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Persecuzioni

La polizia israeliana impedisce a migliaia di cristiani di celebrare la Trasfigurazione di Cristo sul monte Tabor

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La polizia israeliana ha impedito a migliaia di cristiani ortodossi di celebrare la Festa della Trasfigurazione sul Monte Tabor alla fine della scorsa settimana, nonostante il coordinamento preventivo con le autorità fosse già stato completato. Lo riporta il giornale israeliano Haaretz.

 

«Abbiamo ricevuto risposte chiare due settimane fa dicendo che non avremmo avuto problemi», ha detto ad Haaretz Basim Asfur, presidente del Consiglio della comunità cristiana ortodossa di Nazareth.

Secondo quanto riportato, il comune e la polizia locale avevano raggiunto un accordo per ospitare l’evento anche se era stato cancellato l’anno scorso. «Non c’era alcuna indicazione che la montagna sarebbe stata chiusa venerdì sera e sabato mattina a causa di problemi di sicurezza legati al gran numero di persone presenti», ha detto Asfur.

 

Si stima che circa 3.000 pellegrini cristiani da tutto il mondo – con gruppi provenienti da nazioni come Grecia, Romania e Serbia – siano stati respinti dopo che l’autorità israeliana per i vigili del fuoco e di soccorso ha notificato alla polizia di non essere in grado di approvare il raduno presso la Chiesa greco-ortodossa a causa di condizioni non sicure anche lungo la tortuosa strada in salita che porta alle chiese sulla cima della montagna.

 

La tradizione cristiana ritiene che il Monte Tabor sia il luogo in cui Gesù Cristo condusse i tre apostoli, Pietro, Giacomo e Giovanni prima di essere trasfigurato davanti a loro, rivelando la sua divinità con il volto splendente come il sole, le vesti che diventavano bianche come la neve e Mosè ed Elia appaiono e conversano con lui (vedi Matteo 17, 1-9).

 

In cima alla montagna si trovano una chiesa cattolica romana e una chiesa greco-ortodossa. Mentre i cattolici celebrano la Trasfigurazione il 6 agosto, il calendario greco la celebra il 18-19 agosto.

 

«Questo è uno scandalo oltraggioso e del tutto inutile che ferisce gravemente Israele agli occhi del mondo cristiano», ha detto alla testata israeliana Ynet Eyal Betzer, capo del Consiglio regionale della valle di Jezreel.

 

Betzer ha affermato che il Ministero degli Interni israeliano aveva approvato l’evento la settimana precedente e aveva accusato le autorità dei vigili del fuoco di aver avanzato richieste irrazionali in seguito alla loro notifica dell’ultimo minuto. Essi, dicem «hanno improvvisamente sollevato richieste irragionevoli e illogiche che non potevano essere soddisfatte nel breve tempo rimanente prima dell’evento».

 

Haaretz riferisce inoltre che «i problemi di sicurezza rilevati dai servizi antincendio sono sempre stati presenti, ma solo negli ultimi anni i servizi antincendio e di soccorso hanno iniziato ad aggiungere ostacoli allo svolgimento dell’evento».

 

 

«Le carenze rilevate nella lettera non sono sotto la nostra responsabilità», ha affermato Asfur. «Non abbiamo l’autorità per affrontarle. Lo Stato lo fa. Non possiamo allargare la strada o abbattere gli alberi. Solo le autorità statali possono».

 

Wadie Abunassar, consigliere delle Chiese in Terra Santa, ha commentato che in una situazione del genere, «bisogna trovare la via di mezzo tra le preoccupazioni per la sicurezza e il rispetto dei diritti dei fedeli che desiderano pregare nel luogo, tra una negazione radicale della loro l’accesso a un luogo di culto e la loro libertà religiosa».

