoi collaboratori, sembrava un sogno irrealizzabile, ma con i progressi nei modelli di grandi dimensioni (LLM) compiuti da OpenAI da quando ha lanciato ChatGPT nel mondo alla fine del 2022, questa possibilità sembra sempre più vicina, anche se lo scienziato è pronto a sottolineare che gli LLM da soli non sono ciò che porterà all’AGI, scrive Futurism.

 

«Il mio punto di vista è che una volta che si arriva a un’AGI di livello umano, nel giro di qualche anno si potrebbe ottenere un’AGI radicalmente sovrumana, a meno che l’AGI non minacci di soffocare il proprio sviluppo a causa del proprio conservatorismo», ha dichiarato il pioniere dell’IA. «Penso che una volta che un’AGI riesce a introspettare la propria mente, allora può fare ingegneria e scienza a livello umano o sovrumano».

 

«Dovrebbe essere in grado di creare un’AGI più intelligente, poi un’AGI ancora più intelligente, quindi un’esplosione di intelligenza», ha sottolineato il ricercatore.

 

È tuttavia automatico soffermarsi sui rischi che si possono correre sviluppando oltremodo l’AI. Alcuni esperti di Intelligenza Artificiale hanno introdotto nel loro gergo un nuovo termine, «p(doom)», che sta a significare la probabilità che l’IA distruggerà l’umanità. I timori sulla tecnologia, più o meno apocalittici, sono esplosi con l’ascesa dell’Intelligenza Artificiale generativa e di grandi modelli linguistici come ChatGPT di OpenAI.

 

Vi sono molti dubbi su ciò che Goertzel va predicando, non ultima delle quali è che, secondo gli standard umani, persino un’IA sovrumana non avrebbe una «mente» come la nostra. Poi c’è l’ipotesi che l’evoluzione della tecnologia continuerebbe lungo un percorso lineare lontano dal resto della società umana.

 

La corsa verso uno sviluppo di questa nuova frontiera della tecnologia non si arresta, anzi sta prosperando su più fronti.

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Come riportato da Renovatio21, OpenAI, il creatore di ChatGPT, sta lavorando a un nuovo approccio alla sua tecnologia di Intelligenza Artificiale. Come parte del progetto, nome in codice «Strawberry», l’azienda sostenuta da Microsoft sta cercando di migliorare drasticamente le capacità di ragionamento dei suoi modelli.

 

Come riportato da Renovatio 21Microsoft e OpenAI avrebbero messo in piedi il progetto di un supercomputer da 100 miliardi di dollari per addestrare un’AI avanzatissima. Tuttavia negli ultimi giorni vi sarebbero notizie di un ritiro di Microsoft dai progetti di OpenAI.

 

Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso il co-fondatore ed ex capo scienziato di OpenAI, Ilya Sutskever ha avviato e Safe Superintelligence, Inc. (SSI), una società che dovrebbe dedicarsi alla sicurezza dell’IA.

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Mons. Viganò sta con la famiglia nel bosco. Ma perché lo Stato si sta accanendo in questo modo?

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L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha commentato su X in merito al tema della famiglia Trevallion, con i figli separati dai genitori da assistenti sociali e magistratura.   «Nell’esprimere il mio pieno sostegno alla Famiglia del Bosco, ricordo le immortali parole di Pio XI, che dovrebbero suonare di condanna per tutti coloro che si sono resi responsabili di gravissime violazioni dei più elementari principi della civiltà e dell’umanità» scrive Viganò, che prosegue citando l’enciclica Divini illius Magistri pubblicata da Pio XI il 31 dicembre 1929.   «La famiglia (…) detiene direttamente dal Creatore la missione e quindi il diritto di educare la prole, diritto inalienabile perché inseparabilmente congiunto all’obbligo stretto, diritto anteriore a qualunque diritto della società civile e dello Stato, e perciò inviolabile da parte di qualunque potere terreno».  

