Guerra cibernetica
La più grande azienda idrica USA colpita da un attacco informatico: colpiti milioni di cittadini e 18 installazioni militari
American Water Works, il più grande servizio di distribuzione di acqua potabile e acque reflue degli Stati Uniti, ha rivelato giovedì che degli hacker sono riusciti a violare le sue reti informatiche e i suoi sistemi.
L’azienda del New Jersey fornisce i suoi servizi a oltre 14 milioni di persone in 14 stati e in 18 installazioni militari statunitensi.
L’azienda idrica ha avvisato le forze dell’ordine e sta collaborando alle indagini, cercando nel contempo di «ripristinare in modo sicuro e protetto i sistemi disconnessi».
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Gli Stati USA interessati includono 1.700 comunità in California, Georgia, Hawaii, Illinois, Indiana, Iowa, Kentucky, Maryland, Missouri, New Jersey, Pennsylvania, Tennessee, Virginia e West Virginia.
Un portavoce dell’azienda ha dichiarato a CBS News: «Nel tentativo di proteggere i dati dei nostri clienti e di prevenire ulteriori danni al nostro ambiente, abbiamo disconnesso o disattivato alcuni sistemi. Non ci saranno costi di mora per i clienti finché questi sistemi non saranno disponibili».
A maggio, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente dell’amministrazione Biden aveva rilasciato una dichiarazione in cui afferma che le nazioni ostili stanno studiando come lanciare potenziali attacchi informatici alle infrastrutture idriche americane.
L’agenzia ha spiegato che ci sono «urgenti minacce alla sicurezza informatica e vulnerabilità nei sistemi idrici potabili della comunità».
Lo scorso agosto, l’FBI e la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency hanno affermato che gli attacchi informatici alle «infrastrutture elettorali» potrebbero ostacolare «l’accesso del pubblico alle informazioni elettorali in vista della cruciale corsa presidenziale».
Come riportato da Renovatio 21, lo scorso dicembre un rapporto parlamentare britannico avvertiva che il Regno Unito è vulnerabile a un attacco informatico «catastrofico» che potrebbe paralizzare ampie sezioni delle sue infrastrutture più critiche. Anche le infrastrutture nazionali critiche del Regno Unito, vitali per il corretto funzionamento della società, tra cui l’energia e l’approvvigionamento idrico, così come la sanità, i trasporti e le telecomunicazioni, sono in grave pericolo, avvertiva il rapporto.
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Come riportato da Renovatio 21, all’indomani della pandemia di COVID-19, il fondatore globalista del WEF Klaus Schwab aveva avvertito il mondo che i lockdown e i disastri del biennio pandemico sembreranno una passeggiata una volta iniziati i principali attacchi informatici.
Il guru WEF Klaus Schwab varie volte ha parlato apertis verbis di un attacco informatico per il collasso sistemico totale, un evento catastrofico che toglierà internet – i cui blackout già aumentano in tutto il mondo – mettendo in ginocchio il pianeta. Il danno, tuttavia potrebbe andare ben al di là di Internet.
Klaus Schwab is literally telling us what’s going to happen next. 👇🏼 pic.twitter.com/BzkfANqzvA
— Stew Peters (@realstewpeters) January 12, 2023
«Prestare scarsa attenzione allo scenario spaventoso di un attacco informatico completo, che porterebbe a un arresto completo della fornitura di energia, dei trasporti, dei servizi ospedalieri, della nostra società nel suo complesso. La crisi del COVID-19 sarebbe vista in questo senso come un piccolo disturbo rispetto a un importante attacco informatico», aveva predetto in modo inquietante Schwab.
Lo Schwab aveva rilasciato queste dichiarazioni all’evento Cyber Polygon del 2021, in cui il WEF aveva preso parte a una simulazione in cui gli attacchi informatici avevano come obiettivo il settore finanziario, un evento che avrebbe aperto giocoforza ad un vero «Grande Reset» dell’economia globale.
Come riportato da Renovatio 21, quattro anni fa una città della Florida è stata bersaglio di un attacco informatico che ha alterato brevemente le sostanze chimiche nella sua fornitura d’acqua a «livelli potenzialmente dannosi».
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Immagine di ajay_suresh via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Guerra cibernetica
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Guerra cibernetica
Il grande exchange di criptovalute Binance da un ciberattacco
Binance, il più grande exchange di criptovalute al mondo, ha stimato l’impatto di un attacco informatico in 6,3 miliardi di dollari, affermando che gli hacker potrebbero aver sfruttato il laptop compromesso di un dipendente per effettuare prelievi non autorizzati.
In un aggiornamento di venerdì, la società ha dichiarato che le indagini preliminari suggeriscono che un aggressore abbia ottenuto l’accesso a un container di servizio tramite un laptop compromesso appartenente a un ingegnere DevOps, consentendo l’invio di transazioni di prelievo non autorizzate.