 

Haaretz ha riferito che «solo poche decine di pellegrini sono riusciti a raggiungere la chiesa, mentre migliaia di altri sono costretti a rimanere ai piedi della montagna. Circa 3.000 cristiani erano arrivati ​​in Israele appositamente per partecipare alle celebrazioni della Festa della Trasfigurazione».

 

Il produttore dell’evento del Ministero dell’Interno, Romi Hai Ami, ha confermato che «le richieste avanzate dai servizi antincendio erano assurde perché lì non sono mai esistite infrastrutture adeguate alle loro esigenze». Inoltre, «il budget stanziato non è mai riuscito a colmare il divario tra queste esigenze e la continua incompetenza nel migliorare le condizioni di sicurezza in montagna».

 

«Non esiste una mentalità riguardo a cosa ciò che questa notizia farà all’estero, con la polizia israeliana che impedisce ai cristiani di raggiungere la montagna e di tenere le loro cerimonie religiose», ha continuato.

 

L’autorità antincendio e di sicurezza ha rilasciato una nota secondo cui «gli organizzatori dell’evento hanno presentato una richiesta per tenere l’evento solo il 14 agosto, accompagnata da un piano di sicurezza con molti difetti che non sono stati ancora corretti».

 

Una dichiarazione della polizia ha sottolineato che poiché «non è stata concessa l’approvazione” per l’evento da parte dei servizi antincendio, questi “avevano quindi il dovere di impedire che l’evento accadesse poiché metteva in pericolo la popolazione».

 

Negli ultimi anni, ma soprattutto da quando il nuovo governo del primo ministro Benjamin Netanyahu si è insediato lo scorso dicembre, incorporando leader ebrei estremisti come parte della coalizione di maggioranza, i cristiani hanno subito attacchi, molestie e interferenze più frequenti da parte di coloro che sposano posizioni definibile come «suprematismo ebraico».

 

Nel dicembre 2021, i vescovi cristiani in Terra Santa hanno pubblicato una lettera in cui lanciano l’allarme sul fatto che i gruppi radicali nella regione continuano ad attaccare violentemente i cristiani e le loro chiese «nel tentativo sistematico di cacciarli» «da Gerusalemme e da altre parti della Terra Santa».

 

Inoltre, riporta sempre Haaretz, tali crimini contro i cristiani in Israele e Palestina non vengono praticamente mai risolti o adeguatamente giudicati. «La polizia cerca di dipingere ogni attacco come qualcosa di isolato e cerca di dipingere gli aggressori come mentalmente instabili», ha detto al Times of Israel lo scorso marzo Amir Dan, portavoce della Custodia francescana di Terra Santa. «In questo modo la polizia si solleva da ogni responsabilità».

 

E il blocco dei cristiani dal Monte Tabor, avvenuto venerdì scorso, impedendo loro di celebrare la Trasfigurazione, non è stato l’unico caso in cui le autorità israeliane hanno utilizzato pretesti discutibili per interferire con la libertà religiosa della minoranza cristiana nella regione.

 

Lo scorso aprile, quando i cristiani ortodossi celebravano la Pasqua a Gerusalemme, le forze dell’ordine dello Stato ebraico si sono mosse per limitare l’accesso alla Cerimonia del Fuoco Sacro presso la Chiesa del Santo Sepolcro a causa di «un necessario requisito di sicurezza». Lo Stato d’Israele ha chiesto alle autorità ecclesiastiche di emettere inviti che limitino la partecipazione a circa il 30% dell’affluenza alle urne degli anni precedenti.

 

A quel tempo i leader cristiani definirono tali restrizioni richieste «irragionevoli», «senza precedenti», di «mano pesante» e non necessarie per una cerimonia annuale che si svolgeva nello stesso modo da secoli. Di conseguenza, questi vescovi e sacerdoti hanno invitato tutti coloro che desideravano partecipare come al solito, «lasciando che le autorità agiscano come vogliono».

 

I cristiani hanno anche accusato che le dichiarazioni della polizia su questo conflitto fossero «errate… un completo travisamento dei fatti» e «categoricamente fuorvianti e false».