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  La lettera enciclica di Pio XI «sull’educazione cristiana e la gioventù» scriveva che «tre sono le società necessarie, distinte e pur armonicamente congiunte da Dio, in seno alle quali nasce l’uomo; due società di ordine naturale, quali sono la famiglia e la società civile; la terza, la Chiesa, di ordine soprannaturale. Dapprima la famiglia, istituita immediatamente da Dio al fine Suo proprio, che è la procreazione ed educazione della prole, la quale perciò ha priorità di natura, e quindi una priorità di diritti, rispetto alla società civile» scriveva papa Ratti.   «Con la missione educativa della Chiesa concorda mirabilmente la missione educativa della famiglia, poiché entrambe procedono da Dio, in modo assai somigliante. Infatti alla famiglia, nell’ordine naturale, Iddio comunica immediatamente la fecondità, principio di vita e quindi principio di educazione alla vita, insieme con l’autorità, principio di ordine».   «La storia è testimone come, segnatamente nei tempi moderni, sì sia data e si dia da parte dello Stato violazione dei diritti conferiti dal Creatore alla famiglia, laddove essa dimostra splendidamente come la Chiesa li ha sempre tutelati e difesi» prosegue l’enciclica.   Il caso della famiglia Trevallion sta sconvolgendo l’Italia, che pare spaccarsi su nette linee politiche: da una parte la sinistra che assicura la preminenza dello Stato e dall’altra parte la destra che invece pare avere adottato il caso dei Trevallioni, con il primo ministro Giorgia Meloni che si è detta «senza parole» per le ultime notizie che giungono dalla triste vicenda.   Le dichiarazioni della Meloni costituiscono, amaramente, una proclamazione di impotenza: laddove ci sono la magistratura e la filiera di affidi e compagnia, nemmeno il presidente del Consiglio del Ministri della Repubblica Italiana può nulla. Già questo dovrebbe fornire all’osservatore le proporzioni del problema attuale dello Stato italiano.   In molti accusano le autorità di accanimento nei confronti della famiglia nel bosco, ignorando invece i problemi e i reati che con evidenza vi possono essere nelle situazioni famigliari di tanti campi nomadi. Per farsene un’idea, il lettore può guardare un vecchio film di Emir Kusturica, Tempo di gitani (1988), con la storia ambientata tra la Jugoslavia e un campo nomadi fuori Milano. Il film vinse il premio per la miglio regia al Festival di Cannes, ma non ha per qualche ragione avuto troppi passaggi sulla TV italiana.   C’è da ricordare che i Trevallion, nome che pare uscito dalla lingua elfica del glossoteta J.R.R. Tolkien, non sono l’unica famiglia nel bosco in Italia. Esistono da decadi sugli appennini comunità di sedicenti «elfi», appunto. Lo chiamano «Popolo degli Elfi», è sorto negli anni Ottanta nell’Appennino Pistoiese, tra Treppio e Sambuca. Composta da oltre 150 persone, la comunità degli elfi appenninici vive in case coloniche abbandonate, puntando su uno stile di vita autarchico, sostenibile, in profonda connessione con la natura e privo di comodità moderne.

