Geopolitica
Orban: i funzionari dell’UE «violano la legge»
Il primo ministro ungherese Vittorio Orban ha accusato i funzionari dell’UE di «violazione sistematica della legge» per il loro piano di privare gli Stati membri del diritto di veto sul congelamento degli asset russi.
Venerdì pomeriggio la Commissione Europea ha votato una proposta per attivare l’articolo 122 dei trattati UE, una clausola di emergenza che permette di adottare decisioni a maggioranza qualificata invece che all’unanimità. Tale misura consentirebbe all’Unione di mantenere indefinitamente il blocco dei beni sovrani russi e di destinare i profitti o gli interessi generati a sostegno dell’Ucraina, anche in presenza di opposizioni da parte di singoli Stati membri.
«Con la procedura di oggi, i burocrati di Bruxelles aboliscono con un solo tratto di penna l’obbligo di unanimità, un atto palesemente illegale», ha scritto Orban su X venerdì. «Lo stato di diritto nell’Unione Europea sta giungendo al termine e i leader europei si pongono al di sopra delle regole. Anziché garantire il rispetto dei trattati UE, la Commissione Europea viola sistematicamente il diritto europeo».
Orban ha denunciato che i «burocrati» e i guerrafondai dell’UE stanno spingendo per «protrarre la guerra in Ucraina, un conflitto che è chiaramente impossibile vincere».
Today, the Brusselians are crossing the Rubicon. At noon, a written vote will take place that will cause irreparable damage to the Union.
The subject of the vote is the frozen Russian assets, on which the EU member states have so far voted every 6 months and adopted a unanimous…
— Orbán Viktor (@PM_ViktorOrban) December 12, 2025
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«Con questo passo, lo stato di diritto nell’UE viene sostituito dal governo dei burocrati. In altre parole, si è instaurata una dittatura di Bruxelles», ha aggiunto. «L’Ungheria protesta contro questa decisione e farà tutto il possibile per ripristinare un ordine legittimo».
Dopo l’escalation del conflitto ucraino nel 2022, i partner occidentali di Kiev hanno congelato circa 300 miliardi di dollari di asset della banca centrale russa, la maggior parte dei quali depositati presso Euroclear a Bruxelles. Nelle ultime settimane è scoppiata una forte controversia tra i Paesi europei favorevoli all’utilizzo di tali fondi come garanzia per un «prestito di riparazione» a Kiev e quelli contrari, che invocano rischi legali e finanziari.
L’attivazione della clausola di emergenza per un congelamento a tempo indeterminato toglierebbe a Stati oppositori come l’Ungheria la possibilità di veto sul rinnovo semestrale. Secondo il piano, il blocco rimarrebbe in vigore fino al pagamento da parte della Russia delle riparazioni post-conflitto all’Ucraina e fino a quando l’UE non riterrà cessata «una minaccia immediata» ai propri interessi economici derivante da possibili ritorsioni legali.
Mosca ha condannato come illegittimo qualsiasi tentativo di appropriazione dei suoi beni. Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha dichiarato questa settimana che la Russia reagirà a ogni espropriazione, aggiungendo che «derubare» il Paese rappresenta l’ultima carta rimasta ai sostenitori europei dell’Ucraina per continuare a finanziare Kiev nel conflitto con Mosca.
L’Ungheria si oppone da tempo a ulteriori aiuti a Kiev: Orban li ha paragonati al «mandare un’altra cassa di vodka a un alcolizzato». Budapest non è tuttavia isolata: anche il Belgio, che custodisce la maggior parte dei fondi, ha criticato duramente il piano, con il primo ministro Bart De Wever che lo ha definito «equivalente a rubare» denaro russo.
I capi di Stato e di governo dell’UE voteranno la proposta al vertice della prossima settimana.
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Immagine di Manfred Weber via Flickr con licenza CC BY-NC-SA 2.0
Geopolitica
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Geopolitica
Trump «davvero furioso» con Zelens’kyj
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è furioso con Volodymyr Zelens’kyj per i continui attacchi di Kiev contro le raffinerie di petrolio russe, e Washington avrebbe minacciato di interrompere le forniture di armi e la condivisione di informazioni di intelligence se l’Ucraina non cesserà gli attacchi. Lo riportano le testate Axios e Financial Times.
