Spirito
La preghiera di mons. Schneider per chiedere al cielo «un’era di papi santi»
Monsignor Athanasius Schneider, Vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Maria Santissima in Astana (Kazakistan) ha scritto e fatto circolare presso varie realtà cattoliche internazionali una preghiera per chiedere a Dio «un’era di papi santi». La preghiera, con un messaggio annesso, è stata pubblicata nel giorno della festa della Cattedra di San Pietro.
La lettera di accompagnamento scrive:
Cari fedeli cattolici,
specialmente voi che soffrite a causa della crisi inaudita che la nostra Santa Madre Chiesa attraversa ai nostri giorni! Cari padri e madri di famiglia cattolici! Cari giovani cattolici! Cari bambini cattolici innocenti! E soprattutto care religiose contemplative, gemme spirituali della Chiesa! Cari seminaristi cattolici! Cari sacerdoti cattolici, che siete «l’amore del Sacro Cuore di Gesù»!
La confusione all’interno della Chiesa è arrivata a tal punto che dobbiamo pregare il Signore con le parole di Ester: «Non abbiamo altro aiuto all’infuori di te» (Ester 4,31/14,3 Vulg.). Perciò rifugiamoci nel Cuore Immacolato di Maria mediante la Preghiera quotidiana per implorare santi Papi. Gridiamo con il salmista: «Svegliati! Perché dormi, Signore? Destati, non ci respingere per sempre!» (Sal 43,23).
+ Athanasius Schneider
Vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Maria Santissima in Astana
18 gennaio 2024, Antica festa della Cattedra di San Pietro a Roma
Questo il testo latino della preghiera:
Oratio ad impetrandos Summos Pontifices sanctos
Kyrie Eleison! Christe Eleison! Kyrie Eleison! Domine Iesu Christe, Pastor bone! Omnipotenti manu tua tu regis in cuiusque aetatis procellis Tuam peregrinantem ecclesiam.
Orna Sanctam Sedem sanctis Pontificibus, qui nec homines huius saeculi potentes timeant, nec foedera ineant cum mundo eiusque spiritu. Fidem autem catholicam usque ad sanguinis effusionem conservent, confirment atque defendant, еt venerabilem Romanae Ecclesiae liturgiam custodiant, protegant, et tradant.
Veni, Domine, iterum ad nos per sanctos Pontifices, qui, accensi zelo Apostolorum, hominibus omnibus praedicent: «Non est in alio aliquo salus, nisi in Jesu Christo. Nec enim aliud nomen est sub caelo datum hominibus, in quo oporteat eos salvos fieri» (cfr. Act 4, 10-12).
Tribue, quaesumus, ut per sanctorum Pontificum aetatem Sancta Sedes, quae patria est omnibus catholicae et apostolicae fidei cultoribus, cathedra veritatis toti mundo semper lucere valeat. Exaudi nos Domine, et intercedente Beatissima Virgine Maria, Matre Ecclesiae eiusque Corde Immaculato, dona nobis sanctos Romanos Pontifices, dona nobis multos Romanos Pontifices sanctos! Miserere nostri et exaudi nos!
Amen.
In italiano:
Preghiera per implorare Papi santi
Kyrie eleison! Christe Eleison! Kyrie eleison! Signore Gesù Cristo, Tu sei il Buon Pastore! Con la Tua mano onnipotente Tu guidi la Tua Chiesa pellegrina attraverso le tempeste di ogni epoca.
Adorna la Santa Sede con santi Papi che non temano i potenti di questo mondo né scendano a compromessi con lo spirito del tempo, ma conservino, rafforzino e difendano la Fede cattolica fino all’effusione del sangue e osservino, proteggano e trasmettano la venerabile liturgia della Chiesa Romana.
Oh Signore, ritorna a noi per mezzo dei santi Papi che, infiammati dallo zelo degli Apostoli, proclamano al mondo intero: «In nessun altro c’è salvezza, tranne in Gesù Cristo. Poiché non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che siano salvati» (cfr. Atti 4,10-12).
Attraverso una era di Papi santi, possa la Santa Sede, che è la patria per tutti coloro che promuovono la Fede cattolica e apostolica, risplendere sempre come cattedra della verità per il mondo intero. Ascoltaci, Signore, e per intercessione del Cuore Immacolato di Maria, Madre della Chiesa, donaci Papi santi, donaci molti Papi santi! Abbi pietà di noi e ascoltaci!
Amen.
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Spirito
«Assunzione, rigenerazione, garanzia della nostra stessa risurrezione»: Omelia di mons. Viganò nella festa dell’Assunta
Renovatio 21 pubblica l’omelia dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò nella festa dell’Assunzione della Vergine Maria
TU HONORIFICENTIA POPULI NOSTRI
Omelia nell’Assunzione della Beatissima Vergine Maria
Signum magnum apparuit in cælo:
mulier amicta sole, et luna sub pedibus ejus.
Un segno grande apparve nel cielo:
una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi.