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Sarebbe d’uopo notare che negli anni la comunità degli elfi, che pare non distante nemmeno visivamente dalla storia dei Trevallioni, abbia avuto gli immani problemi con lo Stato che sta affrontando invece la famiglia nel bosco. I tempi sono cambiati: con l’avanzamento dello Stato-partito piddino, una tacita primazia dello Stato sulla famiglia, in teoria contraria alla Costituzione, si è installata sempre più in profondità, mentre le strutture pubbliche per gli affidi (cooperative, uffici pubblici, etc.) aumentavano dai primi anni 2000, divenendo quella forza invincibile che abbiamo visto anche nei noti casi visti in Emilia.   I Trevallion sono essenzialmente vittime dello zeitgeist antifamiglia che si è caricato silenziosamente come programma politico dello Stato Italiano. Delle origini di tale fenomeno, che passa per il PCI e per i suoi psichiatri, Renovatio 21 aveva scritto anni fa.   «Se non si distrugge la famiglia, dicono gli psichiatri di sinistra, avremo una società di psicotici, oppure, ancora, peggio di “cittadini conformisti” e “mediocri”» scrivevamo nella nostra analisi, che toccava anche l’intoccabile idolo della psichiatria italiana Franco Basaglia. «Basaglia era il fronte italiano di una «scuola» internazionale di medici dell’epoca che prese il nome di “antipsichiatria” per la quale la famiglia era una istituzione di violenza, vera responsabile delle malattie mentali»   Un ulteriore papavero dell’antipsichiatria italiana, Giovanni Jervis nel suo Manuale critico di psichiatria, dove alle pagine 84-85 scrive: «la famiglia nucleare è la macchina che costantemente fabbrica e riproduce forza-lavoro, sudditi consumatori, carne da cannone, strutture di ubbidienza al potere; e anche nuovi individui condizionati in modo tale da ricostituire nuove coppie stabili, procreare altri figli, ricreare altre famiglie, e così perpetuare il ciclo».   Distruggendo la famiglia, si apre l’abisso della perversione, che vediamo oggi istituzionalizzata con sempre maggio prepotenza. «Con il 1968 e l’avvento della cosiddetta «liberazione sessuale», cioè quando la promiscuità e la devianza divennero parte integranti delle lotte della sinistra».   «Gratta la superficie di una cultura che rifiuta Dio e la morale, il sacrificio e il Logos, e ci trovi una storia oscura, una volontà di ribaltare completamente l’ordine del creato, e ci trovi, sempre, alla fine, un abisso mostruoso, furioso, dove la morale può capovolgersi» scrivevamo nel lontano 2019.

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L’«abominio della desolazione» si riferisce alla Chiesa cattolica che sta diventando «compromessa»: parla l’esorcista

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L’esorcista padre Ripperger ha dichiarato in una recente e dirompente intervista che il riferimento scritturale all’«abominio della desolazione» che si verifica «nel tempio» costituisce «in realtà un riferimento alla Chiesa cattolica compromessa».

 

Don Ripperger ha illustrato tale interpretazione durante un’intervista con il podcaster ed ex Navy SEAL statunitense Shawn Ryan, confutando al contempo i protestanti che ritengono erroneamente che il «tempio» menzionato nel Libro di Daniele, in cui sorgerà l’abominio della desolazione al tempo dell’Anticristo, sia il Tempio ebraico. Questi protestanti, ha osservato l’esorcista, desiderano contribuire alla ricostruzione del Tempio ebraico di Gerusalemme nel tentativo di accelerare l’avvento dell’Anticristo e, di conseguenza, la Seconda Venuta di Cristo.

 

«I Padri della Chiesa sono chiari nel dire che non verrà mai ricostruita e che il riferimento all’abominio della desolazione che prende sede nel tempio è in realtà un riferimento alla Chiesa cattolica», ha spiegato il sacerdote esorcista. Ciò implica che «ci sarà un modo in cui la situazione nella Chiesa verrà compromessa», ha aggiunto.

 

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Questa esegesi dei Padri della Chiesa trova conferma nel fatto che Cristo stesso avverte dell’abominio della desolazione, citato dal profeta Daniele, come un evento futuro: «Perciò quando vedrete l’abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta nel luogo santo – ponga mente il lettore – allora quei che saranno in Giudea, fuggano ai monti;» (Mt 24, 15-16).

 

Poiché la nuova alleanza di Cristo sostituisce l’Antica Alleanza, il «luogo santo» si riferisce alla Chiesa cattolica, non al Tempio ebraico. Inoltre, il Libro di Daniele collega l’abominio della desolazione alla cessazione del «sacrificio quotidiano» pubblico.

 

«E vi saranno dei suoi che presteranno il braccio e contamineranno il santuario di fortezza, e faran cessare il sacrifizio perenne, e metteranno l’abominazione per desolazione» (Daniele 11, 31).