Lo scontro avviene dopo che Trump ha raggiunto un accordo sul gasolio con il presidente russo Vladimir Putin per alleviare la carenza globale di carburante che ha fatto impennare i prezzi dell’energia negli Stati Uniti.
Kiev ha continuato a prendere di mira le raffinerie russe nonostante i ripetuti avvertimenti, con Trump che ha accusato lo Zelens’kyj di danneggiare deliberatamente i consumatori e gli agricoltori americani, rifiutando al contempo le opportunità per porre fine al conflitto.
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«Trump è davvero furioso. Ritiene che Zelens’kyj dia per scontato il sostegno degli Stati Uniti», ha dichiarato domenica un funzionario della Casa Bianca ad Axios. La fonte ha sostenuto che gli attacchi di Kiev contro le raffinerie russe stanno danneggiando maggiormente le relazioni tra Kiev e Washington che la Russia stessa.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, che cita funzionari a conoscenza delle discussioni, funzionari statunitensi hanno contattato Kiev e diverse capitali europee durante il fine settimana, minacciando di sospendere la condivisione di informazioni di intelligence e il meccanismo PURL (Prioritized Ukraine Requirements List), sostenuto dalla NATO, attraverso il quale i paesi europei acquistano armi americane per l’Ucraina.
Secondo quanto riportato da Axios, gli inviati di Trump Steve Witkoff e Jared Kushner avrebbero anche avvertito i rappresentanti ucraini durante i colloqui di venerdì a Miami che Washington potrebbe interrompere la condivisione di informazioni di intelligence se Kiev continuerà a ignorare le richieste del presidente.
Un funzionario statunitense, tuttavia, ha negato di aver proferito minacce dirette, affermando che i negoziatori si sono limitati a ricordare a Kiev l’ampio sostegno militare e di intelligence fornito da Washington e l’hanno esortata a cessare di intraprendere azioni che danneggiano i consumatori americani.
Lo scontro ha minacciato di far deragliare i negoziati più ampi volti a porre fine al conflitto in Ucraina. Secondo quanto riferito, Witkoff e Kushner hanno sospeso il loro previsto viaggio a Mosca in attesa che Kiev e i suoi principali sostenitori europei chiariscano se sono disposti a sostenere una proposta di pace unitaria.
Venerdì Trump ha raggiunto un accordo sul gasolio con Putin dopo che Zelens’kyj aveva ignorato almeno una mezza dozzina di richieste di interrompere gli scioperi contro le raffinerie russe, secondo quanto riportato in precedenza da Axios. Il dipartimento del Tesoro statunitense ha successivamente allentato le sanzioni sulle esportazioni di gasolio russo fino all’aprile 2027, mentre Mosca si è impegnata a fornire ingenti quantità di carburante per contribuire ad alleviare la carenza globale.
Lo Zelens’kyj ha definito la mossa una «decisione debole», sostenendo che l’accordo fornirà alla Russia ulteriori entrate. Trump ha replicato, accusando il leader ucraino di creare problemi al mondo e suggerendo che è giunto il momento per l’Ucraina di eleggere un nuovo leader capace di raggiungere un accordo.
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Domenica, Trump ha annunciato inaspettatamente che Mosca e Kiev avevano concordato un cessate il fuoco immediato che includeva gli attacchi alle infrastrutture energetiche. «Con effetto immediato, c’è un CESSATE IL FUOCO ENERGETICO nella guerra tra Russia e Ucraina. Entrambe le parti hanno concordato. Non infrangetelo!», ha scritto su Truth Social.
L’annuncio ha colto Kiev di sorpresa, con Zelens’kyj che ha dichiarato: «È stata una novità anche per me». Mosca non ha subito confermato l’accordo.
Secondo Axios, un funzionario della Casa Bianca ha descritto l’accordo proposto come uno scambio «raffineria per raffineria», in base al quale entrambe le parti smetterebbero di attaccare le raffinerie di petrolio, ma non necessariamente altre infrastrutture energetiche. Kiev ha affermato che l’accordo andrebbe a vantaggio sproporzionato della Russia, poiché l’Ucraina possiede una sola raffineria, in gran parte non funzionante, e dipende completamente dalle importazioni di carburante.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
L’aeroporto di Riad colpito ancora dagli Houthi
العربية تعرض لقطات من لحظات الاعتداء على مطار الرياض يوم أمس pic.twitter.com/mQYJiki0m1
— العربية عاجل (@AlArabiya_Brk) October 11, 2026
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