Come riporta LifeSiteNews, per ironia della sorte, le barricate della polizia erette nella Città Vecchia per impedire ai cristiani di accedere alla Chiesa del Santo Sepolcro hanno causato una situazione molto più pericolosa, con guasti e la polizia, almeno a volte, ha usato violenza per impedire ai fedeli di esercitare il loro diritto di culto liberamente presso la tomba di Gesù Cristo.

 

Come riportato da Renovatio 21, gli attacchi degli ebrei fondamentalisti contr i cristiani sono sempre più frequenti, e potenti, al punto da essere stati definiti «senza precedenti».

 

La situazione dei cristiani, catastrofica al punto che il 2022 è stato definito come annus horribilis per i cristiani di Gerusalemme, è stata visualmente testimoniata da un giornalista locale di religione ebraica che, vestitosi da francescano, ha ricevuto quantità di sputi dai suoi correligionari. Anche le scuole cattoliche stanno vivendo un momento di grande difficoltà, con addirittura spari e attacchi contro gli istituti scolastici dei bambini.

 

Le leggi anti-conversione proposte dai partiti dell’ebraismo ortodosso facenti parte della coalizione di governo dimostrano la volontà di procedere con l’intolleranza religiosa anche a dispetto degli alleati cristiano-fondamentalisti americani, che di fatto si sono infuriati.

 

Una chiesa anglicana è stata attaccata a Ramallah l’anno scorso. Tre settimane fa ebrei ultraortodossi hanno cercato di attaccare il monastero di Sant’Elia vicino a Haifa.

 

A inizio anno era stata profanata la Chiesa della Condanna; cinque mesi fa si è registrato l’attacco da parte di estremisti ebraici alla Tomba di Maria a Gerusalemme.

 

 

 

 

Immagine di Giladtop via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

 

 

 

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Francia, un edificio religioso in meno ogni settimana

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Il Catholic Herald dell’11 agosto 2026 riporta che il patrimonio cattolico francese è effettivamente minacciato. Un rapporto pubblicato a maggio dal ministero dell’Interno francese evidenzia un aumento degli atti anticristiani negli ultimi 15 anni. Nel 2025 sono stati registrati 817 episodi anticattolici, quasi il 90% dei quali ha preso di mira proprietà ecclesiastiche.

 

Questi attacchi veicolano un messaggio implicito: la Chiesa è indesiderabile agli occhi di una minoranza significativa della società francese. Talvolta, veicolano anche un messaggio esplicito. Nel dicembre 2025, la chiesa di Sainte-Marie-Madeleine, nella diocesi di Marsiglia, è stata vandalizzata. Un graffito recitava: «L’unica chiesa che risplende è quella che brucia».

 

Nello stesso mese, uno studio dell’Osservatorio per il Patrimonio Religioso ha rivelato che la Francia perde un edificio religioso ogni settimana e che due terzi degli incendi mostrano segni di attività criminale.

 

L’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani (OIDAC) ha segnalato che il Paese continua a registrare il numero più alto di tali episodi in Europa. Dietro questi atti di vandalismo si celano diverse motivazioni, tra cui il laicismo militante e l’islamismo.

Il fenomeno non si limita alla Francia. L’OIDAC ha rilevato nel suo rapporto sui crimini d’odio anticristiani in Europa: «in modo allarmante, sono stati registrati 94 incendi dolosi, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. Un terzo di questi atti si è verificato in Germania, dove la Conferenza Episcopale ha recentemente dichiarato che ‘tutti i tabù sono stati infranti’ in merito al vandalismo delle chiese».