 

«E dal tempo in cui sarà abolito il sacrificio perenne e sarà collocata l’abominazione della desolazione passeranno milleduecentonovanta giorni» (Daniele 12,11).

 

Riferendosi all’Anticristo, il Libro di Daniele afferma che egli «Salderà l’alleanza con molti in una settimana; e alla metà della settimana, cesserà l’offerta e il sacrificio, e nel tempio vi sarà l’abominazione della desolazione, e fino alla consumazione e al termine perdurerà la desolazione» (Daniele 9, 27).

 

Come sanno i cattolici, il sacrificio quotidiano degli agnelli sull’altare del Tempio ebraico di Gerusalemme traeva il suo valore e il suo significato dal suo compimento nel Sacrificio di Cristo, il Messia, rinnovato quotidianamente in modo incruento nella Santa Messa.

 

Un sacrificio così «quotidiano» e «continuo» dopo l’incarnazione di Cristo e la fondazione della Sua Chiesa può quindi riferirsi solo al sacrificio quotidiano di Cristo sugli altari delle chiese cattoliche durante la Santa Messa. La «desolazione» menzionata nel «luogo santo» potrebbe dunque indicare l’assenza della presenza di Gesù Cristo nelle chiese.

 

Lo stesso don Ripperger ha chiarito in un’intervista con Taylor Marshall sul suo libro The Limits of Papal Authority on the Liturgy che «il papa, a causa della legge positiva divina, non ha l’autorità di cambiare le parole della consacrazione in qualcosa di diverso da ciò che erano come Cristo le ha iniziate».

 

Un abominio di desolazione nelle chiese cattoliche al tempo dell’Anticristo è inoltre in armonia con una profezia di Nostra Signora di La Salette, come riportato da una delle veggenti, Mélanie Calvat, secondo cui «Roma perderà la fede e diventerà la sede dell’anticristo».

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Immagine: Johannes Schandorff (1767–1826), I sacerdoti vengono cacciati via dal tempio (1801), Collezione privata.

Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

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Lo Stato Ebraico minaccia di uccidere la nuova leadership iraniana

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Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno minacciato di assassinare chiunque subentri all’ucciso Ayatollah Ali Khamenei come leader supremo dell’Iran.   Khamenei e diversi altri alti funzionari iraniani sono stati eliminati nella prima ondata di attacchi aerei israelo-americani lanciati il 28 febbraio. Dopo una settimana di consultazioni, l’Assemblea degli esperti, l’organo di religiosi incaricato di valutare e nominare la nuova guida suprema, ha annunciato lunedì che il figlio di Khamenei, Mojtaba, è stato designato come suo successore.   In una dichiarazione diffusa sull’account in lingua persiana dell’IDF poche ore prima dell’annuncio ufficiale dell’Assemblea, l’esercito israeliano ha rivolto un avvertimento esplicito ai suoi membri.

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«La mano dello Stato di Israele continuerà a perseguitare ogni successore e ogni persona coinvolta nella sua nomina», ha affermato l’IDF, aggiungendo che «non esiterà a prendere di mira» i religiosi che partecipano alle riunioni dell’assemblea.   La scorsa settimana, Israele ha bombardato la sede dell’Assemblea a Qom, ma l’attacco non è riuscito a impedire la selezione di un nuovo leader. Ali Larijani, il massimo funzionario della sicurezza iraniana, ha dichiarato che la nomina di Mojtaba Khamenei dimostra come Stati Uniti e Israele non siano riusciti a sfruttare la morte di Ali Khamenei per generare caos nel Paese.   Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu hanno entrambi indicato il cambio di regime come uno degli obiettivi della guerra.   Trump ha chiesto la resa incondizionata e ha affermato che il prossimo leader supremo non «durerà a lungo» a meno che l’Iran non accetti le sue richieste. Funzionari e militari iraniani hanno promesso di proseguire la loro resistenza.

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Immagine di IDF Spokesperson’s Unit via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
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