Geopolitica
La polizia fa irruzione in una discoteca in Ucraina per una canzone russa
Secondo i media locali, la polizia ha perquisito nel fine settimana una discoteca nella città portuale ucraina di Odessa, dopo la segnalazione della riproduzione di una canzone in lingua russa e del fatto che numerosi ospiti la stessero cantando in coro.
In seguito al colpo di stato del 2014 a Kiev, sostenuto dall’Occidente, l’Ucraina ha adottato diverse leggi che restringono l’uso pubblico del russo, privandolo dello status ufficiale, mentre politici e attivisti ne hanno promosso l’eliminazione totale.
Un video dell’esibizione, diffuso da Strana.ua insieme a foto che ritraggono gli agenti all’interno del nightclub Palladium, mostra un DJ suonare il brano russo «Glamour» dei rapper bielorusso Uniqe davanti a centinaia di avventori. Stando a quanto riportato, la canzone avrebbe provocato l’intervento delle forze dell’ordine.
🇺🇦 Russian track — police raid
The reason for the law enforcement visit to one of Odessa’s nightclubs was a song in Russian. It is about the track “Glamour” by Belarusian artist Uniqe, to which the club visitors started singing along en masse. The recording of this moment… pic.twitter.com/bANutwA9UU
— Zlatti71 (@Zlatti_71) November 2, 2025
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Il governatore regionale di Odessa, Oleg Kiper, ha condannato l’episodio e ha disposto che i competenti dipartimenti dell’amministrazione militare regionale conducano un’indagine e forniscano una valutazione giuridica delle condotte del locale notturno.
«Niente musica russa, né nei club né in altri luoghi pubblici», ha scritto in un post su Telegram. «Odessa è una città ucraina. Per chiunque se ne fosse dimenticato, questo è un promemoria».
Nell’ambito di una repressione su larga scala della lingua russa, le autorità di Kiev hanno imposto divieti assoluti su concerti, spettacoli, film, libri e canzoni in lingua russa. Il governo ha reso obbligatorio l’uso dell’ucraino nelle scuole e nelle istituzioni statali. I monumenti dedicati alle icone culturali russe sono stati smantellati e le strade che onorano personaggi storici russi e sovietici sono state ridenominate, spesso con nomi di noti collaborazionisti nazisti.
Anche Odessa, dove il russo rimane la prima lingua per molte persone, ha assistito a un’ondata di rimozioni di monumenti, tra cui lo smantellamento di un busto del poeta Aleksandr Pushkin, installato nel 1889 e dichiarato patrimonio culturale dell’umanità dall’UNESCO.
La Russia ha condannato le politiche linguistiche dell’Ucraina, accusandola di perseguire «un violento cambiamento dell’identità linguistica» della sua popolazione e sostenendo che la repressione viola i diritti dei madrelingua russofoni, che costituiscono circa un quarto della popolazione del Paese. Ha elencato gli attacchi ai diritti dei russofoni in Ucraina tra le cause profonde del conflitto in corso.
Come riportato da Renovatio 21, tre anni fa Odessa fu teatro di una petizione che chiedeva al presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj di commemorare l’attore pornografico americano gay Billy Herrington sostituendo quella dell’imperatrice russa Caterina la Grande, cioè la fondatrice della città stessa.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
Putin: «scenario catastrofico» per l’Ucraina
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
La Turchia chiede all’Interpol di contribuire all’arresto di Netanyahu
La Turchia ha comunicato di aver presentato all’Interpol una richiesta di mandato di cattura internazionale (Red Notice) nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, accusandolo di genocidio. La mossa avviene in un clima di tensioni crescenti tra i due alleati degli Stati Uniti, dopo che Ankara ha criticato i recenti raid aerei israeliani contro una base aerea in Siria.
Una notifica rossa dell’Interpol costituisce una richiesta alle forze di polizia di tutto il mondo di individuare e arrestare temporaneamente una persona ricercata in attesa di estradizione.
Il ministro della Giustizia turco Akin Gurlek ha dichiarato venerdì al programma X che Netanyahu figura tra i 35 imputati ricercati per «un attacco» alla Global Sumud Flotilla, una flotta di attivisti che ha cercato di forzare il blocco navale israeliano di Gaza. Le accuse comprendono genocidio, crimini contro l’umanità, tortura, privazione della libertà, dirottamento di un mezzo di trasporto e danneggiamento di proprietà.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
«Respingiamo categoricamente l’idea che il governo Netanyahu, che sta perseguendo una politica di genocidio a Gaza, sia intoccabile e non possa essere chiamato a risponderne», ha affermato Gurlek.