 

Il rapporto prosegue: « Paesi più colpiti nel 2024 sono stati Francia, Regno Unito, Germania e Spagna. A novembre, un monaco di 76 anni è stato ucciso e diverse altre persone sono rimaste ferite in un attacco a un monastero spagnolo. A gennaio, un uomo è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco in un attacco legato allo Stato Islamico durante la messa domenicale in una chiesa cattolica di Istanbul. A settembre, una chiesa storica a Saint-Omer, in Francia, è stata quasi completamente distrutta da un incendio doloso».

 

Gli autori di questi crimini ignorano palesemente l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e la libertà religiosa promossi dal Concilio Vaticano II. Con la loro violenza, dimostrano la netta differenza tra ideologie e fatti.

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.News

 

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Immagine di Velvet via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported

 

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Vescovo mette a tacere famoso esorcista

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L’arcivescovo di Denver James Golka ha ordinato a padre Chad Ripperger, il sacerdote americano vivente più autorevole in materia di esorcismo e guerra spirituale, di astenersi da ogni attività pastorale pubblica per un anno. Lo riporta LifeSiteNews.   Il provvedimento sembra riguardare apparizioni pubbliche, omelie online e scritti. Gli interventi già programmati devono essere annullati.   «L’arcivescovo Golka ha recentemente incontrato padre Chad Ripperger per discutere del suo ministero e della sua comunità, la Società della Madre Addolorata» scrive una nota della diocesi ricevuta da Lifesite. «Durante la conversazione, l’arcivescovo ha chiesto a padre Ripperger di considerare un anno di astinenza da discorsi pubblici e interviste. Questo periodo gli permetterà di dedicarsi alla Società e alle persone che essa serve. Padre Ripperger ha prontamente acconsentito. Al termine dell’anno, valuteranno insieme la situazione».   «L’arcivescovo Golka ringrazia padre Ripperger per il suo servizio sacerdotale, il suo ministero di esorcismo e per la generosità con cui ha accolto questa richiesta. Chiediamo ai fedeli di unirsi a noi nella preghiera per padre Ripperger e per la Società».   Golka, nominato vescovo di Colorado Springs da papa Francesco nel 2021 e arcivescovo di Denver da papa Leone XIV nel febbraio 2026, detiene ora le facoltà su Ripperger e sulla Società della Madre Addolorata, l’associazione pubblica che l’arcivescovo Samuel Aquila aveva ricevuto nell’arcidiocesi. Non è stato emesso alcun decreto pubblico che spieghi la pena, né è stata annunciata alcuna condanna per eresia. Il silenzio imposto giunge dopo che padre Ripperger ha raggiunto il pubblico più vasto che un prete abbia probabilmente mai avuto: è apparso di recente nei famosi talk show di Tucker Carlson e Shawn Ryan.   Il 3 aprile 2026, padre Ripperger ha trascorso quasi due ore con Carlson a discutere di possessione, occultismo, politici e demoniaci, dipendenza e comunismo come gemello psicologico del metodo diabolico. L’episodio completo sul canale YouTube di Tucker ha totalizzato oltre 3 milioni di visualizzazioni e quasi 94.000 «mi piace». Brevi clip continuano ad aggiungerne milioni di altre.   È stato ospite due volte dello Shawn Ryan Show, uno dei podcast più popolari su Spotify. L’episodio n. 285 (5 marzo 2026), una conversazione di quattro ore sul marchio della bestia e l’ascesa dell’Anticristo, ha totalizzato tra i 2,5 e i 4,1 milioni di visualizzazioni su YouTube. La seconda visita, il 23 luglio, con l’episodio n. 324, si attesta intorno ai 2,7 milioni di visualizzazioni; una singola clip di quell’episodio ha superato le 640.000 visualizzazioni. Considerando anche gli ascolti su Spotify, le sole apparizioni al programma di Ryan hanno permesso a Ripperger di raggiungere milioni di ascoltatori che non erano certo interessati a una dichiarazione della curia diocesana.   