Ap 12, 1
In questo giorno santo in cui la Chiesa — quella di sempre, non quella schiava del mondo, che ha creduto di poter riscrivere anche la lode dovuta alla Madre di Dio — innalza il suo canto dinanzi al mistero dell’Assunzione, permettetemi di condurvi non a una pia commozione passeggera, ma a quella roccia di dottrina sicura su cui i Padri, i Dottori e i Sommi Pontefici hanno edificato, per secoli, la nostra certezza.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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+ Carlo Maria Viganò
Arcivescovo
Viterbo, 15 Agosto MMXXVI
In Assumptione Beatæ Mariæ Virginis
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Spirito
La Reja: 12 seminaristi FSSPX hanno preso la tonaca
Nella festa dell’Assunzione, il 15 agosto 2026, dodici seminaristi del Seminario Internazionale di Nostra Signora Corredentrice di La Reja, in Argentina, hanno ricevuto la tonaca da padre de Lassus, direttore del seminario. Provenienti da dieci paesi diversi, hanno così compiuto un passo significativo nel loro percorso di formazione al sacerdozio.
Oggi, 15 agosto, festa dell’Assunzione della Vergine Maria, il seminario La Reja è stato pervaso dalla gioia. In primo luogo per la festa che stavamo celebrando, ma anche, in stretta connessione con il mistero dell’Assunzione, in occasione dell’investitura di dodici seminaristi dell’anno di spiritualità, provenienti da diverse parti del mondo.
Un cileno, un peruviano, un colombiano, due messicani, tre brasiliani, un filippino, un argentino, un ecuadoriano e un cubano hanno ricevuto l’abito ecclesiastico dalle mani del reverendo padre de Lassus, direttore del seminario.
Questa cerimonia, che segna in modo chiaro, significativo e profondo ogni seminarista durante gli anni di formazione, manifesta e chiede a Dio la grazia di abbandonare il mondo e donarsi interamente al Signore. Come la talare ricopre tutto il corpo, così l’intera persona deve essere avvolta da Cristo per rivestirsi della vita di grazia, simboleggiata dalla cotta bianca che il seminarista indosserà sopra l’abito clericale nero.
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Questi seminaristi hanno ricevuto oggi un dono molto speciale, ma anche una grande responsabilità. Ovunque andranno, saranno d’ora in poi ambasciatori di Colui che hanno scelto. Non si tratta di un’investitura volta a mettere in risalto meriti personali o onori individuali: tutto è ordinato al Signore, alla Sua gloria e al Suo regno in mezzo al popolo. Questi seminaristi ricevono la missione di manifestare pubblicamente la loro offerta alla divina Volontà, come rivelata nella Rivelazione e nella Tradizione trasmesse dagli Apostoli.
Sono stati indetti tre giorni di ritiro spirituale per preparare le loro anime a ricevere questo dono; è stato un vero e proprio tempo di grazia. Santa Messa, adorazione eucaristica, preghiera liturgica e personale, silenzio, meditazione e riflessione su questa fase della loro vita da seminaristi hanno scandito questi giorni. Durante questo periodo, ciascuno ha anche beneficiato della guida e del sostegno dei professori. Infine, come grazia speciale, l’ultima conferenza è stata tenuta dal priore del priorato di Buenos Aires, padre Luiz Camargo.
Oggi, Nostro Signore, che si è degnato di rivestirsi della nostra umanità, ha benedetto, per mano del direttore del seminario, le tonache con cui questi seminaristi sono stati rivestiti: affinché si rivestano di povertà, innocenza e rinuncia, e muoiano a tutto ciò che si oppone al regno di Nostro Signore; affinché, con la santità della loro vita, gli uomini siano spinti a cercare le cose del Cielo e, con le loro azioni, glorifichino la grandezza, la giustizia e la bontà di Dio.
Nessun cattolico ben formato può negare i tempi bui che stiamo vivendo. Perciò affidiamo alle vostre preghiere la perseveranza di ciascuno dei seminaristi della nostra casa di formazione sacerdotale, e in particolare di coloro che oggi hanno compiuto questo importante primo passo. Possano rimanere sempre fedeli e trovare la loro gloria nella Croce del nostro Redentore.
«Mihi autem absit gloria in cruce Domini nostri Iesu Christi, per quem mihi mundus crucifixus est et ego mundo».
«Quanto a me, quanto a me, non sia mai che io mi vanti se non nella croce del nostro Signore Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo è stato crocifisso per me e io per il mondo» (Galati 6,14).



Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine fa FSSPX.News
Occulto
Mons. Viganò contro il rito della Pachamama in Perù prima dell’arrivo del papa
A Cusco, nei giorni scorsi, in preparazione al prossimo viaggio di Leone in Perù, alti prelati della chiesa sinodale hanno preso parte — non come spettatori distratti, ma come partecipanti attivi — a un rito pagano di invocazione all’idolo infernale della Pachamama. È lo stesso… pic.twitter.com/VbRfyCpnFr
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) August 20, 2026
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