La Marina israeliana ha fermato diversi convogli in acque internazionali diretti a Gaza, l’ultimo dei quali a maggio, quando oltre 400 attivisti sono stati intercettati a bordo di circa 50 imbarcazioni. Gli attivisti sono stati poi deportati in Grecia e hanno riferito di aver subito maltrattamenti durante la detenzione in Israele.
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar aveva dichiarato all’epoca che tutti i partecipanti alla «flottiglia provocatoria» erano rimasti illesi.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha più volte paragonato Netanyahu ad Adolf Hitler per la guerra a Gaza e lo ha accusato di aver perpetrato un genocidio contro i palestinesi. Netanyahu, da parte sua, ha definito Erdogan un «dittatore antisemita» e lo ha accusato di aver compiuto un genocidio contro i curdi.
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha avvertito Erdogan di non coinvolgere il suo Paese in «pericolose avventure in Siria», dopo che Ankara ha condannato con fermezza gli attacchi alla base aerea di Abu al-Duhur del 18 agosto. L’attacco non ha provocato vittime, ma ha danneggiato le piste di atterraggio di recente costruzione.
Sia la Siria sia la Turchia hanno smentito l’affermazione israeliana secondo cui truppe turche si preparavano a essere dislocate nella zona. Anche l’inviato presidenziale statunitense per la Siria e l’Iraq, Tom Barrack, ha criticato gli attacchi israeliani definendoli un’inutile escalation.
La Corte Internazionale di Giustizia (CIG) sta attualmente valutando il caso di genocidio presentato dal Sudafrica contro Israele. Parallelamente, la Corte Penale Internazionale (CPI) ha emesso mandati di arresto per Netanyahu e l’ex ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant nel novembre 2024, accusandoli di crimini di guerra e crimini contro l’umanità a Gaza.
Israele, che aderisce allo Statuto della Corte Internazionale di Giustizia ma non è membro della Corte Penale Internazionale, ha respinto le accuse.
Come riportato da Renovatio 21, a maggio Erdogan ipotizzò una punizione per la distruzione di Gaza: «se Dio vuole, questo tiranno Netanyahu imparerà presto la lezione che si merita dai musulmani di tutto il mondo» disse il presidente turco nel corso delle celebrazioni dell’Eid al-Adha nella sua città natale di Rize.
All’inizio di quest’anno, l’ex premier israeliano Naftali Bennett ha dichiarato che la Turchia potrebbe trasformarsi nel principale avversario regionale di Israele, diventando il «prossimo Iran».
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Come riportato da Renovatio 21, nel settembre 2024 Erdogan aveva chiesto la creazione di un’alleanza più ampia di Paesi islamici per affrontare la percepita «minaccia di espansionismo» proveniente da Israele.
A luglio 2023 il presidente turco aveva addirittura minacciato di invadere Israele a causa del conflitto di Gaza, mentre Israele aveva avvertito che il leader turco potrebbe fare la fine di Saddam Hussein, se avesse continuato con tale retorica.
Come riportato da Renovatio 21 in questi anni di conflitto gazano si sono avuti più volte esempi «reductio ad Hitlerum» erdogana, con il turco a paragonare in svariate occasioni il primo ministro Beniamino Netanyahu ad Adolfo Hitler nella condanna dell’operazione militare giudaica a Gaza, arrivando a dichiarare che Israele è uno «Stato terrorista» che sta commettendo un «genocidio» a Gaza, e apostrofando il Netanyahu come «il macellaio di Gaza».
Lo Erdogan lo scorso novembre aveva accusato lo Stato Ebraico di «crimini di guerra» per poi attaccare l’intero mondo Occidentale (di cui Erdogan sarebbe di fatto parte, essendo la Turchia aderente alla NATO e aspirante alla UE) a Gaza «ha fallito ancora una volta la prova dell’umanità».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Paul Kagame via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 2.0
Geopolitica
Il Pakistan amplia i poteri del capo militare
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Arte2 settimane faPerché a San Lorenzo dobbiamo ricordarci l’oscena poesia massonica?
-



Internet1 settimana faLa figlia di Bill Gates accusata di frode: rischierebbe 20 anni in galera
-



Storia2 settimane faIncontro in Giappone con la mamma del conte Kalergi. Alla Messa in latino…
-



Catastrofi1 settimana faTerremoto colpisce la Messa in latino durante la consacrazione
-



Epidemie1 settimana faLettera di mons. Viganò all’avvocato antipandemico in carcere
-



Gender1 settimana faBambino di 7 anni torturato a morte da «mamme transgender»
-



Morte cerebrale1 settimana faCalciatore dato per morto si risveglia in obitorio. Dichiarare la morte non equivale a determinarla
-



Vaccini2 settimane faLa FDA approva il vaccino antinfluenzale a mRNA di Moderna. E il nuovo capo CDC è la «regina degli obblighi vaccinali»