Sorprendentemente, Ryan ha detto a Tucker che, dopo aver parlato con Ripperger, è tornato alla fede cattolica.   Padre Ripperger, 61 anni, è stato ordinato sacerdote nel 1997 per la Fraternità Sacerdotale di San Pietro, ha poi fondato i Padri Dolorani e presta servizio nell’arcidiocesi di Denver dal 2016. Dopo la morte, nel 2016, del capo esorcista di Roma, padre Gabriele Amorth, è diventato l’esorcista vivente più conosciuto nel mondo anglofono. I suoi libri – Preghiere di Liberazioni: Per Uso Dei Fedeli, Dominion , Verso una psicoterapia tomista. Argomenti di psicologia contemporanea alla luce del pensiero di Tommaso d’Aquino – hanno avuto un’ampia diffusione. I suoi interventi alle conferenze su Sensus Fidelium e canali correlati sono seguiti da anni.   L’arcivescovo Golka è stato nominato vescovo di Colorado Springs da Papa Francesco il 30 aprile 2021. Leone XIV lo ha nominato arcivescovo di Denver il 7 febbraio 2026, accettando le dimissioni dell’arcivescovo Aquila.   Chris Jackson, scrivendo su Hiraeth in Exile («La nomina di Golka da parte di Leone XIV: premiare un insabbiamento»), ha sostenuto che la promozione di Denver ha premiato Golka per aver rimosso il canonista che si era occupato del caso delle vittime di abusi a Chiclayo, in Perù, le quali accusavano Leone XIV di insabbiamento.   La cronologia degli eventi a Colorado Springs non è contestata. Monsignor Ricardo Coronado-Arrascue, vicario giudiziale e cancelliere sotto il vescovo Michael Sheridan e poi sotto Golka, si è dimesso nel maggio 2022 in seguito a un accordo che, sulla carta, lo lasciava sacerdote in regola. Nel giugno 2023 la diocesi ha emesso un precetto in merito a una non meglio specificata «grave accusa» e lo ha sospeso. Coronado ha poi citato in giudizio la diocesi e Golka per inadempimento contrattuale e diffamazione; le azioni civili sono state archiviate. Nel maggio 2024, dopo che Coronado era stato incaricato da alcuni denuncianti peruviani di abusi nel caso Chiclayo – la sede che Leone aveva guidato come vescovo Robert Prevost – Golka ha emesso un decreto che lo dichiarava oggetto di indagine canonica e gli proibiva di esercitare la professione di avvocato ecclesiastico.   Sotto la guida di Sheridan, la diocesi di Colorado Springs offriva due opzioni per la Messa tradizionale in latino: la parrocchia personale della FSSP dell’Immacolata Concezione, eretta da Sheridan, e una Messa del venerdì celebrata da Coronado presso la Cappella Paolina.   Dopo la rimozione di Coronado, non è stata trovata una sostituzione per quella Messa tradizionale, lasciando la Fraternità Sacerdotale San Pietro come unica opzione nella grande diocesi.   Don Ripperger ha espresso l’opinione – una credenza che sembra diffusa e persistente tra gli operatori dell’esorcistato, in un contesto in cui certa parte della destra cristiana americana (sia cattolica che ortodossa che protestante) – secondo cui gli UFO potrebbero essere manifestazioni di forze infernali – al punto che è emerso che il governo americano starebbe organizzando sessioni di preparazione con i pastori protestanti invitandoli a preparare le loro congregazioni alla prossima divulgazione di informazioni riguardanti la vita aliena e astronavi non identificate, che potrebbero mettere in crisi la fede cristiana.    

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Messa cattolica a Vienna interrotta da adolescenti arabi che gridavano «Allah Akbar»

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Alcuni adolescenti hanno interrotto una messa cattolica a Vienna gridando «Allah Akbar», secondo quanto riportato dai media austriaci. Lo riporta LifeSite.

 

Il 6 ottobre, alcuni giovani hanno interrotto una messa cattolica in una chiesa parrocchiale nella zona ovest di Vienna, gridando a gran voce «Allahu Akbar» (Dio è grande), uno slogan arabo spesso usato dai musulmani.