Binance ha dichiarato di non aver trovato prove di fughe di chiavi private dei portafogli e si è impegnata a coprire tutte le perdite utilizzando il proprio Fondo di Sicurezza per gli Utenti e i fondi aziendali.
«L’impatto totale stimato si aggira intorno ai 6,3 miliardi di dollari. Abbiamo collaborato con partner blockchain per congelare gli asset interessati, con circa 3 miliardi di dollari congelati on-chain finora», ha dichiarato la piattaforma di scambio in un comunicato.
L’azienda ha sottolineato che i fondi dei clienti sono al sicuro e ha affermato che pubblicherà un rapporto tecnico dettagliato una volta completata l’indagine.
A titolo precauzionale immediato, Binance ha temporaneamente sospeso depositi e prelievi e ha effettuato controlli di sicurezza, revocando l’autorizzazione all’indirizzo interessato e si è avvalsa della collaborazione delle forze dell’ordine e di società specializzate in intelligence blockchain per rintracciare e recuperare i fondi e identificare i responsabili.
L’episodio fa seguito alle segnalazioni di transazioni sospette che hanno coinvolto miliardi di dollari in asset digitali trasferiti da portafogli collegati a Binance giovedì.
I ricercatori blockchain hanno inizialmente stimato i deflussi a 2,77 miliardi di dollari su cinque blockchain. Binance ha successivamente confermato che 2,54 miliardi di dollari di asset interessati sono stati congelati.
Tra le aziende che hanno provveduto a congelare i beni collegati al presunto attacco figurano gli emittenti di stablecoin Circle, Ripple e Tether, i colosso delle crypto che si è mosso per comperare la squadra di calcio Juventus.
Nel 2023 Changpeng Zhao, co-fondatore ed ex CEO di Binance, si è dichiarato colpevole di aver violato le leggi statunitensi antiriciclaggio e si è dimesso dalla carica di amministratore delegato della piattaforma di scambio nell’ambito di un accordo in cui Binance ha accettato di pagare 4,3 miliardi di dollari di sanzioni. Successivamente ha scontato una pena detentiva di quattro mesi.
Come riportato da Renovatio 21, nell’ottobre del 2025 il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha concesso la grazia a Zhao. La Casa Bianca ha difeso la decisione, affermando che Zhao era stato ingiustamente perseguitato sotto la presidenza di Joe Biden, nell’ambito di una più ampia operazione di repressione contro il settore delle criptovalute.
Trump aveva già graziato Ross Ulbrich, come aveva promesso in campagna elettorale), ideatore della piattaforma di scambio del dark web Silk Road.
Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato la società Trump Media aveva investito 2 miliardi in bitcoini. Il bitcoin in quelle settimane toccava il record di 120.000 dollari. Nella primavera 2025 i figli di Trump con il vicepresidente USA JD Vance avevano presenziato alla conferenza Bitcoin di Las Vegas esaltano le criptovalute. Eric Trump, figlio di Donald, ha avuto a dichiarare che con cripto e blockchain in dieci anni potremmo assistere all’estinzione degli istituti bancari.
Anche a destra, ora critici del presidente sostengono che il clan Trump si sta arricchendo mostruosamente con le criptovalute.
Il presunto attacco a Binance si inserisce in una serie di importanti furti di criptovalute avvenuti quest’anno. A settembre gli hacker hanno rubato circa 388 milioni di dollari dall’exchange Bitget. Gli attacchi alle piattaforme Drift Protocol e Kelp DAO ad aprile hanno causato perdite rispettivamente di 285 e 292 milioni di dollari. Nel febbraio 2025 presunti hacker nordcoreani hanno rubato circa 1,5 miliardi di dollari da Bybit in quello che all’epoca fu ampiamente descritto come il più grande furto di criptovalute mai registrato.
Pare evidente che la nuova ondata potrebbe essere guidata da tecnologie IA, se non addirittura essere partita senza nemmeno l’impulso umano: già vari casi hanno dimostrato attacchi coordinati di IA alleate su obiettivi decisi in autonomia.
Come riportato da Renovatio 21, banche USA hanno sospeso l’uso di IA agentiche per i clienti dopo che questi hanno visto movimenti di conto di cui non avevano contezza, disposti autonomamente dall’AI.
Il tutto ci porta ad una conclusione drammatica: se nemmeno le banche, con tutti gli investimenti in cibersicurezza che possono permettersi, sono al sicuro dall’hacking IA, chi lo è? Il cittadino, con i suoi account sanitari, postali, economici, di svago, può essere al riparto dalla nuova minaccia posta dall’hacking via IA o addirittura dall’hacking deciso dall’IA stessa?
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Guerra cibernetica
Hacker attaccano AfD
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