 

Il parroco ha dichiarato al quotidiano austriaco Die Presse di essere preoccupato per l’accaduto e di non voler rivelare l’ubicazione esatta della chiesa per non attirare altri potenziali disturbatori, raccontando di aver sentito prima delle forti risate e del rumore provenire dal fondo della chiesa durante la messa, seguiti da diverse grida di «Allah Akbar» che si sono propagate in tutto l’edificio.

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Il sacerdote stimato che i responsabili avessero circa 14 o 15 anni e fossero di etnia araba. Il gruppo di adolescenti si è dileguato rapidamente dopo aver interrotto la funzione religiosa. «Non ho mai vissuto niente del genere prima d’ora. E sono qui da 20 anni», ha detto il religioso.

 

Nonostante il trambusto, il sacerdote ha sottolineato che in nessun momento c’è stata una vera minaccia. «Non c’era alcun pericolo; non si trattava di una situazione minacciosa, voglio che sia chiaro. Probabilmente si è trattato solo di esuberanza giovanile», ha affermato, aggiungendo che non avrebbe sporto denuncia alla polizia perché probabilmente non avrebbe portato ad alcun risultato.

 

Il sacerdote ha detto di aver parlato con un altro parroco di un altro quartiere di Vienna, il quale gli ha riferito che episodi simili si verificano regolarmente nella sua parrocchia.

 

Il parroco ha espresso sorpresa e perplessità riguardo all’accaduto, dato che la sua parrocchia sostiene gli immigrati musulmani dal 2015. La parrocchia li ha aiutati a trovare un alloggio, a interfacciarsi con gli enti governativi e a frequentare corsi di lingua tedesca. Ha affermato di mantenere un buon rapporto con le famiglie musulmane della zona.

 

Come molte altre città dell’Europa occidentale, Vienna ha assistito a un massiccio afflusso di immigrati musulmani, soprattutto a partire dalla crisi migratoria del 2015. Secondo gli ultimi dati, il 41,2% degli studenti delle scuole elementari e medie (dai 6 ai 14 anni) a Vienna è di fede musulmana, rappresentando la religione più diffusa in questa fascia d’età. I cristiani costituiscono il 34,5% (17,5% cattolici e 14,5% ortodossi), mentre il 23% non professa alcuna religione.

 

L’episodio mostra che potrebbe essere in corso, in tutta Europa, un processo di radicalizzazione degli adolescenti, come visto nei disordini di Parigi e di Milano, spacciate per rivolte studentesche quando invece sono germi di guerra etnica vera e propria, con devastazioni e razzie. È logico che le chiese, sparuto simbolo di quello che rimane della religione locale, siano ora prese di mira – così come le catene di messaggi riguardo ad un presunto programma di stupro massivo da parte dei branchi di giovani stranieri sono presi sul serio da tante famiglie.

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È molto probabile che cià accada perché viene discusso in chat dove il comando dell’attacco alla religione cattolica è lanciato, e dove magari gli esiti (gli immancabili video della teppa) vengono vantati.

 

In Italia, l’interruzione o il turbamento di una funzione religiosa è punito dall’articolo 405 del Codice Penale, che sanziona con la reclusione fino a 2 anni chiunque impedisca o turba cerimonie o pratiche di qualsiasi confessione religiosa. La pena aumenta da 1 a 3 anni di reclusione se il fatto avviene con violenza o minaccia alle persone.

 

Qualora capitasse al lettore, difenda il sacro con la legge, senza i dubbi dei sacerdoti austriaci: non c’è da essere perplessi, né da pensare alle ragazzate.

 

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Immagine: Lato nord e tetto della Cattedrale di Santo Stefano a Vienna, visti dalla terrazza panoramica dell’Hotel Lamée.

Immagine di Herzi Pinki via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International

 

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